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    Monumenta Linguae Messapicae, voll. I-II

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    Edizione analitica di tutte le iscrizioni edite fino alla data di edizione. L'opera consta di due volumi: il primo è il corpus epigrafico (a cura di S. Marchesini); il secondo è l'index verborum, l'elenco dei lemmi isolati nella lingua messapica con un inquadramento grammaticale (a cura di C. de Simone)

    Aquae. La gestione dell'acqua oltre l'Unità d'Italia nella pianura emiliana - Celebrazione del 525° anno dello scavo del "Cavamento Foscaglia" 1487-2012

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    Il volume propone un percorso espositivo itinerante curato dal Consorzio della Bonifica Burana e dal Museo Archeologico Ambientale di San Giovanni in Persiceto (Bologna), arricchendoli di alcuni approfondimenti che un tema così complesso e suscettibile di molteplici chiavi di lettura, come quello del governo delle acque, richiede. Il lungo processo di messa a sistema e di dominio dei regimi idrici, indispensabile al mantenimento di un equilibrio fra le caratteristiche fisiche dell’ambiente e le necessità delle comunità umane, ha radici lontane e traccia una storia complessa che, senza soluzione di continuità, unisce l’epoca protostorica ai nostri giorni, trovando nell’unificazione del Paese e nell’ammodernamento delle sue istituzioni e delle sue politiche il contesto di nascita e di sviluppo delle opere di bonifica e delle istituzioni corsorziali. Dall’età del Bronzo – momento nel quale, quasi cinque millenni fa, si cominciano ad attuare una precoce, consapevole e razionale pianificazione del territorio padano e i primi consistenti interventi di regimazione, drenaggio e sfruttamento delle acque – la rivisitazione prende le mosse per poi esaminare l’età romana, quando ha inizio il processo di appoderamento e messa a coltura delle terre praticato dai coloni. Nella seguente età medievale, l’assetto paesaggistico muta nuovamente in seguito all’insorgenza di castrum circondati da fossati e da numerosi canali, con i relativi mulini e le attività a essi collegate. Un impegnativo lavoro di esplorazione delle risorse documentali ha fatto riemergere numerosi e interessanti documenti d’archivio, riferibili all’organizzazione e al controllo delle acque nei territori alla destra e alla sinistra del Panaro. Fra essi risalta, nella sua eloquenza di fonte primaria, il trattato stipulato fra Giovanni II Bentivoglio e Ercole I d’Este per realizzare l’imponente opera di bonifica idraulica nota con il nome di “Collettore delle Acque Alte”. Per l’età contemporanea, l’affondo storico ha il suo oggetto privilegiato nel Consorzio della Bonifica Burana, operativo sul bacino idrografico del fiume Panaro, dal crinale appenninico tosco-emiliano sino all’Oltrepò, così come oggi si è venuto definendo istituzionalmente alla luce del quadro normativo e raccogliendo l’eredità delle esperienze, della strumentazione, delle opere di generazioni di bonificatori. Uomini impegnati ad assicurare ad altri uomini quella qualità ambientale che è a fondamento stesso della nostra vita

    Acque e bonifiche a Nonantola dal Medioevo a oggi.

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    L’acqua, da sempre un elemento fondamentale e insostituibile per gli esseri viventi, costituisce il punto di partenza della mostra itinerante “Aquae. La gestione dell’acqua oltre l’unità d’Italia nella pianura emiliana” dedicata al controllo delle acque e alla salvaguardia del paesaggio nel corso del tempo nei territori oggi identificabili sotto la tutela e gestione del Consorzio della Bonifica Burana. Il 525° anniversario dell’inizio dello scavo del “Cavamento Foscaglia”, imponente opera idraulica realizzata a partire dal 1487 grazie a un accordo tra gli Estensi di Ferrara e i Bentivoglio di Bologna, ha fornito il pretesto per avviare un percorso di ricerca storica e informazione che coinvolgesse tutte le istituzioni più competenti in materia. L’obiettivo era aumentare la consapevolezza che l’assetto idrologico del territorio in cui viviamo è frutto del lavoro di ogni civiltà che vi si è avvicendata, un'opera collettiva che potrà essere conservata, migliorata e consegnata alle generazioni future solo se viene rispettata da tutti. La guida è stata pubblicata in occasione della seconda tappa della mostra itinerante a Nonantola (Mo) per approfondire il rapporto fra acqua, uomo e territorio, rintracciando i legami e le interconnessioni esistenti per una conoscenza sempre più ampia della nostra storia. Il volume ripercorre l'evoluzione del paesaggio padano dalla preistoria ai giorni nostri con particolare attenzione al punto di vista del controllo delle acque e con l'aggiunta di alcuni approfondimenti dedicati alla gestione delle acque nel territorio nonantolano e alla Partecipanza agraria di Nonantola. Particolare attenzione è stata posta alla romanizzazione della pianura, con una finestra sulla centuriazione, tipica forma di governo del territorio che in vaste zone della pianura padana si è mantenuta fino ad oggi. Uno degli studi più interessanti fa riferimento al primo documento relativo all'attuale Canal Torbido, un discusso diploma risalente al 752 con cui il re longobardo Astolfo concede a S. Anselmo, fondatore della chiesa e del monastero di Nonantola, la Selva Gena, attraversata dall’omonimo corso d’acqua indicato nella cartografia antica con il nome di Gena o Zena (da non confondersi con lo Zena attuale), che prenderà in seguito il nome di Canale di Nonantola e infine di Canal Torbido. Con la caduta dell’impero romano, cambia completamente l’assetto paesaggistico del territorio: vaste zone vengono sottratte al controllo dell’uomo e subiscono un progressivo impaludamento; nascono così insediamenti fortificati (castrum), circondati da canali e fossati difensivi. Solamente con la fine del Medioevo, l’uomo inizia una nuova attività di bonifica e riordino della pianura, che interessa anche una vasta area localizzata alla destra e alla sinistra del Panaro. All’interno di questa fase ricade il trattato stipulato fra Giovanni II Bentivoglio e Ercole I d’Este per la realizzazione della prima grande opera di bonifica idraulica, il Cavamento Foscaglia meglio noto come Collettore delle Acque Alte. L’attenzione viene focalizzata anche sui territori dei Pico e dei Gonzaga che adottavano il sistema dei “serragli” per arginare l’invasione delle acque. Tutto ciò anticipa una vera e propria politica nazionale di miglioramento fondiario che inizia in modo sistematico con l’unità nazionale ed arriva ad oggi. In questa operazione è risultato fondamentale il controllo delle acque e il loro governo attraverso un’unica struttura che unisce la montagna alla pianura e rafforza le comunità sotto un grande denominatore comune: il Consorzio di Bonifica

    Giovanni Marchesini e la crisi del positivismo pedagogico italiano

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    This article intends to make a reflection on the figure of Giovanni Marchesini, philosopher and distinguished educator born in the second half of the nineteenth century and important representative of Italian positivism. Starting from the recent book Il pensiero pedagogico di Giovanni Marchesini e la crisi del positivismo italiano, edited by Giuseppe Zago, the author highlights the most significant steps in the Marchesini scientific production and his fundamental contribution to the Italian school system

    The Narratological Notion of “Career Implied Author”: its Roots, Development, and Use

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    Il panorama narratologico attuale appare dominato da teorie anglocentriche. La scarsa comunicazione tra questi studiosi e quelli di area slava sembra condurre a una situazione paradossale: teorici inglesi e americani introducono concetti ai loro occhi “nuovi”, ma in realtà già ampiamente indagati, ad esempio, dal Formalismo russo. Sulla base di queste premesse, il contributo presenta un’attenta analisi storica e comparativa attorno alla nozione di “career implied author”, cercando infine di stimolare un dialogo costruttivo, presupposto necessario per un solido sviluppo della disciplina

    Considerazioni storico-linguistiche

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    Si delinea un quadro generale sulla lingua Retic

    Descrizione epigrafica della lamina.

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    Descrizione epigrafica della lamina di Demlfel

    Nella Marchesini illustratrice di Cadetti di Kuprin nella traduzione di Ada Gobetti

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    Il contributo verte sull’attività artistica della madre di Laura, Nella Marchesini, e in particolare sulle illustrazioni per il romanzo Cadetti dell’autore russo Alexandr Kuprin, pubblicato in Italia nel 1927. Vengono analizzati i legami di Nella Marchesini con la traduttrice del libro, Ada Prospero Gobetti e con il marito Piero Gobetti (Torino, 1901 – Parigi, 1926), figura di spicco della vita intellettuale torinese della prima metà degli anni Venti. I disegni di Nella Marchesini sono confrontati con l’opera di illustratori coevi di libri per ragazzi e collocati nella carriera artistica di Nella Machesini, iniziata alla scuola di Felice Casorati.Ce texte porte sur l’activité artistique de la mère de Laura, Nella Marchesini, et en particulier sur les dessins qu’elle fit, encore toute jeune, pour illustrer un roman de l’auteur russe Aleksandr Kuprin, publié en Italie en 1927. L’auteur étudie de près les liens qui rattachaient Nella Marchesini à Ada Prospero Gobetti, traductrice du livre, et à son mari, Piero Gobetti (Turin, 1901 – Paris, 1926), figure majeure de la vie intellectuelle turinoise dans la première moitié des années vingt. Il compare les desseins de Nella Marchesini à la production d’autres illustrateurs de livres destinés à des adolescents dans les mêmes années, et les place dans la trajectoire artistique de Nella Marchesini, qui se forma à l’école de Felice Casorati.The main topic of this paper are the drawings made by Laura’s mother, Nella Marchesini, when still very young, to illustrate a novel by Aleksandr Kuprin published in Italy in 1927. The author focuses on the relations between the artist and the Gobetti couple. Ada Prospero Gobetti was the book’s translator and her husband, Piero Gobetti, a major figure of the Italian intellectual and political life. The author emphasizes the importance of illustrations made for children in Nella Marchesini artistic career, an activity she started under the teaching of Felice Casorati

    La protein chinasi C potrebbe mediare le azioni mitogeniche indotte dal TPA in epatociti di Ratto neonato in coltura primaria

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    La protein chinasi C potrebbe mediare le azioni mitogeniche indotte dal TPA in epatociti di Ratto neonato in coltura primari
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