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    [Mario and Mazzone (c.1947), funerary sculpture]

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    From Berresford: Mario and Mazzone (c.1947), F.Vannuci, Cimitero delle Porte Sante, Florence.Woman in gown, man in military uniform.Title from Berresford

    Estimation of the variance in any point of an electron-density map for any space group

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    In a recent paper [Giacovazzo & Mazzone (2011). Acta Cryst. A67, 210-218] a mathematical expression of the variance at any point of the unit cell has been described. The formulas were derived in P1 for any type of Fourier synthesis (observed, difference and hybrid) under the following hypothesis: the current phases are distributed on the trigonometric circle about the correct values according to von Mises distributions. This general hypothesis allows the variance expressions to be valid at any stage of the phasing process. In this paper the method has been extended to any space group, no matter whether centric or acentric. The properties of the variance generated by space-group symmetry are described; in particular it is shown that the variance is strictly connected with the implication transformations, which are basic for Patterson deconvolution. General formulas simultaneously taking into account phase uncertainty and measurement errors have been obtained, valid no matter what the quality of the model

    Utilizzo di sangue periferico come fonte alternativa al sangue midollare per il monitoraggio della malattia minima residua nella leucemia mieloide acuta

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    L’identificazione della MMR mediante CFMP utilizzando sangue midollare ha fornito utili indicazioni prognostiche in pazienti adulti affetti da LAM. L’attuale interesse è volto a verificare l’impiego di sangue periferico (SP) come possibile fonte alternativa al midollo osseo. Recenti studi hanno dimostrato come la determinazione della malattia minima residua (MMR) sia utile per una più appropriata modulazione della stessa. Ciò fonda sul presupposto che la presenza in circolo di cellule leucemiche al momento della RC morfologica, può essere correlata con la persistenza midollare di cellule leucemiche, oppure con la precoce immissione in circolo delle stesse, espressione quest’ultima di maggiore aggressività di malattia. PAZIENTI E METODI: Nello studio sono stati inclusi 50 pazienti affetti da LAM de novo. La valutazione della MMR è stata effettuata al termine della terapia d’induzione in 50 campioni di SP e 50 di MO. Due pazienti di 50 sono recidivati precocemente prime della terapia di consolidamento, pertanto, al termine della terapia di consolidamento sono state analizzate 48 coppie di SP e MO. In primo luogo abbiamo confrontato i livelli di MMR in 50 campioni di sangue periferico e midollare prelevati contemporaneamente, dopo terapia di induzione. RISULTATI: Il 77% dei pazienti pari a 33 è andato incontro a recidiva dopo un tempo mediano di 10 mesi (range,2-24); il follow-up mediano è stato 18 mesi (range, 3-85). Il valore mediano di cellule leucemiche residue nel midollo e nel sangue periferico erano rispettivamente 5.2 x10-3 (range 1x10ˉ4 - 1.64 x10-1) e di 2.85 x10-3 (range 1x10-5 –1.25 x10-1) ; tra le due fonti è stata riscontrata una correlazione statisticamente significativa (r=0.86, p < 0.0001). Il valore di cut-off di cellule leucemiche residue nel sangue periferico con una correlazione statisticamente significativa è stato posto a 1.5x10-4; infatti, 33 pazienti su 44(75%) con livelli di MMR post-induzione superiori a 1.5x10-4 (gruppo MMRInd+) sono andati incontro a recidiva di malattia, rispetto a 6 pazienti con livelli di MMR inferiori a 1.5x10-4 (gruppo MMRInd-) (p=0.00078). Non sono state osservate differenze statisticamente significative nella sopravvivenza globale tra i due gruppi di pazienti, tuttavia il gruppo MMRInd+ ha presentato una sopravvivenza libera da recidiva di durata inferiore (p=0.001). Dopo terapia di consolidamento, utilizzando lo stesso valore di cut-off di 1.5x10-4, 38 pazienti sono stati considerati MMRCons+, e 31 di loro (82%) sono andati incontro a recidiva; 9 dei restanti 10 pazienti MMRCons- mantengono la RC (p=0.00006). La condizione di MMRCons+ nel sangue periferico è risultata una variabile indipendente associata in maniera significativa ad una ridotta sopravvivenza libera da malattia (p=0.0026). CONCLUSIONI: I risultati del nostro studio dimostrano che la valutazione della MMR su sangue periferico mediante la CFMP ha un importante impatto prognostico sulla terapia dei pazienti affetti da LAM. In particolare, la quantificazione della MMR a differenti tappe del trattamento potrebbe aiutare, in futuro prossimo, alla definizione di programmi terapeutici personalizzati, stratificando i pazienti in differenti categorie di rischio. Inoltre il monitoraggio della MMR su sangue periferico dopo la fine del trattamento permette una sorveglianza adeguata dei pazienti che tendono ad avere una riespansione della MMR e consente, quindi un intervento terapeutico precoce.BACKGROUND AND OBJECTIVES. To date, bone marrow (BM) is the most common source of cells to use in order to assess minimal residual disease (MRD) in acute myeloid leukemia (AML). In the present study, we investigated whether peripheral blood (PB) could be an alternative source of cells for monitoring MRD in AML. DESIGN AND METHODS: Fifty patients with AML were monitored for MRD after the achievement of complete remission. Using multiparametric flow cytometry we compared the levels of MRD in 50 and 48 pairs of BM and PB after induction and consolidation, respectively. RESULTS: After induction and consolidation therapy, the findings in BM and PB were significantly concordant (r=0.86 and 0.82, respectively, p<0.001 for both comparisons). The cut-off value of residual leukemic cells in PB which correlated with outcome was 1.5x10 (-4). Thirty-three of 43 (77%) patients with >1.5x10 (-4)residual leukemic cells in PB after induction had a relapse, whereas the seven patients with lower levels did not (p=0.0002). After consolidation, 38 patients had a level of MRD >1.5x10 (-4)and 31 (82%) had a relapse; nine out of the remaining ten patients, whose levels of MRD were below 1.5x10 (-4), are still relapse-free (p=0.00006). In multivariate analysis, PB MRD status at the end of consolidation was found to have a significant effect on relapse-free survival (p=0.036). INTERPRETATION AND CONCLUSIONS: These preliminary results indicate that: (i) PB evaluation can integrate BM assessment for MRD detection in patients with AML; (ii) PB MRD status at the end of consolidation therapy may provide useful prognostic information

    Period determination for 1996 Adams and 2699 Kalinn by AOACM

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    Synodic rotation periods and amplitudes are reported for 1996 Adams: 3.31138 ± 0.00006 h, 0.45 ± 0.04 mag; and2699 Kalinin: 2.9279 ± 0.0001 h, 0.24 ± 0.04 mag.Fil: Ambrosioni, C.. No especifíca;Fil: Colazo, C.. No especifíca;Fil: Mazzone, Fernando Dario. Universidad Nacional de Río Cuarto. Facultad de Ciencias Exactas, Fisicoquímicas y Naturales. Departamento de Matemática; Argentina. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas; Argentin

    Interactive effects of guilt and moral disengagement on bullying, defending, and outsider behavior

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    We examined the moderating effect of guilt on the associations between moral disengagement and bullying, defending and outsider behaviors in a sample of 404 students (203 boys; Mage= 11.09 years; SD = 1.48). Bullying, defending and outsider behavior were assessed through peer nominations, whereas guilt and moral disengagement were assessed by self-reports. Results showed that moral disengagement was associated with high levels of bullying and low levels of defending. Guilt was negatively associated with bullying and positively with defending. A moderating effect for guilt was also found: increasing levels of moral disengagement contributed to more bullying and outsider behavior, and to less defending, among students with low levels of guilt. The current research broadens the extant literature, showing the combined effects of guilt and moral disengagement on bullying-related behaviors

    Period determination for 1996 Adams and 2699 Kalinn by AOACM

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    Synodic rotation periods and amplitudes are reported for 1996 Adams: 3.31138 ± 0.00006 h, 0.45 ± 0.04 mag; and2699 Kalinin: 2.9279 ± 0.0001 h, 0.24 ± 0.04 mag.Fil: Ambrosioni, C.. No especifíca;Fil: Colazo, C.. No especifíca;Fil: Mazzone, Fernando Dario. Universidad Nacional de Río Cuarto. Facultad de Ciencias Exactas, Fisicoquímicas y Naturales. Departamento de Matemática; Argentina. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas; Argentin

    Prefazione

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    La Prefazione delinea le linee attraverso le quali si sviluppò agli inizi dell' età moderna la lotta alla stregoneria e alla magia con il dispiegarsi pieno della Inquisizione

    Application of Eurofer97 steels for demo divertor cassette irradiated at temperature below 350 °C

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    L'acciaio inossidabile austenitico AISI 316 L(N) IG è utilizzato come materiale strutturale per i principali componenti in-vessel di ITER. Quando le fluenze neutroniche aumentano come nei componenti in-vessel di DEMO, non è possibile utilizzare l’AISI 316 in quanto è soggetto a forte attivazione a causa dell'elevata presenza di Nichel. Devono essere previsti acciai ferritici/martensitici ad attivazione ridotta come l’Eurofer97 che mantengono buone proprietà thermo-meccaniche e stabilità dimensionale sotto irraggiamento (i.e. resitenza al rigonfiamento). L'obiettivo principale del presente lavoro è quello di evidenziare lo stato dell’arte circa le proprietà meccaniche dell’Eurofer97 irraggiato a temperature al di sotto di 350 °C. In base ai dati raccolti, è discussa la fattibilità per applicazioni strutturali dell’Eurofer97 e degli acciai ferritici/martensitici nel caso di impiego dell’acqua come fluido refrigerante per la cassetta del divertore. Questo rapporto a questo stadio non tiene conto degli impatti della corrosione sugli acciai RAFMs che sono probabilmente meno critici degli effetti dell’infragilimento da irraggiamento.The austenitic stainless steel AISI 316 L(N) IG is used as structural material for the main ITER in-vessel components. When neutron fluences increase, as in DEMO in-vessel components, it is not possible to use AISI 316, which is subject to strong activation due to its high nickel content. Ferritic/martensitic steels with reduced activation properties as Eurofer97 which keep good thermo-mechanical properties and good dimensional stability under irradiation (i.e. resistance to swelling), must be envisaged. The principal objective of the present paper is to address the current status about the mechanical properties of Eurofer97 irradiated at temperature below 350 °C. Based on the collected data, the feasibility of Eurofer97 and Reduced Activation Ferritic/Martensitic (RAFM) steels for structural applications is discussed in case of using water as coolant for divertor cassette. This report at this stage does not account for corrosion-related impacts on RAFMs behavior, which are likely less critical than irradiation embrittlement effects

    La Medicina Interna ospedaliera: tra complessità ed intensità assistenziale verso una medicina sostenibile

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    La Medicina Interna ospedaliera: tra complessità ed intensità assistenziale verso una medicina sostenibile M. Campanini La complessità dei pazienti ricoverati nei reparti ospedalieri di Medicina Interna: di che cosa stiamo parlando? R. Nardi, D. Borioni, F. Berti, A. Greco, G. Scanelli, P. Leandri, M. Reta, M. Mazzetti, A. Pasquale, G. Belmonte, M. Magnani, S. Frasson, C. Baldo, G. Gussoni, G. Vescovo, M. La Regina, M. Campanini, I. Iori, G. Mathieu, A. Mazzone, C. Nozzoli, A. Fontanella Strumenti di valutazione della complessità nel paziente internistico: un percorso ancora da tracciare S. Frasson, R. Nardi La stratificazione per severità dei pazienti ricoverati in Medicina Interna: un lavoro ancora incompiuto. Valutazione clinica e non strumenti surrogati G. Chesi, R. Nardi Nella Medicina Interna ospedaliera vogliamo un sistema sanitario pubblico sostenibile: considerazioni e proposte di FADOI per ridurre le spese inappropriate R. Nardi, D. Borioni, A. Pasquale, G. Chesi, F. Berti, L.M. Fabbri, I. Iori, G. Mathieu, A. Mazzone, M. Campanini, C. Nozzoli, A. Fontanella Il medico ed il suo paziente: fare giusto, non troppo nè troppo poco F. D’Amore Il decalogo ANÌMO per un’assistenza Slow Medicine: le raccomandazioni generali degli infermieri di Medicina Interna per un’assistenza sobria, rispettosa e giusta G. Bordin, M. Bonfanti, F. Calabria, R. Cossu, C. Cozzi, T. Esposito, C. Ganzini, E. Gragnoli, R. Leotta, M. Lince, L. Lucci, G. Manfroni, M. Martini, G. Pentella, N. Postal, R. Rapetti, O. Teti, G. Zocchi, A. Zuccone, C. Gatta Come organizzare l’Area Medica per affrontare le nuove sfide della complessità clinica ed assistenziale I. Stefani, A. Mazzone I modelli organizzativi per l’assistenza territoriale primaria nel Servizio Sanitario Nazionale: evidenze ed intervento specialistico D. Croce, A. Mazzone La Medicina Interna ospedaliera: tra complessità ed intensità assistenziale verso una medicina sostenibile A. Fontanell
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