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Le consuetudini internazionali tra Corte costituzionale e Corte di Giustizia
Il lavoro analizza il ruolo delle consuetudini internazionali all’interno della Costituzione italiana attraverso il contributo offerto dalla giurisprudenza costituzionale. Dopo aver ricostruito, con l’ausilio dei lavori preparatori, la scelta costituente a favore dell’apertura nei confronti della comunità internazionale, viene affrontato il tema del rango da attribuire alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute all’interno del sistema delle fonti. Viene sottolineato, in particolare, attraverso l’analisi dei casi, il ruolo svolto dai giudici nella individuazione e collocazione delle consuetudini internazionali tra i parametri di legittimità. Successivamente si affronta l’utilizzo, anche nell'ordinamento comunitario, delle fonti non scritte, per evidenziarne la collocazione sistematica. Infine si evidenziano, i punti di convergenza e di divergenza tra i due ordinamenti, nazionale ed europeo, in tema di consuetudini internazionali
Il caso association Belge des consommateurs e la non discriminazione nel settore della assicurazioni: la parità al volante?
Assicurazioni. Sentenza CGCE anno 2011. rinvio pregiudiziale della Corte Costituzionale belga in tema di uguaglianza di trattamento tra uomini e donne in materia di accesso e fornitura di beni e serviz
E' illegittima la decisione delle istituzioni comunitarie che non rispetta il diritto di difesa?
Le condizioni costituzionali di adesione europea
Convegno annuale organizzato dal Gruppo di Pis
Diversi orientamenti in Italia e Spagna in tema di quote di genere
Legislazione elettorale. Ruolo dei partiti, trasformazioni della rappresentanz
LA COSTITUZIONALIZZAZIONE DELL’EQUILIBRIO DI BILANCIO NELLA RIFORMA DELL’ART. 135 DELLA COSTITUZIONE SPAGNOLA
Intervento programmato
Spagna vs Italia:i diritti umani tra giurisprudenza costituzionale interna ed europe
Principio di sussidiarietà, regolamenti di delegificazione e competenza residuale: una verifica incerta?
Il lavoro affronta il rapporto tra i regolamenti statali e le competenze regionali in seguito all’adozione della riforma del Titolo V della Costituzione. In particolare, si analizza la sentenza n. 214 del 2006 della Corte Costituzionale che si occupa dei regolamenti statali all’interno del piú vasto tema della “chiamata in sussidierietà” delle funzioni legislative ed amministrative regionali. Si raffronta così la sentenza indicata, unitamente ad altre pronunce costituzionali, con i test di giudizio affermati dalla sentenza n. 303 del 2003, al fine di evidenziare eventuali discontinuità. Infine si sottolinea il ruolo svolto dal principio di leale collaborazione nell’esercizio delle competenze statali e regionali
Risarcimento del danno e posizione comune in tema di lotta al terrorismo tra Corte di Giustizia e giudici comuni
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