1,721,168 research outputs found
"Dedicato alle donne innamorate”. Recensione di Women in Love a cura di Gianfranca Balestra (2014)
'Put It into words'. Insular Dream and Nightmarish Insularity in Edith's Diary by Patricia Highsmith
“Un vertiginoso excursus sul ‘secolo americano’”. Recensione di New York Confidential di Luca Giannelli (2014)
Il buco con la menta intorno. Recensione di "Michelangelo Antonioni. Prospettive, culture, politiche, spazi" a cura di A. Boschi e F. Di Chiara (Milano 2015)
Guido Fink and American Film Studies: The Early Years (1952-1953)
Is interdisciplinarity of any value in Film Studies? What is the role
of film in the rise of American Studies in Italy? How does Guido Fink’s
pioneering penchant for interdisciplinary approaches square with his early
configuration of American studies? These are just some of the challenging
questions that crowded my mind on the day I discovered a corpus of early
articles written by Guido Fink, one of the most prolific and eclectic scholars
in American and film studies in the 1980s and 1990s. These articles were
published in a national newspaper and in a local weekly magazine in 1952
and 1953. At that time, Fink was just seventeen years old but he had already
shown the passion and maturity of a true cultural observer, though he was
not yet a protagonist in the cultural arena. Many years would pass before he
started contributing to Cinema Nuovo, directed Cinema & Cinema (from no.
30 to no. 44), and wrote extensively on many subjects, ranging from Orson
Welles to Michelangelo Antonioni, from Mario Soldati to Stanley Kubrick,
but he was already a nascent role model for those to come
Recensione di "Healing Words. The Printed Handbills of Early Modern London Quacks" di Roberta Mullini (Peter Lang 2015)
Ambrose Gwinnett Bierce, L’uomo che usciva dal naso e altri racconti
Arguto, iconoclasta, surreale, onirico, caleidoscopico: così è stato descritto Ambrose Bierce, noto soprattutto per il Dizionario del diavolo e i racconti sulla Guerra Civile ma uno degli scrittori più intriganti della letteratura americana e il giornalista più popolare del fin-de-siècle d’oltreoceano, enigmatico interprete di un’epoca che se da un lato si sta aprendo alla psicanalisi, dall’altro crede ancora ai fantasmi e non riesce a elaborare il lutto fratricida della tentata Secessione. «L’uomo che usciva dal naso», «L’uomo e il serpente» e «Gli occhi della pantera», pubblicati rispettivamente nel 1887, 1890 e 1897, coprono un arco di dieci anni durante i quali a Est si affermano i grandi monopoli industriali ed esplode l’immigrazione, mentre a Ovest si conclude il mondo liquido della Frontiera. I tre racconti si rivelano oggi sorprendentemente attuali per l’intuito con cui trattano temi quali la (de)costruzione dell’identità di genere, l’ossessione, la paura, il post-umano
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