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Prevalenza dei disordini craniomandibolari nei subacquei ed incursori delle Forze Speciali della Marina Militare : indagini strumentali - Prevalence of craniomandibular disorders in Navy Scuba divers and raiders : diagnostic tools
Scopi del lavoro: Determinare la prevalenza dei disordini temporo-mandibolari e le risposte neuromuscolari nei subacquei ed incursori della Marina Militare ed identificare i fattori di rischio per lo sviluppo di segni e sintomi di disfunzione articolare prima e dopo le immersioni, mediante un questionario, l’elettromiografia, la stabilometria, la spirometria e la TC Cone Beam.
Materiali e Metodi: Sono stati considerati 20 soggetti maschi, età compresa tra 30 e 42 anni. Ogni subacqueo ha risposto ad un questionario, si è sottoposto ad esami muscolari (EMG) e posturali prima e dopo l’immersione. Tutti sono stati indagati con TC Cone Beam e spirometria per valutare la funzionalità respiratoria.
Risultati: La prevalenza dei sintomi correlati alla patologia articolare dopo le immersioni aveva raggiunto il 93% contro un 26% di disordini prima delle immersioni. Le risposte neuromuscolari sono risultate molto significative al termine delle immersioni (T3) rispetto a prima della stessa (T0) e una differenza altamente significativa (P<0.001) per la risposta muscolare e molto significativa per la risposta posturale (p<0.01). Fattori di rischio di scatenamento del dolore muscolare durante e dopo l’immersione, risultano il serramento del boccaglio e l’apertura limitata della bocca, l’esposizione prolungata all’acqua fredda e la tendenza a serrare solo da una parte. Tutto ciò può portare alla disfunzione dell’ATM.
Conclusioni: I subacquei e gli incursori che evidenziavano già prima dei disturbi correlati alla patologia dell’ATM, hanno sviluppato disfunzione dopo le immersioni. Ma anche gli individui asintomatici all’inizio hanno sviluppato disturbi craniomandibolari durante e dopo l’immersione.Aim: To determine the prevalence of temporomandibular disorders and the neuromuscular system variations in scuba divers of the Navy and to identify the risk factors for the development of TMD signs and symptoms before and after diving by the use of a questionnaire, electromyography, stabilography, spirometry, and Cone Beam CT.
Materials and Methods: 20 males individuals participated in the research aged 30 to 42 years. Each diver answered a questionnaire and undergone to neuromuscular tests, muscular and postural exams before and after diving, to CBCT and to spirometry to evaluate respiratory function.
Results: The prevalence of TMD symptoms after diving was about 93% versus a 32% before diving, the neuromuscular answers after diving (T3) were highly different from rest situation before immersion (T0): percent overlapping coefficient T0-T3 p=0,0001 (p<0,001); impact T0-T3 p=0.0087 (p<0,01); also postural aspect were different after diving (p<0.01). Clenching seemed to be the greatest risk factor for pain in the masticatory muscle system while holding the mouth piece and after diving. Limited mouth opening and clenching were responsible for the symptoms in temporomandibular joint after the dive. Exposure to cold water for long periods of time causes the mandible to protrude and, together the tendency to bite harder on one side, can bring to dysfunction.
Conclusions: Scuba divers exhibiting TMD-related symptoms have met the greatest risk of developing TMJ dysfunction and neuromuscular changes during and after the dive. But also in asymptomatic divers, before the dive, TMD is a common problem after it
Terapia ortodontica-chirurgica delle disgnazie e postura
Lo scopo di questo lavoro è stato valutare i cambiamenti adattativi e il comportamento funzionale dei muscoli orofacciali e dei tessuti molli in seguito alla correzione chirurgica delle disgnazie scheletriche, mostrare la loro influenza sulla occlusione, evidenziare il loro contributo alla recidiva e all’equilibrio organismico posturale. Nel concetto di eugnazia è implicito lo stato di armonia morfo-funzionale dell’apparato stomatognatico, in stretta correlazione con l’organismo intero. Attività funzionale ortologica e atteggiamento posturale compensatorio rappresentano, i capisaldi biologici che sono alla base della conservazione della omeostasi tissutale organismica. Nel concetto di disgnazia, è implicito lo stato di disarmonia delle varie componenti stomatognatiche tra loro, con compromissione delle molteplici funzioni e della postura cranio-cervicale. L’occlusione deve essere la più stabile ed ottimale possibile per eliminare i cambiamenti adattativi funzionali del complesso orofacciale che contribuiscono alla recidiva e che influenzano negativamente il bilanciamento di tutto l’organismo
Valutazioni stabilometriche ed elettromiografiche nei pazienti disfunzionali
Lo scopo del lavoro è stato sottolineare l’importanza, della stabilometria, della kinesiografia (CMS) e dell’elettromiografia (EMG) nell’effettuare una diagnosi corretta e come supporto terapeutico nella patia disfunzionale cranio-cervico-mandibolare (PDCCM).
Sono stati considerati 52 pazienti ortodontici affetti da Disordini Cranio Mandibolari (DCM) e 40 pazienti asintomatici (NoDCM) i quali sono stati sottoposti a esami funzionali mediante pedana stabilometrica, CMS e EMG all’inizio del trattamento, alla fine e a distanza di 6 mesi, 1 anno.
Rispetto ai pazienti asintomatici, i pazienti DCM hanno chiaramente presentato una differente chinesiologia mandibolare, postura cranio mandibolare, ed adattamento neuromuscolare. Alterazioni dello stabilogramma e statikinesiogramma sono state viste nel 93% dei casi PDCCM e nel 21% dei casi no PDCCM. Inoltre restrizioni, limitazioni, deviazioni nel movimento mandibolare sono state viste soprattutto nel gruppo di pazienti PDCCM (>95%) nei pazienti no PDCCM sono state evidenziate alterazioni della cinematica mandibolare nel 37%
L’obiettivo finale della terapia ortodontica è il trattamento di tutte le componenti dell’apparato stomatognatico, dentale, scheletrica, articolare e neuromuscolare, in modo da creare condizioni adatte per una corretta funzione sinergica. In passato le limitazioni tecnologiche hanno confinato l’ortodontista ad un protocollo diagnostico e terapeutico basato sull’analisi cefalometrica riferita alla posizione intercuspidale dentale. Nel corso di questi ultimi anni si è evidenziata l’insufficienza di tale protocollo, in quanto l’ortodontista non può accontentarsi dei soli parametri dentali e cefalometrici, ma deve trattare l’occlusione in base ad un equilibrio funzionale e dinamico di tutte le componenti dell’apparato stomatognatico.The purpose of this investigation was to show how the stabilograph, the electromyograph and the kinesiograph help to diagnose and treat postural problems, masticatory muscle pains and temporomandibular joint disorders.
A group of 52 patients with malocclusions and craniomandibular disorders symptomatic at the time of examination was compared to 40 previously studied healthy subjects.
TMD is a collective term embracing a number of clinical problems that involve the masticatory musculature and the temporomandibular joints. All TMD patients and controls were evaluated using stabilograph, electromyograph and kinesiograph.
TMD patients have distinctly different patterns of muscle activity than asymptomatic subjects. Besides restrictions, deviations, limitations in jaw movement are important diagnostic criteria.
Successful treatment reduces the irregularity and severity of muscle dysfunction and improves the mandibular movements and organismic posture. So comparison of post-treatment results with pre-treatment situations documents treatment efficacy and effectiveness.
The complex etiology of TMD requires an interdisciplinary approach for successful diagnosis, treatment and maintenance.
These instrumentations (EMG-CMS and stabilograph) are extremely valuable for initial patient evaluations, as well as for monitoring treatment results
NEOFORMAZIONE OSTEOFITICA DEL CONDILO MANDIBOLARE : ARTRITE IDIOPATICA GIOVANILE E TC CONE BEAM
Scopo del lavoro: Lo scopo del lavoro è evidenziare il ruolo della CT Cone Beam nell’accurata e precisa osservazione di neoformazione osteofitica a livello del condilo mandibolare in pazienti affetti da Artrite Idiopatica Giovanile (AIG).
Materiali e metodi: Viene riportato un caso clinico di un paziente maschio, di 18 anni di età, affetto da AIG poliarticolare dall’età di tre anni, in cura presso la Clinica Odontoiatrica e Stomatologica dell’Università degli Studi di Milano dall’età di undici anni. Giunto alla nostra osservazione si è deciso per una terapia ortognatodontica mirata a correggere la disfunzione indotta dall’interessamento articolare delle A.T.M. e a limitare, di conseguenza, il danno anatomico morfologico provocato dalla patologia di base. E’ stata prescritta al paziente una TC Cone Beam a basso dosaggio.
Risultati: Il referto radiografico della TC Cone Beam rileva una degenerazione artrofica dell’A.T.M. destra, con erosione e appiattimento del condilo mandibolare, erosione del contorno della cavità glenoide, assottigliamento dell’interlinea articolare e presenza di un becco osteofitosico sulla superficie mediale del condilo.
Conclusioni: Le ultime TC Cone Beam a basso dosaggio permettono all’odontoiatra di studiare la situazione del paziente in modo più accurato rispetto alla radiologia convenzionale (OPT, teleradiografia del cranio in proiezione LL ed in PA). Gli osteofiti sono tipicamente presenti nelle forme di osteoartrosi ed in particolare nella AIG e sono in parte responsabili nelle manifestazioni dolorose tipiche di queste malattie. Questi sono da considerare come una reazione del tessuto osseo interessato da processi erosivi ed irritativi cronici, nel tentativo di stabilire una maggiore superficie di contatto tra i corpi articolariAims: The purpose of this work was to show the role of CBCT versus conventional radiographs for accurate and reliable detection of osteophytic neoformations on mandibular condyle in Juvenile Idiopathic Arthritis (JIA).
Materials and Methods: JIA is a common disease of childhood is causes joint inflammation, typically before 16 years of age. When the TMJ is affected, there is often no pain, which delays the diagnosis and treatment. The condylar abnormalities can range from slight erosion and flattining of the articular surfaces to severe destruction of the conyle head or osteophytic neoformations. An unusual case report was reported an 18 years old girl was affected by JIA since 3 year of age. When she was 11 year old, came to our observation severed by rheumatologist and orthodontic treatment was proposed to patient to avoid and prevent the TMJ complications CBCT imaging has been performed the left condyle demonstrated the bird-beak appearance.
Results: The CBCT showed a mandibular condyle’s morphological and surface changes as cortical erosion, flattening, sclerosis, osteophyte formation and a reduced inter-articular space.
Conclusions: CBCT represents an improvement in quantifying the morphological changes of the condyle and mandible. The accurate and early diagnosis of JIA and the sensitive monitoring of the disease process are essential. Advanced imaging technology capable of identifying even the slightest trace of erosive joint damage may enable the prediction of future structural and functional deterioratio
Ripresa funzionale miografica dopo blocco chirurgico intermascellare
Lo scopo di questo lavoro è stato finalizzato all'analisi elettromiografica dei pazienti chirurgici disgnatici di terza classe prima e dopo l'atto operatorio. la programmazione del follow-up ha previsto l'ausilio di un elettromiografo con cui sono stati valutati gli equilibri neuromuscolari ad intervalli di tempo differenti, T0, T1 e T2. Il gruppo di studio selezionato includeva 36 pazienti, di entrambi i sessi. sono stati presi in considerazione due coppie di muscoli dell'apparato stomatognatico, i masseteri e i temporali. i risultati ottenuti nel monitoraggio dei soggetti esaminati, con questa metodica di indagine ci hanno permesso di elaborare una nuova indagine di supporto durante la terapia stessa. Tuttavia i dati riscontrati dal nostro lavoro vanno interpretati come preliminari e pertanto necessitano di ulteriori approfondimenti, in futuro sarà necessario confrontarci presumibilmente con altre scuole di pensiero o con nuove metodiche di indagine
Sindrome di Gorlin-Goltz : diagnosi precoce e gestione terapeutica multidisciplinare
Lo scopo di questo lavoro è sottolineare l’importanza dell’odontoiatra nel diagnosticare e nel trattare precocemente la Sindrome di Gorlin-Goltz (S.G.G.) per prevenire le gravi conseguenze odontostomatologiche, psicologiche, oculari e le trasformazioni maligne delle lesioni cutanee e delle cheratocisti. La S.G.G. è un’affezione ereditaria relativamente rara, che colpisce in ugual misura i due sessi, dovuta a un gene autosomico dominante con alta penetranza, in cui a nevi basocellulari cutanei multipli si associano altre manifestazioni cutanee, cheratocisti dei mascellari, alterazioni scheletriche, anomalie del sistema nervoso, dell’apparato visivo e genitale. Tra le manifestazioni cliniche orali e cranio facciali si evidenzia: cheratocisti mandibolari molto frequenti, più rare le cisti mascellari, denti ritenuti, eruzione ritardata, ipoplasia dello smalto, ipoplasia del mascellare, appiattimento del terzo medio della faccia, prognatismo mandibolare, caratteristica facies pagetoide con fronte arcuata, sporgenza delle ossa frontali e parietali, radice nasale allargata, ipertelorismo. I pazienti devono essere inclusi in un programma di visite periodiche di controllo radiografico ogni sei mesi, essendo le cheratocisti caratterizzate da elevata percentuale di recidiva. Risulta così importante la diagnosi precoce e la collaborazione multidisciplinare tra le varie branche specialistiche per ideare un corretto protocollo terapeuticoThe aim of this work is to underline the importance of the dentist in the contribution to the early diagnosis of Gorlin-Goltz Syndrome (GGS), avoiding and preventing so the orofacial and systemic complications, and to determine a proper dental and surgical protocol. 21 GGS patients, 5-14 years of age, (mean age of 8,2 years) 12 females, 9 males, had undergone to a multidisciplinary treatment. In 8 cases the GGS has been detected by orthodontists. The GGS or Basal Cell Naevus Syndrome is a generalized disorder with autosomal dominant inheritance and variable expressivity. The main symptoms are: recurrent multiple jaw keratocysts and basal cell naevi of the skin. Other characteristic signs are: paget-like cranial appearance, wide flat nose, craniofacial asymmetry, hypertelorism, prognatism, costo-vertebral deformities, falx-cerebri calcificated, hyphoscoliosis, palmo-plantar hyperkeratosis.
Diagnosis of the syndrome in childhood has been of great importance, because the early treatment contributed to avoid and reduce destruction of the jawbones and prevented severe complications in other organs.
The dentists have a great responsability to detect GGS, finding signs through the radiographs used in dentistry. The approach must be multidisciplinary between different specialists of Dentistry and Medicine, for prevention of severe malocclusions, craniofacial and systemic tumors
Prevalence of postural and craniomandibular disorders in Navy Scuba Divers and Raiders: diagnostic tools = Prevalenza dei disordini posturali e craniomandibolari nei subacquei ed incursori delle Forze Speciali della Marina Militare: indagini strumentali
Scopo del lavoro: Determinare la prevalenza dei disordini temporo-mandibolari e le risposte neuromuscolari nei subacquei ed incursori della Marina Militare ed identificare i fattori di rischio per lo sviluppo di segni e sintomi di disfunzione articolare prima e dopo le immersioni.
Materiali e Metodi: Sono stati considerati 40 soggetti maschi, età compresa tra 23 e 32 anni. Ogni subacqueo ha risposto ad un questionario, si è sottoposto ad esami muscolari (EMG) e posturali prima e dopo l’immersione. Tutti sono stati indagati con TC Cone Beam e spirometria per valutare la funzionalità respiratoria.
Risultati: La prevalenza dei sintomi correlati alla patologia articolare dopo le immersioni aveva raggiunto il 93% contro un 32% di disordini prima delle immersioni. Le risposte neuromuscolari sono risultate molto significative al termine delle immersioni (T3) rispetto a prima della stessa (T0) ): coefficiente di sovrapposizione T0-T3 p = 0,0001 (p <0,001); impact T0-T3 p = 0,0087 (p <0,01), anche l’aspetto posturale dopo l'immersione (p <0.01). Fattori di rischio risultano il serramento del boccaglio e l’apertura limitata della bocca, l’esposizione prolungata all’acqua fredda e la tendenza a serrare solo da una parte.
Conclusioni: I subacquei e gli incursori che evidenziavano già prima dei disturbi correlati alla patologia dell’ATM, hanno sviluppato disfunzione dopo le immersioni. Ma anche gli individui asintomatici all’inizio hanno sviluppato disturbi craniomandibolari durante e dopo l’immersione.Aim: To determine the prevalence of temporomandibular disorders and the neuromuscular system variations in scuba divers of the Navy and to identify the risk factors for the development of TMD signs and symptoms before and after diving.
Methods: 40 males individuals participated in the research aged 23 to 32 years. Each diver answered a questionnaire and undergone to neuromuscular tests, muscular and postural exams before and after diving, to CBCT and to spirometry to evaluate respiratory function.
Results: The prevalence of TMD symptoms after diving was about 93% versus a 32% before diving, the neuromuscular answers after diving (T3) were highly different from rest situation before immersion (T0): percent overlapping coefficient T0-T3 p=0,0001 (p<0,001); impact T0-T3 p=0.0087 (p<0,01); also postural aspect were different after diving (p<0.01). Clenching seemed to be the greatest risk factor for pain in the masticatory muscle system while holding the mouth piece and after diving. Limited mouth opening and clenching were responsible for the exposure to cold water for long periods symptoms in temporomandibular joint after the dive.
Conclusion: Scuba divers exhibiting TMD-related symptoms have met the greatest risk of developing TMJ dysfunction and neuromuscular changes during and after the dive. But also in asymptomatic divers, before the dive, TMD is a common problem after it
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