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    I volti dell'essere. Philautia e vinculum amoris in Giordano Bruno

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    L'articolo ricostruisce come la nozione di legame costituisca un elemento apparentemente ultimo della filosofia di Giordano Bruno, sul piano del lessico e, al tempo stesso, originario nella sua dimensione concettuale. Muovendo dal problema delle attrazioni fisiche e dalla ripresa e riformulazione in senso infinitista del problema platonico della dissolubilità o indissolubilità dei mondi, dai dialoghi italiani, agli ultimi manoscritti magici, passando per le opere latine, il saggio mostra come Bruno cali la specifica riflessione sui vincula dell’ultima fase della sua produzione, nella prospettiva fisico-cosmologica, piscologico-politica e ontologica, già elaborata in precedenza. Il saggio muove lungo queste tre linee di ricerca, ricostruisce le riformulazione e trasposizioni a cui Bruno sottopone la nozione di legame, osservando come egli ponga un’analogia strutturale tra le dinamiche di attrazione sul piano fisico, su quello psicologico-politico e, infine, ontologico

    Bruno: tra enciclopedia, architettura, memoria e metodo

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    A partire da alcuni testi di Giordano Bruno (in part. De umbris, e Spaccio della Bestia trionfante, De immenso, Lampas, Sigillum Sigillorum), è messa in evidenza la relazione, negli scritti bruniani, tra le occorrenze architetturali e una nuova concezione di metodo, di acquisizione e di sistemazione del sapere. Il saggio cerca altresì di tratteggiare nessi sostanziali che collegano, sul significato accordato a tali lemmi, il pensiero di Bruno e quello di altri umanisti italiani ed europei (L. Valla, L. Alberti, G. Budé, P. de La Ramée, ecc

    Tempo e storia nel Bruno di Blumenberg

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    Questo studio ricostruisce e analizza la critica, sviluppata da Hans Blumenberg, nell’ultimo capitolo della Legittimità del moderno, delle nozioni di tempo e di storia elaborate da Giordano Bruno. A partire dal giudizio sulla pre-modernità del Nolano, lo studio procede col ripercorre alcune delle principali questioni ontologiche e fisico-cosmologiche della filosofia bruniana, in parte assenti o minori nella ricostruzione blumenberghiana. Dalla ricognizione e dall’esame della definizione bruniana dell’essere e del tempo, del ricorso e della riformulazione della dottrina atomista, del problema del moto e della vicissitudine, lo studio problematizza la critica e il giudizio di Blumenberg sulla filosofia del Nolano, evidenziando quanto queste siano parziali, nonché orientate all’affermazione di una tesi slegata dall’effettiva analisi storico-filosofica. Quest’ultima considerazione è lo spunto per un’interrogazione problematica relativa, da un lato, al metodo d’indagine storico-filosofico, dall’altro alla categoria storiografica di modernità

    The ethics of thinking in Heidegger, Bruno & Spinoza

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    The aim of the present work is to face Heidegger’s claim that philosophy has ended. Facing this claim for us has not taken the form of creating a new method or positing a new question but that of a search for anomalies in what Heidegger decrees as finished, which is philosophy as metaphysics. In his historical confrontation with the history of thought Heidegger seems to have left out, dismissed or forgotten those authors who do not fit into his definition of metaphysics. We have chosen Giordano Bruno and Baruch Spinoza, metaphysical thinkers who have undertaken a philosophical practice that does not intend to demolish subjectivity but actually begins without any need for it. The birth of the subject as grounding reality finds its affirmation with Descartes and inaugurates modernity that, according to Heidegger, exhausts philosophy and leads it into the arms of modern science and technology. Bruno and Spinoza respectively precede and follow the birth of modernity and of modern science, which they look at with an eye that is not that of the modern subject. Following their different approaches to philosophy, we shall also explore their relation to Renaissance Humanism, dismissed by Heidegger as a historical reiteration of the Roman world, perceived as a perversion of the Greek origin of thought. We shall show how hasty such a dismissal is. Our goal is to show not merely that Heidegger is wrong but that if Western thinking contains the seeds of its own end, it also contains the ones of a different understanding of the Western world and its achievements. The three authors will engage on the grounds of ontology, gnosiology and ethics and yet we have defined the whole enterprise of this work as an ethics overall. An ethics of thinking is a practice of thought that wishes to envisage the possibility for Western man of inhabiting his own world by understanding himself not as an isolated subject and master of nature but as the place where the unity and multiplicity of nature come to be thought at the same time

    Bruno Dente, la traiettoria di Policy Analyst e la sua eredità

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    Il contributo ricostruisce la traiettoria di studioso, insegnante e di policy advisor di Bruno Dent

    Bruno Zevi e franco Minissi. un dialogo continuo attraverso l'architettura

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    Il saggio trae origine dalle giornate di studio dedicate a Bruno Zevi. La riflessione ha messo in evidenza una parte del lungo e fecondo rapporto tra Zevi e Minissi due contemporanei e per questo Minissi può essere considerato uno degli architetti di Zevi.In una prima parte sono presentati alcuni scritti di Zevi in L’Architettura, Cronache e Storia nei quali emerge la reciproca stima e attenzione. Zevi pubblica i progetti e le realizzazione di restauro e degli adattamenti museali di Minissi presentati dai maggiori Soprintendenti del tempo. Egli vede in Minissi un Maestro dell’architettura museale anche per la capacità di anticipare i tempi e per l’adozione di materiali reversibili, leggeri e con un minimo intervento. Nello stesso tempo non si deve sottovalutare l’attenzione e il rispetto verso il paesaggio con meditate inserzioni museali in situ. Si rammenta infine il rimpianto per la perdita di alcuni di questi gioielli dell’architettura, espressione del restauro sacrificati da mode effimere e da incomprensione culturale

    Bruno Lavagnini e la Grecia

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    Traduzione dell'articolo di Manos Manousakas "O Bruno Lavagnini kie i Elada

    Le modifiche del contratto e la cessazione: sospensione, risoluzione, recesso e fallimento

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    «...I tempi attuali sono..., quelli dell’incertezza; noi viviamo – si dice – nella “società dell’incertezza”... Il “diritto inconoscibile” impedisce il calcolo economico, pregiudica le aspettative, blocca o ostacola gli investimenti e la loro convenienza... Se il ruolo del giudice è quello di interpretare un sistema complesso, il suo servizio principale consiste nel fornire dei punti di riferimento di coerenza e di chiarezza. Questo ruolo del giudice amministrativo – che si inserisce nel solco di una tradizione ultracentenaria, ma si colora di profili di novità proprio a causa della complessità del sistema nel quale oggi egli si trova ad operare – è bene posto in luce nell’opera in esame, che, nella sua struttura, nell’analisi delle problematiche, nell’approfondimento della copiosa giurisprudenza e dei cospicui apporti dottrinari, denota un impegno serio, tradottosi in un itinerario argomentativo chiaro e coerente. Essa offre al lettore un indirizzo valutativo e interpretativo della nuova disciplina, tenendo conto del dibattito sviluppatosi sulle norme precedenti e individuando le linee di continuità, di evoluzione o di innovazione tra tali norme e le nuove. Trattasi di un volume che può vantare giustamente ambizioni scientifiche e che si caratterizza per la modernità e la completezza, sì da soddisfare l’esigenza, sempre più avvertita da professionisti, amministrazioni e operatori, di disporre di validi strumenti di analisi e di approfondimento, idonei ad offrire, in uno alla ricostruzione degli istituti esaminati, un contributo adeguato per lo scioglimento degli innumerevoli “nodi” interpretativi e applicativi di cui al titolo del volume.

    Eroi e demoni tra Ficino e Bruno

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    La magia, nelle sue varie forme, è stata una delle principali scoperte degli studi rinascimentali nel Novecento. Studi importanti quali "Giordano Bruno e la tradizione ermetica" di F. A. Yates, hanno del resto contribuito a mettere a fuoco in modi originali l'epoca umanistico-rinascimentale, valorizzando i molteplici modelli di sapere all'epoca messi a fuoco; ma proprio questi temi, progressivamente trasformati in moda culturale, hanno finito per perdere ogni connotazione storica, fino ad accomunare, sul filo di interessi condivisi per l'antica sapienza delle origini, esperienze e riflessioni spesso divergenti. E' il caso du Ficino e Bruno, nei quali numerosi interpreti hanno valorizzato una uguale attenzione per la magia ermetica. Inserendosi in questo orizzonte di ricerca, il saggio intende invece mostrare come il recupero dell'antico sapere innervi, in Ficino e Bruno, una riflessione che si orienta in prospettive opposte sia per quanto concerne lo spettro di possibilità che si dischiude all'agire umano sia per quanto riguarda il concetto stesso di eccellenza dell'uomo. Utilizzando il sintagma "eroe o demone", Ficino individua nel sapere magico la controparte operativa di una dignità umana incardinata sulla struttura ontologica dell'universo e coglie nel demone il "medium" che non soltanto congiunge l'azione umana alle grandi forze cosmiche, ma che rende altresì possibile l'ascesa con cui l'anima eroica del saggio si assimila in ultimo all'immutabile sapienza divina. Utilizzando la fonte ficiniana iin prospettive mutata, Bruno configura invece, attraverso una originale sintesi di spunti neoplatonici e origeniani, il modello di una eccellenza eroica che si compie al di fuori di ogni ordine garantito e circoscrive così, progressivamente, il ruolo giocato dai demoni sia nell'opera del mago sia nel travaglio del filosofo
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