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Einleitung
Der vorliegende Band, der die Ergebnisse eines deutsch-italienischen Forschungskolloquiums vom 27. bis 29. September 2012 in der Villa Vigoni dokumentiert, möchte gegen die präsentistischen Reduktionen und Missverständnisse der Ringparabel die literarische Geschichte dieses wirkmächtigen Erzählmodells rekonstruieren und an diesem Leitfaden entlang auch eine Archäologie des europäischen Toleranzgedankens selbst liefern. Erhellt werden zum einen die Transformationen der Parabel von der Antike bis zu Boccaccios Melchisedech-Novelle, um dann zum anderen auf Lessing einzugehen und dessen Rezeption bis in die Moderne zu verfolgen. Wie die Tagung wird auch die vorliegende Dokumentation mit einem Beitrag des Ägyptologen Jan Assmann eröffnet. Ef folgen Beiträge von A.C. Mayer, W.-D. Stempel, V.L. Puccetti, A. Kablitz, L. Möllenbrink, A. Aurnhammer, M. Zanucchi, C. Rivoletti, W. Schröder, G. Cantarutti, F. Vollhardt, F. Tucci und L. Weissberg
I clandestini
La rivista “Il lettore di provincia” dedica un “numero speciale” al genere degli aforismi. Il mio contributo sviluppa una convinzione espressa dal massimo studioso della “maxime”, Corrado Rosso: la fertilità di un’indagine sugli aforismi inseriti in altri testi, dai romanzi ai diari, dalle biografie e autobiografie alle lettere e alla saggistica. Aforismi estratti ex post dal contesto di opere di altro genere possono essere equiparati agli aforismi in raccolte autografe di aforismi? Che cosa si intende per “isolabilità” degli aforismi?
Il contributo esamina in particolare la diffusione di questi aforismi “clandestini” nel romanzo della “età dell’antropologia”, ovvero nell’età di Georg Christoph Lichtenberg (1742-1799) prendendo come esempi il romanzo Der Weltmann und der Dichter di Friedrich Maximilian Klinger (1752-1803) e il Titan di Jean Paul (Richter), dove appaiono “zehn Aphorismen”, “dieci aforismi” singolarmente numerati. L’ultima sezione del lavoro è dedicata alle lettere che fungono da deposito di “aforismi clandestini”
Sulla fisiognomica
Georg Christoph Lichtenberg (1742-1799), ricordato quasi solo come aforista, è anche autore di splendidi saggi come quello qui tradotto per la prima volta in italiano: Sulla fisiognomica, un attacco serrato e brillante alla pretesa di sapere leggere sul volto «i segni e le tracce dei nostri pensieri, delle nostre inclinazioni e capacità». All’origine di tale ingenua quanto presuntuosa credenza stavano i Frammenti fisiognomici (Physiognomische Fragmente, 1775-1778) di Johann Caspar Lavater, destinati nelle intenzioni del teologo zurighese «alla promozione della conoscenza dell’uomo e dell’amore dell’uomo», ma tradottisi nei fatti in una furibonda frenesia collettiva che rovesciava la razionalità nel suo contrario.
Il saggio Sulla fisiognomica inaugura nel 1778 la redazione ad opera di Lichtenberg del minuscolo «Calendario tascabile di Gottinga», il «Göttinger Taschen Calender». Il suo straordinario successo spinge l’editore a un’immediata ristampa ampliata. L’ampliamento che quasi quadruplica il testo originale redatto nell’estate del 1777 ha «danneggiato» secondo Lichtenberg «le osservazioni fondate». Il testo in tedesco a fronte di quello italiano le offre nella veste smagliante propria a un autore eccelso nella capacità di sfruttare le risorse della hilaritas e della brevitas
La biblioteca firmiana nel transfert culturale italo-tedesco: “Opuscoli di Milano” e intrecci neoclassici
Ritornando sul tema di una relazione presentata a Wolfenbüttel “Die Bibliothek der frühen Neuzeit als Raum der Ideen” si chiarisce preliminarmente cosa si intende con “la biblioteca come spazio delle idee” e il significato del soggiorno di Lessing nella biblioteca del conte Carlo Firmian. Nel presente lavoro tale biblioteca viene esaminata dal punto di vista del transfert culturale in base a documenti editi e inediti concernenti particolarmente i rapporti del conte trentino con il cardinale Domenico Passionei (membro dell’Accademia delle Scienze di Berlino), con G.B. Bottari, Paolo Maria Paciaudi, Giovanni Bianchi alias Janus Plancus ariminensis (carteggio inedito), Fortunato Bartolomeo De Felice. Viene per la prima volta focalizzato il ruolo svolto dalla biblioteca firmiana per la nascita della “Scelta di Opuscoli interessanti tradotti da varie lingue” come continuazione della “Gazzetta letteraria” di Milano. Particolare attenzione è rivolta a tre versanti: 1) dialoghi in forma di lettera fra scienziati italiani e scienziati stranieri; 2) nessi con le riviste fondate a Berna da De Felice; 3) le traduzioni di Sulzer, svizzero membro dell’Accademia delle Scienze di Berlino con meriti notevolissimi nella storia naturale, nella linguistica e nell’estetica. Il contributo si conclude interrogandosi sul ruolo della biblioteca come una delle esperienze italiane dietro il Nathan
Cases lettore di Lichtenberg
Cesare Cases (Milano 1920- Firenze 2005), «fuorilegge della critica» come si legge nella quarta di copertina de Il testimone secondario, viene commemorato con particolare autorevolezza da Claudio Magris all’Accademia delle Scienze di Torino, il 12 giugno 2007. Magris non nomina fra i «saggi indimenticabili» di Cases «sulla letteratura tedesca» «The whole man». Ritratto di Lichtenberg attraverso il suo incontro con Volta. il ritratto del fisico sperimentale dell’Università di Gottinga attraverso l’incontro con il collega dell’Università di Pavia è congenialissimo a Cases, maestro nella «capacità di collegare fulmineamente un tema particolare a un problema generale». L’esclusione è una presa d’atto dello status di “edito-inedito” del testo qui ristampato per gentile concessione di Magda Olivetti: un testo che non è mai uscito in una raccolta di scritti di Cases ed è stato pubblicato un’unica volta oltre quaranta anni fa, nell’aprile 1973, in Momenti di cultura tedesca, il terzo numero dei «Quaderni del Convegno» ideati dall’allora giovanissimo Marino Freschi. In questa riedizione integrale introdotta da Cases, lettore di Lichtenberg (pp. 5-17) a cura di G. Cantarutti vengono aggiunte fra parentesi quadra le traduzioni di testi tedeschi e gli aggiornamenti in base al volume dell’edizione delle Schriften und Briefe di G.C. Lichtenberg a cura di W. Promies (München 1968-1992) che non era ancora uscito all’epoca della redazione del saggio
G.B. Corniani: Saggio sopra la poesia alemanna
La più celebre storia della letteratura tedesca (ovvero «alemanna», come si diceva correntemente nel Settecento) pubblicata in Italia è quella di Aurelio de’ Giorgi Bertola, l’Idea della Poesia alemanna, uscita a Napoli nel 1779 e in seconda edizione ampliata a Pavia nel 1784, con il titolo Idea della bella letteratura alemanna. Essa è però preceduta dal saggio qui ristampato per la prima volta dopo la sua edizione originale del 1774: il Saggio sopra la poesia alemanna, uscito all’interno di una collana, la «Nuova raccolta di opuscoli scientifici e filologici». Il suo autore è Giovanni Battista Corniani (1742-1813). Lessing lo cita nel Diario del viaggio in Italia nell’elenco degli italiani che «non hanno tralasciato di occuparsi della letteratura tedesca moderna»: Carlo Denina, Giulio Perini, Domenico Ferri, Andreas Fritz, Giacomo Zigno, fino a Elisabetta Caminer Turra e Carlo Amoretti. L’introduzione alla ristampa ripercorre questa rete focalizzando topoi transnazionali, il prisma francese, la differenza Fra Corniani e Arnaud e, in base al carteggio inedito con Baldassarre Zamboni, i rapporti con Haller e i suoi traduttori. Giambattista Scarella, «Chierico R[egolare] T[eatino]», una notevolissima figura di scienziato, è il dedicatario del Saggio sopra la poesia alemanna che viene così a collocarsi idealmente nello spazio triangolato da Brescia, Milano e la Svizzera
Una trouvaille a Weimar
A conferma della ricchezza del tema prospettato nel fondamentale volume L’Encyclopédie d’Yverdon et sa résonance européenne (a cura di J.-D. Candaux, A. Cernuschi, C. Donato e J. Häseler, Genève, Slatkine, 2005) Giulia Cantarutti scopre un ‘dialogo a distanza’ che si svolge alla fine degli anni Ottanta fra Weimar e la Napoli fertilizzata da Raimondo di Sangro Principe di Sansevero. La trouvaille è costituita da una brochure di sedici paginette che appare a Napoli nel 1788 «presso Donato Campo Stampatore reale» , conservata nella Biblioteca Nazionale di Napoli: Prospetto dell’opera intitolata Enciclopedia italiana ovvero biblioteca universale delle umane cognizioni. L’annuncio di questo vero e proprio monumento all’Encyclopédie d’Yverdon si legge nella rubrica Libri nuovi nella «Gazzetta di Weimar» del 20 giugno 1789 alle pp. 192-194, sotto il titolo Enciclopedia italiana, ovvero Biblioteca universale delle umane cognizioni. Napoli 1788 presso Donato Campo, in 8 – il che sottende una fitta rete di collegamenti. Solo lo studio delle fonti settecentesche aiuta oggi a rispondere alla domanda: come arriva alla «Gazzetta di Weimar» la notizia di un’opera messa in cantiere a Napoli
Zeitschriften, Klein(st)form(en), versteckte Aphorismensammlungen
Der Beitrag untersucht die Funktion der Zeitschriften für die Entwicklung der klein(st)form(en): Gemeint sind damit kleine Aufsätze, „Charaktere“ und „Menschenschilderungen“, „Fragmente“, „Gedanken oder Einfälle“, „Skizzen“, „Bemerkungen“, „Bemerkungen, Maximen, Gedanken“, „Reflexionen“, „Mémoires oder Betrachtungen“, „Essais, Pensées, Maximes, Mélanges“ (so Johann Karl Simon von Morgenstern unter Rekurs auf lauter französische Termini bei seiner Besprechung von Lichtenbergs „Vermischten Schriften“). Fokussiert werden einige verschiedenartig betitelte Sammlungen von Gedanken und Empfindungen, Reflexionen und Sentenzen, die heute als edita-inedita zu betrachten sind. Zeitlich erscheinen sie alle vor der posthumen Veröffentlichung der Vermischten Schriften Lichtenbergs, dank welche – wie Ernst Brandes (1758-1810) aus Anlaß seiner Rezension von Friedrich Maximilian Klingers „Betrachtungen und Gedanken“ hervorhebt – „die Manier, einzelne Gedanken und Empfindungen mitzutheilen“ auch bei den Deutschen zu einem vorher ungeahnten Ansehen kommt. Näher betrachtet werden insbesondere wegen ihrer Gleichzeitigkeit mit dem Erscheinen der „Zufälligen Gedanken“ im «Hannoverischen Magazin» die „Moralischen Anmerkungen“ im ersten Jahrgang der «Neuesten Mannigfaltigkeiten». Der abschließende Abschnitt, „Auch ein unbekannter Lichtenberg“, gilt der Rezeption einer der im „Göttinger Taschen Calender“ erschienenen Miscellaneen in der Zeitschrift «Berlinisches Archiv der Zeit und ihres Geschmacks», einer Monatsschrift, die ihrem Titel gemäß über ein breites Themenspektrum den Zeitgeist erfasste
G.B. Corniani: Saggio sopra la poesia alemanna
La più celebre storia della letteratura tedesca (ovvero «alemanna», come si diceva correntemente nel Settecento) pubblicata in Italia è quella di Aurelio de’ Giorgi Bertola, l’Idea della Poesia alemanna, uscita a Napoli nel 1779 e in seconda edizione ampliata a Pavia nel 1784, con il titolo Idea della bella letteratura alemanna. Essa è però preceduta dal saggio qui ristampato per la prima volta dopo la sua edizione originale del 1774: il Saggio sopra la poesia alemanna, uscito all’interno di una collana, la «Nuova raccolta di opuscoli scientifici e filologici». Il suo autore è Giovanni Battista Corniani (1742-1813). Lessing lo cita nel Diario del viaggio in Italia nell’elenco degli italiani che «non hanno tralasciato di occuparsi della letteratura tedesca moderna»: Carlo Denina, Giulio Perini, Domenico Ferri, Andreas Fritz, Giacomo Zigno, fino a Elisabetta Caminer Turra e Carlo Amoretti. L’introduzione alla ristampa ripercorre questa rete focalizzando topoi transnazionali, il prisma francese, la differenza Fra Corniani e Arnaud e, in base al carteggio inedito con Baldassarre Zamboni, i rapporti con Haller e i suoi traduttori. Giambattista Scarella, «Chierico R[egolare] T[eatino]», una notevolissima figura di scienziato, è il dedicatario del Saggio sopra la poesia alemanna che viene così a collocarsi idealmente nello spazio triangolato da Brescia, Milano e la Svizzera
C. Cases, «The whole man». Ritratto di Lichtenberg attraverso il suo incontro con Volta
Cesare Cases (Milano 1920- Firenze 2005), «fuorilegge della critica» come si legge nella quarta di copertina de Il testimone secondario, viene commemorato con particolare autorevolezza da Claudio Magris all’Accademia delle Scienze di Torino, il 12 giugno 2007. Magris non nomina fra i «saggi indimenticabili» di Cases «sulla letteratura tedesca» «The whole man». Ritratto di Lichtenberg attraverso il suo incontro con Volta. il ritratto del fisico sperimentale dell’Università di Gottinga attraverso l’incontro con il collega dell’Università di Pavia è congenialissimo a Cases, maestro nella «capacità di collegare fulmineamente un tema particolare a un problema generale». L’esclusione è una presa d’atto dello status di “edito-inedito” del testo qui ristampato per gentile concessione di Magda Olivetti: un testo che non è mai uscito in una raccolta di scritti di Cases ed è stato pubblicato un’unica volta oltre quaranta anni fa, nell’aprile 1973, in Momenti di cultura tedesca, il terzo numero dei «Quaderni del Convegno» ideati dall’allora giovanissimo Marino Freschi. In questa riedizione integrale introdotta da Cases, lettore di Lichtenberg (pp. 5-17) a cura di G. Cantarutti vengono aggiunte fra parentesi quadra le traduzioni di testi tedeschi e gli aggiornamenti in base al volume dell’edizione delle Schriften und Briefe di G.C. Lichtenberg a cura di W. Promies (München 1968-1992) che non era ancora uscito all’epoca della redazione del saggio
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