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Bruno Bonomo, professeur invité à l’EHESS (Marseille) en mars 2019
Bruno Bonomo Bruno Bonomo (Rome, 1976) enseigne l’histoire contemporaine au département SARAS - Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo (Faculté de Lettres et Philosophie) de l’Université de Rome Sapienza. Il coordonne l’axe de recherche 1 « Fabrique des territoires » du LIA MediterraPolis (avec Jean-Luc Arnaud et Eleonora Canepari, TELEMMe). Recherches Spécialiste de la seconde moitié du XXe siècle, Bruno Bonomo conduit principalement ses recherches sur trois thématiques : l’histoire..
BRUNO BONOMO, GAIA CARAMELLINO, FILIPPO DE PIERI, FEDERICO ZANFI (eds.) - Storie di case: Abitare l\u27Italia
BRUNO BONOMO, GAIA CARAMELLINO, FILIPPO DE PIERI, FEDERICO ZANFI (eds.)
Roma: Donzelli, 2013, 524 págs., fotografie di Stefano Graziani. Idioma: italian
L'Europa del Novecento. Una storia
Il volume presenta una visione sintetica e unitaria del Novecento europeo. Al centro dell’attenzione sono i processi economici, sociali, politici, culturali che hanno influenzato lo sviluppo storico generale del vecchio continente, inclusi i fattori di origine extraeuropea che si sono riverberati su di esso e le ripercussioni delle vicende europee nel resto del mondo. Lo sguardo si estende a tutto il continente, evitando punti di osservazione che ne restituiscano visioni solo parziali e incomplete. La storia dell’Europa è vista non come accostamento di tante storie nazionali giustapposte e parallele, ma come un processo che abbraccia lo spazio continentale nella sua interezza, in un continuo e reciproco condizionamento di svolgimenti nazionali e di fenomeni transnazionali. La narrazione è stata suddivisa in tre parti, ciascuna affidata a un autore diverso. A scandire la periodizzazione sono lo scoppio del secondo conflitto mondiale nel passaggio dalla prima alla seconda parte e la crisi degli anni Settanta nel passaggio alla terza. In appendice si offre una panoramica sui primi tempi dell’Europa post-novecentesca, fino al 2015.
Il libro è stato progettato in comune dal curatore, Leonardo Rapome, e dagli autori, che ne hanno anche esaminato e discusso assieme ogni sua parte. La responsabilità dell’opera è perciò collettiva, anche se la redazione delle singole parti è frutto di un lavoro individuale. Alessio Gagliardi è autore della prima parte; Bruno Bonomo della seconda; Francesco Bartolini della terza; Leonardo Rapone dell’Appendice
"L'unica cosa concreta che hai in mano è il racconto". Intervista a Bruno Bonomo e Sandro Portelli su storia orale e generazioni.
L’intervista dell’A. a Sandro Portelli e Bruno Bonomo mette in luce come la soggettività dei due ricercatori si rifletta nel rapporto che ciascuno di loro intrattiene con la storia orale e le fonti orali.
Il fuoco principale del dialogo è centrato su aspetti che evidenziano l’influenza dell’appartenenza generazionale sul loro lavoro di oralisti: la forza dell’impronta militante delle origini su Sandro Portelli, uno dei protagonisti e pionieri di quella battaglia politico-culturale, contro il distacco ‘laico’ di Bruno Bonomo, esponente della nuova generazione di ricercatori che operano nell’attuale contesto di professionalizzazione e legittimazione accademica delle fonti orali.
Come l’A. sottolinea nella breve premessa introduttiva, l’intervista evidenzia però altre differenze non riconducibili, almeno immediatamente, a una soggettività generazionale, differenze che riguardano elementi ‘artigianali’ del lavoro dell’oralista – in primo luogo nella relazione con la persona intervistata – e le questioni di metodo nell’analisi delle interviste.The author’s interview to Sandro Portelli and Bruno Bonomo clears up how the subjectivity of the two scholars is reflected in their personal relationship with oral history and oral sources. The dialogue is most of all centred on aspects that reveal the influx of generational belonging on their work of oral historians: the force of the militant approach of the origins in Portelli, a protagonist and pioneer of that political and cultural battle, as against the ‘lay’ detachment of Bonomo, an exponent of the new generation of today’s scholars operating in a context of academic specialisation and legitimation of oral sources. As the author highlights in her short introduction, yet the interview indicates further differences not quite immediately referable to a generational subjectivity: differences concerning on the one hand the minute craftmanship of oral history researchers, first of all the field relation with the interviewed, and on the other the methodological questions involved in the analysis of interviews
«Maneggiare con cura». Un rapporto sulla redazione delle Buone pratiche per la storia orale
Nell’aprile 2014 l’Associazione italiana di storia orale (Aiso) diede incarico a una commissione – composta da sette storici e storiche, due giuristi e uno studioso di archivistica – di definire le "linee guida" per la pratica della storia orale. I lavori sono durati venti mesi e hanno portato all’approvazione nel novembre 2015 di un testo chiamato “Buone pratiche per la storia orale”, che rappresenta il primo documento prodotto dalla comunità scientifica degli storici italiani teso a sciogliere i nodi di ordine etico, deontologico e giuridico che chi fa ricerca storica con le fonti orali si trova ad affrontare. In questo articolo, tre componenti del gruppo di lavoro che ha elaborato le “Buone pratiche” richiamano il contesto entro cui questo documento ha visto la luce e ne illustrano le ragioni, i principi ispiratori, i destinatari, la procedura attraverso cui è stato redatto e gli esiti cui si è giunti
Il Memoriale della guerra d'Algeria. L'uso politico di un conflitto senza fine (1962-2012)
Resistenza, Risorgimento e identità italiana:un dibattito tra storiografia e politica agli inizi degli anni Novanta
The «Villaggio del Pilastro». Urban Planning, Social Housing and Grassroots Mobilization in a Suburb of Bologna (1960-1980)
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