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Introduzione
Cosa significa applicare le metodologie e gli strumenti del design al territorio? E quali sono gli ambiti e le finalità di intervento?
Il Network di Ricerca D4T-Design for Territories del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano propone alcune risposte a queste domande, mettendo a sistema le esperienze di formazione e di ricerca applicata degli ultimi anni e ascoltando le voci di diversi esperti del settore, anche esterni alla disciplina, per un proficuo e costruttivo dialogo.
Attraverso il confronto su tre dicotomie – teoria/pratica, tangibile/intangibile, competizione/collaborazione – verranno delineati i possibili ruoli del design come agente in grado di identificare, svelare e valorizzare sistemi territoriali, culturali e sociali complessi.
Il volume - che dialoga e si completa con i contributi dei focus group preliminari, raccolti nei tre booklet di D4T, e con il numero monografico della rivista scientifica PAD (n.13/2016), tutti disponibili online - raccoglie i saggi e le esperienze di progetto di ricercatori e docenti universitari, professionisti nel campo della cultura e della comunicazione strategica, esperti nel campo dell’innovazione sociale e dello sviluppo sostenibile
Making the difference through design: Possibilities for the re-production of Social Capital.
Contemporary societies have been strongly characterized by the emersion of hybrid economies, which in several cases, through making, pursue goals of urban regeneration and social engagement. Recently, the Municipality of Milan has started to be interested in several hybrid and collaborative experiences, focused on: 1) the creation of local markets; 2) the revitalization of peripheral areas; 3) the engagement and its inhabitants. This paper presents the first step of a collaborative study developed by the School of Design of Politecnico di Milano and the Institute of Design of IIT of Chicago within the Sister Cities policy program. The results of preliminary research activities, which wanted to investigate the relationship between design, manufacturing and social inclusion will be presented. The main focus will be on the actual and potential role of design within these hybrid activities with particular attention to its capabilities to support the creation/acquisition of Social Capital both at individuals and territorial levels
Reciprocità e interrelazioni tra dimensione tangibile e intangibile del patrimonio culturale: ambiti d’intervento e dimensioni progettuali
Il contributo intende mettere a fuoco tre diverse dimensioni del rapporto tra tangibile ed intangibile nell’ambito della valorizzazione territoriale: la “sovrascrittura” dell’intangibile/effimero sul tangibile; la valorizzazione del tangibile attraverso l’intangibile (e viceversa); la valorizzazione dell’intangibile attraverso la reinterpretazione del tangibile. Ognuna di queste dimensioni verrà illustrata -in modo esemplificativo- da esperienze di ricerca e progetto
Il rapporto tra teoria e pratica nelle esperienze didattiche di design per il territorio.
Interpretare i paesaggi. Il punto di vista traduttivo del design
Le realtà territoriali contemporanee sono coinvolte in trasformazioni che modificano il senso di appartenenza e il concetto di dimora, con un impatto che può condurre al degrado dei valori condivisi e alla stratificazione confusa delle identità compresenti. Allo stesso tempo l'industria turistica registra un vivo interesse verso le mete minori e una progressiva segmentazione della domanda. Accanto al turismo culturale (Martelloni, 2007), che riguarda anche il piacere di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che costituisce l’identità e il carattere di un luogo, permane e si rafforza un turismo di tipo motivazionale (MacCannell, 1976), rinnovato nella caratteristica ricerca di esperienze autentiche e di emozioni memorabili, al di fuori dallo stereotipo e del turismo di massa. Intanto all’identità forte, unica e totalizzante, obiettivo della tradizionale immagine di marca e fortemente attrattiva, non compete più la polifonica identità delle realtà territoriali. Le criticità mettono dunque a dura prova proprio le realtà minori, in evidente emergenza identitaria, alle quali si devono risposte responsabili. Molte periferie urbane e piccoli centri storici sono di esempio. Il design della comunicazione per il territorio necessita di nuovi paradigmi; occorre che funzioni da “dispositivo di decodifica” (Baule, et al., 2016) per individuare contenuti trasmissibili e documenti altrimenti non accessibili. Occorre assuma il ruolo di facilitatore registico e di mediatore, consentendo l’interazione con dispositivi e interfacce che hanno lo scopo della diffusione e della condivisione di differenti culture e saperi. I territori e l’industria del turismo richiedono un progetto comunicativo capace di arricchire e modificare l’esperienza percettiva di abitanti e viaggiatori, restituendo significato e consapevolezza. Comunicare è l’azione del mettere in comune, è un atto interpretativo che si compie solo attraverso linguaggi condivisi: è traduzione. Comunicazione e traduzione sono processi che s’intersecano: permettono il trasferimento di un messaggio da una lingua di partenza a una d’arrivo, da una cultura a un’altra, da un sistema di segni ad altri. L’“accesso comunicativo” è quindi design della comunicazione, perché traduce in linguaggi condivisibili i contenuti riferiti a identità e alterità stratificate nei luoghi: lo scopo è rafforzare la connessione tra le culture e il territorio. Il punto di vista del designer della comunicazione è attivo e coinvolgente: il territorio e il paesaggio rappresentano luoghi da praticare e scoprire con intento performativo, non solo spettacoli da osservare a distanza
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