1,721,007 research outputs found
Eca sren. Gli Etruschi e l'iconologia nel noto specchio volterrano con Eracle figlio di Uni
The present work aims to revisit the analysis of a well-known mirror from Volterra, showing an image of Uni breastfeeding an adult and bearded Heracles. Often examined by researchers, mostly regarding the relationship between this find and Greek literary sources, the mirror is here re-assessed from a new perspective, aiming to shed light on the mechanisms of image creation by the Etruscans, while leaving aside the details of semantic exegesis within this class of mirrors.
In fact, the mirror represents the most eminent example of 'figured bilingualism', in which the image is accompanied by a complex inscription written on a ‘tabella’, the focal point in the overall structure of the representation. The meaning of the scene is already clarified by the inscription made by the Etruscan craftsman, as is the profound iconological value that the Etruscans ascribed to the representation of this subject. By dispensing with the need to interpret the scene, characteristic of the iconological analysis approach, it is possible to fully examine and appreciate the mechanisms behind the construction of the image in this precious/unique find from Hellenistic Etruria
Per una lettura delle immagini nei contesti funerari
Contributo teorico e metodologico sulla lettura delle immagini in contesto tombal
Selezione iconografica e affermazione di appartenenza al gruppo. Su alcuni plot dionisiaci di Valle Trebba
Il lavoro illustra la diffusione topografia di sepolture che presentano richiami dionisiaci (iconografici, rituali, epigrafici) nella necropoli di Valle Trebba a Spina. Ne emerge il possibile riconoscimento di gruppi che si richiamano a temi specifici, con un grado di coesione differente nei casi analizzati, in una necropoli, come quella spinetica nella quale gli studi da sempre hanno riconosciuto una significativa presenza della figura divina di Dioniso
Per una analisi dell'iconografia dell'infanzia in Etruria. La documentazione funeraria di Felsina di Fase Certosa
Iconography has always been an outstanding tool for analysing the preception of childhood and children in the past.
This paper aims to interpret several images of children by integrating them into their original archaeological context. This means that all the figurines of babies, toddlers and children, which have been found in the Etruscan tombs of Bologna during the 5th century BCE, mostly depicted on Athenian vases, have been studied as a significant part of the funerary set of the grave as a whole.
The results seem to be impressive. Images of children are rare in the funerary setting of the Etruscan Bologna, ‘Felsina’. Moreover, they enrich the most ambitious graves of the city, as they intended to celebrate the most eminent citizens of the community.
On the contrary, a review of the infant burials in the city does not show images of children figured in the grave objects and, furthermore, any other images. One could thus infer that the status of children did not allow them to have the right to use images in their tombs.
Lastly, analysing the figurative scene in which depicted children appear, it might be assumed that they are present in scenes of divination, or in other scenes where they are perceived as a kind of medium element between different realms of the universe: human and divine world, life and death.
This research seems to open a new perspective of investigation in the ancient perception of childhood
Immagini di uomini e di dei a banchetto in età classica
Vasi da vino di età classica nella collezione del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Uso, funzioni, immagini
Giochi, danze e banchetti: i temi iconografici delle tombe arcaiche
Breve testo incentrato sulla presentazioni di alcuni temi arcaici nelle tombe dipinte: giochi, danze e banchett
Funerary Practices
A detailed analysis of the funerary practices in the Etruscan city of Marzabotto, which are only scarcely known. However, what survives is a really extraordinary phenomenon and a dramatically important evidence to reconstruct rites and rituals
La libagione. Rituali sulla tomba
Nell’orizzonte mediterraneo antico, la documentazione archeologica restituita dai contesti tombali delle necropoli spinetiche spicca per l’eccezionale importanza riconosciuta da questa comunità etrusca al rito funebre della libagione
La cerimonia funebre. I gesti del rito
I gesti della sepoltura sono una delle espressioni archeologiche di maggiore eloquenza, rivelatrici del mondo di valori che caratterizza la comunità che li compie. Lungi dall’essere specchio della realtà, essi rappresentano una complessa costruzione simbolica elaborata collettivamente, frutto di una meditata selezione dei valori che si vogliono comunicare e tanto più articolata in varianti e sfumature di significati quanto più è articolata la società che la esprime. Nel caso degli Etruschi, ma anche in Grecia e nel mondo romano, ad un orizzonte ideologico condiviso che concentra in sé i principi fondamentali della dottrina religiosa e della percezione del mondo corrispondono poi scelte peculiari sviluppate in maniera autonoma e creativa dalle singole comunità, anche in conseguenza degli stimoli culturali esterni.
Spina etrusca, porto del Mediterraneo, è forse l’esempio più straordinario in Etruria di questo connubio tra percezione etrusca delle leggi che regolano la vita e la morte e declinazione peculiarmente spinetica dei rituali della morte
L'immaginario del viaggio verso l'Aldilà
Lungo tutta la storia della loro civiltà gli Etruschi posero al centro della loro riflessione filosofica il tema del viaggio verso l’Aldilà che attende ogni uomo dopo la morte, vi allusero nei rituali, lo evocarono nelle rappresentazioni figurate ricorrendo a differenti immagini, concetti e metafore. Da Servio e da Arnobio sappiamo che esistevano libri Acheruntici, composti dallo stesso Tagete, sui quali si giurava e nei quali venivano descritte le cerimonie da compiere e come le anime venivano divinizzate e condotte fuori dalle leggi della mortalità. Se il naufragio della letteratura etrusca originale ha sottratto alla nostra conoscenza i particolari di questi dettami religiosi, spesso incomprensibili anche agli antichi, l’epigrafia ha restituito qualche labile e isolata traccia di queste credenze e l’iconografia ha contribuito in maniera significativa, grazie ad importanti studi sul tema, all’esegesi del lungo e difficile cammino che il defunto doveva affrontare per giungere all’Aldilà
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