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    Una terra di martiri : narrazioni agiografiche e industria culturale nell’Italia contemporanea

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    L’espressione «terra di martiri» evoca lo stretto rapporto che lega coloro che hanno sacrificato la propria vita per un ideale con i luoghi che ne conservano i corpi e le comunità che ne tramandano la memoria. A partire dall’Ottocento, la figura del martire si impone quale prodotto caratteristico dell’industria culturale italiana, svolgendo una funzione fondamentale nel racconto della nazione e plasmandone in profondità l’immaginario. La Chiesa cattolica, con l’incessante lavoro della sua fabbrica dei santi, ha continuato ad avere un ruolo trainante in queste dinamiche. Tuttavia, con i processi di secolarizzazione della società, tali schemi narrativi hanno cessato di appartenere in maniera esclusiva al discorso religioso, per divenire parte integrante del linguaggio politico, della propaganda militare, della retorica istituzionale. La categoria del martire è stata così ripresa e applicata di volta in volta ai soldati morti per il potere temporale del papa e agli eroi dell’epopea risorgimentale, ai caduti delle forze armate e ai combattenti partigiani, ai militari morti in missione di pace e alle vittime della mafia

    Las reliquias de los mártires de la mafia: entre religión civil e iniciativa eclesiástica (1990-2023)

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    El imaginario devocional es parte integrante del universo simbólico de las mafias: no tenemos más que pensar por ejemplo en el papel de los santini (pequeñas imágenes devocionales) en los ritos de adhesión o en la gestión por parte de la criminalidad organizada de los cultos patronales. A partir de los años noventa algunas diócesis del sur de Italia comenzaron a reaccionar a la injerencia de las mafias en la vivencia religiosa promoviendo desde abajo los procesos de beatificación de figuras de mártires, como los sacerdotes don Pino Puglisi y don Peppe Diana o del juez Rosario Livatino, que pagaron con su vida su oposición al poder de Cosa Nostra o de la Camorra. Se trata de propuestas hagiográficas que cumplen diversos cometidos: redefinir el límite entre legalidad o ilegalidad en el seno de una Iglesia tal vez impermeable a la cultura mafiosa; crear un modelo nuevo de cura o laico católico en el intento de sustraer partes del territorio a la influencia de los clanes; insertar a “héroes de la fe” en el más vasto panteón de las víctimas de la mafia. Este artículo se propone analizar los resultados contradictorios del culto a las reliquias dentro del proceso de contaminación entre las formas tradicionales de devoción y la nueva religión civil de la antimafia incluyendo sus aspectos mediáticos y narrativos

    Magi, infanti e martiri nella letteratura cristiana antica

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    Il volume raccoglie alcuni dei saggi più significativi della lunga produzione storica di Francesco Barcellona, relativi al culto e alla tradizione letteraria dei Magi evangelici, alla visione dell'infanzia nel cristianesimo antico e alla prima agiografia martiriale

    Erudizione e devozione benedettina nel Novecento: il caso del beato Placido Riccardi

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    L’articolo intende indagare il percorso di costruzione della santità del monaco benedettino Placido Riccardi (1844-1916), Rettore dell’abbazia di Farfa per circa vent’anni, beatificato da Pio XII nel 1954. Il principale promotore della causa fu il cardinale Ildefonso Schuster che riscrisse per tutta la vita la biografia del suo confratello e maestro incoraggiandone la diffusione del culto all’interno dell’Ordine e nei luoghi della Sabina dove la sua fama di santità era giù diffusa. La promozione agiografica non va disgiunta dal lavoro di ricostruzione della storia farfense portato avanti dallo stesso Shuster e più in generale dal più vasto processo di recupero della memoria del monachesimo italiano ed europeo condotto nei primi decenni del Novecento dagli eruditi dell’Ordine. Riccardi divenne così la variante novecentesca di quei “santi restauratori” che nei secoli avevano tenuto in vita materialmente e spiritualmente i principali centri monastici dell’Europa medioevale

    Introduzione: I laboratori agiografici

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    L'articolo apre il numero monografico della rivista "L’industria culturale della santità. Le forme della promozione agiografica in età contemporanea

    L’industria culturale della santità. Le forme della promozione agiografica in età contemporanea

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    Questo numero monografico dell’«Archivio italiano per la storia della pietà» ha lo scopo di delineare e analizzare l’impatto culturale, religioso, sociale e mediatico che alcune figure agiografiche hanno avuto nell’immaginario collettivo e nel dibattito pubblico, con particolare riferimento al territorio italiano

    “La vendetta allegra”. Adolfo Omodeo e la storia del Cattolicesimo dell’Ottocento

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    Il saggio intende analizzare il rapporto altalenante dello storico Adolfo Omodeo per la storia religiosa dell'Ottocento, nel contesto culturale e politico in cui matura

    Il corpo diffuso di santa Vittoria. Culto delle reliquie e ricerca erudita in età contemporanea

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    Il saggio attraverso il caso di studio di santa Vittoria, intende analizzare l'esito del culto delle reliquie nell'agiografia contemporanea

    I santi della Resistenza. Nascita e sviluppi di una proposta agiografica dal dopoguerra al pontificato Wojtyliano

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    Il testo ripercorre la fortuna di una proposta agiografica, quella dei “martiri cattolici della Resistenza”, che, attraverso una rivisitazione del modello del miles Christi proponeva i propri eroi come modelli e testimoni di fede, dialogando al contempo con la coeva epopea resistenziale. La proposta agiografica del “martire partigiano”, fatta propria soprattutto dall’Azione Cattolica, fu nel breve periodo effimera e funzionale a rafforzare nell’immediato Dopoguerra le rivendicazioni di un ruolo della Chiesa nell’Italia repubblicana. A partire dai primi anni Ottanta l’avvio dei processi di beatificazione di figure come Teresio Olivelli, Gino Pistoni, Odoardo Focherini, ridanno visibilità a questa categoria di martiri in un periodo segnato da polemiche e dibattiti sull’eredità della Resistenza, sulla liceità della guerra giusta e dell’uso della violenza all’indomani della prima Guerra del Golfo. Riplasmati in modelli di combattenti “disarmati”, i “santi partigiani” assumono un ruolo nel dibattito apertosi nel mondo cattolico, indicando nel movimento pacifista e non-violento il vero erede dei valori della Resistenza, contro chi, prospettando una diversa idea dei rapporti tra la Chiesa e il mondo, poneva l’idea di crociata a filo conduttore della storia dell’Occidente

    Il maiale nella letteratura agiografica

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    Nel novero delle tematiche proposte dal convegno il presente intervento mira a fornire una sintesi delle strette relazioni che intercorrono tra il mondo animale e la letteratura agiografica, con particolare riferimento alle valenze demologiche del maiale
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