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La questione del male
Il saggio si apre con una ricognizione della pluralità dei rispetti in cui venne e viene formulata la “questione” de “il male”, analizzando il complesso aggregato di fenomeni che vengono qualificati come male, evidenziando il carattere differenziale della nozione di male e l’asimmetria e non complanarità di essa rispetto a quella del bene, e mettendo in luce il suo carattere di ‘idea’ piuttosto che di vero e proprio concetto. Evidenziando come la questione divenga problema e aporia quando sia connessa con la nozione di una divinità buona e onnipotente, e quindi gli sforzi e il fallimento di ogni teodicea, il saggio segue quindi le vie dei percorsi filosofici più di comprensione che di spiegazione: dalla ricerca della fenomenologia del male all’ermeneutica del simbolo e del mito, in particolare biblici. Richiamando infine i grandi modelli teorici in riferimento ai quali si sono costituite nel tempo “costellazioni di posizioni” (il modello del peccato originale, la teoria kantiana del male radicale come sua trasposizione razionale, la tesi arendtiana della banalità del male), si sottolinea in conclusione la valenza teoretica ed etica del confronto col male: quest’ultimo ci è consegnato come un “da pensare”, e insieme qualcosa cui opporsi, sempre di nuovo
Album illustrato dei fari del Mar Ligure e del Mar Tirreno / The illustrated catalogue of Ligurian and Tyrrhenian lighthouses
[CAPITOLO DI LIBRO] Prefazione di Claudio Baglioni, Presentazione di Marco Gaian
L'Architettura dei Fari Italiani / The Architecture of Italian Lighthouses
[MONOGRAFIA/TRATTATO SCIENTIFICO] Prefazione di Claudio Baglioni, Presentazione di Marco Gaian
CAPTURE AND DOCUMENTATION: KAGA PARK
The article deals with the topic of Historic Building Information Modeling (H-BIM) applied to the historical architecture of an urban park within the Itabashi district of Tokyo. The document will address a methodological discussion concerning the construction of parametric models of historic buildings in the park starting from laser scanner. The research is prompted by the modern need to have databases full of exhaustive information, through which we can preserve the historical heritage present in the Japanese reality, monitoring the conditions and planning the future. This work is carried out in collaboration with the Nihon University of Tokyo, the Alma Mater Studiorum University of Bologna, the Itabashi municipality and the Topcon industry. The work is preparatory for the development of the redevelopment project of the park, through the reuse of its buildings, the arrangement of the green and urban furniture pursuing the objectives of maintaining the historical memory of the place and its harmonization in the urban context, creating a further pole of attraction for citizens and visitors
La gestione del dato di rilievo attraverso software open souce: il sistema delle porte bolognesi
La realizzazione di modelli 3d realistici è oggi una crescente necessità per la conoscenza e la divulgazione del patrimonio storico-artistico. Negli ultimi anni l’uso di tecnologie di modellazione dense stereo matching o image based attraverso l’uso di software open source è diventato uno strumento assai valido per il rilievo e la rappresentazione dell’architettura. La caratteristica di velocità di acquisizione del dato pone la fotografia digitale in un ambito tra i più dinamici e attuali, che lega la disciplina del rilievo alle tecnologie di rappresentazione digitale: lo spazio della rappresentazione diventa uno spazio tridimensionale e la fotografia uno dei mezzi per l’osservazione, la comprensione e la restituzione grafica delle forme architettoniche di oggetti reali. Considerando il rilievo come un processo scientifico di conoscenza profonda che ha come scopo la rappresentazione del soggetto studiato attraverso modelli a prescindere dalla tecnica e dagli strumenti utilizzati, questa sperimentazione si pone in continuità con le aree di ricerca che riguardano l’acquisizione veloce e massiva di dati –nuvole di punti– che contengono un numero elevatissimo di informazioni e la possibilità di poter utilizzare strumenti low cost in grado di ottenere risultati simili a quelli ottenuti con strumenti come lo scanner laser 3D, e ha come obiettivo finale il controllo della qualità (1) e della scientificità (2) del dato che è indissolubilmente legata al controllo dell’incertezza.The study presents an analysis of new methodologies of non-contact surveying and 3D modelling applied to the Gates in Bologna, with open source or low cost software that work with DSM (dense stereo matching ) technologies. These make it possible to obtain a texturized 3D model while reducing the costs and the time of data collecting and elaborating as compared to traditional surveying methods. The object of the study is to assess the quality and the scientific value of surveying data as regards the control of uncertainty
L'architettura dei Fari Italiani, The Architecture of italian Lighthouses - Sicilia
La ricerca si è svolta a partire dal 2003 e si è conclusa nel 2009 con la pubblicazione del quarto ed ultimo volume della collana, dedicato ai fari di Sicilia. Il progetto scientifico è nato presso il Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale dell’Università di Bologna (ricerca di dottorato Prof. Cristiana Bartolomei), si è sviluppato in partnership con il Dipartimento Indaco del Politecnico di Milano ed ha avuto anche il supporto tecnico del Servizio Fari della Marina Militare Italiana. L’obiettivo è di promuovere la conoscenza di questo patrimonio nazionale attraverso la conoscenza e la valorizzazione della rete dei fari caratterizzati da forte valenza naturalistica ed ambientale, singolarità architettonica e profonda identificazione con il contesto storico, ambientale, culturale locale. Il valore aggiunto ed originale del lavoro di ricerca è stato nel definire le potenzialità d’uso di tipo conoscitivo, educativo, culturale delle tecnologie informatiche e multimediali al fine di documentare e valorizzazione il patrimonio architettonico. Dal 1873, anno di pubblicazione de L’Album dei Fari illustrato dalle notizie intorno ai loro caratteri e posizione da parte del Ministero dei Lavori Pubblici, che non si compieva una campagna sistematica di studi, ricerche, rilievi e documentazione grafica di tale patrimonio nazionale.
La collana è corredata da un catalogo illustrato dei circa 170 fari suddivisi in sei zone territoriali per 8000 km di costa attualmente in funzione lungo le coste italiane e li documenta, per la prima volta, con disegni e illustrazioni originali, descrivendone architettura, tipologia e materiali.
Nel 2005 è stato pubblicato il primo volume della collana, L’ARCHITETTURA DEI FARI ITALIANI – The Architecture of Italian Lighthouses Mar Adriatico e Mar Ionio di Cristiana BARTOLOMEI (Isbn 8881259699) dove lo scrivente ha pubblicato il saggio dal titolo Forma, geometria e architettura nell’illustrazione dei fari ed ha partecipato alle attività di analisi grafica, rilievo e documentazione grafica de L'Album illustrato dei fari dell'Adriatico e dello Ionio allegato al volume in oggetto.
Nel 2006 è stato pubblicato il secondo volume della collana, L’ARCHITETTURA DEI FARI ITALIANI – The Architecture of Italian Lighthouses Mar Ligure e Mar Tirreno di Cristiana BARTOLOMEI e Giuseppe AMORUSO con presentazione di Marco Gaiani (Isbn 8860550874).
Nel 2007 è stato pubblicato il terzo volume della collana, L’ARCHITETTURA DEI FARI ITALIANI – The Architecture of Italian Lighthouses Sardegna di Cristiana BARTOLOMEI e Giuseppe AMORUSO (Isbn 8860551887).
Nel 2009 è stato pubblicato il quarto volume della collana, L’ARCHITETTURA DEI FARI ITALIANI – The Architecture of Italian Lighthouses Sicilia di Cristiana BARTOLOMEI e Giuseppe AMORUSO (Isbn 8860554406).
La rete dei fari rappresenta un “bene diffuso” non sufficientemente visibile all’interno della dimensione locale geografica di insediamento e che invece può diventare, con un opportuno progetto di rilancio e valorizzazione, un elemento attrattivo per l’economia e il turismo. A tal fine le pubblicazioni, le partecipazioni a convegni, le numerose interviste sui media nazionali documentano la realizzazione di rilievi geometrici, fotogrammetrici e indagini conoscitive (storiche e archeologiche); la ricostruzione dello stato di fatto; produzione di modelli tridimensionali geometrici; la produzione di immagini immersive panoramiche con tecniche di fotogrammetria in modalità prototipo; e la produzione di illustrazioni con strumenti di grafica non fotorealistica.
Lo sviluppo ulteriore della ricerca, per il quale si prevede la partecipazione a progetti europei, è la conoscenza e la valorizzazione dei “beni culturali faro” da rendere visibili "in rete", mediante l’utilizzo di tecnologie informatiche e multimediali che prevedano forme di fruizione innovative dei beni in modo da diffonderne la conoscenza integrata
L’illusione del tempo e del movimento. Enrico Prampolini e lo spazio scenico polidimensionale
La ricerca riguarda l’indagine sul cambio di visione introdotto in particolare nei primi due decenni del Novecento con la negazione della prospettiva e la nuova definizione della spazialità. Questioni successive alla rottura del XIX secolo con i modelli di visione classici che hanno introdotto nuove convenzioni dei sistemi di rappresentazione.
Attraverso il linguaggio futurista delle rappresentazioni scenografiche di Enrico Prampolini sono state, quindi, condotte analisi e interpretazioni che hanno delineato un complesso panorama di ambiti e tecniche.
La prima fase della ricerca ha interessato la ricostruzione dello stato dell’arte di tipo grafico ma anche storico-bibliografico su Enrico Prampolini e le sue scenografie finalizzato all’inquadramento teorico a sostegno della ricerca, per poi passare alla seconda fase di catalogazione e sistematizzazione del materiale al fine di estrarre momenti salienti della sperimentazione prampoliniana.
Avvalendosi degli strumenti del disegno, con indagini proiettive e percettive, sono state infine tracciate ipotesi costruttive e letture interpretative di alcuni bozzetti scelti come exempla del rivoluzionario pensiero dell’Autore.
Le ipotesi ricostruttive suggeriscono caratteri e ricorrenze del “modo” di Prampolini, rilevando allo stesso tempo le forti caratterizzazioni e incursioni grafiche nella rappresentazione della scena. Le opere di Prampolini rappresentano gli esordi di queste espressioni, dove si registrano tutti i caratteri dei linguaggi del tempo - quelli grafici e iconografici - ma anche quelli di stretta derivazione dai media, fotografia e cinema
Colore ed identità nel recupero dei centri storici
Il paesaggio dei centri storici, nelle parole di Eugenio Turri, costituisce il “risultato ultimo, visivo, di portata ambientale, ecologica, dei percorsi storici, sociali e psicologici. Esso è la proiezione del nostro Heimat, dell’ambiente del nostro vivere, riferimento delle nostre più profonde identità”. Una vera azione integrata di recupero e tutela di un paesaggio costruito o naturale deve diventare “un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari”; un fortissimo senso di rispetto verso un dono “troppo spesso tradito in cambio di beni puramente materiali”.
Il centro storico è il luogo della complessità, non solo dal punto di vista della forma urbana ma anche del sistema di funzioni e relazioni che si manifestano e si radicano proprio all'interno del suo tessuto.
Al fine di superare alcuni nodi sostanziali, come la mancanza di un’adeguata cultura progettuale che evidenzi come il colore e la sua tutela siano tra i fattori che descrivono l’identità di un tessuto urbano, si propongono metodologie di conoscenza della città storica e azioni integrate di recupero e di progetto del colore.
Attualmente non vi sono procedure codificate e/o capitolati per il rilevamento urbano dei centri storici che siano finalizzati alla conservazione attiva del costruito e che integrino, con codici prescrittivi e repertori tipologici, i regolamenti urbanistici. La conoscenza di un tessuto storico, opportunamente descritto per caratteristiche morfologiche, tipologiche e strutturali, è necessaria per indirizzare il recupero dell’identità
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