43,160 research outputs found

    Closure to "Experimental Study of Central Baffle Flume" by F. Lotfi Kolavani, M. Bijankhan, C. di Stefano, V. Ferro, and A. Mahdavi Mazdeh

    No full text
    This is a Closure of the discussions on the paper “Experimental Study of Central Baffle Flume” by F. Lotfi Kolavani, M. Bijankhan, C. Di Stefano, V. Ferro, and A. Mahdavi Mazde

    I principi della Carta di Venezia tra revisioni e verifiche: l’approccio di Roberto Di Stefano

    No full text
    La Carta di Venezia «costituisce un impegno che nessuno potrà più ignorare e al cui spirito ogni specialista dovrà attenersi, se non vorrà essere considerato un fuorilegge della cultura». Così Piero Gazzola definiva il documento sette anni dopo la promulgazione ufficiale. Roberto Di Stefano, seguendo il maestro Roberto Pane, partecipa, tra i più giovani, ai lavori del Congresso Internazionale del Restauro del 1964.Roberto Di Stefano è stato uno dei protagonisti della politica culturale italiana ed internazionale del secondo Novecento, contribuendo alla formazione di una coscienza civica diffusa del restauro e della conservazione integrata e ha collegato il valore del patrimonio culturale con un diritto dell’umanità che, come tale, andava tutelato: e ciò anticipando i concetti affermati nella Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società

    La famiglia Marescotti nell'Ordine di Santo Stefano

    No full text
    La relazione analizza la presenza nell'Ordine di S. Stefano di alcuni membri della famiglia Marescotti, di estrazione magnatizia, poi confluita nel Monte dei Gentiluomini, e delle magistrature ricoperte nella città di Siena

    Il paesaggio archeologico in Valle d'Aosta: dal pensiero di Roberto Di Stefano a una possibile integrazione tra istanze culturali e partecipazione della collettività

    No full text
    Il Convegno Internazionale Filosofia della Conservazione e prassi del Restauro, Napoli 29 - 30 novembre 2012, promosso dall'Università degli Studi di Napoli Federico II e dall'Icomos, dedicato a Roberto Di Stefano (1926 - 2005), ha inteso accogliere la sollecitazione che il mondo della cultura ha manifestato per ricordare l'insegnamento e le attività di un Maestro del Restauro le cui esperienze professionali hanno rappresentato, e rappresentano, esempi emblematici di teoria e pratica della Conservazione. Gli Atti del Convegno, tendono ad aprire un discorso importante sulla sua eredità culturale, la sua capacità di 'pre-vedere' un nuovo discorso teorico, metodologico e applicativo del Restauro e della Conservazione è un valore che emerge con chiara evidenza da questo volume che può rappresentare un primo momento di approfondimento della sua personalità e del messaggio che proviene dalla sua esperienza di vit

    "Ogni terzo pensiero"

    No full text
    Specimen di commento e annotazione alla raccolta "Ogni terzo pensiero" a cura di Stefano D'Ambrosi

    Introduzione [a I cartolari del notaio Stefano di Corrado di Lavagna]

    No full text
    Saggio introduttivo all’edizione dei frammenti dei protocolli del notaio Stefano di Corrado di Lavagna nel quale viene fatta l’analisi codicologica dei frammenti e si ricostruisce la biografia del notaio. Vengono inoltre esaminate la tipologia dei documenti, le tecniche redazionali del notaio e l’organizzazione burocratica della Chiesa genovese nella seconda metà del secolo XIII. Introduction essay to the edition of the fragments of the protocols of the notary Stefano di Corrado of Lavagna in which the analysis of the codex fragments and reconstructs the biography of the notary is made by the author. She also examined the types of documents, the technical drafting of the notary and the bureaucratic organization of the Church of Genoa in the second half of the thirteenth century

    Per un’analisi dell’attività di governo: paradigmi, metafore e paradossi-

    No full text
    Il paradosso costituisce una potente lente di ingrandimento per esaminare sotto una nuova luce concetti solo nell’apparenza pacificamente acquisiti e risolti. In sintesi: più complessa, diversificata e dinamica diventa la gestione aziendale, più l’approccio tradizionale o il modo di pensare classico tende a dettare costrutti articolati ed al contempo semplificati per facilitare le pratiche manageriali e venire incontro alla domanda di soluzioni salvifiche proveniente dai decisori. Soluzioni che però, spesso, sotto le false vesti dell’approccio pragmatico hanno i limiti propri dell’eccessivamente definito e/o del falsamente rigoroso. In realtà una gestione di successo richiede la capacità di navigare abilmente tra tensioni dialettiche, bilanciando elementi apparentemente contradditori: lungo termine (investimenti) e breve termine (redditività), controllo e delega, assertività ed apertura mentale, stabilità e cambiamento, controllo e flessibilità, formalizzazione e discrezionalità, ecc. La gestione delle tensioni derivanti dai paradossi non comporta una scelta tra opposti ma una cosciente consapevolezza della necessità della loro comprensione e del loro fronteggiamento simultaneo

    Il Pendaglio di Colle Santo Stefano, Ortucchio (AQ)

    No full text
    Nella campagna di scavo condotta nel sito di S. Stefano durante l’estate 2014, è risultato di particolare importanza il rinvenimento all’interno del saggio 1 (Trincea A) di un pendaglio litico (Fig.1). L’area del rinvenimento è situata ad ovest della superficie ad acciottolato messa in luce nelle campagne precedenti (Santo Stefano campagne 1988-2006; RADI 1991,1995; RADI et ALII 2001; RADI et DANESE 2003) e da questa separata da un risparmio di terreno di circa un metro e mezzo. Il reperto si trovava all’interno di un deposito caratterizzato da sedimento bruno sciolto (US 2) sotto al quale è stato messo in luce un livello di acciottolato in continuità con quello sopra menzionato

    SVILLUPPO DI UN MODELLO SPERIMENTALE PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO PROGNOSTICO DI MORTE IN PAZIENTI CANDIDABILI A RESEZIONE EPATICA E TRAPIANTO DI FEGATO PER EPATOCARCINOMA

    No full text
    Lo scopo di questo studio è quello di individuare un modello prognostico in grado di valutare una classe di rischio per i pazienti sottoposti a resezione epatica (LR) ed il loro beneficio di sopravvivenza rispetto al trapianto di fegato (LT) come trattamento alternativo, inoltre di creare uno strumento mirato ad aiutare i medici nella strategia chirurgica per la cura di carcinoma epatocellulare (HCC). Si tratta di uno studio retrospettivo bi-centrale. Novecentoventisette pazienti sottoposti a LR per HCC nei 2 centri sono stati collezionati e i loro dati sono stati raccolti prospetticamente in un database condiviso. Cinquecentoventiquattro pazienti sottoposti a resezione (56,5%) sono stati considerati anche trapiantabili a causa di età <70 anni e assenza di invasione macrovascolare pre-operatoria. Analizzando questa serie di pazienti, abbiamo sviluppato un modello statistico per identificare i pazienti a basso rischio di mortalità dopo LR e pazienti ad alto basandosi esclusivamente sulle variabili pre-operatorie. Inoltre, una volta i pazienti a basso rischio sono stati asportati, abbiamo ri-valutato il proprio rischio di mortalità basandosi su un nuovo modello integrato con le variabili intra e post-operatorie. La sopravvivenza globale dei pazienti a 5 e 10 anni è stata rispettivamente del 53% (95% CI 48% -58%) e il 30% (95% CI 23% -36%); mentre il 5 e 10 anni la sopravvivenza libera da recidive è stata rispettivamente del 29% (95% CI 24% -34%) e il 22% (95% CI 17% -27%). La presenza di cirrosi, AST, alfa-fetoproteina, MELD il punteggio, il numero di noduli, il diametro del nodulo più grande al momento della diagnosi di tumore sono stati in grado di identificare una classe a basso rischio e una ad alto rischio pre-operatorio di mortalità dopo la LR. Il gruppo a basso rischio pre-operatorio conta 262 pazienti con 91 casi di morte dopo un tempo mediano di 7,4 anni (5.7-11.0 anni) dalla diagnosi di tumore. Il gruppo ad alto rischio preoperatorio include 262 pazienti con 155 casi di morte dopo un tempo mediano di 3,7 anni (2.9-5.0 anni) (c-index: 0,67, 95% CI 0,63-0,71). Il gruppo a basso rischio post-operatorio conta 142 pazienti con 36 casi di morte dopo un tempo mediano di 11,0 anni (anni 9,0-NYR) dalla diagnosi di tumore. Il gruppo ad alto post-operatorio comprendeva 120 pazienti con 55 casi di morte dopo un tempo mediano di 4,7 anni (4.1-6.7 anni) (c-index: 0,65, 95% CI 0,60- 0,71). I modelli elaborati risultano fortemente predittivi della probabilità di sopravvivenza dei pazienti dopo LR per HCC su cirrosi epatica. I pazienti ad alto rischio di morte valutato prima della LR dovrebbero essere considerati per LT, a causa del loro notevole beneficio di sopravvivenza a lungo termine. I pazienti che rimangono a basso rischio di morte dopo la resezione possono essere considerati guariti e la loro sopravvivenza probabilmente sarà simile a quella ottenibile dopo LT; i pazienti che vedono un rischio convertito da una classe a basso rischio ad una ad alto post resezione dovrebbero essere considerati per il trapianto abinitio

    Caratterizzazione morfologica e idraulica dei rill rilevati nell'area sperimentale di Masse

    No full text
    Nella memoria sono riportati i risultati di un’analisi finalizzata alla validazione in ambiente Umbro di modelli per la quantificazione e la caratterizzazione morfologico-idraulica delle formazioni rill. A tale scopo sono state utilizzate le misure effettuate presso la stazione sperimentale per il monitoraggio dei processi erosivi a scala di parcella in località Masse (Umbria). In seguito a due eventi erosivi (11-01-2010 e 16-05-2011) che hanno prodotto la formazione di rill, è stato effettuato il rilievo della morfologia (lunghezza e sezione) e del profilo degli stessi. Il database di Masse è stato utilizzato, in primo luogo, per la validazione della relazione di potenza che permette la stima del volume eroso (V) a partire dai dati di lunghezza totale (L) del canale. Il confronto ha evidenziato una buona adattabilità dei dati di Masse al modello già validato per l’area sperimentale di Sparacia (Sicilia) e caratterizzato da un esponente pari a 1.1. Ne consegue che la relazione L-V definita per i rill in suoli tipicamente argillosi (Sparacia) può essere efficacemente utilizzato anche per i rill in suoli limosi (Masse). Successivamente, è stata validata in ambiente Umbro la relazione adimensionale proposta da Di Stefano e Ferro (2011) e l’analisi ha confermato la validità della stessa per qualsiasi tipologia sia di processo erosivo che di suolo. Inoltre è stata eseguita l’analisi delle caratteristiche idrauliche dei rill calibrando le tre equazioni di potenza che esprimono il legame fra la portata e la larghezza, la velocità media e il tirante. I risultati ottenuti sono stati confrontati con quelli ottenuti per Sparacia (Di Stefano et al. 2010). Infine, è stato analizzato il contributo di ciascuna componente (rill e interrill) alla perdita di suolo totale rilevata nell’area sperimentale umbra
    corecore