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Perle rare custodite dal canale
Nonostante l'intensa azione umana che caratterizza le zone di bonifica, nei canali della Bonifica Burana sono ancora presenti alcune specie vegetali quasi ovunque scomparse nella pianura padana e minacciate di estinzione a livello europeo
Le siepi del sistema Resega-Bellaria-Foresto (Novi di Modena)
Le siepi del sistema Resega-Bellaria-Foresto, site nella bassa pianura modenese, sono uno dei pochissimi esempi superstiti di siepi poste sui confini poderali, com’era prassi nell’agricoltura tradizionale emiliana. In questo articolo sono studiate le loro caratteristiche floristiche ed ecologiche, ponendo attenzione alla presenza di specie protette dalle Liste Rosse regionali e nazionali. Ne emerge un quadro di non trascurabile ricchezza biologica e paesaggistica: la presenza di fasce ecotonali genera un grande incremento della diversità dell’area rispetto alle circostanti zone agricole, cui conseguono indubbi benefici per la stabilità ecologica e un certo pregio naturalistico di queste fasce alberate, rappresentanti inoltre la memoria storica dell’antico paesaggio agrario.The hedgerows of the Resega-Bellaria-Foresto complex (Modena plain, northern Italy) are one of the last examples of hedges cultivated on the margins of estates, as was customary in traditional agriculture. Their floristic and ecological characteristics are investigated, with particular attention given to the presence of species protected by national or regional Red Lists. An appreciable biological and landscape variety has been observed: the presence of arboreal vegetation and ecotones provides the study area with higher biodiversity compared with neighbouring farming zones. Undoubted benefits for ecological stability and considerable naturalistic value of these hedges can be appreciated, as they represent the historical memory of our ancient rural landscape
Viola pumila Chaix in Italia: esperienze di conservazione di una specie al margine del suo areale
Viola pumila Chaix è una specie eurasiatica tipica delle praterie alluvionali continentali. Il suo legame con habitat di prati umidi pone problemi di conservazione, ampiamente studiati da Hölzel(2003), Eckstein et al. (2004, 2006, 2009) e Danihelka et al. (2009). Le uniche popolazioni italiane, localizzate nella bassa Pianura Padana (province di Modena e Reggio Emilia), sono al limite sud-occidentale dell’areale e sono completamente isolate dalle altre popolazioni europee. In Italia, secondo i parametri IUCN (2001), Viola pumila è specie gravemente minacciata (Buldrini e Dallai, in stampa). Nel 2003, l’Orto Botanico di Modena ha avviato un progetto basato su una strategia integrata di conservazione in situ/ex situ. Si è iniziato con la tutela e il rafforzamento delle popolazioni del Reggiano: raccolta di semi, prove di germinazione e vitalità, sviluppo in vitro di nuove piante e loro reintroduzione in due aree vicine alle stazioni naturali, nel territorio del comune di Reggiolo (Dallai e Sgarbi, 2004). L’intervento ha visto il coinvolgimento della popolazione,attraverso la collaborazione con l’Amministrazione comunale e con una scuola locale, e ha avuto esito positivo. L’intero progetto prevede 1) la caratterizzazione vegetazionale ed ecologica deglihabitat 2) il monitoraggio delle popolazioni, 3) la descrizione della variabilità genetica infra- e intrapopolazioni per acquisire dati sugli effetti delle dimensioni delle popolazioni e sulle loroprevalenti strategie riproduttive. Il coordinamento con ricerche dedicate alla gestione degli habitat di Viola pumila nella Germania centrale, condotte dal Department of Landscape Ecology andTerritory Management, Justus Liebig University (Giessen), consentirà di ottenere informazioni importanti per la conservazione in situ delle stazioni padane di V. pumila
Antibiografia de uma nação, segundo Fabrizio Gifuni
Antibiografia de uma nação, segundo Fabrizio Gifun
Viola pumila Chaix. (In: "Schede per una Lista Rossa della Flora vascolare e crittogamica Italiana")
Nell'ambito del Progetto "Schede per una Lista Rossa della Flora vascolare e crittogamica Italiana" coordinato dalla Società Botanica Italiana - Gruppi per la Conservazione della Natura, Floristica, Briologia, Lichenologia, Micologia viene presentata la scheda di assessment di Viola pumila Chaix. (Violaceae) in Italia
“Spigo nardo”: from the Erbario Estense a possible solution for its taxonomical attribution
The spikenard is a plant mentioned since early antiquity, mostly known for its intense and pungent aroma that made it a precious ingredient of many cosmetic recipes for luxury perfumes. The nature of the spikenard has been controversial since the ancient era and, still today, there is the need for a correct attribution of such a name to a currently accepted botanical species. Thanks to a specimen from the Este Herbarium (Erbario Estense), preserved in the Modena State Archives (Italy), we tried to bring our contribution to the debate concerning this topic. We checked all the Italian ancient herbaria in search of samples of spikenard, analysed past literary and medical–pharmaceutical sources from classical antiquity to the XIX century, and searched former and present ethno-botanical uses. Our investigation allowed us to ascertain that the spikenard samples preserved in the Renaissance Italian herbaria belong to Nardostachys jatamansi (D. Don) DC., a herbaceous species belonging to the Valerianaceae, native to alpine regions of the north-western Himalaya, still used in Ayurveda medicine and as a component of cosmetic products
Dal libro alla mappa. La Flora storica della Provincia di Bologna
Le Flore sono opere che presentano l’elenco delle specie vegetali di un territorio, commentate criticamente e accompagnate da informazioni quali caratteri morfologici, luogo del ritrovamento, stagione di fioritura ecc. Da un lato esse sono intimamente influenzate dal contesto geografico e culturale in cui vengono scritte, dall’altro costituiscono un punto d’arrivo (non solo di partenza) dello stato delle conoscenze del territorio a cui si riferiscono.
La Flora della Provincia di Bologna di Girolamo Cocconi (1883) è una delle prime Flore locali dell’Italia post-unitaria, espressamente pensata per gli studenti e per quanti gradissero accrescere le proprie cognizioni di botanica. La sua genesi, situata in un’epoca di grande fermento intellettuale e artistico (basti pensare che in quegli stessi anni Giosuè Carducci aveva la cattedra di Letteratura Italiana all’Ateneo bolognese), è legata all’opera dei botanici Antonio e Giuseppe Bertoloni, che dal 1816 al 1878, oltre ad avere fortemente improntato il panorama scientifico bolognese (e anche nazionale), esplorarono a lungo il territorio provinciale.
La maggior parte dei dati contenuti nella Flora di Cocconi fu però raccolta in un ristretto arco temporale: in pratica, essa fornisce una sorta di fotografia dello scenario floristico dell’epoca in cui fu composta. Si tratta, per certi versi, di un’opera tuttora insuperata, giacché non ne esiste una analoga pubblicata ai giorni nostri, sebbene l’esplorazione floristica provinciale sia sempre proseguita, espressa in numerosi articoli e segnalazioni contenute in banche dati come Acta Plantarum (http://www.actaplantarum.org/). Poiché essa raccoglie in maniera sistematica i dati di Antonio e Giuseppe Bertoloni, il loro lavoro, quantunque risalga a quasi 200 anni fa, è parte fondamentale dell’unica Flora formalmente pubblicata disponibile per gli studiosi del territorio locale.
I dati contenuti nella Flora sono ora parte della Banca Dati della Flora della Regione Emilia-Romagna e le località stesse sono state da noi georeferenziate: ciò permette di quantificare e spazializzare i dati in essa presenti (7767 segnalazioni floristiche, 659 località citate) e, attraverso di essi, gli autori e le specie, e consente altresí una rilettura in chiave contemporanea di questo prezioso volume e nuove possibilità di analisi. Per la descrizione dei risultati ottenuti, si è preferita una spiegazione limitata ai dati essenziali, con esposizione prevalentemente iconografica come la materia richiede
Il Gi@rdino Digit@le: un’esperienza didattica innovativa dell’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Selmi” di Modena
Riassunto
Nel corso dell’anno scolastico 2019/20, l’IIS F. Selmi di Modena ha promosso il progetto Gi@rdino
Digit@le rivolto a studenti e studentesse frequentanti il secondo/terzo anno dell’indirizzo tecnico. Il
progetto ha permesso di riqualificare una parte dell’area verde scolastica realizzando un percorso
botanico dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione della flora autoctona. Nel Gi@rdino Digit@
le, smartphone e tablet sono strumenti per relazionarsi con l’ambiente naturale e con le piante: lungo
il percorso botanico sono stati posizionati dei QR code che permettono di accedere ad una piattaforma on-line, realizzata dagli alunni, contenente materiali multimediali di approfondimento. Oltre che
dalla comunità scolastica dell’IIS F. Selmi, il percorso didattico può essere visitabile da studenti di
altre scuole ed è a disposizione dei cittadini.Abstract
The Digital Garden: an innovative teaching experience at the Higher Education Institute
Francesco Selmi (Modena, Italy). During the school year 2019/20, the Institute F. Selmi promoted
the Gi@rdino Digit@le (Digital Garden) Project, aimed at students attending the second/third years.
The project allowed part of the school’s green area to be restored, thus creating a botanical itinerary
dedicated to the knowledge and enhancement of local flora. In this digital garden, smartphones and
tablets are means to establish relationships with the natural environment and plants. In fact, QR codes
are positioned along the botanical itinerary, allowing access to an online platform created by the
students containing multimedia material. Apart from the school community of the Institute F. Selmi,
the botanical itinerary can be visited by students from other schools and by all citizens
L'Orto Botanico di Modena
Articolo di informazione scientifica su storia, funzioni e collezioni dell'Orto Botanico universitario modenese
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