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C. ALESSI legge F. GÉA, B. PALLI (coord.), L’avenir du droit du travail. Perspectives internationale et comparée. Bruxelles, Bruylant, 2023
Alessi, C.
Centro Asturiano membership record of C. Alessi; Socio Number: 88075.https://digitalcommons.usf.edu/asturiano_membership/1106/thumbnail.jp
Galeazzo Alessi: l’estro silenzioso di un maestro dell’architettura del Cinquecento
Galeazzo Alessi (1512-1572), architetto e ingegnere tra i più originali e versatili del Cinqucento, è stato generalmente presentato dalla critica come scisso in una triplice personalità: ovvero un Alessi umbro, un Alessi genovese e un Alessi milanese. La sorprendente e a volte disorientante coesistenza di influenze e stili così diversi ha finora monopolizzato l'attenzione degli esegeti della sua opera, catturati dall'affascinante sfida dell'indagine su questa personalità artistica “multipla” così singolare nel panorama rinascimentale. Il saggio vuole invece tentare di cambiare paradigma cognitivo, provando a osservare le architetture alessiane al di sotto della loro camaleontica “pelle” e vedere in controluce in queste esperienze apparentemente irrelate una matrice originaria, acquisita negli anni della sua formazione romana, impressa in particolare attraverso il contatto con l'opera Antonio da Sangallo il Giovane (Antonio Cordini, 1484-1546), la cui influenza è manifestamente riconoscibile nelle prime architetture umbre di Alessi ma anche, pur se meno esibita, in quelle successive
La Convenzione Ilo sulla violenza e le molestie sul lavoro
The essay analyses the impact of the ratification of the ILO Convention in the Italian legal system, with a focus on the concept of violence and harassment and its impact on other concepts, such as mobbing, and on the health and safety obligation of the employer. The author also
analyses the role of prevention strategies in counteracting violence and harassment in the workplace as psychosocial risks
Le azioni positive di genere dopo il PNRR
Il volume dedicato a Le azioni positive di genere dopo il PNRR contiene gli atti del seminario
tenutosi in data 8 marzo 2024 che continua i confronti organizzati dall’Università di
Brescia e dall’Università di Verona, con il patrocinio della LLC- Labour Law Community
e di IEN-Italian Equality Network, avviati nel 2022 su temi di particolare attualità per il
diritto del lavoro gender sensitive.
La riflessione scientifica che accompagna il seminario si collega ad un tema specifico,
quella della cd. neutralizzazione delle azioni positive, non più applicate a favore delle
donne, ma del sesso sottorappresentato. Una simile tendenza richiede di ridiscutere il
fondamento assiologico delle misure di diritto diseguale, al fine di valutare la coerenza
dei provvedimenti più recenti con la ratio e la struttura di esse. Gli approfondimenti
contenuti nel volume che riprendono – approfondendole – le relazioni bresciane,
comprendono il recupero della nozione di azioni positive tra diritto interno e diritto UE:
principi e strumenti applicativi di Cristina Alessi e l’utilizzo della preferenza di genere nei
concorsi pubblici, di cui vengono ricostruiti da Laura Calafà i principi, le regole e relativi
paradossi, a partire dagli obiettivi formulati dal PNRR italiano. Sempre seguendo le
regole collegate al PNRR, Madia D’Onghia si concentra sul sistema della premialità di
genere nella PA. Nella prospettiva del diritto costituzionale e della filosofia del diritto, i
contributi di Barbara Pezzi e Thomas Casadei. Conclude il volume Marzia Barbera
riportando la discussione effettuata di fronte alle complesse sfide teorico-pratiche del
presente: «accettare la sfida che ci viene dalla riproposizione in chiave conservatrice
dell’eguaglianza come eguaglianza formale. Così come la giustizia, anche l’eguaglianza ha
molti volti e alcuni di questi sono maschere deformate dall’ ideologia. Quello che ci
attende è, allora, anzitutto un’opera di smascheramento. Il fatto di poterlo fare insieme
credo sia una risorsa di forza preziosa»
Galeazzo Alessi, il tardo Rinascimento a Genova
Ribadire la credibilità della testimonianza vasariana circa l'autorialità alessiana nell'elaborazione del progetto urbanistico della Genova della metà del XVI secolo restituisce la dimensione ancora rinascimentale dell'operazione, in cui si inserisce anche la realizzazione della cupola della Cattedrale: Alessi fornisce all'arisocrazia dominante una serie di modelli di alto significato, la concezione di una rinnovata dimensione urbana, nell'ideale rappresentazione di una città "vitruviana", l'edilizia religiosa, la laica elaborazione di una qualità abitativa nei progetti di palazzo e di villa, la ricercata qualità antiquariale di bagni e grotte. Un ultimo tentativo rinascimentale di unità della progettazione artistica a cui collaborano Giovan Battista Castello, il Bergamasco e Luca Cambiaso. La Spagna di Filippo II , il progetto dell'Escorial e in questo l'intervento così ampio di Luca Cambiaso, rappresentano un'ultimo tentativo sullo scorcio del secolo di proporre una visione totalizzante che unisce figura umana, elaborazione dello spazio, dimensione architettonica
Partecipazione in e dell’Alto Adige/Südtirol
Il presente capitolo si propone di offrire uno studio dell’autonomia speciale altoatesina attraverso la lente della partecipazione. Questo punto di vista permetterà di fornire una panoramica degli strumenti partecipativi interni ed esterni della Provincia autonoma di Bolzano/Bozen e di analizzarne caratteristiche e potenziali sinergie. In linea con il focus dell’intera pubblicazione, questo contributo si concentra sulla “partecipazione”, in una duplice accezione.
Da un lato, si sofferma sulle forme di partecipazione interna – raggruppabili nella categoria generale delle innovazioni democratiche – intese quali forme di coinvolgimento delle cittadine e dei cittadini complementari ai canali della rappresentanza tradizionale e alle forme di democrazia diretta.
Dall’altro, il contributo sposta la propria attenzione su un altro profilo di partecipazione: non più quello delle cittadine e dei cittadini, rispetto a problematiche di rilevanza provinciale e/o locale, bensì quello della stessa Provincia autonoma di Bolzano/Bozen nell’ambito dei processi decisionali e di attuazione delle politiche dell’Unione europea. Da ultimo, questo scritto richiama l’esperienza del GECT – e, in particolare, il primo esperimento di democrazia partecipati- va nell’ambito del GECT Euregio Tirolo - Alto Adige - Trentino. Questa, in un certo senso, parrebbe rappresentare, nella prospettiva
in esame e in riferimento alle teorie sulla democrazia deliberativa, la possibilità di superare il problema dello “scaling-up” – ossia del consolidamento delle innovazioni democratiche – e fornire elementi utili in merito alle possibilità e ai rischi di organizzare una assemblea transfrontaliera delle cittadine e dei cittadini. La domanda principale cui questo contributo intende dare rispo-
sta è se e in quale misura l’esperienza sudtirolese – una piccola autonomia considerata di successo – possa fornire spunti interessanti per lo sviluppo di strumenti partecipativi locali efficaci e capaci di incidere anche sulla dimensione europea
La partecipazione delle e nelle piccole autonomie tra norme, prassi e potenziali sviluppi
Il presente lavoro si propone di focalizzare l’attenzione su quei «peuples [...] pas grands par le nombre», e di verificare se, a dispetto della propria ridotta dimensione o proprio in virtù delle loro specificità, queste autonomie sappiano distinguersi – sul piano ordinamentale, istituzionale, ma anche soprattutto su quello dell’esercizio attivo delle proprie prerogative – quali modelli virtuosi di riferimento, capaci di assicurare un adeguato esercizio delle proprie funzioni, un equo e contestualizzato soddisfacimento dei diritti delle popolazioni di riferimento, nonché una partecipazione democratica effettiva
La nozione di azioni positive tra diritto interno e diritto UE: principi e strumenti applicativi
Il contributo ripercorre la nozione di azioni positive per indagare la legittimità delle preferenze maschili introdotte nei concorsi pubblici dal d.P.r. 16 giugno 2023, n. 82
Standardizing the Language of Corporate Internal Investigative Reports : A Case Study in Appropriated Professional Language Practices
Standardizing language in corporate investigative reports: A case study in appropriated professional language practices
Glen Michael Alessi, University of Modena and Reggio Emilia
Adopting Gunnarsson's (2009) definition of professional discourse, and drawing on Bhatia's (2008) notions of intertextuality and interdiscursivity, this study examines generic and lexico-grammatical features found in a corpus of anonymised internal investigative reports produced by a large multinational company. It considers how insights gained from genre analysis (Bhatia 1993) and corpus-assisted discourse analysis (Partington 2008, 2013) may furnish the company with future recommendations in fine-tuning these reports for a previously unaccounted for external readership of lawyers and paralegals. On a more general scale, my interests attempt to illustrate how academic research findings, based on the study of existing communicative practices, might better inform, improve and shape future professional practice.
My study addresses reports produced by a large multinational corporation which conducts internal investigations regarding problematic employee behaviour, such as misconduct, accidents, theft, complaints, and issues of compliance. These reports are based on investigator- employee interviews and are intended only for internal use only. They may however be unexpectedly required, at a future date, for legal purposes such as in litigation cases between an employee and the company.
The company involved, expressed interest in employing external linguistic expertise - or mediation - in examining how individual reporting could be best standardized, in order to avoid detailed editing and re-writing. In an effort to establish more uniform lexical and grammatical choices amongst authors, the company hopes that the reports might create higher degrees of shared certainty and more objective evaluation of the circumstances between the various cases and investigators. A principle aim is to produce standardized documentation which foreseeably could be better defended in court. In linguistic terms, the company is intent on imposing register variation and re-contextualizing language of these internal reports in order to create documentation which can be legally defended while using English as a Lingua Franca.
Corpus-assisted and genre-based approaches, together with Sketch Engine applications, will provide input into describing current report macrostructure, lexico-grammatical choices, and what suggestions can be made to standardize and render reports written by international agents legally resistant. Particular attention is given to prescribing choice of reporting verbs, contents and moves of the executive summary, vague versus explicit language, expressing factuality and allegations.
References
Alessi, G. M. 2013. The Language of Insurance Claims Adjustments: Interviews or Interrogations? In: Three Waves of Globalization: Winds of Change in Professional, Institutional and Academic Genres. Ed. F. Poppi & W. Cheng. Cambridge Scholars. 23-36.
Bhatia, V. 2008. Genre Analysis, ESP and Professional Practice. English for Specific Purposes 27.2: 161-74
Partington A. 2008. The armchair and the machine: Corpus-Assisted Discourse Studies. In: Corpora for University Language Teachers. Ed. C. Taylor Torsello, K. Ackerley & E. Castello. Bern: Peter Lang. 189-213.
Partington, A., Duguid A. & C. Taylor. 2013. Patterns and Meanings in Discourse: Theory and practice in corpus-assisted discourse studies (CADS). Amsterdam & Philadelphia: John Benjamins
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