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Tra globalizzazione e narcisismo: l'uomo a rischio di disumanizzazione, le sfide educative della pedagogia
La pedagogia ha avuto da sempre il compito di interpretare, conoscere e orientare l’educazione e la formazione. Oggi essa si trova, ancora una volta, a dover assolvere tale compito in modo arduo e problematico per rispondere ai bisogni di uomini e donne, bambini e bambine, che, vivendo in una società a forte rischio di disumanizzazione, necessitano di essere orientati nelle loro scelte.
La ricerca pedagogica oggi trova nella necessità di individuare la strada per far sì che, nonostante la complessità sociale, l’educazione e la formazione siano capaci di assumersi nuove responsabilità per aiutare il soggetto a disporsi a convivere con la precarietà, le diversità, la molteplicità delle esperienze e delle conoscenze e a sviluppare la capacità di organizzare il sapere, di muoversi in contesti reticolari, di abbattere barriere, di gestire conflitti, di dialogare con le culture .
Per questo una sua precisa responsabilità è aiutare ogni soggetto a riappropriarsi di se stesso e ad imparare a gestire la complessità trovando, nel processo sociale, economico e politico che ha portato a questo stato di cose, gli elementi critici e le possibili vie di ripresa e, nella struttura dell’educazione, gli elementi quantificabili, qualificanti ed inalienabili per individuare percorsi praticabili per le nuove generazioni . Deve far ciò per garantire la sopravvivenza sia dell’umano, in quanto corrisponde proprio ad un bisogno intrinseco dell’uomo e della sua natura evolutiva tendere ad un’autonomia personale all’interno di reti di relazioni e all’interno di una società in continua evoluzione, sia del sociale, in quanto risiede in lei l’opportunità, per non dire la necessità, di trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio simbolico, storico, scientifico, tecnologico, cioè culturale, pena il regresso se non la scomparsa.
La pedagogia deve, in modo euristico, rilevare e approfondire quelle tematiche che si riferiscono all’impegno educativo in seno alla società, promuovendone lo sviluppo, migliorando la convivenza tra gli uomini, prevenendo e recuperando il disagio, trasformando, con l’azione educativa e la spinta motivazionale, la realtà dei soggetti, proponendo progetti e modelli educati ispirati all’emancipazione culturale, sociale e politica , aiutando i soggetti a fronteggiare le nuove richieste provenienti da una società multietnica, oltre che da un mondo lavorativo in continuo cambiamento.
In particolare, essa deve fare i conti con l’esistente in modo critico e progettuale, senza però perdere di vista i grandi ideali e cioè il rispetto per la persona, l’impegno per il bene comune ed oggi la solidarietà planetaria premessa alla pace, ma soprattutto deve essere attenta ai bisogni educativi e formativi presenti nella società e nelle organizzazione, e deve puntare le sue ricerche sulle attività educative connesse ai cambiamenti culturali e degli stili di vita e sulle implicazioni educative dei nuovi fenomeni sociali e interculturali, comprendendo altresì l’educazione permanete degli adulti
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Le emergenze educative
Partendo dal presupposto che in ogni società l’educazione e la formazione vengono pensate all’interno della struttura sociale che le connota , una delle cose che è emersa durante i miei studi in questi anni è che la complessità sociale nella quale oggi ci troviamo a vivere ha sollevato in questi campi alcune emergenze che necessitano di essere colte per poter essere affrontate.
Vediamo cosa è successo
I due processi di educazione e formazione si attivano attraverso l’apprendimento che ogni soggetto sviluppa già dal momento della sua nascita e dunque dal primo momento che entra in contatto con la società di cui entra a far parte.
Una società che avendo sviluppato al suo interno un sistema di saperi sulla base di quanto ereditato dalle società che l’hanno preceduta e che per questo viene definita società della conoscenza cerca di trasmetterli ai suoi componenti attraverso i processi di educazione e formazione
Educazione permanente: il Modello Formativo-Educante Sistemico Relazionale
non applicabil
Pedagogia generale e Pedagogia sociale: nuove sfide per l'educazione
Quale il compito oggi della pedagogia generale e della pedagogia sociale? Quellodi accogliere le nuove sfide che la storia umana e sociale attuale ha loro lanciato e di aiutare ogni soggetto a riappropriarsi di se stesso, ad imparare a gestire la complessità, a fronteggiare la globalizzazione. Quello di far si che,nonostante la complessità sociale, l'educazione e la formazione sono capaci diassumersi nuove responsabilità per aiutare il soggetto a disporsi a convivere con la precarietà, la diversità, la molteplicità delle esperienze e delle conoscenze ed a sviluppare la capacità di organizzare il sapere, di muoversi in contesti reticolari, da abbattere le barriere. Questo intende offrire a educatori, insegnanti, formatori e studenti uno strumento per riflettere su quello che sono oggi gli aspetti teorici e pratici che vedono convergere e differenziarsi la pedagogia generale e la pedagogia sociale. Questo, non solo per delineare gli aspetti che caratterizzano la loro autonomia scientifica (oggetto, ricerca, metodo e linguaggi) ma anche per indicare un modo ermeneutico di leggere contesti e problemi formativi, per coglierne la dimensione problematica e le potenzialità progettuali
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