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Acidi grassi monoinsaturi nel latte bovino : un’indagine su alcune razze locali in italia
Possibili strategie per prolungare la qualità postraccolta di ranuncolo e peonia
La qualità dei fiori recisi dipende dal materiale vegetale, da fattori preraccolta (come condizioni pedoclimatiche, tecniche di coltivazione, gestione dell’acqua) e dalle condizioni di conservazione in fase di postraccolta. Nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione Liguria «Ottiprogram» si stanno studiando possibili strategie per migliorare la conservazione di diversi fiori di fondamentale importanza commerciale, tra cui il ranuncolo (Ranunculus asiaticus L.), la cui durata in vaso appare principalmente influenzata dalla biosintesi di etilene, e la peonia (Paeonia lactiflora L.), la cui maturità delle gemme, con le loro riserve di zuccheri alla raccolta, condiziona notevolmente la durata e la qualità postraccolta. In questo lavoro, dieci steli di ranuncolo per ogni tesi sono trattati per 24 ore con acqua (controllo), Thidiazuron 10 μM (TDZ 10 μM – fenilurea ad azione citochinino-simile), 1-metilciclopropene (1-MCP 500 ppb – inibitore dell’azione dell’etilene) e 1-MCP + TDZ 10 μM. I fiori sono poi conservati in acqua a 20 °C e sono valutati con analisi in vivo (perdita di peso percentuale, fluorescenza della clorofilla a, livelli di clorofilla e azoto fogliare) e analisi distruttive (dosaggio di clorofilla a + b, carotenoidi, fenoli e antociani a livello fogliare) a diversi tempi dal trattamento (1, 7, 12 e 14 giorni). Lo stato di salute del fiore - ingiallimento fogliare, perdita di petali, segni di senescenza – è valutato giornalmente. I dati ottenuti dimostrano la potenzialità dei trattamenti di prolungare la vita postraccolta del fiore di circa 3-5 giorni, portando anche ad una minore perdita di peso fresco e ritardando la perdita di petali. Ciononostante, il solo utilizzo di 1-MCP non evidenzia anche una ritardata senescenza fogliare, differentemente dai trattamenti che prevedevano la presenza di TDZ 10 μM. Per quanto riguarda la peonia, sono in corso prove di conservazione di lunga durata in cui, oltre alle basse temperature, sono testati diversi trattamenti postraccolta. In particolare, dopo aver valutato le caratteristiche quanti-qualitative iniziali con analisi in vivo (fluorescenza della clorofilla a, livelli di clorofilla e azoto fogliare) e distruttive (dosaggio di clorofilla a + b, carotenoidi, zuccheri totali, nitrati, fenoli e antociani a livello fogliare) dodici fiori per tesi sono trattati per 24 ore a 4 °C con acqua (controllo), TDZ 10 μM, 1-MCP, glicerolo 10 mM (Gli 10 mM) e TDZ 10 μM + Gli 10 mM + 1-MCP. Alla fine del trattamento gli steli sono conservati a 4 °C in acqua. Dopo quindici giorni, un primo gruppo di fiori è conservato in acqua a 20 °C e valutato per le caratteristiche quanti-qualitative a diversi tempi (0, 7, 12 e 14 giorni). Lo stesso procedimento è svolto per un secondo gruppo di fiori dopo un mese dai trattamenti. La valutazione dei possibili benefici di questi trattamenti sul prolungamento della vita in vaso delle peonie ha il fine soprattutto di aumentare la disponibilità di questo fiore sul mercato
Applicazione esogena di acido abscissico in postraccolta: effetto sulla qualità in bacche di pomodoro
L’acido abscissico (ABA) è un ormone fondamentale che influenza lo sviluppo, la maturazione e la senescenza delle bacche di pomodoro. La via metabolica che porta alla sintesi dell’ABA coinvolge alcuni carotenoidi (C-40) che a loro volta prendono parte nei meccanismi di controllo della maturazione. La prova svolta ha avuto l’obiettivo di studiare l’effetto di un trattamento postraccolta con ABA su frutti di pomodoro. Le piante di pomodoro da industria “Leader F1” (Solanum lycopersicum L.) sono state coltivate in vaso presso l’Università degli Studi di Milano. I frutti sono stati raccolti alla maturità commerciale, scegliendo le bacche con un livello di maturazione omogeneo. Una parte di queste è stata immersa in una soluzione di ABA alla concentrazione di 100 μM per 30 minuti (T0). Successivamente sono stati mantenuti a 20°C per circa due settimane per valutare gli effetti del trattamento a livello qualitativo e fisiologico. Le analisi sono state svolte sulle bacche dopo 5 (T1), 8 (T2) e 13 giorni (T3) di shelf life. Ad ogni time point sono stati misurati alcuni parametri qualitativi, tra cui: colore delle bacche, solidi solubili, acidità titolabile, pH, tasso respiratorio, contenuto di fitoene, licopene, β-carotene, e i composti organici volatili (VOCs). Il trattamento non ha causato alterazioni al colore dei frutti, che è rimasto costante durante la prova, come dimostrato dall’analisi dei parametri L*, a*, b*, h. Allo stesso modo, il pH e il contenuto di solidi solubili non è variato in modo significativo in risposta all’applicazione di ABA. Data la correlazione tra questi parametri e il sapore, questo potrebbe suggerire che il trattamento con ABA non ha modificato alcune caratteristiche dei frutti. Per quanto riguarda la misura del tasso di respirazione, l’andamento di O2 e CO2 è stato influenzato in modo significativo dal tempo di shelf life a 20°C ma non dal trattamento. Alla raccolta, la concentrazione di β-carotene nei frutti di pomodoro trattati con ABA è risultata inferiore rispetto ai controlli. Lo stesso effetto è risultato temporaneo e non è stato osservato nei campionamenti successivi. L’analisi dei VOCs ha permesso di identificare alcuni composti presenti nelle bacche a specifici time points o a seguito del trattamento con ABA
Scenario Modelling of Climate Change's Impact on Salinization of Coastal Water Resources in Reclaimed Lands
AbstractA numerical model accounting for variable density flow and transport was built up to quantify the actual and future (2050) salinization trends of a coastal aquifer in the Po delta (Northern Italy). SEAWAT 4.0 was employed to model the interaction between the surface drainage system and the underlying aquifer. PEST was employed for inverse parameter calibration using hydraulic heads and groundwater salinities as constraints. The calibrated model was used to predict the behavior of the coastal aquifer using a multiple scenario approach: increase in evapotranspiration induced by temperature increase; increase in the frequency of extreme high rainfall events; extreme drought conditions; and irrigation canals dewatering due to salinization of the Po River branches. For each scenario, two sub-scenarios were established to account for the projected local sea level rise. The first three scenarios have only minimal effects on the aquifer salinization, while the fourth forecasts a severe aquifer salinization due to enhanced upward fluxes of saline and hypersaline groundwater. The scenarios quantified the possible future salinization trends of groundwater and could be useful to identify adaptation strategies which allow to better manage water resources of this and similar areas. Results show that the Po delta will experience a significant salinization by 2050 and that the major cause is autonomous salinization via seepage of saline groundwater rather than enhanced salt-water intrusion due to sea level rise. The enhanced autonomous salinization will increase the salt export into the drainage canals that are also employed for irrigation, posing serious treats to the local flourishing agricultural economy
Valutazione dell’efficacia di diversi trattamenti per migliorare la conservazione post-raccolta del ranuncolo
La qualità dei fiori recisi, definita principalmente dall’aspetto estetico e dalla durata post-raccolta, dipende da diversi fattori, tra cui genotipo della specie, fattori preraccolta e condizioni di conservazione. Nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione Liguria «Ottiprogram» si stanno studiando possibili strategie per migliorare la conservazione di diversi fiori, tra cui il ranuncolo (Ranunculus asiaticus L.) la cui durata in vaso appare principalmente influenzata dalla biosintesi di etilene, coinvolto nel processo di senescenza del fiore. Lo scopo di questo lavoro è quello di valutare l’efficacia di diversi trattamenti per mantenere la qualità del fiore e prolungare la sua fase post-raccolta. Dieci steli per ogni tesi sono stati trattati per 24 ore con acqua (controllo), Thidiazuron 10 μM (TDZ 10 μM – fenilurea ad azione citochinino-simile), 1-metilciclopropene (1-MCP 500 ppb – inibitore dell’etilene) e 1-MCP + TDZ 10 μM. I fiori sono stati valutati con analisi in vivo (fluorescenza della clorofilla a, livelli di clorofilla e azoto fogliare) e analisi distruttive (dosaggio di clorofilla a+b, carotenoidi, fenoli e antociani a livello fogliare). Il peso fresco dei singoli steli è stato misurato a 1, 7, 12 e 14 giorni dal trattamento per ottenere la perdita di peso percentuale e lo stato di salute dei fiori (ingiallimento fogliare, senescenza del fiore, perdita di petali) è stato valutato giornalmente nell’arco dell’intero esperimento. I dati ottenuti mostrano la potenzialità dei trattamenti con TDZ 10 μM, 1-MCP e 1-MCP + TDZ 10 μM di prolungare la vita post-raccolta del fiore di circa tre/cinque giorni portando ad una minore perdita di peso fresco e ritardando la perdita di petali. La minore biosintesi di fenoli nei fiori trattati rispetto al controllo ha confermato l’efficacia dei trattamenti. Il solo utilizzo di 1-MCP non ha evidenziato anche una ritardata senescenza fogliare, differentemente da quanto osservato con gli altri trattamenti
Valorizzazione della filiera della canapa in ambiente protetto attraverso l’impiego di sistemi di illuminazione HID e LED
In passato, la canapa è stata largamente coltivata in Italia per la produzione di fibra. Nell’ambito del progetto denominato “CANAPRO” si è cercato di valorizzare la filiera della canapa in Lombardia, dal seme al prodotto finito, attraverso l’innovazione di prodotto e di processo. Sono state selezionate nove varietà di Cannabis sativa L. (var. Carmagnola, Carmagnola Selezionata, Felina 32, Fedora, Futura 75, USO 31, Santhica 27, Zenit, Jubileu) e coltivate in ambiente protetto presso il DISAA dell'Università degli Studi di Milano, con il fine di determinare quali tra queste fosse più adatta in termini qualitativi e quantitativi per la produzione di semi da impiegare per l’estrazione di olio. L’obiettivo principale è stato quello di poter programmare la produzione invernale in serra, al fine di migliorare la sostenibilità economica e avere una produzione aziendale extra-stagionale, ponendo a confronto i risultati ottenuti con due sistemi di illuminazione differenti (HID e LED). A inizio ottobre 2021 sono state seminate le nove varietà impiegate, per essere trapiantate una volta che lo stelo era sufficientemente lignificato e l’apparato radicale ben sviluppato. Sono state utilizzate cinque piante per ciascuna varietà e per ciascun sistema di illuminazione (LED o HID), per un totale di 90 vasi da 7 L ciascuno. È stato utilizzato un substrato di coltivazione composto principalmente da ammendante compostato verde, torba di sfagno acido, sabbia e ammendante vegetale non compostato, con pH 6, EC 0,48 dS/m e densità apparente secca 87 Kg/m3. La fase di sviluppo della coltura è avvenuta durante l’autunno-inverno in una serra riscaldata, mantenendo temperature comprese tra i 18°C e i 24°C, impiegando un sistema di irrigazione a goccia programmato. Sono state effettuate due concimazioni (7 g/vaso), al trapianto e dopo 45 giorni, utilizzando un fertilizzante granulare ternario (NPK) a lento rilascio. Settimanalmente sono stati effettuati dei rilievi morfologici (diametro dello stelo, altezza e numero palchi della pianta) e delle analisi in vivo, per mezzo di un Multi-Pigment-Meter (clorofilla, flavonoli, antociani, Nitrogen Flavonol Index) per monitorare lo sviluppo e lo stato nutrizionale delle colture nel tempo, evidenziando eventuali differenze varietali in condizioni di illuminazione differente. A fine ciclo (gennaio 2022), una volta che almeno il 60% dei semi per pianta è maturato, si è proceduto alla raccolta per determinarne la resa. Si è raccolta anche la parte epigea per calcolare la resa di biomassa fresca e secca. Sono state effettuate analisi di laboratorio per determinare il contenuto di zuccheri totali e nitrati nelle foglie, con il fine di evidenziare le differenti risposte in merito alla capacità di assimilare azoto e all’efficienza fotosintetica. Parte del materiale vegetale essiccato è stato utilizzato per misurare la concentrazione di macro e microelementi, per mezzo della tecnica analitica Inductively Coupled Plasma (ICP-MS), determinando la capacità di asportazione dei minerali da parte delle piante. Le varietà coltivate con illuminazione LED hanno mostrato un più rapido sviluppo, un maggiore allungamento degli internodi e un contenuto di azoto fogliare inferiore rispetto quelle sottoposte a illuminazione HID, in quanto, a parità di quantità di energia assorbita, le lampade LED convertono questa in efficienza luminosa maggiore rispetto a quelle HID. Generalmente non sono state rilevate differenze statisticamente significative nel contenuto di clorofilla, nitrati e zuccheri totali, nella concentrazione di elementi, e nella resa di biomassa, fresca e secca, e in seme. La varietà Fedora 17 ha presentato la resa in seme più alta (16,01 g/pianta), seguita da USO 31 (11,23 g/pianta), entrambe con illuminazione HID. Le varietà Felina 32 e CS hanno prodotto maggior biomassa, rispettivamente 296,2 g/pianta e 290,75 g/pianta, entrambe con illuminazione LED. Le varietà poste sotto il sistema di illuminazione LED hanno raggiunto un livello produttivo in biomassa e in semi in tempi minori rispetto a quelle cresciute sotto lampade HID. Occorre effettuare un’ulteriore attività di selezione per una migliore produzione di seme, in quanto le varietà studiate sono tradizionalmente impiegate nell’industria della fibra.
Parole chiave: canapa, indoor, illuminazione integrata, produzione di sem
Caratteristiche dimensionali del globuli di grasso nel latte bovino : un’indagine su alcune razze locali in Italia
Analisi dimensionale dei globuli di grasso nel latte di scrofa : effetto del contenuto di lipidi, dello stadio di lattazione e comparazione con il latte bovino
Evaluation of the effect of two biostimulant treatments on qualitative parameters of different varieties of Brassica oleracea
The demand for fresh, functional, and nutraceutical foods has increased in recent decades, due to the growing interest in healthy food. Many studies proved the effectiveness of biostimulants on improving vegetables yield, quality, and their phytochemical composition.
This work aims to understand the biostimulant effects on some quality parameters in three different cabbage (Brassica oleracea) varieties (classified as, early, medium-late, late, based on the length of the growing cycle). Plants were grown under field conditions and two commercial biostimulants were tested: Megafol and Actiwave. At harvest, the qualitative evaluation products included the determination of several compounds, such as: total and reducing sugars, sucrose, total glucosinolates, chlorophyll, carotenoids, phenolic, and anthocyanins. Results showed differences among the varieties and, in some cases, showed the effect of biostimulants treatment: the levels of sucrose increased in the late cabbage variety treated with Megafol, while the total glucosinolates content in the medium-late variety decreased. Actiwave treatment increased the amount of glucosinolates in the late variety. Both biostimulants increased the chlorophyll and carotenoids in the medium-late cabbage variety, improving the colour and antioxidants compounds. Actiwave increased the phenolic concentration. Moreover, an increment in total anthocyanin was found in the late cabbage variety treated with Actiwave.
Further research will help to clarify which biostimulant is the best for each specific variety, in order to maximize the final product quality
Bridge load testing and monitoring using conventional and image-based measurement strategies
Submission published under a 24 month embargo labeled 'U of I Access', the embargo will last until 2023-12-01The student, Isaias Colombani, accepted the attached license on 2021-12-09 at 17:00.The student, Isaias Colombani, submitted this Thesis for approval on 2021-12-09 at 17:40.This Thesis was approved for publication on 2021-12-10 at 10:04.DSpace SAF Submission Ingestion Package generated from Vireo submission #17443 on 2022-04-06 at 17:18:07Made available in DSpace on 2022-04-29T21:47:48Z (GMT). No. of bitstreams: 2
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Previous issue date: 2021-12-10Embargo set by: Seth Robbins for item 123395
Lift date: 2024-04-29T21:47:53Z
Reason: Author requested U of Illinois access only (OA after 2yrs) in Vireo ETD systemAuthor requested U of Illinois access only (OA after 2yrs) in Vireo ETD systemU of I OnlyBridge load rating analysis has been used for decades to assess the safe load-carrying capacity of bridges in the United States. As time progressed, bridges that were rated using the American Association of State Highway and Transportation Officials (AASHTO) analytical load rating methods began to show lower load capacities than those that the bridges have proven to carry through load testing alternatives. This is especially true for reinforced concrete (RC) slab bridges which have complicated load path distributions and often benefit from load tests. This has resulted in unnecessary roadway restrictions, bridge closures, and other inconveniences to the communities that rely on these bridges for daily commute. Consequently, to provide better accuracy, the AASHTO Manual for Bridge Evaluation (MBE) offers the option of conducting load rating using field testing as an alternative to analytical computing rating factors for bridges.
In this study, diagnostic and proof load field tests are performed on two RC slab bridges to study the feasibility and constraints of using bridge load testing as a load rating method. AASHTO MBE and Effective Strip Width (EW) load rating approaches are used to compare results with AASHTO analytical load rating procedures. The results demonstrate the advantages to load testing over less reliable analytical load rating procedures. To reduce the complexity, time, and cost associated with instrumenting bridges for load testing, the study explores the feasibility of performing load tests using image-based techniques. Images of loaded bridges captured using consumer-grade cameras are used to monitor the displacement of the bridges during testing. The results from the field and laboratory studies show compelling results when compared to conventional Linear Variable Differential Transformer (LVDT) sensors. Furthermore, the studies show that image-based bridge monitoring techniques have great potential in conducting quick and cost-effective field-based load ratings of bridges. The research also investigates alternative approaches to field tests for structural monitoring of bridges. A satellite image-based technique is explored to evaluate the potential of this technology to measure small displacements in bridges. Moreover, the technique is applied to three different bridges to validate the approach and the simplicity of its application for bridge monitoring. The results show promising potential in the method to be used as a structural health monitoring strategy for bridges
