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L’insegnamento della filosofia alla Sapienza di Roma nel Seicento. Le cattedre e i maestri, Olschki, Firenze, 2007
Per la storia istituzionale della ‘Sapienza’ del ‘600, sono state indagate le ragioni della crisi generale in cui versava l’istituzione e della crisi che riguardava le cattedre di umanità e di filosofia. La storia della ‘Sapienza’ è costellata da un serie di forti contraddizioni, tra le altre, quella di essere ufficialmente sede di studi aristotelici ma di avere nei suoi ruoli – da metà secolo in poi - intellettuali e scienziati galileiani, cartesiani e atomisti. Contraddizioni solo apparenti, che trovano nel volume, redatto sulla scorta di numerosissime e inedite testimonianze d’archivio, ampia spiegazione. Per la storia dottrinale sono state prese in esame le opere di alcuni lettori della ‘Sapienza’ che insegnarono per decenni, seguiti da numerosi allievi, come Demetrio Phalaereus e Vitale Giordano. A tutti i maestri di filosofia che nel corso del secolo insegnarono in ‘Sapienza’ è stata infine dedicata un’Appendice bio-bibliografica. The institutional history section of this volume investigates the reasons for the crisis affecting the chairs of Philosophy in the 17th century at the roman ‘Sapienza’. The section on the doctrinal history examines some essays written by lecturers at ‘Sapienza’ (D. Fallirei’s De anima, F. Nazari’s «Giornale de’ letterati» and V. Giordano’s Della Filosofia). Finally, a bio-bibliographical Appendix has been devoted to the professors who taught Logic, Moral Philosophy, Natural Philosophy and Metaphysics
La metafisica dei carmelitani alla Sapienza di Roma nel ‘600
Attraverso lo studio e la trascrizione della documentazione manoscritta conservata presso l'Archivio di stato di Roma, è stato possibile ricostruire la tradizione filosofica e teologica di riferimento dei padri carmelitani che insegnavano metafisica alla Sapienza di Roma nel corso del Seicento. La scuola carmelitana riconosceva come maestro di filosofia Johannes Baconthorpe, inglese del xiv secolo. Baconthorpe era teologo e filosofo raffinatissimo nelle cui opere si coglie chiaramente un profilo metodologico e argomentativo di matrice averroista
I trattati sui tre impostori nella Roma di fine Seicento
L'articolo riguarda il votum censorio al De tribus impostoribus magnis liber di Ch. Kortholt. Nel ricostruire la vicenda censoria del volumetto del teologo protestante si è ricostruita pure la fortuna del 'mitico' De tribus impostoribus e della teoria dell'impostura delle religioni storiche nella Roma pontificia
NUOVI DOCUMENTI SU TEOFILO DA VAIRANO
L'agostiniano Teofilo da Vairano fu maestro di filosofia di Giordano Bruno, a Napoli, prima che il filosofo entrasse nel convento di San Domenico Maggiore.
Il filosofo Nolano lo ricordò con l'appellativo di maestro e ne fece il suo portavoce nei Dialoghi londinesi.
Era dai primi decenni del Novecento, dalle ricerche di V. Spampanato, che non si reperivano nuovi docc. su Teofilo da Vairano, all'interno dell'articolo viene ricostruita la sua attività di maestro in Sapienza e di maestro di filosofia di Ascanio Colonna, futuro cardinale. A Roma, nel 1575, in occasione del Giubileo, Teofilo si fece promotore di un'accademia di studi filosofici e di medicina, di cui redasse le Constitutiones che portano la sua firma
L’altro Seicento: in merito a un recente convegno.
Indicazione di nuove linee di ricerca rispetto alla fortuna romana di Giordano Bruno. 1. nei primi decenni del Seicento attraverso la rilettura critica dei testi di un filosofo e medico romano - Giulio Cesare Lagalla - scarsamente valutato dalla critica sebbene testimone delle vicende bruniane in quanto medico personale del grande inquisitore Giulio Antonio Santori, artefice dell'estradizione di Bruno da Venezia a Roma e del processo romano. 2 nella seconda meta' del Seicento attraverso l'analisi di testi teatrali scritti da filosofi e medici dell'entourage di Cristina di Svezia che fanno riferimento alla cultura neopitagoric
I lettori di filosofia naturale della ‘Sapienza’ di Roma: I° Francesco Nazari.
Francesco Nazari fu a lungo maestro di filosofia ordinaria (filosofia naturale) alla Sapienza di Roma nella seconda metà del XVII secolo. Fu anche redattore e autore del 'Giornale de' letterati' fondato con G.G. Ciampini nel 1668. Dall'attività redazionale e in particolar modo da alcune recensione indubitabilmente a firma di Nazari sappiamo dell'orientamento filosofico del maestro, tutto preso da una concezione atomistica della materia e coinvolto nel progetto di 'cristianizzare l'atomismo' portato avanti da molti intellettuali che operavano a Roma, tra il prelato Michelangelo Ricci e il minimo E. Maignan. Nella Sapienza di Roma l'ordo studiorum era viceversa ancora alla fisica aristotelic
L'epistolario Peiresc/Aleandro e l'arrivo a Roma dei primi esemplari del De augmentis scientiarum
L’editoria veneziana e l’epistolografia: contributi per un regesto delle raccolte di lettere cinquecentesche
Le Meditationes cartesiane "Amstelodami 1709" e la condanna del 1720
L'edizione delle Meditationes condannata in via definitiva dall'Index Librorum Prohibitorum nel Settecento, dopo la prima condanna donec corrigatur del 1663, non era olandese, come indicato dal frontespizio: Amsteloedami 1709, ma italiana. Inoltre diversamente dalla struttura del 'Meditationes' cartesiane, pubblicate con le Objectiones di vari eruditi, scienziati e filosofi, e le Responsiones dello stesso autore, l'edizione italiana proponeva a fine testo - omettendo le Objectiones e le Responsiones - una serie di Notae che riguardavano autori e temi della cultura post-cartesiana, tra cui una Nota contro Spinoza
Tra i maestri di Giordano Bruno. Nota sull’agostiniano Teofilo da Vairano,
Come da testimonianza di G. Bruno e di altri testimoni come G. Cotin, il maestro prediletto, anzi l'unico maestro riconosciuto da Bruno fu l'agostiniano Teofilo da Vairano, le cui lezioni vennero ascoltate privatamente dal giovane Bruno a Napoli prima dell'ingresso in convento. L'articolo presenta e descrive un manoscritto di Teofilo, conservato in Biblioteca Apostolica Vaticana dal titolo De gratia
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