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Per una politica di orientamento permanente. Una ricerca sociologica sul campo
In una società complessa e globalizzata, caratterizzata da un’economia flessibile e competitiva, si mostra sempre più evidente e necessario lo sviluppo di una formazione permanente e di un orientamento continuo, che valorizzi la persona e la sua «capacità di scelta» consapevole e responsabile. In questo scenario, la ricerca Orientamento scolastico e partnership dei genitori, promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e realizzata dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, di cui si dà conto in questo volume, si è posta tre obiettivi di carattere descrittivo- esplicativo: acquisire una conoscenza concreta sullo stato dell’arte delle attività di orientamento nella scuola secondaria di primo grado della Regione Lazio; identificare le variabili che influenzano la scelta scolastica della scuola secondaria di secondo grado; cogliere la percezione da parte dei genitori della finalità dell’orientamento e, allo stesso tempo, individuare il ruolo chiave della famiglia nel processo di scelta del giovane.
In questa prospettiva, la ricerca si è proposta di elaborare un modello di riferimento per l’orientamento scolastico, in cui gli attori (dirigenti, docenti, studenti e famiglie) siano tenuti a un dialogo continuo e collaborativo, finalizzato a migliorare il processo decisionale che caratterizza la delicata fase di transizione scolastica, favorendo nel giovane un progetto di crescita che rifletta la propria identità personale e vocazionale, in un contesto critico quale quello attuale, in cui la lotta alla dispersione scolastica e all’emergenza sociale rappresenta una sfida nazionale ed europea
Analisi sulla didattica a distanza durante l'emergenza Covid-19
L’indagine tenta di approcciare l’esperienza vissuta nel corso della prima fase di lockdown da parte dei diversi attori coinvolti nell’emergenza educativa, con la consapevolezza che ciascuno di essi guarda al sistema scuola con obiettivi, interessi,problemi e prospettive radicalmente diversi, se non conflittuali e talvolta inconciliabili. L’indagine cerca di comprendere quali sono state le principali criticità e le strategiedi intervento adottate, da parte dei diversi attori coinvolti nella Didattica a Distanza, nel corso dell’emergenza. L’intento è quindi quello di dare voce al sentire e all’agire diquanti hanno vissuto, ciascuno dalla sua specifica prospettiva, la “trincea a-temporale, a-spaziale e a-materiale” della Didattica a Distanza, con l’intento di ricostruire, dal di dentro, le traiettorie sempre dinamiche e cangianti che si muovonotra i vincoli del contesto e la ricerca degli adattamenti soggettivi
La periferia in (tempi di) crisi. La divisione dello spazio urbano nella periferia est di Roma
Il rapido mutamento della struttura sociale e urbana di questi ultimi anni e la forte accelerazione che la recessione economica globale imprime sui processi di stratificazione e esclusione sociale hanno riportato la questione delle periferie al centro del dibattito politico e scientifico internazionale (Cremaschi 2008; Secchi 2014).
In ambito urbano, sebbene la tradizionale dialettica centro-periferia sia ancora valida e persistente (Zamagni 1990; Violante 2008; Ferrarotti 2009a; 2009b), si impone una messa in discussione delle stesse categorie di centro e periferia.
Attraverso l’analisi delle nuove disuguaglianze sociali-urbane (Ranci 2002; Dupont 2004; Dubet 2008; Kokoreff 2009; Wacquant 2006; 2013) questo studio intende cogliere ed analizzare i processi di differenziazione socio-spaziale (Kesteloot 2003; Préteceille 2003; 2006; Morlicchio 2012) che agiscono all’interno delle singole unità territoriali, con l’obbiettivo di giungere ad una ridefinizione teorica ed epistemologica delle categorie interpretative utili nell’osservazione dei processi urbani in mutamento.
Il campo d’osservazione è rappresentato dalla città di Roma, ed in particolare le aree periferiche comprese tra i nuovi V e VI Municipio. Parallelamente si condurrà uno studio teorico sulla città di Parigi e le sue banlieue, in particolare per quanto concerne i processi di segregazione socio-residenziale, esclusione e marginalità. La collaborazione ed il confronto con alcuni docenti e ricercatori del Cadis (Centre d'analyse et d'intervention sociologiques, CNRS-EHESS) consentirà di comprendere ed approfondire i caratteri principali di tali fenomeni.
La metodologia adottata fonde strumenti e tecniche tipiche dell’analisi storica, sociologica ed urbanistica. La base empirica di riferimento è composta dalle principali fonti statistiche nazionali ed internazionali, i cui dati saranno elaborati e geo-referenziati tramite i software Spss e QGis
Digital development culture in Europe
The chapter compare European project reports, illustrates the main comparative results extracted by a text-mining procedure used to explore the five national reports generated from each case study, by means of a sociocultural profiling method based on a natural language processing procedure. In European projects, there is often a phase in which the results are compared with qualitative, quantitative, or mixed methods. Among the various elements that organize the comparison, an important component is the cultural dimension since it organizes social actors’ practices, often carried out with qualitative methods. However, in line with the literature, this dimension is detectable through text mining methods since it determines the choice and association of the words used to organize communication. This chapter proposes a text-mining procedure for comparing the documents’ symbolic-cultural categories. In particular, Emotional Text Mining was used to study the cultural differences in digital development in higher education among countries by analyzing the country partners’ reports to identify the symbolic-cultural categories and the evolution of the EHEA during the translation process
Gli imprenditori stranieri nel Lazio, tra vincoli e risorse: salute e sicurezza sul lavoro
Le sfide della scuola nell'era digitale. Una ricerca sociologica sulle competenze digitali dei docenti
Comparative Analysis of National Reports: The Case of the Erasmus+ ECOLHE Project
The study proposes a text mining procedure useful for comparing the documents’ symbolic-cultural categories. In particular, Emotional Text Mining was used to study the cultural differences of digital development in higher education among countries through the analysis of the country partners’ report of the Erasmus+Project ECOLHE (Empower Competences for Onlife Learning in Higher Education), to identify the symbolic-cultural categories and the representations of digital development. In the European projects, there is often a phase in which the results are compared with qualitative, quantitative, or mixed methods. Among the various elements that organize the comparison, an important component is the cultural dimension, since it organizes social actors’ practices, which is often carried out with qualitative methods. However, in line with the literature, this dimension is detectable through text mining methods since it determines the choice and association of the words used to organize communication. Results have important implications for the identification of digital culture development indicators starting from texts, an aspect that could be considered relevant for policy makers in the context of Erasmus+ projects
INTERNATIONALISATION STRATEGIES IN HIGHER EDUCATION: THE CASE OF LATVIA
Context:
The internationalisation of higher education institutions (HEIs) is a key strategy for fostering global collaboration and economic growth. Latvian universities have responded by adopting innovative approaches to attract international students and staff (Apsite-Berina et al., 2023). Historically advantaged by geography, linguistic diversity, and prestige during the Soviet era (Ozolina & Ulnicane-Ozolina, 2020), these benefits diminished with globalisation, prompting targeted reforms. Key measures included the 1995 Law on Institutions of Higher Education, aligning Latvian education with European standards (European Union, 2023), and joining the Bologna Process and Lisbon Recognition Convention to enhance student mobility and academic recognition (Council of Europe, 1997). Further initiatives, such as the National Development Plan 2014–2020, streamlined admissions, introduced European-language programs, and improved program quality. The region has entered into agreements with student recruitment agencies, which facilitate student mobility and improve Latvian universities' recruitment processes (Chankseliani, M.,Wells, A. 2019). In addition, the country has revised its academic program offerings to ensure compliance with the quality criteria outlined by the Ministry of Education and Science (Study in Latvia, 2022).
Methodology:
Building on a strategy already implemented in our previous work (Sospiro, P., et al., 2024), this case study examines the internationalization process of Latvian higher education institutions (HEIs). The analysis is based on data collected through a survey disseminated to all National Promotion Agencies (NPAs) in the EU. The survey aimed to provide an overview of the strategies and roles these agencies employ to boost the international outreach and partnerships of EU universities. In particular, the NPA Study in Latvia was among the first to respond, offering valuable information about its initiatives and practices.
The methodological framework includes:
(i) Policy and strategy analysis: Examines the strategies implemented to attract international students by the Agency.
(ii) Quantitative analysis: A statistical evaluation of international student enrolment in Latvian universities.
(iii) Case study approach: A detailed review of key universities with a higher number of international students, to explore best practices and their contributions to internationalisation.
Results:
This research provides insights into the key trends shaping the internationalisation process in Latvia, highlights the adopted by Latvian universities and the role of the Study in Latvia Agency on internationalisation process. Preliminary findings indicate that the majority of international students hosted by Latvian institutions originate from India (25%), Uzbekistan (12%), Sweden (8%), Ukraine (8%), Germany (7%), and Sri Lanka (6%). The prevalent fields of study include Social Sciences, Business and Law, Natural Sciences, Mathematics and Information Technology, as well as Health Care and Social Welfare. This diversity highlights the broad academic appeal of Latvian higher education institutions in attracting students from varied educational and cultural backgrounds
Students’ Perspective on Digital Technologies in Higher Education
The fifth chapter focuses on a European project research results highlighting European students’ perception of the ability to integrate digital technologies into organizational and training processes identifying seven kinds of students. The increase in the use of online training connected to the pandemic emergency has highlighted, as never before, that Higher Education Institutions have to deal with the digital revolution, promoted by the European Community since 1998 from the so-called Bologna Process. This chapter illustrates the results of the students’ survey of the “Empower Competences for Onlife Learning in Higher Education” (ECOLHE) project. the project aimed to investigate the transformation processes and of developing practices of higher education’s digital teaching and learning in several European countries. The research project was based on the hypothesis that the availability of technological infrastructures does not grant an efficient and effective use of ICTs by students since the type of student, the university (traditional/online) and the level of national digital development are key factors in dealing with technological infrastructure
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