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    Presentazione del volume di M. Pagano, A. Tomeo, Capua. La seconda Roma (Napoli 2021).

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    Intervento sul volume di M. Pagano e A. Tomeo, dal titolo "Capua. La seconda Roma" (Napoli 2021)

    Due siti, una città. L’antiquaria capuana alla ricerca del proprio passato

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    Capua, tra le più prospere e sviluppate città del Regno tra tardo medioevo e prima età moderna, mostra un interesse costante per il proprio passato classico. La città nuova, di fondazione longobarda, osserva da vicino le vestigia abbandonate della Capua vetus, e cerca di ricostruire la sua storia remota. È la città stessa, tramite i suoi Eletti, a farsi carico di una politica culturale molto sensibile all’influenza dell’umanesimo latino, una politica che vede nella valorizzazione del passato classico un elemento imprescindibile della salvaguardia della propria identità civica. Nel Cinquecento si susseguono le iniziative finalizzate all’indagine dell’antico, e tuttavia la città dovette attendere la metà del Seicento perché venisse pubblicata una trattazione antiquaria sistematica sulle antichità locali, ad opera di Camillo Pellegrino junior (Apparato alle antichità di Capua, 1651). Nell’intervento si cercherà di indagare questa apparente anomalia, frutto verosimilmente delle difficoltà che la pur nutrita storiografia locale incontrava nel ripercorrere in diacronia la storia della propria città: come testimonia Flavio Biondo, nel Quattrocento i Capuani ignoravano chi avesse fondato la città nuova, e ignoravano le circostanze che avevano causato la soluzione della continuità abitativa. Nel Cinquecento il quadro non era mutato di molto. Solo a metà Seicento, con la pubblicazione delle fonti longobarde ad opera dello stesso Pellegrino (Historia principum Langobardorum, 1643-44), tutte le tessere del mosaico storico capuano vennero collocate con chiarezza al loro posto, consentendo un più agevole studio anche dell’antichità classica

    Presentazione del libro di M. Pagano e A. Tomeo, Capua. La seconda Roma (Napoli- Belle époque Edizioni - 2021).

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    Presentazione del volume di M. Pagano e A. Tomeo dal titolo: "Capua. La seconda Roma" (Napoli 2021)

    La monetazione di Capua nella fase longobarda: qualche considerazione

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    Questo contributo si sofferma sulla monetazione longobarda di Capua, la città fondata nel IX secolo sulle rive del fiume Volturno: attualmente sono attribuite a Capua su presupposti sufficientemente solidi solo gli esemplari in argento, mentre le monete di rame sono considerate più tarde, prevalentemente della fase normanna. La monetazione longobarda della città viene qui esaminata soprattutto in riferimento a quella di Benevento, perché Capua era parte del Ducato-Principato beneventano: sullo sfondo vengono sinteticamente richiamate alcune delle principali serie dell'epoca, quali le serie autonome di Toscana, o serie papali-imperiali, che possono concorrere all'interpretazione dell'esile ma non trascurabile, principalmente sul piano politico, monetazione di Capua al tempo dei Landonidi

    Bernardino Realino fra Capua e Nardò

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    Bernardino Realino viene esaminato attraverso le testimonianze rese ai processi diocesani svoltisi a Capua e a Nardo. Emerge un modello di santità in linea con i suoi tempi, su cui la Compagnia di Gesù investe in termini di consenso e di diffusione. A Capua compatta attorno ad esso i suoi stessi componenti; a Nardò è sostenuta dalla grande nobiltà e da varie frange del tessuto sociale. Sullo sfondo rimane la città di Lecce, la promotrice presso il cardinale Bellarmino delle richieste dei vari processi E’ la città da cui provengono i Gesuiti escussi a Capua, la città dove molti escussi a Nardò avevano sperimentato la fama di santità del Realino, la città presente in molte testimonianze neritine. E’ la città che a distanza di tempo dalla morte del santo continuava in a manifestare “la scambievole stima e l’affetto” per il suo Bernardino Realino che per quarantadue anni si era adoperato “a commune santificazione e salute” dei suoi cittadini

    La lingua come cultura, recensione a cura di Clelia Capua

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    Recensione del volume "La lingua come cultura" di G. Iannaccaro, V. Matera, 2009, Torino, UTET Universit

    Capuamque primariam universam redegit in cinerem". Il mito della distruzione di Capua antica nell'841

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    Articolo sulla questione della distruzione di Capua dell'841 d.C

    Prefazione a: S. Peppoloni, G. Di Capua, Geoetica. Manifesto per un’etica della responsabilità verso la Terra

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    Presentazione al libro sulla geoetica di Silvia Peppoloni e Giuseppe Di Capua (anche edizione inglese per Springer
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