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Hans Jonas e il mito: tra orizzonte trascendentale di senso e apertura alla trascendenza
Qual è la funzione, lo statuto del mito nella riflessione filosofica di Hans Jonas? Perché egli scrive un racconto mitico, poi raccolto nella sua versione definitiva ne "Il concetto di Dio dopo Auschwitz"? Rispondere a tali questioni significa non solo approfondire i suoi studi di storia e fenomenologia della religione - dalle indagini sullo gnosticismo e su Agostino e Paolo, sviluppate sotto la guida di Heidegger e Bultmann, ai diversi contributi in questo ambito (anche inediti), elaborati lungo tutta la sua vita -, ma comporta anche un'interpretazione complessiva della sua proposta filosofica dalla filosofia della natura fino all'etica della responsabilità. Nel linguaggio mitico-simbolico si articola il rapporto tra funzione trascendentale e trascendente, tra delineazione di un orizzonte storico-spirituale di senso, nelle "immagini" di uomo, mondo e Dio che lo costituiscono e apertura a una dimensione di trascendenza divina. Proprio in questa forma di oggettivazione trovano espressione le opzioni metafisiche di fondo che guidano il suo pensiero, l'intenzione autentica che anima il suo filosofare: al "principio gnostico", anticosmico e demondizzante Jonas oppone il "principio responsabilità" come cura e partecipazione al mondo, luogo autentico di realizzazione della libertà umana
La vista e l’immagine: Hans Jonas e la filosofia come theoria
Questo contributo si propone di articolare la nozione jonasiana di filosofia come theoria partendo dalle analisi condotte da Jonas in alcuni saggi di Organismo e libertà. Si tratta di evidenziare la con-tinuità e il radicamento genetico della teoresi nella visione e nella capacità di produrre e riconoscere immagini, quale espressione di massima libertà indice della soglia dell’umano (homo pictor): alle caratteristiche fenomenologiche che differenziano il vedere dagli altri sensi corrispondono qualità altrettanto peculiari del procedere filosofico. Ma come il vedere necessita di altri elementi – gli altri sensi, il movimento corporeo – per esplicare la propria specificità, così la theoria, pur conservando forma concettuale, non può considerarsi esercizio totalmente autonomo, rinunciando all’apporto proveniente dall’essere attività umana, propria di un ente vivente provvisto di corporeità e inserito nel mondo. Ciò permette di chiarire la peculiarità del procedere metodologico della biologia filoso-fica jonasiana, capace di descrivere fenomenologicamente il vivente attraverso un'ermeneutica della natura fondata su una relazione empatica e di evidenziare il progetto che ne sta al fondamento, qua-le tentativo di recuperare un rapporto positivo con la totalità dell'essere, la natura.This paper aims to present Jonas’ notion of philosophy as theoria, starting from his analyses in some essays of Organism and Freedom. The main target is to point out the continuity and the ge-netic rootedness of theory in vision and in ability to produce and recognize images, that is expres-sion of the highest freedom as a sign of human threshold (homo pictor): the phenomenological characteristics that distinguish vision from other senses correspond to qualities peculiar to philoso-phical process. But as seeing needs other elements – other senses, body movement – in order to carry out its own specificity, in the same way theoria, even though it preserves conceptual form, cannot consider itself as a totally autonomous practice, which can renounce the contribution of be-ing a human activity, proper to a living body in the world. This allows to clarify the peculiarity of the methodological process in Jonas’ philosophical biology, as a phenomenological description of the living through a hermeneutic of nature based on an empathic relationship and it allows also to underline the project at its base, as an attempt to recover a positive relation with the totality of be-ing, the nature
Hans Jonas e la bioetica: la ‘vita’ tra universale e particolare
Il presente contributo si propone di collocare l’interesse di Hans Jonas per la bioetica nel suo pensiero, chiarendo contestualmente la prospettiva teorica di fondo che la anima e che qualifica la specificità delle risposte da lui offerte nel merito. A tal fine viene approfondita la particolare declinazione delle nozioni di “responsabilità” e soprattutto di “vita”, entrambe centrali nella sua proposta filosofica, facendo emergere come tratto essenziale quella relazione tra universale e particolare, tra assoluto e relativo che, in nome del costante impegno jonasiano al superamento di ogni dualismo, nega ogni distinzione radicale tra i due momenti. Tale assunto innerva anche la sua indagine bioetica, qui esemplificata nel caso specifico dell’eutanasia, qualificandone l’originalità nel panorama bioetico attuale, manifesta nella distanza sia da posizioni che assolutizzano la vita, difendendola aprioristicamente, sia da posizioni che ne relativizzano la significanza, restringendo pericolosamente gli ambiti di tutela
Il concetto di ‘fenomeno originario’. Cassirer, Goethe e la ricerca dell’origine
Considering the importance of Goethe in Cassirer’s philosophy, this article assumes as reference the Goethian concept of “original phenomenon” and analyses its significance in Cassirer’s philosophy of symbolic forms. If in the Goethian naturalistic researches it represents the limit of knowledge, i.e. the insuperable principle of phenomenal unity, the Cassirerian notion of “symbolic form” and even more that of “symbolic dynamic” as original unity of these forms appear to play the same function in the configuration of meaning. However the “original phenomenon” as original unity is never immediately present, but it must be found only in each concrete occurrence, i.e. in its possible variation: this main origin – in Goethe “life”, in Cassirer “symbolic dynamics of meaning’s formation” – can’t be set, but to get it, it’s necessary to repeat its specific rhythm. This qualifies in Cassirer’s view the philosophical practice itself as search of the origin and at the same time as ideal liberation from all what is given
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