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    Elementi di tecnologia industriale a uso dei cultori di medicina del lavoro

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    Il trattato esamina i cicli tecnologici industriali, identificando in ciascuna fase di essi i rischi per la salute dei lavoratori

    La formazione degli addetti in agricoltura: il ruolo della scuola e degli altri enti pubblici e privati

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    The authors report their health education experience in the high schools of Pavia, emphasizing the responsibility of the public school in promoting a rational behaviour of the youth aimed at health maintenance, and illustrating the role recently played in this regard by a private institution (linked to the University of Pavia and several other Universities): the Salvatori Maugeri Foundation. Since the authors' experience also encompasses the prevention of work-related injuries and diseases, the article presents a didactic plan specifically aimed at the education of future agriculture workers. The program starts from the fundamental principle that considers risk not as something fatally ineluctable but as probabilty of damage, and then dwells on the consequent predictive meaning of a series of notions which allow interventions useful to minimize the various occupational risk factors (or "causes of damage"). The teaching program is composed by educational steps which gradually becomes more complete and specific according to the advancement of learning

    Anziani, salute, lavoro. Lettura introduttiva all’Incontro “Età biologica e mantenimento dello stato di salute”.

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    Anche i non addetti ai lavori sanno che la popolazione è oggi significativamente più anziana, in media, di quanto non fosse, non si dice ai tempi dei Romani, ma anche, poniamo, all’inizio del secolo XX. L’evidente invecchiamento delle popolazioni umane ha numerose implicazioni, alcune ovvie, altre meno evidenti per l’osservatore superficiale

    Sul lavoro interinale

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    In recent years, labour market has really changed in Italy: in addition to traditional categories of workers, self-governing or subordinate, a "tertium genus" was born, that of "temporary workers". This new modality allows firms which need to introduce temporary workers in production processes, to find them through the activity of skilled intermediary agencies. This type of agencies, regularly authorized by the Ministry of Labour, was born to select subordinates, who will work in other firms, without engagement. (The low which regulates temporary work in Italy is the Act n. 196 of 1997). The subject analysed the most closely in the text, is the really interesting question of responsibility for prevention, safety and health in work places: in fact, temporary work creates a complex system of bilateral relations, but the only real work contract is between provider firms and temporary workers. The Act n. 196 states that the provider firm must fulfill its duties of contribution, security, aid and insurance against industrial accidents and occupational diseases. Therefore, according to a series of argumentations developed in the text, only the occupational health consultant designated by the temporary agency is reasonably responsible for medical supervision, but he has to coordinate and collaborate with the occupational health consultant of third firms (Directive 383 of 1991 and article 7 of Legislative Decree n. 626 of 1994). On the contrary, firms which need temporary workers, must fulfill duties of information and training for workers. As a consequence, to draw a conclusion, on the ground of principles of European Union and national laws (in force since '50s in this field), the responsibility for medical supervision falls on temporary agencies; on the contrary, economic responsibility falls on firms which request workers, in order to achieve protection of workers' health

    La prevenzione del tabagismo negli ambienti di lavoro

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    Sono ormai inconfutabili le evidenze scientifiche che dimostrano la nocività del fumo attivo. Circa il fumo passivo non si può negare, malgrado sforzi interessati compiuti da più parti, come numerose siano le evidenze di una nocività scientificamente provata, almeno in relazione a determinate categorie di persone: infanti, adolescenti, soggetti defedati, portatori di patìe respiratorie etc. Altrettanto dimostrati, persino dalla cronaca di tutti i giorni, sono gli effetti secondari, anche gravissimi o catastrofici, legati a scorretti comportamenti di fumatori. Relativamente al problema del tabagismo negli ambienti di lavoro, vi è poi da sottolineare quanto siano chiare le sinergie, talora moltiplicative, tra fumo di tabacco e fattori di rischio professionali: esemplare è il caso della inalazione di fibre di asbesto, per la quale è accertato come la contemporanea abitudine al fumo di tabacco moltiplichi vistosamente il rischio di neoplasie. Tutto ciò, non soltanto a livello dell’apparato respiratorio: altrettanto esemplare è infatti il caso delle ammine aromatiche, per le quali il rischio di neoplasie vescicali è sensibilmente aumentato dalla contemporanea abitudine al fumo. L’attuale normativa a protezione dal fumo di tabacco, come si è visto pienamente giustificata, si può riassumere citando i provvedimenti di legge generici (Legge n. 584 del 1975; Sentenza n. 462/1995 del T.A.R. del Lazio; Circolare del Ministero della Sanità pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 85 dell’11 aprile 2001), che cioè sono rivolti alla protezione di tutti i cittadini che frequentino per le ragioni più diverse determinati ambienti aperti al pubblico e i provvedimenti specificamente riguardanti gli ambienti di lavoro. In particolare, tali ultimi provvedimenti concernono l’obbligo posto al datore di lavoro di proteggere i propri dipendenti dagli agenti cancerogeni (D.P.R. 303/1956, art. 9; Decreto legislativo n. 626/1994, artt. 4, 33, titolo VII), nonché l’obbligo, posto dallo stesso D.lgs. 626/94, di provvedere alla informazione e alla formazione dei lavoratori (Capo VI): è evidente che tale obbligo concerne anche quanto detto in apertura a proposito delle evidenze scientifiche relative ai danni prodotti dal fumo di tabacco, attivo e passivo. Circa infine gli interventi pratici, non si può non ricordare l’annosa diatriba sul potere intimidatorio della pena e quindi non ci si può astenere dal sottolineare come la scarsa osservanza delle norme contro il fumo di tabacco contrasti con l’entità anche cospicua delle sanzioni previste contro gli inosservanti (Legge 584/1975; Legge 758/1994). Seguendo la propria visione “preventivistica” il medico non può non auspicare azioni rivolte, più che a sanzionare, a formare e informare i cittadini, e in particolare i lavoratori, circa i danni accertati che il fumo produce. La prima misura che pertanto si impone è la più puntuale osservanza delle norme che appunto impongono, al datore di lavoro, formazione e informazione per i propri dipendenti. In questa linea sono anche utili opuscoli, manifesti, adesivi e quant’altro giunga a interessare e a coinvolgere le persone. Circa questo materiale, che anche la nostra Scuola ha prodotto in un passato ormai lontano, vi è da sottolineare come il messaggio debba essere opportunamente graduato e anche sul piano emotivo non debba, per così dire, passare il segno: l’esperienza, e persino la storia, dimostrano come -anche nel campo specifico- il messaggio tende ad essere respinto quando è macabro, catastrofico o altrimenti eccedente il limite di tolleranza della persona media. Poiché più sopra abbiamo accennato alla storia e poiché -soprattutto- ci interessa sottolineare come anche nel campo specifico il messaggio debba essere opportunamente graduato perché non determini rifiuto o addirittura effetti opposti a quelli desiderati, terminiamo ricordando un aneddoto storicamente attribuito a Mark Twain (peraltro, accanito fumatore), aneddoto che dimostra come un messaggio mal concepito e maldetto possa prestarsi a sortire effetti opposti a quelli che si proponeva. Trovandosi di fronte a un manifesto che drammaticamente riproduceva l’incendio di San Francisco successivo al noto terremoto e che rivolgeva l’esortazione “Non fumate! Ricordatevi dell’incendio di San Francisco”, il grande umorista con un carboncino vergò le seguenti parole: “Non sputate! Ricordatevi dell’inondazione del Mississippi”
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