1,721,002 research outputs found
L'autoriciclaggio
Con l'introduzione della fattispecie prevista dall'art. 648 ter.1 c.p.,, il legislatore ha definitivamente superato il "beneficio di autoriciclaggio", che rendeva le condotte di ripulitura del provento illecito, poste in essere dall'autore del reato presupposto, irrilevanti, in quanto post-factum non punibile. L'a nuova fattispecie, tuttavia, pone non pochi problemi sia in relazione ad alcuni istituti di parte generale, in particolare per quanto riguarda la problematica applicabilità delle disposizioni in materia di concorso di persone nel reato; sia per l'evidente sproporzione sanzionatoria che si determina a seguito della "doppia imputazione" gravante sull'autore dell'illecito, con la conseguente compressione del principio del ne bis in idem sostanziale. Anche sotto il profilo del rispetto del principio del nemo tenetur se detegere, la fattispecie di autoriciclaggio appare rivolta ad una inammissibile compressione del diritto al silenzio, a favore di meccanismi presuntivi di colpevolezza, per quanto riguarda l'attribuzione del reato presupposto
Alcune osservazioni sul reato di infedeltà patrimoniale alla luce del nuovo diritto societario
Nell’ambito della riforma dei reati societari il legislatore ha finalmente introdotto nell’ordinamento italiano la fattispecie di infedeltà patrimoniale (art. 2634 c.c.). Particolare attenzione merita la previsione, al comma 3 della fattispecie, di una clausola di esclusione della punibilità per l’ipotesi di vantaggi compensativi nell’ipotesi di gruppi di imprese. La disciplina penale dei vantaggi compensativi differisce dall’omologa fattispecie introdotta nel codice civile in merito al conflitto di interessi infragruppo, che tuttavia fornisce elementi decisivi per l’interpretazione della clausola di cui all’art. 2634 c.c. in una prospettiva di estrema ratio dell’intervento penale
Il riciclaggio
Il reato di riciclaggio presenta una serie di problematiche correlate, principalmente, alla struttura della fattispecie e alla sua periodica rivisitazione da parte del legislatore. Caratterizzata dalla presenza del cd. beneficio di autoriciclaggio, il reato di cui all'art. 648 bis c.p. riflette l'opzione politico criminale di neutralizzare, in maniera radicale, l'immissione della ricchezza illecita nell'economia legale, selezionando quelle condotte che appaiono più insidiose, in quanto destinate alla trasformazione e alla ripulitura del denaro sporco, prima della sua reintegrazione nel sistema economico. Seppure il fenomeno abbia una ampia rilevanza su scala macroeconomica, la formulazione della fattispecie è apparsa, nel corso degli anni, di problematica elaborazione. Essa, infatti, si presta da un lato, ad una interpretazione estensiva delle condotte attratte nel suo cono applicativo, in particolare per quanto riguarda l'estensione dell'area dei reati presupposto ai proventi dell'evasione fiscale; dall'altra, la norma ha mostrato un costante deficit di offensività e materialità, finendo per svolgere, sopratutto, una funzione di carattere simbolico
Note in tema di prevenzione del rischio-corruzione nel contesto societario
Il lavoro, premesse alcune considerazioni sulla tipologia e il contenuto delle cautele nel modello di organizzazione ex d. lgs. 231/2001, avanza alcune proposte di formulazione di presidi cautelari orientati a ridurre ragionevolmente il rischio-reato di corruzione nell'ambito di alcune "aree strumentali" notoriamente esposte a detto rischio, quali la gestione delle consulenze, delle sponsorizzazioni, delle liberalità e delle assunzioni, specie quando i destinatari sono Soggetti Pubblici o i loro Familiari o comunque soggetti legati
ai primi da rapporti di assidua frequentazione. Nella parte conclusiva, si auspica che, in futuro, la valutazione del giudice sulla idoneità e l'effettività preventiva delle cautele possa essere parametrata alla stregua delle best practices, così da ridurre l'attuale stato di elevata incertezza che la contraddistingue.This works deals with the prevention of corporate corruption under the Italian Criminal Law. At first, the author formulates some remarks on the‘ 231 ’organizational model, briefly focusing on its protocols’ type and content. Thus, he provides a few suggestions on how to shape bribery prevention-oriented procedures within business areas ‘instrumentally’ exposed to this risk, such as those of consultancies, sponsorships, gratuities and hirings, specially when involving public officers, their relatives or close acquaintances.
Finally, he claims judges should evaluate the protocols’ preventing effectiveness referring to the best practices, in order to mitigate the legal uncertainty this type of judicial scrutiny is currently affected by
- …
