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    La metafisica della conoscenza in Sofia Vanni Rovighi e Francesca Rivetti Barbò

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    Nel saggio si evidenziano i punti di continuità prevalenti e le distinzioni nella tecnica e sensibilità espositiva, più che non nella reale sostanza di pensiero, di due tra le maggiori esponenti femminili della filosofia realista del secondo novecento Sofia Vanni Rovighi e Francesca Rivetti Barbò. Entrambe pongono l'accento, per un discorso filosofico alternativo ai paradigmi, prima idealistico e poi postmoderno, sul recupero della importanza metafisica del conoscere e della conseguente ontologia che parta dal " senso e linguaggio comune", entrambe di derivazione neoaristotelica, Entrambe le filosofe valorizzano la modernità con inaspettate aperture al neopositivismo logico e alla filosofia analitica. Il loro comune avversario è l'ontologismo ed il neoparmenidismo di Emanuele Severino. Ma questa polemica si svolge sottotraccia, all'interno di una piana e chiara esposizione della filosofia teoretica, rivolta immediatamente agli studenti e solo di riflesso agli studiosi e filosofi di professione

    Postfazione: L'attualità del metodo filosofico di Etienne Gilson

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    Il realismo metodico di Gilson, esplicitato in un serrato confronto critico tanto con l'idealismo quanto con il cedimento ontologista di buona parte del neotomismo delle Università cattoliche, da Lovanio al sacro Cuore di Padre Gemelli, viene declinato dall'autore in una delle sue opere teoretiche più importanti. Il problema sottostante uno dei maggiori filosofi cattolici del 900 è la dissoluzione stessa della realtà nella sua alterità e conseguentemente della possibilità della verità, ricercata costantemente dalle correnti gnostiche della filosofia dal Medio Evo sino ad oggi. In questa difesa strenua del principio di realtà Gilson, trova aiuto nella fenomenologia del primo Husserl, ma anche da filoni del pensiero esistenzialistico e della filosofia analitica

    Il primato delle cose. Il metodo filosofico di Étienne Gilson

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    Il dibattito filosofico acceso dalla corrente del "nuovo realismo", sorta in Italia e diffusasi internazionalmente nei primi quindici anni del terzo millennio, grazie in particolare ad autori quali Maurizio Ferraris, ha rinverdito l'interesse per l'opera teoretica del grande storico francese della filosofia medievale e moderna Etienne Gilson. Gilson, sulla scorta di una critica rilettura di Tommaso d'Aquino, sostiene il primato delle cose, a quello delle idee. Delle "Cose", ancor più che della Realtà, che come nozione generalizzante è già inevitabilmente nozione ideale. Qual'è la certezza prima da cui si dipana l'avventure conoscitiva dell'uomo? E non può non esserci un " certo" presupposto, che di contro non sarebbe possibile neanche parlare e comunicare. La filosofia non come scienza assoluta, quindi, ma come scienza subordinata, non alla teologia, ma alla alterità delle cose. La modernità - e Cartesio come suo emblema - hanno affermato che la prima evidenza è l'esistenza dell'io come pensante. Gilson al contrario sostiene che, filogeneticamente la prima evidenza è: le cose sono. Tale evidenza e non "io sono" o "Dio esiste" è il punto di partenza originario, l'inattraversabile evidenza da cui sgorga una sapere consapevole delle proprie capacità e dei propri limiti. Inevitabile, ripercorrendo il filo del discorso gilsoniano, un confronto con Kant, la fenomenologia del novecento, l'epistemologia e la filosofia della conoscenza tanto analitica che continentale. La dottrina gilsoniana appare, nell'epoca della liquefazione della ragione e della realtà, come dottrina- antidoto coerente, non solo epidemica sul carattere fondamentalmente esistenziale della conoscenza metafisica, ma anche epistemologica - valorizzando le evidenze del "senso comune" come necessario punto di partenza della filosofia come interpretazione dell'esperienza, incontrando così, inaspettatamente la analoga ricerca che Hannah Arendt svilupperà nella sua ultima ed inconclusa opera in cui abbandonando il terreno della politica e morale affronta la questione radicale della vita della mente

    Fondamenti di Filosofia Teoretica

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    Il volume è esito della raccolta, riveduta, integrata e corretta, delle dispense dei corsi di Fondamenti di Filosofia tenuti dall'autore all'Università di Tor Vergata di Roma e nelle sue attività di visiting professor all'Università de La Habana e Montevideo negli anni 2005-2006. La ambizione è quella di fornire, interrogandosi sopra il senso ed il destino della filosofia nel terzo millennio, un manuale che obblighi ad una disciplina rigorosa, ad un'etica del pensare, ad un approccio consequenziale e sistematico, superando il falso presupposto che filosofia sia una delle tante "narrazioni" del mondo. La prassi filosofica è innanzitutto teoretica, ma da Platone ed Aristotele in poi la teoria non può che svilupparsi come prassi teoretica e non come mera constatazione fattuale o fuga dall'impegno pratico. Il compito del filosofo viene declinato nel l'opera mediante un'articolazione del discorso che si sviluppa dalla critica dei presupposti metafisici della filosofia moderna, allo sviluppo di una teoria della conoscenza mutuata dal pensiero di Francesca Rivetti Barbò e Sofia Vanni Rovighi. Pertanto il volume si sviluppa secondo la scansione classica di: a) un'analisi della filosofia del conoscere, valorizzando le sintesi novecentesche tra realismo e fenomenologia (Husserl, Stein precipuamente) ; b) genesi e fenomenologia della formazione dei giudizi e conseguente analisi euristica; c) discussione sulle forme argomentative - espositive - comunicative, in rapporto tanto con gli sviluppi delle concezioni empiristico-pragmatistiche, così come di quelle di tradizione continentale. ; d) del (ri)emergere della questione metafisica- ontologica - esistenziale; d) del problema di Dio in filosofia ; e) della speciale posizione dell'uomo nel cosmo ; f) dei presupposti metafisici inevitabili presupposti implicitamente o esplicitamente da tutte dalle posizioni morali e politiche. L'intento dell'autore è quello di fornire un manuale che attraverso un approccio sistematico, non si limiti a riportare differenti orientanti della storia del pensiero, ma obblighi al rigore di un confronto diretto con la materia evitando di ridurre la filosofia ad un chiacchiericcio da salotto

    José Martí. El Pensamiento político y religioso y su actualidad

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    La poliedrica personalità dell'eroe, poeta e filosofo nazionale cubano José Martí viene studiata dal punto di vista delle teorie politiche e religiose e in relazione con il pensiero filosofico risorgimentale italiano, in primis il Mazzini

    Filosofia e Senso Religioso.

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    Il testo riprende le lezioni di Filosofia delle Religioni tenute agli studenti dell'Università di Tor Vergata, ampliate con i più recenti studi sull'attualità del pensiero di Sant'Agostino nella attuale società post secolar

    El nihilismo de nuestro tiempo

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    El nihilismo se ha convertido en nuestro tiempo en una cuestión abierta. ¿De qué modo una forma de pensamiento que, en el pasado, con sus críticas y propuestas, abocaba a una pérdida de valores e ideales, plantea en estos momentos cuestiones que destapan la urgencia de un significado? ¿Cómo ha pasado de ser un obstáculo a ser una oportunidad para la búsqueda de sentido? El autor advierte y narra en forma de crónica este fenómeno y muestra, al hilo de las distintas cuestiones que toca, cómo se manifiesta en elementos de la cultura actual, tales como los textos de David Foster Wallace, Philip Roth o Alessandro Baricco, o películas y series de televisión: son como crónicas del nihilismo contemporáneo ofrecidas para fomentar el pensamiento a salir de sus tristezas y constricciones actuales . Un libro que incite a pensar y que, una vez cerrado, sigamos dando vueltas a lo que hemos leíd

    Existencialismo cristiano y política: Pablo-Luis Landsberg

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    Il volume presenta agli studiosi di lingua spagnola la figura di pensatore di Landsberg con particolare riferimento alla sua teoria dell'impegno personale elaborata a partire dalla riscoperta dellla attualità di Sant'Agostino dopo la presa d'atto della fine dell'epoca moderna, così come definita dai suoi maestri Max scheler e Romano Guardin

    Dieux et usage de de dieux:OPA publicitaire sur le sacré

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    Les marques commerciales savent faire parler d’elles et cherchent un succès de scandale à travers des publicités jouant avec les références religieuses, qu’elles soient chrétiennes ou, de plus en plus souvent, orientales ou animistes. Mais, au-delà des réactions de principe sur la trivialisation du religieux, ces usages publicitaires conduisent à se demander s’il existe de « légitimes propriétaires » des symboles religieux

    Pensiero ed esistenza in Hannah Arendt

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    La Filosofia teoretica della Arendt è relativamente poco studiata in Italia. Questo lavoro, riprendendo saggio del 1947 What is Existenz Philosophy e il precedente lavoro dottorale con Jaspers sul Concetto di Amore in Sant'Agostino , vuole evidenziare il radicale superamento della metafisica idealistica moderna operato dalla filosofa ebrea verso un esistenzialismo in cui l'evidenza prima è fondata sulla base realistica dell'0esistenza e non sulle essenze. Tale lavoro è altresì propedeutico ad un più ampio confronto futuro con la fondamentale La Vita della mente, opera incompiuta della Arendt per la sua precoce scompars
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