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Per un'edizione critica delle Poesie di Paolo Rolli. Con un saggio di edizione e commento dell'Elegia I
Il contributo offre una ricognizione generale della storia editoriale delle Elegie di Paolo Rolli (1687-1765), ponendo le basi per un prossimo allestimento di edizione critica complessiva del corpus poetico dell’autore. È poi proposto un commento all’Elegia I, che mette in luce le numerose fonti letterarie utilizzate da Rolli nella sua stesura: ne emerge un quadro estremamente ricco e complesso, in cui si intrecciano citazioni sia dalla tradizione volgare (specialmente, tra gli altri, Sannazaro, Ariosto, Bernardo Tasso, Marino), sia, soprattutto, da quella latina (Tibullo, Ovidio, Orazio, Virgilio...). L’articolo presenta in appendice il testo dell’Elegia I corredata dell’apparato delle varianti.The article offers a general recognition of the editions of Paolo Rolli’s Elegie, and paves the way for the complete critical edition of his poetic work. Then, it provides a commentary of Elegia I that sheds a light on the vast number of literary sources that inspired the author, and on a rich and complex intertextual weave that draws on both Italian and Latin models (i.e. Sannazaro, Ariosto, Bernardo Tasso, Marino; Tibullus, Ovid, Horace, Virgil...). The essay also provides an appendix with Elegia I’s text and critical apparatus
Giuseppe Lando Passerini dantista ed editore della Commedia
Il contributo si concentra sull'attività di alacre propagatore del "culto di Dante" svolto da Giuseppe Lando Passerini (1858-1932) a cavallo tra Otto e Novecento. Si ricostruisce il suo lavoro pubblicistico all'interno del "Giornale dantesco" e del "Nuovo giornale dantesco", da lui stesso fondati, soprattutto quale autore di un celebre "Bollettino bibliografico" di cui resta testimonianza nel fondo a lui intitolato presso la Biblioteca dell'Accademia Petrarca di Arezzo. Viene poi presentata la sua prolifica attività in veste di autore ed editore di testi e studi danteschi, nell'ottica di porne in rilievo anche la prospettiva "militante" in senso patriottico e nazionalista. Infine, si ricostruiscono le vicende relative alla pubblicazione del cd. "Dante monumentale", l'edizione della "Commedia" da lui curata per Leo S. Olschki nel 1911, cinquantenario dell'Unità, che vide una difficile collaborazione tra il Passerini e Gabriele d'Annunzio
L'improvvisazione poetica nell'Italia del Settecento. La storia e le forme
Il volume approfondisce il fenomeno dell'improvvisazione poetica di marca colta nell'Italia del XVIII secolo, dalla fondazione dell'Accademia dell'Arcadia (1690) fino alle soglie dell'Ottocento. La prima parte disegna un profilo storico del fenomeno, rilevando gli stretti rapporti di tale pratica con le istituzioni culturali e con le varie correnti artistico-letterarie sviluppatesi nel corso del secolo. Una seconda parte si concentra sullo statuto sociale degli improvvisatori, anche sulla base di un censimento reso disponibile dal volume, del medesimo autore, intitolato "L'improvvisazione poetica nell'Italia del Settecento. Un catalogo". Infine, si analizzano luoghi, spazi e generi dell'improvvisazione poetica settecentesca, con un affondo in particolare su alcune tipologie ricorrenti o ritenute di maggior momento: le forme narrative, il brindisi estemporaneo, la tragedia all'improvviso
Recensione a M. L. Doglio, M. Pastore Stocchi (a cura di), Rime degli Arcadi I-XIV (1716-1781). Un'antologia, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2019
Paolo Rolli a Roma (1687-1715). Con un autografo inedito, un libretto adespoto e la prima stesura di 'Solitario bosco ombroso'
L’articolo offre una ricostruzione della vita e dell’attività letteraria
di Paolo Rolli (1687-1765) nei primi vent’anni, trascorsi a Roma, sua
città natale. Attraverso il ricorso ai documenti d’archivio disponibili, emergono
nuovi dettagli sulla sua famiglia e sulla sua formazione giovanile, sul
suo esordio nel mondo culturale romano e sul suo ruolo nello scisma d’Arcadia
del 1711, fino al tentativo di un riposizionamento politico e culturale
alla vigilia del suo trasferimento a Londra (1715). Infine, si propone l’attribuzione
di un oratorio adespoto, nel quale spicca la presenza di un’aria che
è possibile riconoscere come il probabile primo nucleo di Solitario bosco
ombroso. In appendice, si pubblica una lettera inedita a Pier Leone Ghezzi
Recensione a M. Cesarotti, Poesie, edizione critica e commento a cura di V. Gallo, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2016
Recensione a F. Algarotti, Saggio sopra la rima, a cura di M. Romanelli, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2021
La dottrina dell'entusiasmo poetico in Europa tra Sei e Settecento
L’articolo indaga il concetto di ‘entusiasmo’ in Inghilterra, Francia e Italia tra Seicento e Settecento, soffermandosi in particolare sulle oscillazioni di significato che il termine assume sia in ambito estetico che in ambito teologico, all’indomani delle guerre di religione. Attraversando le pagine di numerosi pensatori e poeti, si compone un quadro composito ma unitario, da cui emergono differenze, causate dalle diverse esperienze storiche nazionali, e affinità, legate a un comune modo di fruire dell’arte, in generale, e della letteratura, in particolare
Prassi liriche estemporanee e formazione letteraria. I 'Precetti della estemporanea versificazione': un ignoto trattato sulla poesia all'improvviso di primo Ottocento
Il contributo si concentra sul ruolo svolto dal medium dell’oralità nei processi di formazione letteraria dal Cinque all’Ottocento, specie nell’ambito d’applicazione della Ratio studiorum gesuitica, approfondendo in particolar modo scopi e funzioni della prassi lirica estemporanea, tanto in latino quanto in volgare. Successivamente, viene presentato un opuscolo a stampa adespoto, reperito presso la Biblioteca Apostolica Vaticana in unica copia, parzialmente mutilo, intitolato Precetti della estemporanea versificazione, il quale rappresenta l’unico esempio finora noto di un trattato sulla poesia all’improvviso, dopo i tentativi, mai portati a termine, di Bernardino Perfetti, Crescenzio Vaselli e Aurelio de’ Giorgi Bertola. Si propone una datazione al primo Ottocento dei Precetti, si offrono alcuni elementi utili alla sua attribuzione e si commentano alcuni passi particolarmente significativi che svelano inedite pratiche di acquisizione dei fondamenti della composizione poetica, testimoniando usi talvolta non registrati nello scritto, specie sul piano metrico-formale e dei generi. Infine, si offrono una trascrizione completa delle circa 70 pagine superstiti dei Precetti e un loro puntuale commento
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