6,907 research outputs found

    Disegnare con... Mario Bellini = Interview with Mario Bellini

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    Figura di spicco del panorama internazionale dell’architettura e del disegno industriale, otto volte Compasso d’Oro e presente al MoMA di New York, attivo anche nel campo della didattica e della pubblicistica, in oltre cinquant’anni di carriera Mario Bellini ha esteso la sua riflessione a tutte le scale del progetto, dando vita ad alcune icone del campo design italiano, e realizzando edifici in tutto il mondo, tra i quali il Centro Congressi di Villa Erba a Cernobbio vicino a Como, il Quartiere Portello di Fiera Milano, il Tokyo Design Center alla National Victoria Gallery di Melbourne, l’America Headquarters della Deutsche Bank a Francoforte, il Dipartimento delle Arti Islamiche del Louvre di Parigi, e molti altri. Dai suoi scritti e dalla sua vicenda personale emerge il ritratto di un architetto in dialogo con ambiti molteplici, quali la pittura, la fotografia, la comunicazione visiva e una sensibilità ai temi della rappresentazione che gli è valsa la targa d’Oro dell’Unione Italiana Disegno nel 2018. Mario Bellini ha infatti sempre integrato nel suo lavoro un’inesauribile passione per il disegno, inteso come strumento di indagine, di pensiero e di progetto. I suoi lavori sono stati recentemente al centro di un percorso di ricerca sul tema che ha avuto un primo nodale esito nella mostra “Mario Bellini, il disegno del progetto”, tenutasi nel 2018 al Politecnico di Milano. La ricerca ha preso avvio con un’esplorazione mirata dell’archivio Mario Bellini, accompagnata da un dialogo diretto con l’architetto e con le figure centrali del suo studio. Ne è nato uno scambio articolato, spesso condotto davanti ai disegni stessi e a partire da questi, un confronto del quale l’intervista che segue propone una sintesi significativa. Da questo percorso sono emersi materiali utili per indagare l’intreccio tra pensiero e genesi della forma nell’opera di Mario Bellini che prende corpo attraverso le molteplici espressioni della rappresentazione. Dalle risposte dell’architetto-designer, accompagnate da una selezione dei materiali d’archivio, emergono temi nodali che attraversano la storia del disegno di architettura e ne caratterizzano in particolare gli ultimi decenni, quali il rapporto tra disegno e immaginazione, tra disegno e concepimento dell’idea progettuale, tra tecnologie, genesi del progetto e gestione dei processi

    Mario Bellini. Il Disegno del Progetto / Mario Bellini. The Drawing of the Project

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    La mostra è l'esito di un percorso di ricerca e di studio nell'archivio dei disegni di Mario Bellini, uno degli architetti e designer più importanti del XX secolo, a livello internazionale. Il lavoro è stato sviluppato in contraddittorio con l'architetto stesso, il quale ha curato l'allestimento della mostra. La mostra presenta oltre duecento tra schizzi e disegni realizzati da Mario Bellini e dal suo studio negli ultimi quarant’anni, riguardanti alcuni dei progetti più significativi sviluppati nella sua lunga e prolifica carriera: una rassegna introduttiva che spazia dal design all’architettura, con alcune divagazioni di fantasia; quattro progetti architettonici, disposti cronologicamente; nove progetti di design d’arredo. Dalle sequenze di disegni, testimoni di tanti percorsi progettuali compiuti da Bellini, emerge con evidenza il ruolo che ha avuto e conserva tuttora il disegno come luogo del progetto: strumento di ricerca, pensiero, disamina del reale; efficace mezzo di comunicazione per visualizzare, verificare e condividere un’idea; potente ausilio della memoria, che rimanda a quel personale repertorio di immagini e riferimenti, stratificato nel tempo, a cui è possibile ricorrere ogniqualvolta si intraprenda un nuovo percorso interpretativo o progettuale. La mostra aveva come Comitato Scientifico: Marco Biraghi, Camilla Casonato, Marco Muscogiuri, Rossella Salerno La Mostra si è tenuta presso la "Galleria del Progetto" del Politecnico di Milano, Campus Leonardo, dal 12 Settembre 2018 al 5 Ottobre 2018. La Mostra è l'esito di un percorso di ricerca e studio sull'opera e sui disegni di Mario Bellini, con la disamina di centinaia di schizzi dell'Archivio dell'si inseriva in un’iniziativa più ampia, legata al 40° Convegno Internazionale UID, che si è tenuta a Milano dal 13 al 15 Sett. 2018 (http://www.unioneitalianadisegno.it/convegni/2018/it). Il convegno era organizzato da UID (Unione Italiana Disegno), associazione scientifica e culturale senza fini di lucro, che si propone di sviluppare, promuovere, coordinare l'attività della ricerca scientifica nel settore del Disegno 08/E1 e di promuovere il coordinamento e lo sviluppo dell'attività didattica delle discipline del Disegno, sulla scorta delle innovazioni scientifiche anche attraverso apporti pluridisciplinari. Il convegno aveva respiro internazionale e ha visto la presenza di circa 350 partecipanti. In occasione del Convegno è stata conferita a Mario Bellini la Targa d’Oro UID, in riconoscimento da un lato della grande capacità progettuale dimostrata in tutta la sua lunga carriera nel disegno industriale, nella progettazione architettonica e degli interni, e dall’altro per il modo con cui egli ha sempre integrato nel suo lavoro progettuale la sua passione per il disegno, inteso come strumento di ricerca, di pensiero e di progetto. In occasione del conferimento della Targa d’Oro, Mario Bellini ha tenuto una lectio magistralis. La Mostra era strettamente correlata a queste due iniziative. La mostra ha però avuto un più ampio respiro, essendo inaugurata prima dell’inizio del Convegno e essendo durata ben oltre il periodo del convegno stesso. La mostra è stata accompagnata da una conferenza dell'architetto Bellini, con Ilaria Valente, Preside della Scuola di Architettura e Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano, Marco Biraghi, Vice Preside e Delegato per le attività culturali ed espositive della Scuola AUIC, Rossella Salerno, Professoressa Ordinaria Decana dell'Area del Disegno del Politecnico di Milano. La mostra ha avuto 1.210 visitatori in 3 settimane, di cui circa 100 visitatori dell'inaugurazione, che erano per lo più docenti e ricercatori delle principali università italiane e di alcune straniere. La mostra è stata realizzata è il risultato di un'attiva collaborazione tra i due dipartimenti dABC e dASTU. La mostra è stata pubblicizzata sul Corriere della Sera con un articolo di Silvia Icardi pubblicato il 12/09/2018. L'iniziativa della Mostra è stata l'occasione per instaurare un rapporto con lo studio Mario Bellini Architects, con il quale sono state organizzate altre iniziative, tra cui un Master di II livello. A seguito della Mostra gli autori hanno pubblicato diversi articoli e un volume sull'opera di Mario Bellini

    Seira primaria Godeiro & Bellini, 2014, sp. nov.

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    Seira primaria sp. nov. Figs. 6, 7, 8 and 9 Type material. Holotype female, Brazil, Ceará, Crato, Trilha do Picoto, 06.ii. 2011. Bellini, B.C. col. Paratypes 1 male, same data as holotype. Type material deposited at Collembola Collection of DBEZ / UFRN. Description. Total body length of holotype 1.35 mm. Habitus entomobryid (Fig. 6 A). Colour of mounted specimens pale yellow with dark blue pigment covering eye patches (Fig. 6 A). Well-developed mesothorax, projecting the head ventrally (Fig. 6 A). Rounded brownish scales covering all Ant. I and II, basal halves of Ant. III and IV, head, thorax, abdomen, legs, manubrium (dorsally) and dentes (ventrally). Ventral tube without scales. Ant. IV weakly annulated, with a bilobed apical bulb, several multiciliated setae, some small smooth setae and some blunt s-setae (Fig. 6 B). Eye patches oval with 8 + 8 lenses, B biggest and H smallest (Fig. 6 C). Five interocular multiciliated setae, ‘p’ as macrochaeta, ‘q’, ‘r’, ‘s’ and ‘t’ as mesochaetae (Fig. 6 C). Prelabral and labral setae smooth. Labial triangle ‘M 1 ’, ‘M 2 ’ and ‘E’ ciliate, ‘r’ apparently smooth and reduced (Fig. 6 D), ‘L 1 ’, ‘L 2 ’ multicilated (not drawn). Trochanteral organ with approximately 20 short spines (Fig. 6 E). All ungues with four teeth, basally two paired and apically two unpaired (Figs. 6 F–H). Unguiculi lanceolate, with slightly serrated edges (Figs. 6 F–H). Tenent hair capitate with slightly serrated posterior edges. Ventral face of manubrium with 4 + 4 subapical setae. No spine-like setae present on the manubrium. Mucro typically falcate (Fig. 6 I). Dorsal head chaetotaxy. ‘An’ series with 7 + 7 macrochaetae; one super-numerary microseta between An 3 a and An 3; ‘A’ series lacking A 4; A0, A 2, A 3 and A 5 as macrochaetae; A 1 and two super-numerary setae near A 2 and A 5 as microsetae; ‘M’ series with 5 + 5 setae; M 1, M 2 and M 4 as macrochaetae; M 3 and M 4 i as microsetae; ’S’ series with S0 and 6 + 6 setae as macrochaetae; Interocular series with 5 + 5 setae; p as macrochaeta; q, r, s t as mesochaetae; ‘Ps’ series with 3 + 3 microsetae; Ps 4 absent; ‘Pa’ series with 5 + 5 setae, Pa 4 absent; Pa 1 as microseta; Pa 2, Pa 3 and Pa 5 as macrochaetae; Pa 6 as post ocular trichobothrium; ‘Pm’ series with 2 + 2 setae, Pm 2 absent; Pm 1 as microseta, Pm 3 as macrochaeta; ‘Pp’ series with 4 + 4 microsetae, Pp 4 absent (Fig. 7). Dorsal mesothorax chaetotaxy. ‘a’ series (without anterior setal collar) with 6 + 6 setae, a 5 i 2 p absent; a 2 p as microseta; a 5 i 2, a 5 ip, a 5 i, a 5, a 5 p as macrochaetae; ‘m’ series with 13 + 13 setae, m 2 i 2 absent; m 1 i 3, m 1 i 2, m 1 i, m 2 i, m 1, m 2, m 4 i, m 4 p, m 4 as macrochaetae; m 4 ip, m 5, m 5 a and m 5 p as microsetae; m 5 a distant from other ‘m’ series setae, near to a 5 i series (see Soto-Adames 2008); ‘p’ series with 16 + 16 to 17 + 17 setae, p 1 i 2 absent; p 1 i, p 1 i 2 p, p 1, p 1 ip, p 1 p, p 2 a, p 2 p, p 2 e, p 2 ep, p 3 p and p 3 as macrochaetae; p 1 i absent in one specimen; p 2, p 2 ea, p 4, p 5, p 6, p 6 e as microsetae; three super-numerary macrochaetae near p 6 (not drawn–see Soto-Adames 2008) (Fig. 8 A). Dorsal metathorax chaetotaxy. ‘a’ series with 8 + 8 setae; a 1 a, a 3, a 4, a 5, a 6, a 7 as microsetae; a 1 and a 2 as macrochaetae; ‘m’ series with 7 + 7 setae; m 1 i, m 1, m 4, m 5, m 6 p and m 7 as microsetae; m 6 as macrochaetae; ‘p’ series with 8 + 8 setae; p 2 ea and p 2 e absent; p 4, p 5, p 6 as microsetae (p 6 appears as macrochaeta in one specimen); p 1 i, p 1, p 2, p 2 a and p 3 as macrochaetae (Fig. 8 B). Dorsal Abd. I chaetotaxy. ‘a’ series with 6 + 6 microsetae (a 1, a 1 e, a 2, a 3, a 5, a 6); a 1 a absent; ‘m’ series with 6 + 6 setae; m 4, m 5 and m 6 as microsetae; m 2, m 3 and m 4 i as macrochaetae; ‘p’ series with 2 + 2 microsetae (p 5 and p 6); accessory seta present near a 6 (Fig. 8 C). Dorsal Abd. II chaetotaxy. ‘a’ series with 6 + 6 setae, as absent; a 2 p, a 3, a 6 and a 7 as microsetae; a 2 as macrochaetae; a 5 as trichobothrium with 7 + 7 fan shaped scales above it; ‘m’ series with 8 + 8 setae, m 3 ep absent; m 3 ei, m 3 ea, m 6 and m 7 as microsetae; m 3, m 3 e and m 5 as macrochaetae; m 2 as trichobothrium with 4 surrounding fan shaped scales; one super-numerary seta next m 3 ea; ‘p’ series with 3 + 3 setae; p 5 and p 7 as microsetae, p 6 as mesochaeta; el and se setae as microsetae (Fig. 8 D). Dorsal Abd. III chaetotaxy. ‘a’ series with 8 + 8 setae; as and a 3 as microsetae; am 6 as macrochaeta; a 1, a 2 and a 6 as fan shaped scales; a 7 as mesochaeta; a 5 as trichobothrium with 5 surrounding fan shaped scales; ‘m’ series with 6 + 6 setae, m 3 ea absent; m 2 as trichobothrium with 4 surrounding fan shaped scales; m 5 as trichobothrium with 5 surrounding fan shaped scales; m 4 as fan shaped scales, m 7 and one super-numerary seta near p 7 as microseta; m 3 as macrochaeta; ‘p’ series with 6 + 6 setae; p 3 and p 5 as microsetae; p 7 i and p 7 as mesochaetae; pm 6 and p 6 as macrochaetae; em, emp and c 3 present as fan shaped scales; se as microsetae; d 2 present as accessory seta, near p 5 (Fig. 9 A). Dorsal Abd. IV chaetotaxy. ‘A’ series with 12 + 12 setae, A 2 a absent; A 1, A 2 and Ae 7 as microsetae; A 3 a, A 3, A 4, A 5 and A 6 as macrochaetae; Four super-numerary microsetae, one near A 3, one near A 5 and two between A 5 and A 6; ‘B’ series with 8 + 8 setae, B 4 absent; B 1, B 2, B 6 and two super-numerary setae below B 6 as microsetae; Be 3, B 3 and B 5 as macrochaetae; ‘C’ series with 6 + 6 setae, C 4 a absent; C 1 and C 4 as macrochaetae; C 1 p, C 2, C 3 and a super-numerary seta near C 4 as microsetae; ‘T’ series with 7 + 7 setae, T 6 absent; T 3, T 5 and a supernumerary setae as microsetae; T 1 and T 7 as macrochaetae; T 2 and T 4 as trichobothrium, the first with 4 and the second with 3 surrounding fan shaped scales; ps absent; ‘D’ series with 5 + 5 setae, D 2 a absent; D 1 as fan shaped scale; D 2, D 3 p and a super-numerary seta near T 2 as microsetae; D 3 as trichobothria without surrounding fan shaped scales; ‘E’ series with 6 + 6 setae, E 2 a, E 4 p and E 4 p 2 absent; E 2, E 2 p and E 3 as macrochaetae; E 1 and E 4 as microsetae; Ee 10 present as macrochaetae distant from the line ‘E’, near F 2 p; ‘F’ series with 6 + 6 setae; F 1 p, F 2, F 2 p, F 3 and F 3 p as macrochaetae; F 1 as microseta; ‘Fe’ series with 4 + 4 setae; Fe 5 as macrochaetae; Fe 2, Fe 4 and Fe 6 as microsetae; sequence of 11 setae at the end of the segment (Fig. 9 B). Distribution of dorsal macrochaetae of whole body as in Figure 9 C. Etymology. The species was named for being the first collembolan species described from Chapada do Araripe. From Latin primaria = the first one. Remarks. Seira primaria sp. nov. has the following combination of features that distinguishes it from other species of Seira: a unique arrangement of macrochaetae in Jacquemart’s cephalic regions 1, 2 and 3; associated to a particular pattern in regions 2 (m 1 i 3, m 1 i 2, m 2 i, m 1 i, m 1 and m 2), 3 B and 3 C (p 2 a, p 2 p, p 2 e, p 2 ep, p 3 p and p 3) of the mesothorax and region C of the metathorax (m 6 and p 6). Seira primaria sp. nov. shows some similarities to two other species of the genus, S. pseudoannulata Bellini & Zeppelini, 2008 b and S. paraibensis Bellini & Zeppelini, 2009 a. The three species have three macrochaetae on Abd. I (m 2, m 3 and m 4 i in the new species, possibly the same on the others) and lack macrochaetae in cephalic region 6. Seira primaria sp. nov. has also in common with S. pseudoannulata similarities in the Jacquemart’s regions 1 B and 3 A of the mesothorax, region B of the metathorax, Abd. II and region B of the Abd. III. A detailed comparison among the cited species of Seira is presented in Tables 2 and 3.The high number of chaetotaxic characters in common between S. primaria sp. nov. and S. paraibensis may be because of their near adjacent distributions and so possibly to common ancestry. Both areas are humid regions of Caatinga (Araripe/CE and Areia/PB, respectively), distant by only 450 km (Bellini & Zeppelini 2009). However, S. pseudoannulata was collected in a coastal region, in remains of Atlantic Rain Forest of Mataraca/PB (Bellini & Zeppelini 2008 b), while Seira primaria sp. nov. was collected at the beginning of the rainy season, directly from litter. The climate of the area is ‘As’ according to Koeppen system (Kottek et al. 2006).Published as part of Godeiro, Nerivania N. & Bellini, Bruno C., 2014, Three new species of Seira Lubbock (Collembola, Entomobryidae) from Caatinga Domain, northeastern Brazil, pp. 131-151 in Zootaxa 3764 (2) on pages 139-144, DOI: 10.11646/zootaxa.3764.2.2, http://zenodo.org/record/22847

    Circa 1500: Giovanni Bellini al passar del secolo

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    Le vicende storico artistich, il restauro, le analisi e la storia conservativa del "Battesimo di Cristo" di Giovanni Bellini conservato a Vicenza, nella chiesa di Santa Coron

    Mario Bellini. Disegno, architettura, design. Drawing, architecture, design.

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    Da oltre cinquant’anni figura di spicco nel panorama internazionale dell’architettura e del disegno industriale, molto attivo anche nel campo della didattica e della pubblicistica, otto volte Compasso d’Oro, presente al MoMA di New York con 25 opere, Mario Bellini ha realizzato innumerevoli progetti a tutte le scale, con importanti edifici costruiti in quattro continenti. Disegnatore instancabile, Bellini ha sempre integrato nel suo lavoro un penetrante interesse per il disegno, inteso come strumento di ricerca, di pensiero e di progetto. Proprio su questo tema è incentrato questo libro, presentando circa centocinquanta tra schizzi e disegni realizzati negli ultimi quarant’anni, gran parte dei quali mai pubblicati. Da questi disegni, testimoni di tanti percorsi progettuali compiuti da Bellini, emerge con evidenza il ruolo che ha avuto e che conserva tuttora il disegno come ‘luogo’ del progetto: strumento di studio, di pensiero, di disamina del reale; mezzo di comunicazione per visualizzare, verificare e condividere un’idea; potente ausilio della memoria, che rimanda a quel personale repertorio di immagini e riferimenti, stratificato nel tempo, a cui è possibile ricorrere ogniqualvolta si intraprenda un nuovo percorso interpretativo o progettuale. Il volume diventa, in tal modo, anche occasione per una più ampia riflessione sullo sviluppo degli strumenti del disegno e della rappresentazione dell’architettura dall’analogico al digitale, laddove lo schizzo resta l’irrinunciabile elemento di continuità nell’euristica del progetto. Il libro si compone di tre parti: una prima sezione esplora la questione del rapporto tra disegno e progetto nell’opera di Bellini, aprendo alcune possibili linee di riflessione; la parte centrale ospita un testo dello stesso Mario Bellini che ripercorre il suo speciale rapporto con le diverse declinazioni del disegno, accompagnato da un’intervista fattagli dagli autori; l’ultima parte presenta, a partire dai disegni, alcuni importanti progetti di architettura e una serie di iconici progetti di design

    Duloxetine in panic disorder with somatic gastric pain

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    Matteo Preve,1 Cristiana Nisita,1 Massimo Bellini,2 Liliana Dell'Osso1 1Department of Psychiatry, Neurobiology, Pharmacology and Biotechnology, 2Department of Gastroenterology, Gastrointestinal Unit, University of Pisa, Pisa, Italy Abstract: Panic disorder is the most common type of anxiety disorder, and its most common expression is panic attacks characterized with sudden attacks of anxiety with numerous symptoms, including palpitations, tachycardia, tachypnea, nausea, and vertigo: ie, cardiovascular, gastroenterologic, respiratory, and neuro-otologic symptoms. In clinical practice, panic disorder manifests with isolated gastroenteric or cardiovascular symptoms, requiring additional clinical visits after psychiatric intervention. The first-line treatment for anxiety disorders, and in particular for panic disorder, is the selective serotonin reuptake inhibitors. However, these drugs can have adverse effects, including sexual dysfunction, increased bodyweight, and abnormal bleeding, that may be problematic for some patients. Here we report the case of a 29-year-old Caucasian woman affected by panic disorder with agoraphobia who was referred to our clinic for recurrent gastroenteric panic symptoms. The patient reported improvement in her anxiety symptoms and panic attacks while on a selective serotonin reuptake inhibitor, but not in her gastric somatic problems, so the decision was taken to start her on duloxetine, a serotonin-norepinephrine reuptake inhibitor. After 6 months of treatment, the patient achieved complete remission of her gastric and panic-related symptoms, and was able to stop triple gastric therapy. Other authors have hypothesized and confirmed that duloxetine has greater initial noradrenergic effects than venlafaxine and is effective in patients with panic disorder. This case report underscores the possibility of tailoring therapeutic strategies for the gastroenteric expression of panic disorder. Keywords: anxiety disorder, panic attacks, palpitations, tachycardia, tachypnea, nausea, vertig

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    COLLABORATOR ITALIAN CONSTIPATION STUDY GROUP: Bellini M, Biagi S, Costa F, De Bortoli N, Gambaccini D, Mammini C, Mumolo MG, Ricchiuti A, Marchi S, Bove A, Balzano A, Sormani MP, Bruzzi P, Battaglia E, Niola P, Verna C, Grassini M, Bocchini R, Cimatti M, Fornasari L, Montaletti I, Pazzi P, Alduini P, Berni I, Ceccarelli G, Bassotti G, Corazzi N, Morozzi B, Viegas LB, Pucciani F, Giani I, Ringressi N

    The Holocene landscape history of the NW Italian coasts

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    The Holocene landscape history of the NW Italian coasts - Cristina Bellini, Marta Mariotti-Lippi and Carlo Montanari ABSTRACT: Cores from four coastal plains of the Mar Ligure Sea in N Tuscany and E Liguria (Italy) were investigated by means of pollen analysis to delineate the Holocene landscape history of the NW Italian coasts. In the first half of the Holocene (c. 9800–7000 cal. yr BP) all four sites show elevated percentages of Abies pollen which suggest the local presence of fir woods (with Ulmus, Tilia, etc.). In the second half of the Holocene (from 7000 cal. yr BP), Abies becomes locally extinct along the coasts leaving space for the development of mosaic landscapes formed by open meso-thermophilous woods (with deciduous Quercus, Alnus, Corylus) and Mediterranean maquis (with Erica cf. arborea). The new data represent a significant contribution to the reconstruction of the landscape history of the NW Italian coasts and of the history of fir in Italy. Along all examined cores discontinuous pollen records show that initially the coastal areas were characterized by retrodunal wetlands; after c. 6000 cal. yr BP only the larger plains in N Tuscany remained extensively damp while the smaller plains in E Liguria were buried (and/or drained). Thus, these buried deposits of ‘fossil’ coastal wetlands proved to be only partially useful for high-resolution environmental archaeology and history studies. Nonetheless they are unique traces of ecosystems that provided important local economic resources for millennia and formed elements of the coastal cultural landscapes which have almost totally disappeared today

    Ricoveri psichiatrici con doppia diagnosi alcol-relata.

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    Ricoveri psichiatrici con doppia diagnosi alcol-relata. M. Bellini, B. Mondardini, C. Petio, S. Di Marco SPDC, Ospedale Maggiore, AUSL di Bologna e Istituto di Psichiatria, Università Introduzione: i tassi di comorbosità di Disturbo da Uso di Sostanze fra i pazienti psichiatrici variano dal 18% al 64% (Brady 1991, Lin 1998). La gravità psichiatrica conduce sempre più spesso a ricoveri ospedalieri in SPDC di pazienti con tale comorbosità. Scopo e metodi: abbiamo programmato una ricerca sui ricoveri psichiatrici ospedalieri consecutivi con Doppia Diagnosi (DD), durata 3 anni e completata nel gen. 2005, presso l’SPDC dell’Ospedale Maggiore di Bologna. La metodologia prevede diagnosi DSM-IV con la MINI, una intervista semi-strutturata per variabili tossicologiche e psichiatriche, routine di laboratorio. Dai 364 ricoveri con DD, vengono estratti e presentati i 277 ricoveri (maschili nel 70,8% dei casi) con Abuso o Dipendenza da Alcol. Risultati: oltre al tasso di prevalenza di ricoveri con DD rispetto a tutti i ricoveri psichiatrici, vengono illustrate le variabili relative al campione globale, quindi comparativamente quelle relative ai 2 sottogruppi costituiti da alcolisti puri e da alcolisti che usano anche sostanze non-alcoliche. Quindi vengono indagati e studiati statisticamente la ripetitività e la modalità dei ricoveri. Le sostanze più spesso usate in combinazione sono cannabis e cocaina. Conclusioni: fra i vari reperti, emerge presenza di precedenti ricoveri psichiatrici in 4 quinti dei ricoveri, e tentato suicidio recente / in atto, in un terzo dei ricoveri

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