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Terme e complessi religiosi paleocristiani: il caso di San Giusto,
Il contributo illustra contesto, caratteri planivolumetrici e costruttivi, aspetti funzionali e ruolo insediativo delle piccole terme rinvenute nei pressi del battistero del complesso religioso paleocristiano di San Giusto (Foggia), fatto oggetto di indagini archeologiche alla fine del secolo scorso. In particolare G. Volpe (pp. 217-223) ha riassunto i caratteri dell'insediamento, nel Tardoantico verosimilmente elemento notevole all’interno della proprietà imperiale del saltus Carminianensis e di una diocesi di natura rurale. C. Annese (pp. 223-231) ha passato in rassegna il quadro stratigrafico e i principali tratti costruttivi e architettonici del piccolo balneum, che inducono a una datazione fra fine V e metà VI sec. e una sua identificazione quali terme di uso vescovile. P. Favia (pp. 232-252) interpreta il piccolo bagno del clero come segno della volontà delle diocesi rurale di qualificarsi appieno con attributi propri di una condizione episcopale. L'episodio di S. Giusto si inquadra in una più generale tendenza dell'edilizia religiosa paleocristiana a dotare le basiliche e i palazzi episcopali di terme, pur di ridotta spazialità. Su questa scia vengono esaminate le possibilità di reperire echi e riscontri su ampio spettro dell’impianto daunio, individuando esempi comparabili in Francia meridionale per quanto riguarda soprattutto le dimensioni contenute e l'essenzialità architettonica; per la posizione immediatamente a ridosso della dimora del vescovo l’installazione di San Giusto trova riflesso nuovamente in Francia e nei gruppi architettonici nord africani di V-VI (seppure spesso legati a realtà insediative ben più importanti), ma anche nella Basilica Ursiana di Ravenna e in area ellenico-balcanica (vengono peraltro passati in rassegna anche soluzioni molto diverse nel binomio terme-complessi religiosi). Nell'ultima parte del contributo viene analizzata, in prospettiva le possibilità ma anche le difficoltà archeologica di individuare, nelle aree periferiche e nelle realtà rurali, non urbane, i modi e le figure di fruizione dell’impianti termali ecclesiali, ovvero di individuare o distinguere un uso limitato al vescovo o al clero o immaginare un allargamento a fedeli, pellegrini e bisognosi, in una logica igienico-sanitario oppure purificatoria e devozionale come accade nel peculiare caso di Roma, dove le fonti permettono di supportare un’analisi del genere
Terme e complessi religiosi paleocristiani: il caso di San Giusto,
Il contributo illustra contesto, caratteri planivolumetrici e costruttivi, aspetti funzionali e ruolo insediativo delle piccole terme rinvenute nei pressi del battistero del complesso religioso paleocristiano di San Giusto (Foggia), fatto oggetto di indagini archeologiche alla fine del secolo scorso. In particolare G. Volpe (pp. 217-223) ha riassunto i caratteri dell'insediamento, nel Tardoantico verosimilmente elemento notevole all’interno della proprietà imperiale del saltus Carminianensis e di una diocesi di natura rurale. C. Annese (pp. 223-231) ha passato in rassegna il quadro stratigrafico e i principali tratti costruttivi e architettonici del piccolo balneum, che inducono a una datazione fra fine V e metà VI sec. e una sua identificazione quali terme di uso vescovile. P. Favia (pp. 232-252) interpreta il piccolo bagno del clero come segno della volontà delle diocesi rurale di qualificarsi appieno con attributi propri di una condizione episcopale. L'episodio di S. Giusto si inquadra in una più generale tendenza dell'edilizia religiosa paleocristiana a dotare le basiliche e i palazzi episcopali di terme, pur di ridotta spazialità. Su questa scia vengono esaminate le possibilità di reperire echi e riscontri su ampio spettro dell’impianto daunio, individuando esempi comparabili in Francia meridionale per quanto riguarda soprattutto le dimensioni contenute e l'essenzialità architettonica; per la posizione immediatamente a ridosso della dimora del vescovo l’installazione di San Giusto trova riflesso nuovamente in Francia e nei gruppi architettonici nord africani di V-VI (seppure spesso legati a realtà insediative ben più importanti), ma anche nella Basilica Ursiana di Ravenna e in area ellenico-balcanica (vengono peraltro passati in rassegna anche soluzioni molto diverse nel binomio terme-complessi religiosi). Nell'ultima parte del contributo viene analizzata, in prospettiva le possibilità ma anche le difficoltà archeologica di individuare, nelle aree periferiche e nelle realtà rurali, non urbane, i modi e le figure di fruizione dell’impianti termali ecclesiali, ovvero di individuare o distinguere un uso limitato al vescovo o al clero o immaginare un allargamento a fedeli, pellegrini e bisognosi, in una logica igienico-sanitario oppure purificatoria e devozionale come accade nel peculiare caso di Roma, dove le fonti permettono di supportare un’analisi del genere
Dioxirane-Mediated Metal-Free Oxidations of Target Molecules containing unsaturated Carbons
A remarkable example of the progress in metal-free oxidation is the development of oxidation with dioxiranes. The reactivity of these peroxides seems to be due to the tendency for easy electrophilic O-atom transfer to nucleophilic substrates. This has been applied in order to achieve high regio- and stereoselective epoxidation and oxyfunctionalizations of target molecules. This review addresses a new approach consisting of the application of homogeneous and heterogeneous dioxiranes isolated and generate in situ.
This method has shown promise to contribute to resolving a well-recognized general problem in the organic synthesis to achieve efficient synthetic methods that take into account the fundamental principles of green chemistry
«Hirsuta manu percutitur foedus». “Sfiorare” Storia notturna a partire dal Sermo CCLXXI di Cusano
Il saggio prende le mosse da un paragrafo di Storia notturna di Carlo Ginzburg, indicato da Ginzburg stesso come un punto cruciale nella costruzione dell’opera. Questo contributo propone un esercizio di lettura di Ginzburg lettore di Cusano, a sua volta interprete, nel Sermo CCLXXI, di una testimonianza di due donne della Val di Fassa sulla dea Ricchella. Emerge l’intento razionalizzante con cui Cusano legge un dettaglio “anomalo” ed enigmatico nella testimonianza delle donne, dettaglio che è possibile provare a chiarire esaminando il background culturale delle affermazioni cusaniane (dalla terminologia giuridica a quella dei rituali cavallereschi, fino alla concezione del patto demoniaco). Al contempo, si cerca di restituire la tecnica storiografica di Ginzburg, le sue potenzialità euristiche e le implicazioni generali che si possono trarre circa il rapporto tra lo storico e le sue fonti
Evidence of oligodendrogliosis in 1-methyl-4-phenyl-1,2,3,6-tetrahydropyridine (MPTP)-induced Parkinsonism
V. Annese, C. Barcia, F. Ros-Bernal, A. Gomez, C. M. Ros, V. De Pablos, E. Fernandez-Villalba, M.-E. De Stefano and M. T. Herrero (2013) Neuropathology and Applied Neurobiology39, 132143 Evidence of oligodendrogliosis in 1-methyl-4-phenyl-1,2,3,6-tetrahydropyridine (MPTP)-induced Parkinsonism Aims: Mice and nonhuman primates administered with 1-methyl-4-phenyl-1,2,3,6-tetrahydropyridine (MPTP) represent elective experimental models of Parkinsonism, in which degeneration of the nigrostriatal dopaminergic pathway is associated with prominent neuroinflammation, characterized by activated microglia and astrocytes in both substantia nigra (SN) and striatum. To date, it is unknown whether oligodendrocytes play a role in these events. Methods: We performed a detailed qualitative and quantitative analysis of oligodendrocyte-associated changes induced by acute and chronic MPTP treatment, in the SN and striatum of mice and macaques respectively. Oligodendrocytes were immunolabelled by cell-specific markers and analysed by confocal microscopy. Results: In both experimental models, MPTP treatment induces an increase in oligodendrocyte cell number and average size, as well as in the total area occupied by this cell type per tissue section, accompanied by evident morphological changes. This multifaceted array of changes, herein referred to as oligodendrogliosis, significantly correlates with the reduction in the level of dopaminergic innervation to the striatum. Conclusions: This event, associated with early damage of the dopaminergic neurone axons and of the complex striatal circuits of which they are part, may result in an important, although neglected, aspect in the onset and progression of Parkinsonism
Direct Regio- and Stereoselective Synthesis of Squalene 2,3;22,23-Dioxide using Dioxiranes
Dimethyldioxirane (1a) and its trifluoro analog (1b) were employed to achieve selectively the direct transformation of
squalene 2,3(S)-oxide and of squalene 2,3(R)-oxide into the corresponding 2,3(S);22(S),23-dioxide and 2,3(R);22(R),23-dioxide,
respectively. These transformations were found to occur with convenient regio- and diastereoselectivity, providing easy access to
the valuable dioxides metabolites. The powerful methyl(trifluoromethyl)dioxirane (1b) is the reagent of choice to achieve optimum
yields of the target compounds
Né vicino né distante
In the first phase of the
COVID-19 pandemic, the
scientific community has tried to
place itself in a “post-pandemic”
perspective, seeking the “new at all
costs”. But it is difficult reasoning
in a “post-Covid” key, both due to
the obvious contradiction of doing
so while the health crisis was still
ongoing, and because the critical
distance from the present had not
yet matured.
Faced with the effort of the
project sciences to demonstrate
the ability to ‘project’, that is, to
be able to manage prospects for
the future, this reflection intends
to formulate -at the same time-
critical and proactive reasoning
that starts from the extraordinary
experience underway to reconstruct
the conditions of the public space.
The health issue has heavily invested
the public space, which in turn
has become problematic, strongly
requiring elements of innovation from
the project to guarantee safety in the
situations of presence, reinventing
the conditions of proximity, directing
action to define new geometric and
proxemics logics. In the direction to
find different questions from the one
that asks “what is the good distance
from the other?”, the author thinks
it is good to start a reflection about
the new way experienced during
the pandemic, finally finding the
conditions in which we can stay
together again
Reactivity of 1,3-dimethylimidazolium-2-carboxylate with dimethylcarbonate at high temperature: Unexpected 2-ethyl-functionalisation of the imidazolium moiety and employment of the NHC-CO2/dimethylcarbonate system in a base promoted reaction
The reaction of 1,3-dimethylimidazolium-2-carboxylate and dimethylcarbonate (DMC) at high temperature yielded the new compounds 2-ethyl-1,3-dimethylimidazolium methyl carbonate salt and 2-ethyl-1,3-dimethylimidazolium-4-carboxylate zwitterion which were obtained as a mixture in approximately 4:1 molar ratio. The compounds were also isolated in pure form through alternative synthetic procedures and characterized by ESI-HRMS, 1H, 13C NMR and FTIR spectroscopy. The 1,3-dimethylimidazolium-2-carboxylate/dimethylcarbonate system was employed in the synthesis of 1,7-heptanedioic acid dimethyl ester from cyclohexanone and DMC. The target compound was obtained in 49% yield and 66% selectivity
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