1,721,027 research outputs found
Jihad e cyberwar: nulla è come sembra
In questo articolo viene considerata la produzione mediatica di propaganda dell'Isis che ha innescato una cyberwar i cui protagonisti oltre ai terroristi islamici sono i servizi di intelligence occidentali e anche i "colossi della rete" come Google, Facebook e Twitter, che cercano di opporre una contronarrazione mondiale rispetto alla costruzione della fascinazione per il jihad
Donne politiche sulla scena dei media
Nel saggio viene presentata una ricerca qualitativa sulla rappresentazione e l'autorappresentazione delle donne politiche in alcuni dei principali mezzi d'informazione italiani (La Repubblica, Il Corriere della sera, sei talk show dei principali canali generalisti) dal 18 febbraio al 20 marzo 2015. L'obiettivo è stato quello di rilevare i frame maggiormente utilizzati per rappresentare le donne politiche e al contempo di evidenziare gli stereotipi di genere veicolati. Emerge uno scenario articolato per cui se da un lato si conferma la presenza di molti stereotipi di genere che ingabbiano le donne politiche penalizzandole sul piano professionale, d'altro canto vi sono segnali di cambiamento in atto: una valutazione tendenzialmente positiva dell'operato delle donne politiche, un bilanciamento degli stereotipi di genere con la diffusione dei valori di parità/pari opportunità tra i sessi, l'inizio dell'utilizzo di un linguaggio sessuato che sottolinea il riconoscimento pubblico dei "nuovi" ruoli assunti dalle donne
L'audience "attiva". Effetti e usi sociali dei media (nuova edizione)
Nel libro si ripercorre la storia delle più importanti teorie sugli effetti dei media sviluppatesi negli Stati Uniti e in Europa a partire dagli anni Venti del Novecento fino ad oggi. Ampio spazio è dedicato agli studi etnografici sull'audience che rendono conto delle pratiche e delle esperienze di consumo effettive da parte di differenti tipi di pubblici
Le associazioni femministe italiane e la produzione di capitale sociale
Il quadro generale dell’associazionismo femminista italiano è complesso e multiforme. Da un lato si assiste a un indebolimento della forza d’urto, d’impatto sulla società in termini di capitale sociale di tipo bridging da parte delle associazioni di lungo corso, alcune sempre più chiuse in se stesse, autoreferenziali tanto da fornire più che l’impressione di rimanere imbrigliate in dibattiti interni e in una conflittualità non produttiva di spirito civico, ma a difesa dei confini e di posizioni acquisite di potere. D’altro canto, non è possibile affermare che l’associazionismo femminista, i valori veicolati e la cultura e l’impegno civico che ne deriva/ne può derivare siano in via di estinzione. Piuttosto vi è una trasformazione nell’ambito dello spazio pubblico, una maggiore ‘liquidità’ di comportamenti sia per quanto riguarda la scelta delle associazioni più giovani di costituirsi in un tipo di aggregazione informale (che collima con la perdita di fiducia nelle istituzioni e nelle organizzazioni politiche alle quali, istituzionalizzandosi, sarebbero più legate), sia per un maggiore nomadismo, un’apertura a politiche di larghe intese, come indica la costituzione di reti nazionali e internazionali di donne sempre più ampie, come la rete Non una di meno (che si ispira alla coalizione di donne argentine contro la violenza domestica Ni una menos e si riallaccia al lessico politico radicale americano, da cui le parole chiave: inclusive e intersectional)
La comunicazione di genere.Prospettive teoriche e buone pratiche
Nel libro si promuove la comunicazione di genere nella convinzione che valorizzare il genere femminile a livello culturale possa condurre a una progressiva riduzione degli stereotipi, del sessismo e delle disuguaglianze tra uomini e donne in ambito pubblico e privato. Ripercorrendo le fasi attraversate dal pensiero femminista, si evidenziano nodi teorici - sesso/genere, uguaglianza/differenza, femminismo/postfemminismo - su cui è utile riflettere per comunicare in maniera consapevole e responsabile
Personal Relationships in the Digital Age: Three Female Academics' Qualitative Research
This essay deals with the theme of personal relationships on social media, linked to the theme of online identity, bringing together the research and reflections of some of the most important academics of the internet. They are three Americans from different generations: Sherry Turkle, Nancy Baym and danah boyd, who are concerned with looking into interpersonal online relationships (the body is therefore absent) demonstrating particular sensitivity to emotional aspects which are brought into play at the point where humans and technology, online and offline and public and private spheres meet. If the first stage of internet history highlighted users’ freedom of identity expression, then the era of social networks is about the ease with which people can maintain and expand a network of contacts, while raising some doubts over the quality of such relationships. It is interesting to see how the three academics place not only the quality of the relationship, but also the quality of research at the centre of their reflections, demonstrating their passion for the work which is part of their lives
Gender-based Violence Representation in the Italian Media: Reviewing Changes in Public Narrations from Femicide to “Revenge Pornography".
The following contribution examines the phenomenon of male violence against women in Italy from a sociological perspective. The aim is to present the latest changes in how gender-based violence (GBV), perpetrated online and offline, is represented in news media and awareness-raising campaigns. Building on the most relevant qualitative and quantitative research studies conducted on the representation of GBV and femicide in Italy over the past ten years, the paper will reflect on the role that the Italian women's movement and some communities of journalists have played in eliciting a narration of GBV and violence against women and girls (VAWG) more attentive toward power dynamics and freed from gender stereotypes
Rappresentazioni sociali della violenza sulle donne: il caso del femminicidio in Italia
Oggetto della ricerca sono le rappresentazioni sociali della violenza estrema sulle donne (femminicidio) nelle diverse arene pubbliche della società italiana. Partendo da un campo d’indagine complesso, caratterizzato da una disponibilità limitata di dati ufficiali e da un livello di approfondimento scientifico ancora frammentario, la ricerca si pone l'obiettivo di ricostruire, attraverso l'impiego di strumenti e metodologie molteplici, un quadro articolato delle risorse simboliche che vengono oggi mobilitate quando si parla di femminicidio all’interno del discorso pubblico italiano. A tal fine ci si propone di investigare i diversi modi attraverso cui il femminicidio trova legittimazione/spiegazione all’interno di una pluralità di arene istituzionali differenti (i media, il settore giudiziario, il discorso politico) facendo emergere, in maniera innovativa rispetto alle ricerche condotte sino a oggi sull’argomento, non solo gli aspetti caratteristici propri a ciascuna arena, ma anche quelli trasversali, così da valorizzare le sovrapposizioni, i rimandi, le intersezioni e le contraddizioni eventuali. L'ipotesi suggerita è che esitano forme diverse di rappresentazione e "giustificazione" sociale: da un lato un discorso egmonico che si convenzionalizza in stereotipi di genere, dall'altro indizi di controversia che rivendicano nuove risorse socio-politiche e culturali. Per raggiungere i suoi obiettivi conoscitivi il progetto prevede il coinvolgimento di 5 unità di ricerca (Università di Bologna, Padova, Palermo, Salento, Torino) che intendono realizzare: un’indagine sulle rappresentazione del femminicidio nei mezzi d’informazioni italiani (analisi di stampa e TG locali e nazionali, specifici ambienti web e social media); un’indagine sulle rappresentazioni del femminicidio nei procedimenti giudiziari (incluso il discorso delle forze dell’ordine e della medicina legale); un’indagine sui discorsi di policy (documenti di policy e interventi degli eletti). Per sostenere e valorizzare l'insieme di saperi e ambiti progettuali, si prevede la costituzione di un Osservatorio web come luogo di raccolta, restituzione e divulgazione delle informazioni, spazio attivatore di reti (altre strutture di ricerca, altri soggetti della società professionale e civile - inquirenti, giornalisti, magistrati, operatori del terzo settore) e strumento intranet di collaborazione fra le varie équipes di ricerca.
Principali risultati attesi: sopperire alla carenza di dati sistematici sul fenomeno; contribuire alla conoscenza dei dispositivi che favoriscono/ostacolano il cambiamento di rappresentazioni sociali; pubblicazione e diffusione scientifica dei risultati (articoli, conferenze, seminari), e loro divulgazione più ampia (apertura e mantenimento del sito Osservatorio per facilitare la lettura e la discussione del fenomeno agli addetti ai lavori e a un più vasto pubblico, l’elaborazione di moduli formativi per giornalisti e operatori del settore)
"Un posto al sole": produzione, contenuti e pubblico della prima soap opera italiana.
Nel panorama italiano della produzione di fiction, il caso di "Un posto al sole" presenta più di un motivo di interesse. Si tratta del primo esperimento di serialità lunga affrontato dalla Rai; il programma è prodotto e trasmesso da Raitre, dai cui palinsesti la fiction era assente fin dal 1991; la sua articolazione tematica mette in discussione la definizione stessa di soap opera, per come questa viene applicata ai prodotti statunitensi che rappresentano gran parte dell'offerta attuale daytime sulle reti nazionali. Sotto l'aspetto produttivo, Un posto al sole si può definire un prodotto anomalo rispetto alle logiche e alle strategie della televisione italiana; dal punto di vista della struttura narrativa, risulta difficile assimilarlo ad un modello preciso: alle tematiche sentimentali tipiche delle soap statunitensi si affianca il realismo caratteristico della soap britannica, e si rintracciano anche alcune modalità narrative e linguistiche che lo avvicinano alla tradizione nazionale dello sceneggiato
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