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Bisanzio minore? I partiti ornamentali del codice Marciano Greco I, 18 (1276) nella cultura costantinopolitana di età mediobizantina
Il testo raccoglie la descrizione e l'analisi dei partiti ornamentali del manoscritto Marciano greco I, 18 (=1276) della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. Lo studio dei motivi decorativi ha permesso di circoscrivere l'ambito geografico e cronologico di produzione del codice
«L’oro di Bisanzio» nei cataloghi della Biblioteca Marciana tra XVIII e XIX secolo
Il testo ripercorre l'interesse nei confronti dei codici greci della Biblioteca Nazionale Marciana, attraverso i cataloghi settecenteschi redatti dai bibliotecari. Nel testo viene evidenziato il quasi totale disinteresse per i repertori ornamentali e per i cicli miniati. Fanno eccezione il ritratto dell'imperatore Basilio II, contenuto nel suo salterio e l'uso di decorazioni in oro nei codici di lusso. Nella seconda metà dell'Ottocento, il ruolo ancillare della miniatura rispetto al testo viene messo in crisi dal francese Labarte, per essere sovvertito dal russo Kondakov
Sull’immagine di Simeone Stilita il Vecchio nel Menologio di Basilio II
The manuscript gr. 1613 of the Vatican Library is a Menologion, a book that contains short texts about the lives of the saints drawn up in liturgical order, and is dedicated to the emperor Basil II. The second illumination of the codex shows an image of St. Symeon Stylites the Elder. Close to the column of the hermit, there are some figures already interpreted as Arabs paying their respect to the saint, because of the turbans wrapped around their heads. The critical analysis of the illumination allows us to recognize a specific hagiographic source chosen to represent the Saracens converted to the Christian faith. This hypothesis is supported by devotional aspects, by historic context, by military expeditions along the East borders of the Empire and by cultural and social relations with the Arabs during the rule of this emperor. In particular, it is useful to take into consideration the peace imposed on al- Hakim, the Fatimid caliph of Egypt, in 1001 and 1011. These episodes should be considered in the chronological assessment of this manuscript
The problem of the eastern influences on Byzantine Art during the Macedonian Renaissance: some illuminated manuscripts from the National Library of Greece and the National Library of Venice
Il contributo pubblicato nel volume che raccoglie gli atti del Congresso Internazionale tenutosi a S. Pietroburgo presenta alcune riflessioni sulla presenza dell'ornamentazione pseudocufica nei manoscritti liturgici bizantini di epoca mediobizantina. I casi di studio provengono dalla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e dalla Biblioteca Nazionale di Atene. Attraverso la disamina di fregi inediti, si dimostrano i differenti livelli di comprensione dei modelli pseudocufici, intesi come puro motivo decorativo
Prodigi d’Etiopia. Due manoscritti da Sam Fogg
Il testo presenta la traduzione e l'adattamento delle schede codicologiche scritte da D. Appleyard in occasione della mostra di arte etiopica allestita presso la galleria di Sam Fogg, in Clifford Street a Londra. L'adattamento ha richiesto uno studio che permettesse di contestualizzare i manoscritti a livello storico artistico. Inoltre sono state approfondite alcune questioni iconografiche del tutto estranee alle schede codicologiche, fatte da scarne informazioni tecniche
The Mosaics in Context. Preliminary Report on a Multi-Methodological Study of the Inner Porch of San Marco, Venice
Ars monastica. Iconografia teofanica e tradizione mistica nel mediterraneo altomedievale (V-XI secolo)
Il volume presenta gli esiti delle ricerche condotte dall'autrice durante il triennio del dottorato di ricerca. I risultati delle indagini sono molto innovativi, poichè modificano l'approccio allo studio dell'iconografia della visione teofanica. Attraverso un'approfondita disamina delle fonti artistiche e testuali, l'autrice dimostra la libertà degli iconografi nella raffigurazione dell'immagine di Dio. A differenza di quanto sostenuto dagli studiosi che se ne sono occupati precedentemente, le immagini teofaniche non si rifanno mai esattamente a una fonte testuale riconoscibile, né corrispondono con esattezza ai testi liturgici. Piuttosto, le immagini teofaniche costituiscono una summa delle fonti bibliche, esegetiche, liturgiche, trattate sempre liberamente dagli artisti. L'autrice dimostra inoltre che 1) gli unici elementi di continuità nella tradizione iconografica sono il fatto che nessuna iconografia è uguale ad un'altra, ovvero, che non esistono due iconografie teofaniche identiche; 2) che il ruolo dei testimoni della visione è centrale nella comprensione dell'iconografia; 3) che l'unica corrispondenza con le fonti testuali va ricercata nella letteratura monastica che riguarda la visione di Dio
Ars monastica. Le fonti dell'iconografia teofanica nella mistica monastica del mediterraneo altomedievale
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