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    La taratura dei leak detector a elio

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    Gli spettrometri di massa utilizzati nei "leak detector" centrati su una particolare massa atomica (in genere quella dell'elio) debbono essere tarati con riferimento a flussi di gas noti. Nel lavoro vengono presentati: i sistemi primari per la misura dei flussi di gas realizzati all’IMGC-CNR che operano nell’intervallo tra 10-8 mbar L/s e 10-3 mbar L/s con riferimento al vuoto e nell’intervallo tra 10-5 mbar L/s e 10-3 mbar L/s con riferimento alla pressione atmosferica, i misuratori/generatori secondari (fughe di trasferimento) che vengono utilizzati per generare flussi noti con riferimento sia alla pressione atmosferica sia al vuoto e la curva di taratura di un leak detector eseguita con le fughe di trasferimento. Infine verranno presentati brevemente i risultati ottenuti nell’ambito di un confronto bilaterale

    Rivelazione e misurazione delle fughe. Parte prima

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    Con questo numero del Giornale delle Prove non Distruttive, ed in occasione del Congresso Nazionale inizia la pubblicazione di una serie di tre inserti pubblichiamo la prima parte di un inserto su “Rivelazione e misurazione delle fughe”. In essi verranno trattati vari argomenti connessi con la rilevazione delle perdite, ma particolare risalto verrà dato alla significatività della misure affrontando in modo dettagliato l’argomento delle fughe di riferimento, della loro taratura e del loro impiego, perché si ritiene che la sua conoscenza sia indispensabile per chi si appresta ad affrontare il problema della ricerca delle perdite e la loro quantificazione. Riportiamo in sintesi i contenuti della varie parti: • parte 1: oltre ad alcune brevi note dedicate alle definizioni, riporta una parte descrittiva dei vari regimi di flusso, introduce il concetto della necessità delle tarature anche in questo campo mediante l’uso di fughe riferite al Sistema Internazionale di unità di misura (SI) appunto mediante tarature. • parte 2: riporta risultati esemplificativi di taratura delle fughe di riferimento e le loro interpretazioni e generalizzazioni, la metodologia di ricerca delle perdite e la più significativa strumentazione in uso. • parte 3: analizza, a titolo esemplificativo, applicazioni a casi pratici, e riporta una breve descrizione delle norme esistenti e alcune appendici che riguardano le più importanti leggi dei gas, le unità di misura in uso per le perdite, i simboli utilizzati nel testo, una sintesi del Sistema Internazionale di unità di misura e, per finire, l’indice di tutti gli inserti insieme

    Uncertainty evaluation of the IMGC-CNR static expansion system

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    A primary system based on the so-called static expansion of gases has been made available at IMGC-CNR for gauge calibration in the range 0.1 Pa to 1000 Pa. As is known, in such systems the generated pressure is calculated by application of the ideal gas law and is a function of the inlet pressure, the temperatures of the various volumes and their ratios. The uncertainty evaluation of the pressure measured with such system is the main subject of this paper. At present, the system is operated with three volumes (approximate to 0.01 litre, approximate to 0.5 litre and 50 litre) and two expansion ratios (R-4 congruent to 4761 and R-3 congruent to 95) determined by application of the multiple expansion method through pressure measurements performed with the best transfer gauges available at IMGC-CNR. The characteristics of such transfer gauges are discussed with respect to two different conditions of use: that is, for determination of the expansion ratio, R-j, and for measurements of the inlet pressure. The combined expanded uncertainty of the generated pressure (p(xi)) is then given by U(p(xi))/Pa 1.0 x 10(-4) + 1.7 x 10(-3) p(xi)/Pa in the pressure range 0.1 Pa to 10 Pa and U(p(xi))/Pa 1.7 x 10(-2) + 8.2 x 10(-4) p(xi)/Pa in the range 10 Pa to 1000 Pa. Considerations on participation in comparisons are also presented

    Rivelazione e misurazione delle fughe Parte seconda

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    Questo numero del Giornale riporta la seconda parte di una serie di tre inserti su “Rivelazione e misurazione delle fughe”. • parte 2: risultati esemplificativi di taratura delle fughe di riferimento e le loro interpretazioni e generalizzazioni, la metodologia di ricerca delle perdite e la più significativa strumentazione in uso

    Rivelazione e misurazione delle fughe. Terza parte

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    Questo numero del Giornale riporta la terza ed ultima parte di una serie di tre inserti su “Rivelazione e misurazione delle fughe”. • parte 3: analizza, a titolo esemplificativo, applicazioni a casi pratici, e riporta una breve descrizione delle norme esistenti e alcune appendici che riguardano le più importanti leggi dei gas, le unità di misura in uso per le perdite, i simboli utilizzati nel testo, una sintesi del Sistema Internazionale di unità di misura e le Norme

    Leak detection, calibrations and reference flows: Practical example

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    The most diffused leak detection method for the leak rates lower than 10(-2) mbarL/s that is based on the application of mass spectrometry with tracer gas (generally helium) is considered. A description is given of the metrological characterization of the mass spectrometer leak detectors (MSLD) for industrial applications since they represent the best choice for tightening tests having good sensitivity and high testing speed. The calibration of MSLDs is performed with reference to known gas flow-rates as given by the so-called standard leaks which may generate flow from 10(-8) to 10(-2) mbar L/s; these leaks are calibrated against primary gas flow-meters which, at I.N.RI.M., cover the gas flow-rate ranges from 2 x 10(-8) to 1 x 10(-3) mbar L/s. As an example a device for on-line tests on components is presented together with the results of the calibrations against reference leaks of the MSLD alone and when it is inserted in a complete machine. By taking into account all the factors contributing to the uncertainty evaluation, a relative expanded uncertainty smaller than 20% may be reached

    L’accelerazione di gravità

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    Un esempio particolare di accelerazione è rappresentato dall’accelerazione di gravità che, come è noto, è connessa con l’esistenza di una forza d’attrazione che un corpo esercita su di un altro. L' accelerazione subita da un corpo per effetto di un altro corpo posto ad una certa distanza dipende in modo fondamentale dalla massa dei corpi in questione. Per questa ragione sul nostro pianeta si hanno accelerazioni dovute alla gravità diverse da quelle che si hanno sulla luna o su qualsiasi altro corpo celeste avente massa diversa. Sulla superficie terrestre, l’accelerazione di gravità varia di poco, non è però una costante del pianeta, e non è neppure identica all’interno di una stessa area geografica; infatti, si ha una influenza determinante della distribuzione della massa, ossia della densità del pianeta Terra che può variare da luogo a luogo. Nel sottosuolo infatti ci possono essere zone più o meno dense a seconda della costituzione delle rocce, della presenza di cavità, di falde acquifere, di giacimenti minerari o di idrocarburi. Dunque tra due masse M1 ed M2 si esercita una forza di attrazione grazie alla quale, per esempio la Terra e gli altri pianeti sono obbligati a restare nelle loro orbite intorno al Sole anziché fuggire nello spazio. Questa forza gravitazionale (F=GxM1xM2/r2) diminuisce rapidamente al crescere della distanza r tra centri di gravità dei due corpi ed è percepita se almeno una delle masse è molto grande e la distanza è relativamente piccola essendo la costante di gravitazione G molto piccola (G=6,67x10-11 m3s-2 kg-1). Ogni corpo, quindi anche il nostro pianeta, crea intorno a sé un campo gravitazionale direttamente proporzionale alla sua massa ed inversamente proporzionale al quadrato della distanza di un punto dello spazio dal centro di gravità del corpo in questione; questo campo si esprime come H = GxM/r2 ed ha le dimensioni di un'accelerazione. Il segno è assunto convenzionalmente negativo indicando con questo che H è diretta verso il centro della Terra

    Recent measurements performed by the INRIM fixed-conductance continuous expansion system

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    In the last years at IMGC-CNR, a new continuous expansion system, equipped with a fixed conductance, has been designed, assembled and characterized. It replaces the previous system, which was based on the same working principle, but equipped with a variable conductance. The present report aims to describe the most recent checks performed on the new continuous system in order to verify its metrological reliability in the range from 3•10-4 Pa up to 9•10-2 Pa. The first step regards an internal IMGC-CNR comparison with the static expansion system; then the results of a bilateral comparison between NPL and IMGC-CNR (January 2004 - July 2004) are presented and discussed. Finally the measurement procedures and the results of a bilateral comparison NPL–INRIM (June 2005 - August 2005) are presented
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