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Entrevista a Maria Quintana, Joan Candela, Jordi Rocas i Josep Tibau
Entrevista a Maria Quintana, Joan Candela, Jordi Rocas i Josep Tibau sobre l'escola a l'època franquista. Els entrevistats parlen dels seus records sobre l'escola d'aquells temps. Els mestres es refereixen sobretot a la seva formació professional, la relació entre els mestres, els salaris, la manera de fer classes, l'horari escolar, la metodologia i els recursos pedagògics que feien servir, la disciplina, etc. I els exalumnes dels seus records relacionats amb l'escola i els mestres, les infraestructures i la neteja dels edificis escolars, les assignatures que tenien, les extraescolars, la llengua que es feia servir a l'aula i al pati, la formació patriòtica i religiosa que varen rebre, etc34.3 B Josep Tibau i Rovira.mp
ANALISI E VALUTAZIONE ECONOMICA DEI BENI CULTURALI
L’analisi della valorizzazione dei beni d’arte comporta difficoltà peculiari, riconosciute fin dalle origini dell’economia politica, da David Ricardo e Alfred Marshall. Per questi beni, infatti, nel breve periodo l’offerta è assolutamente fissa (escludendo la produzione di falsi) e il prezzo di mercato dipende esclusivamente dal livello della domanda.
Il prezzo di lungo periodo, che su mercati di prodotti omogenei - in assenza di fattori limitanti - è ricondotto nel lungo periodo ai costi di produzione, per il bene d’arte è in genere sganciato da questo elemento; in molti casi il suo costo di produzione è risibile rispetto al valore di mercato. Peraltro, questo non significa che per tali beni non sia possibile parlare di fondamentali, ma piuttosto i fondamentali sono convenzionali, riflessi di consuetudini sociali, d’interazioni tra le valutazioni individuali e di categorie analitiche che, nell’ottica di alcuni operatori del settore, sono considerate esterne all’economia: nella sua forma più cruda viene detto che per un’opera d’arte non può esserci un prezzo (inteso marshallianamente come valore).
Dati questi presupposti, le analisi sulla valutazione dei beni artistici si sono concentrate sulle caratteristiche della domanda dei beni d’arte, e sul “valore” monetario di ciascuna caratteristica artistica (metodo della regressione edonica); sull’aggregazione di dipinti simili secondo alcune caratteristiche definite a priori (metodo del dipinto medio) o sulla identificazione di criteri statistici di similarità (metodo del dipinto rappresentativo); infine, sulla valutazione dei soli rendimenti di dipinti scambiati sul mercato per due o più volte, riducendo il problema dell’eterogeneità (metodo della vendita ripetuta).
Trattando di beni voluttuari, la cui domanda è soggetta a mode e consuetudini, beni unici altamente eterogenei, spesso “scambiati” poco frequentemente, non sorprende che la dinamica dei relativi prezzi (osservati o imputati) si caratterizzi per le forti fluttuazioni, qualora essa sia spiegata esclusivamente da variabili economiche. Ma la determinazione del prezzo del bene d’arte non può prescindere dalle sue peculiarità - anche se di difficile valutazione analitica - ma che nondimeno risultano cruciali nella valutazione complessiva, quali il valore d’esistenza ed il valore d’opzione del bene d’arte.
Un altro elemento peculiare del mercato dell’arte è la presenza di effetti sociali, spesso espressi nei tradizionali termini delle esternalità, sia in termini d’interazione tra fruitori del bene d’arte, per esempio, gli effetti moda, sia tra beni d’arte stessi, per cui il valore monetario della collezione di un museo non è solo la somma dei prezzi dei dipinti che costituiscono la collezione ma in alcuni casi la presenza di un dipinto accresce il valore di un altro dipinto o di un’intera collezione; in altri casi, comunque, aggiungere un certo dipinto, fin troppo simile ai precedenti potrebbe svilire le caratteristiche di unicità della collezione.
Infine, molti beni d’arte (per esempio le città d’arte, Mossetto, 1992) hanno natura di beni pubblici, per i quali non è possibile definire alcun prezzo di mercato. La valutazione di tali beni non è quindi semplice: la disponibilità a pagare per un certo intervento – e quindi la rilevanza di un eventuale intervento pubblico sul bene - varia in modo considerevole a seconda dell’ambito considerato, per esempio tra gruppi di agenti e territorio geografico (Santagata e Signorello, 2000).
In Italia, questi aspetti si inseriscono in un peculiare contesto istituzionale, nel quale per i beni culturali, beni d’arte che costituiscono il patrimonio nazionale, si distingue tra tutela e valorizzazione. In un’accezione ristretta, la sola tutela impedisce modificazioni del bene stesso, ma non garantisce il mantenimento dello status quo: un bene tutelato può infatti essere soggetto ad obsolescenza fisica e artistica. Peraltro, la tutela può essere intesa come azione di mantenimento ..
Confirmation of Kapur-Toriello syndrome in an Italian patient
We report a patient showing the phenotype described by Kapur and Toriello (Am J Med Genet 41:423-425, 1991) in two sibs. Clinical manifestations include severe mental retardation, cleft lip/palate, and distinctive nose, eye, and intestinal defects. This additional case contributes to a better definition of the apparently new MCA/MR syndrome proposed by Kapur and Toriello
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
L’offerta letteraria del De nugis curialium di Walter Map. L’anatomia dell’opera e la sua proposta estetica di varietas e brevitas nel contesto culturale latino, romanzo e celtico del XII secolo
Il presente studio, che ha per oggetto l’opera superstite di Walter Map, scrittore e poeta inglese del XII secolo nell’orbita della corte di Enrico II Plantageneto, si articola in quattro parti che focalizzano aspetti salienti, sia generali che particolari, della figura dell’autore nel contesto in cui operò e del De Nugis Curialium, l’unico testo superstite e incompiuto, tanto che è stato definito in vari modi, ora una serie di frammenti sparsi e disordinati (è l’interpretazione di Brooke e Mynors), ora uno zibaldone di opere da rielaborare successivamente (Fortunata Latella), ora una serie di opere autonome e quasi del tutto compiute (la recente tesi di Joshua Byron Smith). Tuttavia l’obbiettivo di queste pagine sarà anche quello di sostenere una indimostrabile, come tutte le tesi precedenti, unità dell’opera nella quale infatti emergono i riflessi di uno scheletro che poteva costituire una struttura portante di quello che avrebbe costituito un libro composito ma unitario, anche in accordo alle svariate dichiarazioni di poetica che l’autore dissemina nel corso delle scedulae della sua opera
"La scacchiera davanti allo specchio" : Un'avventura per ragazzi
L’opera di Bontempelli, scritta all’indomani della Vita Intensa e Vita operosa, e prima del trasferimento romano, racconta un’avventura destinata a un lettore adolescente. La sede di pubblicazione “la Biblioteca per ragazzi Bemporad”, le illustrazioni dei Sto non solo suggeriscono subito l’orizzonte d’attesa, ma indicano la strategia narrativa e stilistica di questo racconto lungo. La gita di un ragazzino oltre lo specchio, in un universo capovolto appalesa consonanze tematiche e analogie modali con il primo modello di riferimento, Through the Looking-glass and what Alice found there, ma diversa è l’inclinazione di lettura che sorregge il patto narrativo della bontempelliana Scacchiera
Storia ambientale dell’energia nucleare. Gli anni della contestazione
L’energia nucleare e le relative applicazioni tanto militari quanto civili, da oltre mezzo secolo, circoscrivono uno dei temi più controversi e dibattuti del confronto scientifico, politico e culturale. Una contesa di lunga durata dalle intonazioni spesso aggressive, che schiusasi tragicamente con l’evento “periodizzante” delle Atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ha accompagnato senza alcuna soluzione di continuità l’intera fase della Guerra fredda, estendendosi fino alle soglie del nuovo millennio e oltre.
Sulla base di un’ampia documentazione archivistica e rifacendosi ai criteri della storia ambientale, il libro ne ripercorre soprattutto le vicende che hanno punteggiato la complessa stagione del Sessantotto e dei successivi anni Settanta: un periodo storico animato da forti conflitti e violente contestazioni, ma anche dalla piena maturazione, nonché larga diffusione, delle scienze ecologiche. Lo studio, con particolare attenzione al contesto italiano, si sofferma sull’insieme delle criticità geo-ambientali storicamente sollevate dalle applicazioni industriali della tecnologia nucleare. L’accento cade su una fase della “controversia atomica” non ancora inquinata dai drammatici incidenti di Černobyl’ e Fukushima, svelando tuttavia il complesso di contraddizioni e fratture che già agitavano comunità scientifica e società civile
L'Italia non ama comprare arte. Perchè?
Il cosiddetto Paese dell'arte ha bisogno del mercato dell'arte ma non lo capisce. Anzi, lo ostacola
La politica economica dei sistemi turistici: un'analisi teorica ed empirica
Il riconoscimento del turismo come sistema complesso è ormai accettato sul piano politico e su quello legislativo (si veda a tal proposito la Legge Quadro sul turismo che ha recentemente istituito in Italia i Sistemi Turistici Locali - STL). Ciò apre nuovi scenari anche per la ricerca economica che, oltre ad affrontare temi "classici" di microeconomia (ad esempio l'analisi e la previsione della domanda turistica) e di macroeconomia (ad esempio la relazione tra crescita economica e specializzazione turistica), si può indirizzare verso lo studio dei problemi di politica economica delle destinazioni turistiche, dove per destinazione si intende uno spazio nel quale esiste interazione sistemica tra imprese turistiche, residenti, turisti e ambiente.
La ricerca vuole affrontare alcuni problemi specifici dell'economia del turismo, ed in particolare dei STL, sia dal punto di vista teorico sia da quello empirico.
A livello teorico, il STL si può configurare come un caso particolare di distretto Marshalliano, dove è possibile identificare strumenti di policy che permettano una gestione più efficace del fenomeno delle esternalità e che promuovano l'idea di cooperazione in rete in un ambito di sviluppo locale. In questo contesto tre filoni di ricerca da sviluppare sono i seguenti:
a) Un fenomeno che caratterizza del turismo è quello delle "esternalità in intersezione" cioè una situazione in cui la tecnologia delle esternalità produce una differenza tra prodotto sociale e prodotto privato che non è predeterminata nel segno ma che dipende dal livello di produzione: ad esempio le presenze turistiche producono esternalità positive sui residenti e sull'ambiente fino ad una certa soglia di affollamento, oltre la quale l'esternalità diventa negativa. In tali condizioni, sono ancora valide le politiche Pigoviane di sussidio o di tassazione?
b) Attraverso il STL è inoltre possibile analizzare il problema dell'anticommon, anch'esso un fenomeno tipico del turismo: siccome il turista deve acquistare la vacanza, che è un paniere di beni e servizi tra loro interconnessi, il fallimento di uno dei mercati può condurre al fallimento dell'intero settore. Allora è interessante capire se, e quali condizioni, una politica unitaria a livello di STL, che coordini la politica di prezzo delle diverse imprese coinvolte, che fissi il prezzo totale del prodotto, e che imputi una parte del prezzo ad ogni impresa sia in grado di incrementare al contempo la spesa turistica e i profitti delle imprese, permettendo quindi il raggiungimento di un equilibrio Pareto superiore.
c) Infine, a livello di destinazione è interessante studiare l'effetto di interventi di policy che contrastino, sebbene solo parzialmente, la tendenza generale alla diminuzione della durata della vacanza. Ad esempio potrebbe essere efficace usare la Tariffa a Due Parti (TDP) a livello di destinazione, cioè una tariffa nella quale i turisti pagano una quota fissa per arrivare nella destinazione e un prezzo proporzionale alla durata del soggiorno. In questo caso è rilevante distinguere due casi: nel primo il turista ha come argomento della propria funzione di utilità le sole presenze totali mentre nel secondo gli arrivi e la durata sono due argomenti separati nella funzione di utilità. Allora una gestione ad hoc della TDP permetterebbe alla destinazione di forzare il turista verso il proprio obiettivo di policy.
A livello empirico, studiando le serie storiche relative alle presenze e identificando gli eventuali co-movement rispetto al ciclo economico nazionale ed internazionale si può raggiungere, oltre alla previsione della domanda turistica, un secondo obiettivo molto rilevante ai fini di policy: quello della identificazione della politica economica ottimale in fasi diverse del ciclo economico e del ciclo di vita della destinazione turistica.
Nella parte teorica si sviluppano modelli di equilibrio microeconomico sia in condizioni di mercato concorrenziale sia in presenza di oligo..
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