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    Educazione a pensare. Riflettere su questioni di Bioetica

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    Hannah Arendt, allieva di Heidegger, afferma l’importanza di frequentare le questioni di significato o considerevoli, oppure come dice Heinz von Foerster le questioni metafisiche, perché non hanno risposta. Solo dedicando tempo del proprio vivere pensando a questioni senza risposte certe (che cosa sono la felicità, la giustizia, il bene, la vita e il suo senso...), l’essere umano costruirebbe un orizzonte di senso per la sua esistenza. Il problema è quello di dimenticarsi di coltivare queste domande ed il rischio è quello di vivere una vita inautentica. Una vita in cui la persona è un tecnico che applica idee decise da altri anziché un soggetto competente che ragiona a partire da sé, pensando in prima persona, cercando di smobilitare le idee cristallizzate, congelate (Arendt). Pensare è riflettere su ciò che si fa, è pensare sull’agire. Si tratta di pensare contestualmente le cose non in modo strumentale. La seguente ricerca ha per oggetto esperienze di educazione al pensare che vengono da me organizzate e poi fatte oggetto di una ricerca di tipo qualitativo; in particolare approfondisce i modi in cui i soggetti esercitano il pensare discutendo tra loro. Infatti ho ritenuto significativo esplorare i diversi stili cognitivi e gli ambienti che favoriscono o ostacolano la facoltà del pensare, che significa allo stesso tempo capacità di esprimere giudizi, prendere parola e posizione, con coraggio, coerenza e responsabilità.Non disponibil

    La storia della ricerca

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    L'oggetto del capitolo riguarda la ricerca empirica messa in atto, in particolare le scelte metodologiche, il quadro metodologico e i vari passaggi effettuati dalla raccolta all'analisi dei dati. I risultati della ricerca fanno emergere un'idea e una pratica di cura che intreccia mondi interiori ed esteriori, dimensioni fisiche, intellettive, emotive, spirituali e relazionali, elementi di fatica, logoramento e potenzialità arricchenti e vivificanti

    Fenomenologia della cura

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    La cura è fondamentale nella vita dell'essere umano, poiché senza cura l'esistenza non può fiorire. Nessuna società può garantire una qualità della vita sufficientemente buona se le persone non si prendono cura le une delle altre. Ma che cosa s'intende precisamente per cura? La cura è una pratica mossa dall'intenzione di procurare beneficio a se stessi e ad altri. Nei contributi al volume si è cercato di tenere insieme le due dimensioni (cura di sé e cura dell'altro), in un dialogo fecondo tra voci di importanti teorici e voci di pratici che nella quotidianità arricchiscono il loro agire con pratiche di cura nel loro essere madri, infermiere/i, educatrici/ori, insegnanti. Emergono un'idea e una pratica di cura che intreccia mondi interiori ed esteriori, dimensioni fisiche, intellettive, emotive, spirituali e relazionali, elementi di fatica, logoramento e potenzialità arricchenti e vivificanti. In questo panorama la cura verso l'altro è veramente legata alla cura verso se stessi: reco all'altro ciò che sono, ciò in cui mi sto coltivando, ciò che porto dentro come valori e atteggiamenti

    CLASSROOM ACTIVITIES FOR AN EDUCATION TO VIRTUE ETHICS

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    In order to be effective, educative activities should be structured around a significant theoretical background. Our theory of education with regard to virtue ethics is funded on the following theses: a) according to the ethics of care, acting “good” means caring for others; b) in order to care for others, it is necessary to learn how to practice virtues. On the basis of these premises, we present an educative project for children in primary school. The title of the project is “Melarete”: this word was born from a marriage of the Greek terms “meléte”, which means “care”, and “areté”, which means “virtue”. The educative activities in this project are structured in light of the following educative principles, which come from ancient philosophy: a) according to the Aristotelian perspective, in order to learn virtues it is important to practice them; b) according to the Socratic paideia, to learn means to acquire a clear concept of things, which occurs through maieutical discussion. In accordance with these principles, we propose the following main activities: “basket of virtues”, “journal of virtues”, storytelling, and vignettes about ethical problems

    Educare a pensare a questioni di bioetica

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    È importante frequentare le questioni di significato o considerevoli per la vita: solo dedicando tempo del proprio vivere pensando a questioni senza risposte certe (che cosa sono la felicità, la giustizia, il bene, la vita e il suo senso), l'essere umano può costruire un orizzonte di senso per la sua esistenza. Il problema è quello di dimenticarsi di coltivare queste domande ed il rischio è quello di vivere una vita inautentica. Una vita in cui la persona è un tecnico che applica idee decise da altri anziché un soggetto competente che ragiona a partire da sé, pensando in prima persona, cercando di smobilitare le idee cristallizzate. Pensare è riflettere su ciò che si fa, è pensare sull'agire, con uno sguardo tra passato e futuro. Si tratta di pensare contestualmente le cose non in modo strumentale. La seguente ricerca ha per oggetto esperienze di educazione al pensare che vengono da me organizzate e poi fatte oggetto di una ricerca di tipo qualitativo; in particolare approfondisce i modi in cui i soggetti – ragazzi di scuole medie superiori – esercitano il pensare discutendo tra loro su temi riguardanti la bioetica, argomento di grande attualità e accese discussioni. Ho ritenuto significativo esplorare i diversi stili cognitivi e gli ambienti che favoriscono o ostacolano la facoltà del pensare, che significa allo stesso tempo capacità di esprimere giudizi, prendere parola e posizione, con coraggio, coerenza e responsabilità

    Educazione alla bioetica

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    Le nuove scoperte e frontiere, toccate dalle scienze e dalle tecnologie, rendono necessari profondi cambiamenti nel nostro modo di pensare la vita e la morte, gli esseri umani e tutta la natura dal punto di vista politico, giuridico, biomedico, ma in particolare etico e bioetico. L'autrice sottolinea la centralità del pensare questioni di significato a partire da sé come primario impegno pedagogico ed educativo. Viene presentata una ricerca sorta all'interno del paradigma naturalistico e della filosofia fenomenologica e che si avvale della grounded theory come metodologia della ricerca. Lo studio è stato svolto in alcune scuole superiori: si sono invitati ragazzi e ragazze (17-18 anni) a pensare e discutere su alcuni temi di bioetica quali la fecondazione artificiale, l'eutanasia, la sperimentazione clinico-farmacologica e l'ingegneria genetica. Si è trattato di offrire uno spazio e un ambiente che educassero e aiutassero gli studenti e le studentesse a sviluppare un pensare a partire da sé e assieme agli altri, sul modello dell'arte maieutica socratica e sulle riflessioni portate da Arendt. Inoltre è risultata un'opportunità per utilizzare differenti strategie didattiche e allo stesso tempo offrire spazi di discussione, confronto e civilizzazione rivolti anche ai più giovani

    Recensione di "Aver cura di sé"

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    Recensione dell'omonimo testo di Luigina Mortar

    Narrare l’orientamento. Viaggio tra volti e domande alla ricerca delle buone pratiche

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    La proposta si inserisce in un quadro di cambiamenti, emergenze e sfide in cui la formazione professionale, l’orientamento e i servizi per il lavoro sono interpellati nelle dimensioni politico-istituzionali e tecnico-scientifiche. L’orientamento include un insieme di pratiche che hanno come obiettivo principale la qualità dei servizi destinati agli studenti e ai lavoratori. Il corso CNOS-FAP raccoglie l’istanza di formare figure di orientatori e orientatrici, valorizzare le loro competenze, riflettere sulle possibili piste da percorrere a livello nazionale, per dar conto e valore agli sforzi compiuti da più parti nel riconoscimento delle figure professionali che agiscono nel campo del l’orientamento
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