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Le attività del corporate banking: il modello di intermediazione originate to distribuite
In considerazione che l'intermediario banca è sempre presente e coinvolto nelle decisioni di crescita ovvero di discontinuità dell'impresa, il lavoro intende mettere in luce i differenti ruoli che in concreto è richiamato a ricoprire: quello di advisory e/o di arranger, di lending e/o di equity; ruoli consequenziali e ben definiti di operazioni complesse e articolate, singolarmente costruite che si evolvono sulla base di una serie di fattori che attengono sia allo specifico rapporto tra le parti sia allo sviluppo delle condizioni di mercato nel quale l'impresa stessa opera
Strumenti innovativi di finanziamento e di asset management
In anni a noi più vicini, la Banca d'Italia e l'Unione Europea hanno intensificato il proprio impegno nella ricerca di nuove strade per migliorare i rapporti tra intermediari e clienti, agendo su più fronti: nuove norme, maggiori controlli, strumenti di tutela innovativi. Alla luce di ciò le banche elaborano strategie e condotte nuove in tutte le ASA; nell'attività retail, in particolare, le banche si stanno orientando verso una necessaria riconfigurazione delle tradizionali scelte di portafoglio, sotto il profilo strategico, economico e organizzativo
Nuovi orientamenti per la pianificazione e il controllo della gestione negli enti creditizi
SUL RIASSETTO DEL SISTEMA BANCARIO: OPPORTUNITA' E LIMITI DELLE CONCENTRAZIONI E PRIVATIZZAZIONI
Il crescente dinamismo dell’ambiente creditizio e l’accentuata articolazione, sotto il profilo rischio-rendimento, delle esigenze della clientela, hanno imposto progressivamente alle banche domestiche una rivisitazione delle strutture organizzative e delle strategie aziendali onde attuare convenienti politiche di diversificazione produttive e rafforzare e ampliare le posizioni di mercato raggiunte.
Uno degli approdi possibili del sistema bancario, che meglio preserva le peculiarità del nostro comparto economico-produttivo, è quello che vede l’aggregazione tra istituti di grandi dimensioni, che competano al meglio nei segmenti più soggetti ad economie di scala, ed istituti minori, che sostengano con efficacia la crescita delle Pmi
COESIONE EUROPEA E FINANZA PER L'IMPRESA.STRATEGIE DI APPROCCIO E DI GESTIONE DEL SISTEMA DEGLI INCENTIVI
Considerata la complessità del tema affrontato e alla luce dei profondi cambiamenti registrati nel sistema economico comunitario e nazionale, l’opera intende fornire al lettore la chiave interpretativa degli andamenti e l’individuazione di linee di condotta generalizzabili, mediante la trattazione sistemica dei vari aspetti che lo connotano e nei quali trova articolazione.
La struttura del saggio scaturisce da una pluralità di orientamenti: l’attenzione alla competitività del territorio regionale; l’analisi delle tematiche della governance multilivello; l’attenzione ai fattori propulsivi tendenti alla costituzione di forme di partenariato pubblico-privato; lo spostamento della prospettiva d’analisi dalle politiche comunitarie di coesione alle politiche settoriali nazionali a destinazione locale; l’attenzione sulle politiche di incentivazione per losviluppo delle imprese, per il sostegno alla ricerca, all’occupazione e all’innovazione tecnologica allo scopo di far emergere le principali criticità sul piano della coerenza con le regole dell’economia e soprattutto della «corretta» gestione aziendale.
L’obiettivo centrale è l’analisi della intersezione tra contenuto e origine delle politiche pubbliche europee per la promozione della competitività regionale e loro applicazione operativa fondata sul coinvolgimento di attori pubblici e privati in contesti di rete per il sostegno dello sviluppo economico
nazionale. L’orientamento comunitario detta i principi generali che riguardano l’intero processo politico-gestionale dei governi locali stimolando riflessioni profonde sulle logiche di funzionamento di tale processo. In particolare, ai governi si chiede l’adozione di linee di condotta imprenditoriali che si traducono nella necessaria condivisione di obiettivi e vincoli propri degli attori economici, segnatamente imprese e loro associazioni, allo scopo di portare a compimento le azioni di sostegno alla competitività.
La tematica in oggetto ha attratto l’interesse di molti studiosi ma ha trovato anche riscontri significativi nelle iniziative di policy-makers, prima fra tutti la Commissione europea. La programmazione comunitaria appare infatti lo strumento più idoneo a dare rilievo alle strategie di sviluppo regionale, in considerazione delle quote significative di risorse finanziarie da essa stanziate per l’espletamento di programmi di formazione, di innovazione e sviluppo in ogni campo della vita economica e sociale. I Regolamenti comunitari dei Fondi strutturali, relativamente all’implementazione della politica di coesione europea,sono i promotori della dimensione nazionale di governance multi- livello, che ha interessato in via prioritaria la programmazione regionale domestica. La predisposizione dei documenti (PON, POR e POIN) in cui si articola il Quadro Strategico Nazionale rappresenta una primitiva forma di cooperazione istituzionale, in linea con il principio di sussidiarietà europeo, che nei sistemi di governance promuove la costituzione di forme di partenariato
verticale (concertazione) e orizzontale (negoziazione). Tale rapporto si ripropone poi a cascata in tutte le altre fasi del ciclo di programmazione: attuazione, monitoraggio, valutazione e controllo ed ha contribuito non poco a sviluppare una visione manageriale orientata ai risultati. Tali forme di cooperazione hanno permesso lo sviluppo di una nuova cultura, che ha innescato nella più tradizionale gestione finanziaria dell’Amministrazione regionale, nuove dimensioni mutuate dall’utilizzo di strumenti sorti in altri contesti culturali e giuridici europei, improntati ad una visione più manageriale orientata al conseguimento di un
profittevole risultato di periodo. In questo senso,l’abbandono dei regimi d’aiuto consolidati a favore sia di soluzioni di ingegneria finanziaria sia di forme di sostegno specifiche per particolari settori (ambiente, ricerca sviluppo e innovazione, alta tecnologia) e per le PMI, favorisce fenomeni aggregativi e rapporti di collaborazione del tipo distretto/filiera. Di fronte ai lavori che si focalizzano su uno o alcuni degli aspetti più significativi evidenziati, si è avvertita l’esigenza di riunire in un corpus unitario di tipo sistemico i contenuti delle politiche di coesione europea e la conoscenza degli strumenti tramite i quali esse si realizzano
Strategie competitive per la riqualificazione dei modelli organizzativi e di business nelle banche
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