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Non solo per amore. In Memoria di Francesca Morvillo
Chi era Francesca Morvillo? Questo lavoro a più voci, che ricostruisce fasi e momenti diversi della sua vita, getta una luce nuova e inedita su questa giurista, tra le prime donne magistrato siciliane, sulla sua cultura, sulla sua conoscenza profonda e raffinata del diritto e della procedura penale, ma anche sulla sua grande umanità e generosità, sulla sua gentile riservatezza, sulla forza della sua personalità che ne ha fatto un vero modello di giudice per le giovani e i giovani che si avviavano allora e che si avviano oggi alla professione di magistrato.
Grazie alle parole di amici e colleghi il libro ripercorre la vita di Francesca dagli anni della scuola e dell’università ai periodi più significativi in magistratura, nel ruolo amato di magistrato minorile e in quello di giudice presso la Corte di Appello di Palermo. Sino agli ultimi giorni che la videro impegnata come componente della commissione per gli esami da magistrato e alla tragedia del 23 maggio 1992. Ancora una volta accanto a Giovanni Falcone, l’uomo che tanto amava, riamata, e che con orgoglio ne apprezzava, tra le tante qualità, il grande valore professionale. Il volume che vanta la
Prefazione di Marta Cartabia, è stato curato da Paola Maggio, Cetta Brancato, Giovanna Fiume e vede fra i molti autori Maria Teresa Ambrosini, Giuseppe Ayala, Giovanni Fiandaca, Pietro Grasso, Francesco Messineo, Franco Nicastro, Salvatore Salvago
Emotions Course: l’esperienza di un intervento educativo per la promozione della competenza socio-emotiva nella scuola dell’infanzia
L’esperienza qui presentata s’inserisce nell’ambito degli interventi condotti secondo un approccio evidencebased nella scuola dell’infanzia e riguarda la realizzazione dell’Emotions Course (EC; Di Maggio, Zappulla e Izard, 2014), un percorso educativo finalizzato alla promozione delle abilità socio-emotive in età prescolare. Il programma è stato elaborato facendo riferimento ai fondamenti e agli sviluppi della teoria differenziale delle emozioni, i cui principi sono stati «tradotti» in modo da formare le basi concettuali ed empiriche dell’intervento, articolato nell’ottica della prevenzione primaria e secondaria (Izard, 2002, 2009). In particolare, l’EC è stato applicato al fine di migliorare: – la comprensione delle emozioni primarie (gioia, tristezza, rabbia, paura), intesa in età prescolare come la conoscenza da parte dei bambini sia delle diverse modalità verbali e non verbali di espressione emotiva sia delle cause esterne (gli antecedenti situazionali) e interne (per esempio, i desideri) che possono suscitare le diverse emozioni; – la regolazione emotiva, ossia la capacità dei bambini di esercitare un controllo sull’espressione delle emozioni e sui vissuti emotivi in modo da potere utilizzare costruttivamente la componente motivazionale delle emozioni e mettere in atto risposte cognitive e comportamentali adeguate alle opportunità e alle richieste dell’ambiente; – la competenza sociale dei bambini, la capacità, cioè, di stabilire e mantenere relazioni positive con i pari, di lavorare insieme, di affrontare e risolvere eventuali problemi e conflitti. Hanno preso parte allo studio 143 bambini (73 maschi e 70 femmine) di 3-5 anni (età media = 4.4 anni, ds = .74), inseriti nelle classi di due scuole dell’infanzia di una città del sud d’Italia
Dissolvenze. Il corpo immaginario della fotografia
Composto da fotografie appartenenti a tre progetti diversi – Lost in the K-Hole, Doppelgänger e Maelström – Human Surfaces è un diario visivo interpretativo che mette in luce, in modo originale, un’iconografia di varie e potenziali diversità individuali (l’alter ego, l’attore, il visionario) protagoniste di scene immaginarie ma non per questo meno obiettive. Di Donato si muove in un territorio non solo di osservazione ma di costruzione dell’immagine, a sancire che la fotografia, come tutte le forme visuali autoriali, è un’emanazione che contiene il suo artefice. Tessendo le fila delle sue visioni l’autore crea intersezioni, riconoscimenti, trasformazioni, vere e proprie descrizioni dense di ciò che immagina e ritrae, svelando le relazioni di senso affidate alle immagini e all’immaginario. Le sue Human Surfaces sono delle trasfigurazioni, metafore visive di esperienze interiori stagliate in uno spazio/vuoto esistenziale dove l’urlo angoscioso, la dissociazione e la proliferazione performativa si coniugano con il fascino della fotografia concettuale e creativa in uno stile surreale e brutale.Composed of photographs belonging to three different projects - Lost in the K-Hole, Doppelgänger and Maelström - Human Surfaces is an interpretative visual diary that highlights, in an original way, an iconography of various and potential individual diversities (the alter ego , the actor, the visionary) protagonists of imaginary scenes but no less objective. Di Donato moves in a territory not only of observation but of construction of the image, to establish that photography, like all authorial visual forms, is an emanation that contains its creator. By weaving the strings of his visions, the author creates intersections, acknowledgments, transformations, real dense descriptions of what he imagines and portrays, revealing the relationships of meaning entrusted to images and the imagination. His Human Surfaces are transfigurations, visual metaphors of inner experiences silhouetted in an existential space / void where the anguished scream, dissociation and performative proliferation combine with the charm of conceptual and creative photography in a surreal and brutal style
Immagine come tema
Visual art, based on optical-perceptual experiences, took on the form of an artistic movement in the mid-1950s and was very often conceived and developed in the fields of architectural research, design and graphic design. It manifested itself in the connotation of 'programmed art' which, with the intervention of the viewer or the author himself, can be modified according to a set 'programme', substantially assimilating itself to kinetic art and experimenting with the phenomena of visual perception and movement
Brain Damage. Psicofotografia come coscienza immaginale
BRAIN DAMAGE è formato da quattro progetti; quattro capitoli, “Craving”, “Doppelgänger”, “Lost in the K-Hole”, “Rorschach”, incentrati su differenti e autonome tematiche psicologiche, connesse l’una all’altra dalla presenza costante di tre elementi fondamentali: la mancanza, il desiderio, la sofferenza. Ciò che l’autore durante i tanti anni di ricerca e lavoro non ha potuto registrare istantaneamente, come nel caso di “Craving” e “Rorschach”, lo ha prima immaginato e poi ritratto alla maniera di “Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”. Non solo reportage, dunque, compongono il libro, ma anche regie. Per fotografare i deliri della mente, pur restando incredibilmente ancorati alla realtà, ci vuole, oltre a una profonda conoscenza dei temi affrontati, anche una potente e fervida immaginazione. Immaginazione che è, di fatto, visionarietà applicata a una logica dei sensi e dell’espressione. Queste doti artistiche Di Donato le possiede e le ha trasmesse evidentemente ai quattro progetti fotografici di Brain Damage dove le immagini delle pulsioni inconsce si sono trasformate in forme figurative inquietanti e perturbanti. Anche quando il corpo umano è nitido, integro e realistico (“Craving” e “Rorschach”), e non palesemente astratto, surreale e “defigurato” (“Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”), l’autore allude alla sua devastazione, distorsione ed evanescenza: il corpo e la sinestesia dei sensi sono immagini della mente e dei suoi tormenti, di alcuni traumi della condizione umana e dello stare al mondo. Nel panorama della fotografia e della cultura visuale contemporanea, Di Donato elabora immagini sinottiche e insieme narrative, storie visive riflessive che parlano in vario modo alla coscienza immaginale collettiva e individuale. Il carattere fortemente psicologico delle fotografie rende Brain Damage un’opera complessa, come complessa è la psiche umana così smarrita nei disagi dell’ipermodernità.BRAIN DAMAGE is made up of four projects; four chapters, "Craving", "Doppelgänger", "Lost in the K-Hole", "Rorschach", focusing on different and autonomous psychological themes, connected to each other by the constant presence of three fundamental elements: lack, desire, suffering. What the author during the many years of research and work could not record instantly, as in the case of "Craving" and "Rorschach", he first imagined it and then portrayed in the manner of "Doppelgänger" and "Lost in the K-Hole". Not only reportage, then, make up the book, but also royalty
PREVALE LA NEGAZIONE GIURISPRUDENZIALE DI EFFETTI ERGA OMNES PER LA SENTENZA CONTRADA C. ITALIA
Trova ulteriore consolidamento l’indirizzo giurisprudenziale che si oppone alla possibilità di estendere la decisione dellaCorte europea dei diritti dell’uomoContrada c. Italia (C. eur. dir. uomo, Sez. IV, 14 aprile 2015, Contrada c. Italia ai casi analoghi
Leucodistrofia metacromatica: un caso di pubertà precoce
Leucodistrofia metacromatica: un caso di pubertà precoce
Nardecchia F 1
, Poratti E 1
, Dimiccoli P 1
, Di Maggio C 1
, Commone A 1
, Pucci C 1
, Leuzzi V 1
1DAI Neurosc e Sal Ment, Univ Sapienza, Roma
INTRODUZIONE/BACKGROUND: La leucodistrofia metacromatica è una malattia lisosomiale,
autosomica recessiva, caratterizzata
dall'accumulo di solfatidi a livello della mielina del sistema nervoso e, in minor quantità, nei tessuti
a funzione escretoria, tra cui reni, fegato e cistifellea. E’ stato descritto, inoltre, coinvolgimento di
tipo deficitario dell’ipofisi anteriore, surreni, testicoli, ovaie ed endometrio.
METODI / PAZIENTI:Il caso presentato è una bambina di 7,6 anni con esordio tipico intorno ai 2,6
anni, caratterizzato
da rapida regressione psicomotoria e ipotono. La RMN dell’encefalo mostarva diffusa e marcata
iperintensità di segnale della
sostanza bianca biemisferica sovratentoriale, con coinvolgimento del corpo calloso. Il dosaggio dell
dell’attività dell’arilsulfatasi A rivelava una riduzione del 91% e l’indagine genetica una eterozigosi
composta per [p.Tyr201Cys] e [p.Leu428Pro] nel gene ARSA. A 6 mesi dalla diagnosi comparsa di
episodi critici polimorfi. Intorno ai 4 anni osservato telarca
bilaterale isolato e incremento della lanuggine corporea, con successiva comparsa di pubarca.
RISULTATI:Il GnRH test evidenziava un’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi- gonadi,
definendo un quadro di
pubertà precoce centrale. L’ecografia pelvica mostrava alcuni follicoli bilaterali con diametro di 3
mm. L’Rx polso evidenziava un’età ossea avanzata rispetto a quella cronologica, con uno scarto
superiore ad un anno. La progressione del quadro neurologico ha determinato un quadro di
tetraparesi spastico-distonica, assenza di linguaggio e residuo ed incostante contatto di sguardo.
Assume terapia antiepilettica con crisi plurisettimanali e trattamento ormonale con analoghi del
GnRH.
DISCUSSIONE:A differenza del riscontro di ipofunzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi- gonadi
descritto nelle
leucodistrofie e consensuale al processo degenerativo, si segnala in questo caso l’iperattivazione
dell’asse, finora non descritta in letteratura
La forma del rilievo terrestre e il problema della convergenza morfologica
Argomento della presente relazione è la forma del ri-lievo terrestre. Il rilievo terrestre può essere raffigurato come un grande mosaico le cui tessere sono i versanti. Un versante può es-sere: o una superficie piana caratterizzata da una determinata espo-sizione e da una specifica inclinazione; oppure una superficie curva di tipo concavo o convesso. Ogni singolo versante è inoltre identificabile con una forma del rilievo ben definita, la cui genesi è riconducibile ad un processo morfogenetico peculiare. Ogni cambiamento nell’esposizione, nell’inclinazione o nella curvatura di un versante segna pertanto il passaggio a forme del rilievo di-verse. Complessivamente, tutti i processi morfogenetici che mo-dellano la superficie terrestre creano grandi e piccole forme del rilievo che, sebbene siano prodotte da meccanismi profondamente differenti, mostrano sempre le stesse geometrie. Questa occor-renza, conosciuta in Geomorfologia come problema della conver-genza morfologica, crea difficoltà nel distinguere forme simili nell’aspetto ma profondamente diverse nella genesi. Le forme semplici sono costituite da un solo versante e, a prescindere dal processo morfogenetico che le produce, possono assumere le sem-bianze di: scarpata (superficie piana verticale), pendio a media in-clinazione (superficie piana obliqua), pianura (superficie piana orizzontale), conca (superficie curva concava) o rilievo arroton-dato (superficie curva convessa). Dalla combinazione di due o più forme semplici (versanti singoli) possono a loro volta ottenersi delle forme complesse (insieme di più versanti) che possono assu-mere l’aspetto di: altura (insieme di versanti che convergono verso uno o più punti di quota maggiore), depressione (insieme di ver-santi che convergono verso uno o più punti di quota inferiore) o rilievo articolato (insieme di diversi tipi di versante, variamente combinati). Prendendo spunto dalla forma della superficie terre-stre, la presente relazione mostra: le cause delle forme del rilievo; le principali forme del rilievo suddivise sulla base della scala di osservazione; i casi più significativi di convergenza morfologica.The shape of the Earth’s relief and the geomorphologi-cal convergence problem. The shape of the Earth’s relief is the subject matter of this paper. The Earth’s relief may be represented as a large mosaic whose pieces are the slopes. A slope is a planar or curved surface. A single slope is also a well-defined landform whose genesis is due to a peculiar geomorphic process. Changes in exposure, inclination or curvature of a slope mark the transition to a different landform. Overall, geomorphic processes causing the Earth's surface create large and small landforms that always show the same geometries, though they are produced by deeply different mechanisms. This occurrence is known as geomorphological con-vergence problem creating difficulties in distinguishing similar but deeply different in genesis landforms. Regardless of the geo-morphic process that produce them, the simple landforms (a single slope) may assume the following geometric shapes: scarp (vertical planar surface), inclined slope (oblique planar surface), plain (hor-izontal planar surface), rounded hollow (concave curved surface) or rounded hill (convex curved surface). Complex landforms (a set of slopes) take on by the combination of two or more simple land-forms. The complex landforms can assume the appearance of topo-graphic high (a set of slopes converging toward higher altitudes), topographic depression (a set of slopes converging toward lower altitudes) or articulate relief (a set of several slopes which are dif-ferently combined). Starting from the shape of the Earth's surface, this paper shows landform causes, main landforms in relation to the scale factor, and most significant cases of geomorphological convergence
Il paesaggio fortificato di Ustica e i disegni dell'Arciduca di Toscana
L'isola di Ustica è stata oggetto di numerosi studi tra i quali il volume "Ustica", opera in lingua tedesca dell'Arciduca di Toscana, Ludovico Salvatore di Asburgo. Il saggio analizza i grafici del volume edito alla fine dell'Ottocento,in particolare quelli riguardanti le architetture realizzate a difesa del territorio
Recensione: Mantovan C., Ostanel E., Quartieri contesi. Convivenza, conflitti e governance nelle zone Stazione di Padova e Mestre. Milano: FrancoAngeli. 2015.
Recensione a: Mantovan C., Ostanel E., Quartieri contesi. Convivenza, conflitti e governance nelle zone Stazione di Padova e Mestre. Milano: FrancoAngeli. 2015
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