1,033 research outputs found

    Structural evolution of the Pleistocene Cimini trachytic volcanic complex (Central Italy)

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    Structural, geomorphological, geophysical and volcanological data have been processed for the implementation of a dedicated GIS through which the structural evolution of the Pleistocene trachytic Cimini volcano (central Italy) has been reconstructed. The evolution of the Cimini complex includes three main close-in time phases: (1) intrusion of a shallow laccolith, rising along NW and NE trending faults and stagnating at the contact between the Mesozoic-Cenozoic and the Pliocene-Pleistocene sedimentary units constituting the bedrock of the volcano; (2) emplacement of lava domes along radial and tangential fractures formed by the swelling induced by the laccolith growth; (3) ignimbrite eruptions and final effusion of olivine-latitic lavas. Domes are both of Pelean and low lava dome type and their morphologywas controlled by the location on the inclined surface of the swelled area. Some domes show to have uplifted upper Pliocene thermally metamorphosed clay sediments, suggesting a cryptodome-like growth. Comparison of the top of the Mesozoic-Cenozoic units with the top of the upper Pliocene-Pleistocene sedimentary complex, suggests that the laccolith emplaced in a graben of the Mesozoic-Cenozoic sedimentary complex filled by the Pliocene–Pleistocene sediments uplifted by the shallow intrusion. Stress patterns acting on the Cimini area have been deduced analysing the drainage network and the morphotectonic lineaments. Rose diagrams show a large dispersion of the lineaments reflecting the local presence of radial and tangential fractures. The most frequent extensional NW and NE trending lineaments have regional significance and controlled th

    The role of propylparaben in zebrafish brain development

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    Humans are exposed to increasing amount of chemicals, and the concern about these substances is related to their unknown effects. In particular, recent studies focused on the controversial role of parabens, used as preservatives in food and cosmetics. They have estrogenic properties [1], which could influence the brain development in Vertebrates. In this work we examine the effect of (PrP) on brain development during early-life stages of zebrafish. PrP treatment induces an alteration in brain morphology evaluated by NeuN staining; particularly we detect an increase in nuclei positive for NeuN in PrP treated embryo respect to control. This morphological anomaly may be related to the altered lipid metabolism and development of head cartilage observed by us in embryos exposed to PrP [2]. In the present study we also investigate the expression in genes involved in neurodevelopment and synapse formation, such as Shank3a, Nrxn1 and Ngln3. Our preliminary data open to further studies to explore the toxicity associated with parabens. Since PrP acts as agonist for peroxisome proliferator–activated receptor g (PPARg) [3] that it is strongly involved in neurogenesis we hypothesize its connection in PrP action. 1 Darbre P.D., & Harvey P.W. (2008). Paraben esters: review of recent studies of endocrine toxicity, absorption, esterase and human exposure, and discussion of potential human health risks. J Appl Toxicol, 28(5), 561–578. 2 Perugini M,, Merola C., Amorena M., D’Angelo M., Cimini A., Benedetti E. (2019). Sublethal exposure to propylparaben leads to lipid metabolism impairment in zebrafish early-life stages. J Appl Toxicol, 1–11. https://doi.org/10.1002/jat.3921. 3 Hu P., Chen X., Whitener R.J., Boder E.T., Jones J.O., Porollo A., Chen J., Zhao L. (2013). Effects of parabens on adipocyte differentiation. Toxicol Sci, 131(1):56-70. doi:10.1093/toxsci/kfs262

    Review of Wild Sound: Maryanne Amacher and the Tenses of Audible Life, by Amy Cimini

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    The first book dedicated to the life and work of composer Maryanne Amacher (1938- 2009), Wild Sound: Maryanne Amacher and the Tenses of Audible Life begins in medias res. Author Amy Cimini introduces us to Amacher by peering into one of her brainstorming sessions, depicting an imaginative scene set in the 1990s at Mills College. Cimini describes Amacher seated at her desk, passionately inscribing a “big quote” (announced in “heavy black Sharpie,” Cimini notes) from feminist scholar Donna Haraway’s Simians, Cyborgs and Women (1991): “I want a feminist writing….” Then, as Amacher ponders the quote’s implications for her own creative production, she switches to red pen and writes: “I want to make a music…

    L’esperimento Sardinia Passive Array (SPA): acquisizione dati sismici per lo studio della geodinamica e della sismotettonica dell’area mediterranea

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    L’esperimento Sardinia Passive Array (SPA) nasce all’interno della linea di attività T1 “Geodinamica e interno della Terra” della struttura terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con l’intento primario di estendere gli studi sulla struttura profonda e sulla sismicità del mediterraneo centrooccidentale, realizzati dal gruppo di ricerca degli autori negli ultimi dieci anni [Argnani et al., 2015; Monna et al., 2015, 2013; Montuori et al., 2007; Cimini and Marchetti, 2006; Cimini, 2004]. A tal fine, considerata la posizione centrale della Sardegna nell’area in studio, e più in generale del blocco Sardo-Corso, la presenza in loco di un maggiore numero di stazioni risulta fondamentale per la produzione di modelli tomografici ad alta risoluzione della crosta-litosfera (Pn/Sn tomography) e del mantello superiore (inversione travel times di fasi telesismiche e di terremoti profondi). La campagna di acquisizione dati, iniziata a luglio 2014, è stata prevista di lunga durata, almeno due anni, per ottenere data set significativi anche per altre analisi quali receiver function, attenuazione e meccanismi focali. Obiettivo dell’esperimento è anche una migliore caratterizzazione della sismicità locale, spesso non adeguatamente rilevata proprio per la scarsa copertura delle reti permanenti e perciò solo parzialmente presente nei cataloghi sismici dei centri sismologici mediterranei. A titolo esemplificativo, la Figura 1 mostra gli eventi localizzati dalla Rete Sismica Nazionale (RSN) nel periodo gennaio 1985 - giugno 2014 nell’area comprendente il blocco Sardo-Corso. Si tratta di una sismicità sparsa e sporadica nel tempo, ad eccezione della sequenza di una dozzina di scosse rilevata a seguito del terremoto di magnitudo ML4.7 del 7 luglio 2011 nel Mare di Corsica, che caratterizza soprattutto i bordi del blocco di litosfera continentale. Anche nel settore orientale sono avvenuti eventi significativi, in particolare tre eventi di magnitudo superiore a 4 (26 aprile 2000, magnitudo Md 4.2 e 4.7, e 18 dicembre 2004, magnitudo ML 4.3) localizzati nel mar Tirreno centrale a circa 60 km ad est di Olbia nella cosiddetta depressione di Comino. In questo rapporto tecnico si descrive la rete temporanea installata durante il primo anno dell’esperimento SPA e si presentano i primi risultati del monitoraggio sismico effettuato nel periodo luglio 2014 – ottobre 2015, mostrando, in particolare, i dati relativi ad alcuni eventi locali occorsi nella zona nordorientale della Sardegna e nei mari circostanti.Published1-282T. Tettonica attivaN/A or not JCRope

    Anna Maria Ortese scrittrice straniera. Il nativo come scoperta dell'alterità e fondazione di una poetica

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    La tesi analizza l’influenza della cultura degli indiani d’America sull’opera di Anna Maria Ortese. Escludendo solo pochissime pubblicazioni, la ricerca è partita fin dalle prime prove, in poesia e in prosa, dell’autrice, e ha considerato l’intero arco della sua produzione, inclusi i contributi postumi. La ricerca è stata così suddivisa in undici capitoli, i quali studiano in maniera approfondita le riformulazioni più significative fatte da Ortese riguardo il tema dei nativi: un tema stratificato, complesso, affasciante e duttilissimo; un tema che la scrittrice fa proprio e costantemente rimodula, adattandolo alla propria storia personale e rendendolo materia viva, nella quale rispecchiarsi e far rispecchiare i suoi simili, più esattamente il consorzio umano che le stava accanto, ma dal quale si sentì sempre esclusa. E proprio l’esclusione, più o meno cercata da parte di Ortese, proprio la sua diversità, la sua alterità, la sua otherness, è la parola chiave del presente progetto di ricerca: gli indiani d’America, vittime del peggior massacro che la storia ricordi, incapaci di difendersi e relegati nelle riserve, chiusi, estraniati, stranieri al mondo, ecco che quegli indiani d’America insegnano all’autrice a sopravvivere, ad accettare sofferenze senza pari e riformularle: nel suo caso, attraverso la letteratura. È questa la premessa per poter parlare di un’Ortese straniera; un’Ortese gemellata con la sensibilità dei nativi; un’Ortese che farà dell’attenzione ad altre otherness, altre esclusioni, altri modi e forme di essere stranieri – cioè lontani, lontanissimi dal sentire più comune – farà di quella tendenza un tratto di riconoscimento, una condizione senza la quale il suo universo (letterario, stilistico, etico, filosofico) non sarebbe quello che è sempre stato. Obiettivo della tesi, che ha approfondito anche importanti materiali inediti, è dimostrare come l’America e i suoi più antichi abitanti siano per Ortese qualcosa di più di un semplice simbolo, riprendendo l’autrice una tematica che è stata, è tuttora, più complessa di un immaginario. Da “Angelici dolori” ad “Alonso e visionari” allora, dalle prime liriche per il fratello Manuele a “Le Piccole Persone”, dai pezzi giornalistici agli scritti di viaggio, dai romanzi alla corrispondenza privata, si delineerà il ritratto di un’autrice che è tuttora un unicum della letteratura (forse non solo italiana), un’artista che grazie al paradigma dei nativi, come spiega il titolo della tesi, ha disperatamente scoperto la propria alterità, il proprio modo di essere straniera, e su quello ha fondato la propria scrittura

    Political Parties in Post-Uprising Tunisia and Morocco. Organization, Development and Legitimation

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    This book offers a comparative, theory-grounded study of Maghrebi political parties since the Arab uprisings, specifically focused on Tunisia and Morocco in the first decade after the 2011 watershed elections. Based on primary sources, including in-depth interviews and updated party statutes and bylaws, the Author introduces four case studies of key Islamist and anti-Islamist parties, exploring their organisational standing, internal working, and legitimating assets. A topic long neglected, the reader will gain insight into the ‘hybrid’ nature of political parties in the Maghreb, oscillating between juxtaposed traditional and modern discourses and ambivalent sources of political authority. As such, it is hybridisation that shapes parties’ organisational choices and development and accounts for party differences. In the wake of political liberalisation, the Author argues that political parties have become increasingly distant from society, distrusted by large proportions of the citizenry. Ultimately, the Tunisian and Moroccan cases invite reflection on similar phenomena taking place within the Middle East and North Africa region, and even outside of it. Bridging disparate disciplines, including comparative politics, area studies, and contemporary Middle Eastern history, the book will be of interest to a broad range of graduate-level students and academics
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