6,026 research outputs found
Audiomobiles, Sculptures and Conundrums
Roberto Gerhard was a pioneer of electronic music in England creating a number of substantial concert, theatre and radio works from as early as 1954. Gerhard’s electronic music is one of the richest repositories for understanding the development of the composer’s late compositional technique. Apart from the Symphony no.3, ‘Collages’, none of Gerhard’s electronic music is published. This paper will discuss aspects of Gerhard’s electronic music, focusing on Audiomobiles (1958-59) and Sculptures (1963)
Aspetti linguistici dell'immaginario in "Heliand", con una proposta di revisione etimologica
Questo saggio intende contribuire, seppure solo parzialmente, al dibattito sull’immaginario nel medioevo affrontato da una
prospettiva specifica, quella linguistica e più propriamente lessicale, attraverso un testo che da alcuni anni costituisce parte preponderante dei miei interessi di studio, ovvero il poema epico-religioso antico sassone "Heliand". Il saggio contiene anche una proposta di revisione dell’etimologia di as. drôm (v. sotto), con l’intento di renderla meno astratta e più coerente con i dati storico-linguistici desumibili dai testi
"Intersectiones". La dimensione europea delle filologie medievali tra metodi qualitativi e quantitativi
Le intersezioni metodologiche tra scienze esatte – prevalentemente quantitative – e scienze umanistiche – prevalentemente qualitative – creano valore aggiunto poiché permettono di comparare e addizionare più piani ermeneutici, amplificando il percorso interpretativo dell’indagine critica. D’altra parte, l’opposizione tra metodi qualitativi e metodi quantitativi è, più frequentemente di quanto si sia disposti a credere, solo apparente anche nelle discipline in cui si suole attribuire ai primi un valore decisamente maggiore. Il contributo prende in esame le varie funzioni dell'analisi quantitativa (di sintesi, confermativa, esplorativa) attraverso l'analisi di esempi concreti nell'ambito delle filologie medievali europee
Roberto Gerhard’s Sound Compositions: A Historical-Philological Perspective. Archive, Process, Intent and reenactment
This research advances the current state of knowledge in the field of early tape music both empirically and methodologically. The purpose of this study is to evaluate the impact that the electronic medium exerted in the musical thinking of Roberto Gerhard, one of the most outspoken, prolific and influential composers in the Spanish diaspora whose musical legacy, for the most part unknown, is a major landmark in the early history of electroacoustic music. Gerhard’s personal tape collection, one of the largest historical archives of its kind reported in the literature, is exceptional for both its antiquity (50+-year-old tapes) and its abundance of production materials. Through the digitisation and analysis of the composer’s tape collection this research argues that the empirical study of audio documents sets out a basis for a broader understanding of textual processes. More specifically, the research demonstrates that the reconstruction of works based on magnetic tape sketches is a powerful method to advance the understanding of early tape music. This research also examines Gerhard’s sound compositions in relation to the post-war context in which they were composed. Finally, this research presents performance documentation that proposes an approach to the electroacoustic music repertoire in which creativity is not at odds with rigor and critical discernment demonstrating that archival study can be closely aligned to the concept of re-enactment
Le elegie anglosassoni tra metrica ed ermeneutica: alcuni spunti interpretativi
Come ricorda Piergiuseppe Scardigli nella sintetica ma informa ti va introduzione al Canzoniere eddico: «[o]gni genere di poesia presuppone determinate scelte formali». L’affermazione assai op portu namente richiama l’importanza di prendere in esame anche gli aspetti metrici per poter dare conto del ‘senso globale’ di un testo poetico (Coseriu 1997, per esempio p. 95). Ogni testo si presenta, infatti, come una struttura aperta, che necessita di «movimenti cooperativi attivi e coscienti» (Eco 1979, 51) da parte del fruitore. La costruzione del senso testuale può portare infatti a esiti diversi, dipendendo in larga misura dall’utente e dal contesto di fruizione. Tuttavia, che un testo permetta diverse interpretazioni non significa che le ammetta tutte; normalmente il fruitore vi rintraccia infatti una struttura semantica complessiva e condivisa, senza la quale la comunicazione sarebbe impedita o quantomeno gravemente danneggiata (cf. van Dijk 1977). Il testo è dunque, al contempo, anche una struttura chiusa, con un’unità semantica espressa da isotopie, cioè elementi semantici ripetuti rispetto ai quali il lettore vede confermate o smentite le sue ipotesi interpretative. Tra tali isotopie, per i testi poetici non vanno trascurati gli aspetti metrico-formali, che risultano invece spesso esclusi dalle trattazioni critiche
Il progetto Leges Langobardorum: verso un’edizione digitale integrata dei testi giuridici longobardi tra memoria sociale, eredità storica e valorizzazione del patrimonio culturale
The Leges Langobardorum project (A Digital Scholarly Edition of the Leges Langobardorum: Social Memory, Historical Legacy, and the Valorisation of Cultural Heritage) aims to produce an integrated digital scholarly edition of the Lombard law corpus, combining the principles of traditional textual criticism with the most advanced methodologies of digital philology. Originating within the framework of the ALIM programme (PRIN 2012) and now supported by the PRIN PNRR 2022 initiative (CUP H53D23009340001), it represents a meeting point between philological rigour, technological innovation, and the goal of enhancing cultural heritage. The edition was designed on the basis of the XML/TEI P5 schemas and incorporates high-resolution images compliant with the IIIF standard, handwriting text recognition (HTR) technologies, Linked Open Data, and interactive visualisation tools (EVT – Edition Visualization Technology, version 3). This methodological framework establishes a model of “integrated” digital edition—accessible, interoperable, and oriented towards the long-term sustainability of scholarly research
Voci germaniche nel medioevo latino
Il contributo prende in esame alcuni aspetti delle interferenze linguistiche e culturali tra latinità italiana medievale e tradizione germanica, focalizzando l’attenzione sulle Leges Langobardorum e, in particolare, sull’Editto
di Rotari, di cui si presenta brevemente il progetto di una nuova edizione
Edizione diplomatico-interpretativa con facsimile digitale dell’Edictum Rothari, Ivrea, Biblioteca Capitolare, XXXIV (5)
Il progetto editoriale delle Leges Langobardorum nasce da una collaborazione tra l’Università di Ca’ Foscari Venezia e l’Università degli Studi di Torino, le due unità di ricerca nell’ambito di un Programma di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN PNRR 2022) in cui operano congiuntamente gli autori dell’edizione. Il progetto si suddivide in due fasi. La prima fase è volta a fornire una edizione diplomatico-interpretativa dei testimoni principali delle Leges, partendo dall’Editto di Rotari trasmesso dai due testimoni ‘piemontesi’, ovvero: Vercelli, Biblioteca e Archivio Capitolare, CLXXXVIII e Ivrea, Biblioteca Capitolare, XXXIV (5). La seconda fase, più a lungo termine, prevede l’allestimento dell’edizione critica integrata del testo dell’Editto e di tutte le Leges, sulla base della collazione e recensione completa dei testimoni pervenuti. L’edizione sarà corredata di un glossario digitale dei termini longobardi. I motivi per cui si è scelto di allestire un’edizione digitale basata su standard di codifica internazionali (gli schemi XML/TEI) sono molteplici. In primo luogo, la codifica TEI permette di gestire più livelli di edizione e di presentarli con a fronte le immagini del facsimile digitale dei testimoni selezionati: in questo modo si valorizza la dimensione storica di ogni documento, offerto ai lettori nel suo contesto paleografico e codicologico, oltre che linguistico e filologico. In secondo luogo, la flessibilità di un’edizione digitale consente di integrare le edizioni diplomatiche con l’edizione critica che sarà preparata una volta portata a termine la prima fase. Infine, ma non da ultimo, la pubblicazione sul web in modalità open access consente di raggiungere un pubblico più vasto, non esclusivamente accademico, in accordo con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la conoscenza del Patrimonio Culturale italiano che è parte del progetto PRIN
Edizione diplomatico-interpretativa con facsimile digitale dell’Edictum Rothari, Vercelli, Biblioteca e Archivio Capitolare, CLXXXVIII
Il progetto editoriale delle Leges Langobardorum nasce da una collaborazione tra l’Università di Ca’ Foscari Venezia e l’Università degli Studi di Torino, le due unità di ricerca nell’ambito di un Programma di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN PNRR 2022) in cui operano congiuntamente gli autori dell’edizione. Il progetto si suddivide in due fasi. La prima fase è volta a fornire una edizione diplomatico-interpretativa dei testimoni principali delle Leges, partendo dall’Editto di Rotari trasmesso dai due testimoni ‘piemontesi’, ovvero: Vercelli, Biblioteca e Archivio Capitolare, CLXXXVIII e Ivrea, Biblioteca Capitolare, XXXIV (5). La seconda fase, più a lungo termine, prevede l’allestimento dell’edizione critica integrata del testo dell’Editto e di tutte le Leges, sulla base della collazione e recensione completa dei testimoni pervenuti. L’edizione sarà corredata di un glossario digitale dei termini longobardi. I motivi per cui si è scelto di allestire un’edizione digitale basata su standard di codifica internazionali (gli schemi XML/TEI) sono molteplici. In primo luogo, la codifica TEI permette di gestire più livelli di edizione e di presentarli con a fronte le immagini del facsimile digitale dei testimoni selezionati: in questo modo si valorizza la dimensione storica di ogni documento, offerto ai lettori nel suo contesto paleografico e codicologico, oltre che linguistico e filologico. In secondo luogo, la flessibilità di un’edizione digitale consente di integrare le edizioni diplomatiche con l’edizione critica che sarà preparata una volta portata a termine la prima fase. Infine, ma non da ultimo, la pubblicazione sul web in modalità open access consente di raggiungere un pubblico più vasto, non esclusivamente accademico, in accordo con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la conoscenza del Patrimonio Culturale italiano che è parte del progetto PRIN
Filologia editoriale, Roberto Calasso in dialogo con Paola Italia e Francisco Rico
Paola Italia e Francisco Rico intervengono sul libro di Roberto Calasso, presidente e fondatore di Adelphi Edizioni, L'impronta dell'editore, e discutono di problemi di filologia delle forme editoriali, dal punto di vista dell'autore, del lettore e dell'editore.Paola Italia and Francisco Ricos interview Roberto Calasso, Publisher, Writer, and Founder of Adelphi Edizioni, about his book: L'impronta dell'editore, talking about philology, publishing and editing, from the author, the reader and the publisher's point of view
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