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    Quadro introduttivo: il contesto bioregionale

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    Il capitolo, a partire dalla definizione dei concetti di nuovo regionalismo e di bioregione, fornisce un quadro sintetico degli elementi ambientali, socioeconomici e insediativi che caratterizzano la Bioregione Pontina, soffermandosi poi sugli ambienti di vita e il rapporto con Roma alla luce dell'analisi dei sistemi locali del lavoro, delle Functional Urban Areas definite da OCSE ed Eurostat e da un'attenta considerazione dei dati della matrice Origine Destinazione. Nel suo complesso il capitolo costituisce l'inquadramento territoriale delle relazioni tra il territorio del Comune di Latina e quello della Bioregione Pontina e della Regione

    L’urbanistica italiana tra neoidealismo e globalizzazione

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    L‟urbanistica italiana possiede alcuni caratteri particolari che oggi appaiono più evidenti nel confronto con le altre culture della pianificazione del territorio ed in particolare con quella egemone del mondo anglosassone. Capire le radici di queste differenze nel processo inevitabile di integrazione in un mondo sempre più globalizzato è fondamentale per mantenere vitale il ruolo dell‟urbanista nel nostro paese. L‟interpretazione di Abbagnano del positivismo come „Romanticismo della scienza‟, fornisce una delle chiavi interpretative per capire come il neoidealismo abbia potuto mantenere la sua influenza sulla disciplina e nello stesso tempo si sia mantenuto un ruolo non secondario delle facoltà di ingegneria. Attraverso una riflessione sulle figure della fase fondativa e la schematizzazione dei principali percorsi dell‟urbanistica italiana, si evidenzia la continuità della cultura neoidealista e, dopo la transizione degli anni ottanta, la perdita di una capacità innovativa della disciplina nel suo complesso. È necessario superare la modalità di adeguamento passivo alla globalizzazione attraverso lo sviluppo di nuove visioni culturali e la messa in discussione delle apparenti certezze disciplinari. Considerando le diverse tradizioni che animano la disciplina come una ricchezza, invece di lavorare ad una loro unificazione, è opportuno favorire il confronto tra le varie scuole rendendolo realmente proficuo e ponendo al centro della discussione il ruolo del pianificatore urbanista

    Obiettivi degli scenari di assetto e interessi e visioni degli stakeholder e delle principali entità associative

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    Il capitolo illustra in primo luogo gli obiettivi su cui sono stati impostati le ipotesi di assetto e gli scenari attuativi per il Piano strategico della città e del territorio di Latina. In particolare si evidenziano le parole chiave elaborate in riferimento agli obiettivi generali per lo sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU e dell'Agenda Urbana Europea, interpretati attraverso l'approccio bioregionale della scuola territorialista. Si riporta quindi la metodologia per l'organizzazione e la condivisione delle attività di partecipazione, a cui segue un resoconto delle attività svolte e una sintesi dei cinque incontri con altrettante categorie di stakeholder, in cui sono contenuti gli elementi più significativi emersi dalla discussione

    La costruzione sociale del patrimonio e il ruolo della pianificazione territoriale e urbanistica

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    I valori patrimoniali del territorio dovrebbero essere definiti all’interno del suo statuto, tuttavia un prodotto di questo tipo sottintende l’azione di una cittadinanza caratterizzata da virtù civica. In contesti problematici, tra cui interessante è il caso dell’Agro Pontino, la costruzione sociale dei valori patrimoniali del territorio diventa elemento necessario e strategico per i processi di piano, propedeutico ad un loro sviluppo efficace. Al di là degli specifici contesti, la pianificazione territoriale e urbanistica se vuole avere ancora un ruolo deve produrre più cultura del territorio, anche fuori dalle urgenze dei processi di piano. Due appaiono le direttrici di lavoro più promettenti: la costruzione inter e transdisciplinare delle invarianti strutturali; lo studio delle interazioni che gli attori intrattengono con le parti del territorio di cui dispongono attraverso titoli proprietari o di gestione, seguendo il percorso di Elinor Ostrom. La sintesi di questi due ambiti di ricerca fornisce la base informativa e interpretativa su cui principalmente l’Università pubblica può chiamare la società civile del territorio alla costruzione interattiva di carte dei valori patrimoniali

    Dalla previsione all'interpretazione responsabile

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    in COLAROSSI P.,FRATINI F. "Il futuro della città. Documenti sullo stato di avanzamento della ricerca" Progetto Integrato CNR-Universita
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