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    E-orthodontics

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    L’utilizzo dei software CAD 3D, nella produzione di dispositivi medicali, si è ampiamente diffusa negli ultimi anni. Dai software diagnostici a quelli per la programmazione chirurgica, da quelli per la modellazione di corone e ponti a quelli per l’ortodonzia, l’utilizzo di sistemi orizzontali permette di creare protocolli di lavoro su misura senza avere il vincolo delle impostazioni del software verticale, consentendo di approfondire i controlli sui dati ottenuti. Un esempio di questo tipo di approccio lo troviamo nella produzione del VTO digitale, dove l’interfaccia tra TC, modello digitale e macchine utensili permette la produzione del dispositivo utilizzato in fase chirurgica. Le scansioni effettuate con la Cone Beam Volumetric Imaging eliminano gli errori di proiezione lineare, inclusi gli errori da distorsione e da ingrandimento, che invece colpiscono le immagini bidimensionali. Per questo motivo la tomografia volumetrica è divenuta il mezzo più utilizzato per la diagnosi ortodontica e la pianificazione dei trattamenti. Nei fatti, le immagini ottenute con la tecnologia CB 3D sono molto efficaci e precise nel ricostruire la struttura maxillofacciale dei pazienti ortodontici. Una volta acquisita, l'immagine può essere usata per creare "modelli virtuali" tridimensionali che permettono all'ortodontista di visualizzare elettronicamente senza dover fare calchi o modelli in cera. Ciò permette agli specialisti di risparmiare tempo ed elimina il bisogno di creare modelli in gesso

    Ruolo dell'igienista dentale nel paziente in età pediatrica

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    L’ Iter Preventodontico, creato negli anni ’80 presso il reparto di Ortodonzia dell’Università di Milano è tutt’oggi di fondamentale importanza per il successo della terapia ortognatodontica, consiste in un rigido protocollo che prevede 6 livelli, in ciascuno dei quali viene abitualmente eseguito l'esame obiettivo del cavo orale, il rilevamento dell'Indice di placca (I.P. con metodo di Silness-Löe) e di Sanguinamento (I.S.) ed un prelievo di placca per effettuare una valutazione quali e quantitativa al microscopio dei batteri presenti nella placca stessa. Il paziente, qualora in uno qualsiasi dei livelli si rilevasse un valore di I.P. superiore al precedente viene retrocesso ed ha la possibilità di ricominciare per 3 volte le procedure (serie A, B e C): al terzo insuccesso il soggetto è considerato non meritevole di ulteriori cure. I pazienti candidati ad una terapia ortodontica intraprendono questo percorso almeno 4 mesi prima dell’inizio della terapia stessa e, nel caso in cui raggiungano con successo il sesto livello, avendo appreso una corretta metodica delle manovre necessarie per un adeguato mantenimento dell’ igiene orale, possono accedere al trattamento ortognatodontico e vengono seguiti costantemente dall’igienista dentale durante tutta la durata della terapia. I successi ottenuti grazie all’Iter Preventodontico in ambito ortodontico ci hanno indotto ad adattarlo ed utilizzarlo per altre tipologie di pazienti, ivi compresi i pazienti leucemici. Per il trattamento di questi particolari pazienti si è reso necessario modificare il protocollo, originariamente rigido e schematico, per ottenere in breve tempo migliori risultati e la massima collaborazione del paziente; si è, quindi, cercato di velocizzare ed adattare le procedure in base alle capacità, allo stato di salute ed alle esigenze terapeutiche del singolo soggetto. Al primo livello si esegue la raccolta dei dati anamnestici e la compilazione della cartella clinica grazie ad uno scrupoloso esame obiettivo che prevede: l’annotazione della formula dentaria (presenza di elementi sani, forami ciechi e/o solchi profondi, carie, otturazioni, manufatti protesici e/o impianti), la compilazone del sondaggio parodontale e delle condizioni delle mucose orali ed in particolare, viene calcolato ed annotato l’indice di Placca e l’indice di Sanguinamento e si esegue un prelievo di placca batterica per la successiva valutazione quali e quantitativa del campione al microscopio. L’igienista, con l’ausilio di sostanze rivelatrici di placca ( liquido o pastiglie), fornisce al paziente le prime istruzioni per apprendere una corretta tecnica di spazzolamento, tecnica di Bass modificata, e consiglia gli strumenti più idonei ( spazzolino, scovolino, filo interdentale, etc.) per la completa rimozione della placca batterica. L’istruzione e la motivazione sulle corrette manovre di igiene orale viene eseguita ad ogni appuntamento, previo utilizzo delle sostanze rivelatrici di placca e dei rilevamenti di I.P. ed I.S., il paziente esegue alla presenza dell’igienista le tecniche imparate allo scopo di migliorare la metodiche utilizzate e correggere eventuali errori. In alcuni casi è opportuno consigliare al paziente l’utilizzo periodico della pastiglia rivelatrice durante le manovre di igiene orale domiciliare, in modo da visualizzare e rimuovere più attentamente i depositi di placca. Al secondo livello si rivalutano nuovamente I.P. e I.S. e si confrontano le percentuali rilevate con i risultati precedenti; l’igienista, grazie alle sostanze rivelatrici di placca, evidenziando allo specchio le zone di maggior accumulo, deve motivare ed istruire il paziente sulla corretta tecnica di spazzolamento e sull’ utilizzo degli accessori di igiene orale domiciliare consigliati al paziente: filo interdentale ed adeguata tecnica di “filaggio”, scovolino e suo utilizzo. Qualora si trattasse di paziente in età pediatrica, l’igienista dentale dovrà coinvolgere anche i genitori nelle istruzioni e nella motivazione per tutta la durata dell’Iter Preventodontico. Il protocollo al secondo livello prevede, inoltre, la richiesta di compilazione, da parte del paziente e/o genitore, di un diario alimentare su cui annotare scrupolosamente per una settimana il tipo, la frequenza e gli orari degli alimenti consumati nell’arco della giornata e le abitudini di igiene orale domiciliare. Uno degli obiettivi di questo Iter consiste nell’aiutare il paziente ad alimentarsi correttamente salvaguardando la salute del cavo orale, l’igienista, infatti, analizza insieme al paziente lo scritto (III livello) per correggere eventuali comportamenti non adeguati, indicandogli quali comportamenti alimentari è necessario modificare. In questo modo sarà possibile valutare i pasti e la loro frequenza e, in modo particolare, l’assunzione delle sostanze zuccherate. Qualora le condizioni parodontali lo richiedessero, parallelamente all’andamento dell’Iter, l’igienista dentale programma le necessarie sedute di igiene professionale (ablazione del tartaro e levigature radicolari o full mouth disinfection) per una completa rimozione dei depositi di placca e tartaro. Al terzo livello si rilevano nuovamente l’indice di placca e di sanguinamento, si istruisce e motiva il paziente per migliorare le procedure di igiene orale domiciliare e si evidenziano i progressi ottenuti grazie alla terapia parodontale ed al mantenimento domiciliare. Al quarto livello, se il paziente ha raggiunto un valore di indice di placca uguale o al di sotto del 10%, si può procedere con la prima applicazione topica di fluoro. Se, invece, esso è superiore a tale valore o se vi è indice di sanguinamento positivo, il paziente viene retrocesso al terzo livello. Al quinto livello, si rileva nuovamente l’indice di placca e di sanguinamento, che deve risultare uguale o inferiore al 5% per accedere al livello successivo (al sesto livello) e procede quindi alla sigillatura dei solchi e all’applicazione topica di fluoro. Al sesto livello l’igienista dentale, compatibilmente con le condizioni generali del paziente e con i il trattamento che sta seguendo, radioterapia, e/o chemioterapia, programma richiami periodici per intervenire tempestivamente su eventuali complicanze orali da esso derivanti e per continuare con le applicazioni di fluoro ed istruzione e motivazione sulle corrette procedure di igiene domiciliare

    Effects of the protraction facemask on vertical dimension : A cephalometric study

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    AIM: To evaluate the skeletal responses to a maxillary protraction facemask on the vertical dimension in Class III patients. SUBJECTS AND METHODS: Twenty patients (10 males, 10 females, mean age 8 years) with dental and skeletal Class III were analyzed. All the patients were treated with a banded appliance using a facemask with protraction forces exerted by elastics for 14 to 18 hours a day. Standardized lateral cephalograms were obtained before treatment (T1), at the end of treatment (T2), and after an observations period of 1 year (T3). The vertical skeletal relationships were analyzed by angular and linear cephalometric measurements (maxillary inclination SN/SNP-SNA, mandibular inclination SN/Go-Gn, vertical jaw relationship SNP-SNA/Go-Gn, posterior facial height S/Go, anterior facial height N/Me). RESULTS: Maxillary inclination diminished between T1 and T2 and increased between T2 and T3. The mandibular inclination increased between T1 and T3 (mean 1.7). Vertical jaw relationship increased between T1 and T2 (mean 2.4) and diminished between T2 and T3. The posterior and anterior facial height increased 2 mm and 2-4 mm between T1 and T2, respectively). CONCLUSIONS: Facemask therapy causes an increase in vertical facial dimensions due to a posterior rotation of the mandible and thus its use is not indicated in high angle cases

    Neuromuscular aids to treatment planning of open-bite skeletal Class III malocclusion

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    The purpose of this study is to describe a particular diagnostic and therapeutic method for the correction of open-bite skeletal Class III malocclusion. The treatment, at the end of growth, consists of presurigical-orthodontic preparation, whose aims are dental alignment, decompensation and production of compatible arch forms; post-surgery correction of tridimensional maxilla-mandibular relationships, final orthodontic correction then follows. The most original procedure described in this work s the useo f electromyography and kinesiography at the beginning and of treatment to reach a correct diagnosis, to value the efficacy of the therapy, to eliminate reasons for relapse and TMJ dysfunction appearance. The success of orthodontic-surgical therapy can be obtained by the elimination of the muscular forces on the teeth, so the problem of relapse become minimum. Everyday, with the help of electromyography and kinosiography we can place the jawbone both orthodontically and surgically in a muscular and articular position, compatible with the dental occlusion

    Ortodonzia-osteointegrazione : un approccio interdisciplinare in un caso di agenesia dentale

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    Con l’avvento degli studi di Branemark sull’osteointegrazione, l’implantologia ha modificato gli schemi terapeutici più classici diventando una disciplina clinica affidabile nella pratica odontoiatrica. In questo lavoro viene descritto il caso clinico di una paziente che ha richiesto l’intervento dell’ortodontista per correggere la presenza di spazio a livello dell’arcata superiore a causa dell’agenesia del 15. Il caso è stato risolto con approccio ortodontico ed implantologico. Viene, inoltre, messa in evidenza l’importanza che ha assunto la collaborazione e la consultazione interdisciplinare tra specialista in differenti branche dell’odontoiatra, per ottenere migliori risultati che riguardano la salute dei denti e dei loro tessuti di supporto, l’occlusione e l’aspetto estetico.This work describes the clinical interventions on a patient who required orthodontic therapy in order to correct the presence of existing space in the upper arch caused by a congenitally missing tooth and resolved by orthodontic and implantologic approach. The aim of the work is to underline the important of the cooperation between orthodontist and implantologist and focus on the osseointegrated implants as excellent therapeutical approach for the functional and aesthetic rehabilitation

    Orientamenti terapeutici nell'agenesia degli incisivi laterali superiori

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    Objectives. The treatment planning of congenitally missing maxillary lateral incisors is often challenging because of the high aesthetic value of their seat. Aim of this work is to describe the main treatment choices reported in the literature together with their indications and protocols. Methods. Treatment planning must consider both patient-related factors (age, compliance, type and severity of malocclusion) and his expectations. Results. Conservative approach is possible with remodelling of deciduous maxillary lateral incisors by composite resin. However, it should be considered a short-term solution. It is possible to perform an orthodontic treatment plan either to move canines in the space of missing teeth or to open the same space in order to allow a prosthodontic restoration. There are currently available prosthodontic options such as traditional or resinbonded fixed partial dentures, removable partial dentures and osseointegrated implants. The latter option must be avoided in young patients, until facial growth is complete and permanent teeth are fully erupted. Autotransplantation of available teeth, generally extracted for orthodontic reasons, can also be a suitable choice in young patients. Conclusions. A multidisciplinary approach by orthodontist, prosthodontist and oral surgeon is required in the treatment of congenitally missing maxillary lateral incisors
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