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Covid-19 and diabetes mellitus: unveiling the interaction of two pandemics
A novel RNA betacoronavirus causing coronavirus disease 2019 (Covid-19) has now been declared pandemic disease by WHO. Guo et al published the first report of biochemical features in patients with diabetes and the further risk that this disease can determine to the progression of Covid-19. Among different cytokines found significantly higher in patients with diabetes compared to those without, Interleukin-6 (IL-6), which is already increased in conditions of chronic inflammation, may play a more deleterious role in Covid-19 infection. Targeting the overexpression of Il-6 effects with a monoclonal antibody against IL-6 receptor or using Janus Kinase inhibitors may be particularly helpful for treatment of Covid-19 pneumonia in diabetes
Investigational therapies targeting CD3 for prevention and treatment of type 1 diabetes
Introduction: Immunotherapies for type 1 diabetes mellitus (T1D) have been the focus of intense research over the past few decades. Nevertheless, the results of clinical trials have not matched expectations. However, thanks to the recent and promising results on T1D prevention, among all the different immune-intervention strategies, clinical evidence on anti-CD3 monoclonal antibodies (mAb) deserves particular attention and in-depth evaluation. In this narrative review, we introduce the role of T-cells and their co-receptor CD3 in the pathogenesis of T1D and examine the potential of anti-CD3 mAbs as a treatment for preventing or curing T1D. We discuss pre-clinical studies and phase II/III clinical trials testing the anti-CD3 mAb teplizumab in subjects at T1D high risk, and testing teplizumab and otelixizumab in T1D recent onset patients. In this work, we discuss the current evidence gathered on anti-CD3 therapy to offer insights on the treatment strengths, limitations, and unmet needs. Recent phase II clinical trials with teplizumab in individuals at high-risk of developing T1D seem encouraging, but benefits associated with the use of anti-CD3 mAb in recent-onset T1D are still controversial. A better patient selection, based on immunological profiles and specific biomarkers, is crucial to improve clinical outcomes in T1D immunotherapies
Obesità ed insulinoresistenza nell'adolescente
L'insulino-resistenza (IR) si associa con l'obesità pediatrica in particolare nella fase puberale La IR sembra essere uno dei fattori coinvolti nello sviluppo delle complicanze dell'obesità già in età pediatrica.
Il management dell'adolescente obeso con lR non deve discostarsi da quello del soggetto obeso in generale. Si raccomanda di valutare tutte le complicanze associate all'obesità in particolare in presenza di
acanthosis nigricans
Gestione dell'iperglicemia nel paziente ricoverato per evento acuto
La terapia rappresenta il "punto" piu delicato dell'intero processo assistenziale. Gli errori su tale fronte sono molto frequentie possono spesso essere dovuti o a deficit cognitivi degli operatori o alla loro
mancata integrazione operativa. Nella terapia farmacologica dei pazienti ricoverati in Ospedale (UO di Medicina, di Geriatria o di
Lungodegenza) l'insulina è forse fra i farrnaci piu utilizzati. Ciò è dovuto al fatto che gli anziani costituiscono la maggior parte dei ricoveri in queste UO e che in questa fascia d'età epidemiologicamente più rilevante la presenza di diabete mellito noto o neodiagnosticato nel corso del ricovero stesso. Il paziente diabetico inoltre, rispetto al non diabetico, durante un anno registra
mediamente un numero di ricoveri ospedalieri 3 volte maggiore. Questi pazienti, vengono di solito ricoverati per motivi diversi dal diabete mellito, quali lo scompenso cardiaco, la BPCO riacutizzata l' ictus etc. Ne consegue che spesso il trattamento dell'iperglicemia risulta empirico e poco standardizzato.
Possiamo per il momento concludere pertanto che:
- il riscontro di iperglicemia è presente in circa il 20-30% dei ricoverati in ospedale per eventi acuti
- in 1/3 di costoro tale rilievo è di primo riscontro (diabete non noto iperglicemia da stress)
- il mancato e pronto compenso glicemico rappresenta un elemento prognosticamente sfavorevole per l'evento acuto causa del ricovero
Una volta recepite queste premesse al medico restano da definire:
- gli obiettivi glicemici da raggiungere e mantenere durante tutta la durata dell'evento acuto e la loro rivalutazione una volta che questo si sia risolto.
- i modelli di trattamento insulinico da adottare in relazione alla disponibilità delle nuove insuline (analoghi)
- la continuità del trattamento insulinico a domicilio con relativa integrazione con le strutture t rritoriali (CAD
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