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Interculture as a cognitive style
This article explores the question of interculture as a way of thinking and a cognitive style. Beginning with a critical approach towards the techniques of solutions to the problems of multiculturalism, the Author highlights how the Western educational model, hinging on exclusively rational paradigms, has denied differences, considered education as a linear ordered process, assigned reason an exclusive function within cognitive processes and marginalized the implicit and unconscious dimension in the individual’s formation. The article presents a renewed pedagogy in terms of categories of analysis oriented towards a holistic exploration of the new educational subjects. At the core of this new pedagogy is the commitment to promote patterns of experimentation and development of flexible, reflexive, critical and anti-dogmatic thinking
Interculture as a cognitive style
This article explores the question of interculture as a way of thinking and a cognitive style. Beginning with a critical approach towards the techniques of solutions to the problems of multiculturalism, the Author highlights how the Western educational model, hinging on exclusively rational paradigms, has denied differences, considered education as a linear ordered process, assigned reason an exclusive function within cognitive processes and marginalized the implicit and unconscious dimension in the individual’s formation. The article presents a renewed pedagogy in terms of categories of analysis oriented towards a holistic exploration of the new educational subjects. At the core of this new pedagogy is the commitment to promote patterns of experimentation and development of flexible, reflexive, critical and anti-dogmatic thinking
Modi dell'educare
Il volume raccoglie diversi contributi, redatti da studiosi da sempre impegnati con rigore e passione ad analizzare i processi di formazione umana. Si tratta di pedagogisti che dal punto di vista delle loro personali ricerche e seguendo un peculiare percorso scientifico, nonché la specifica formazione individuale, hanno intrapreso percorsi per riscoprire il tratto umano dell'educazione, proponendo ambiti necessari di approfondimento, rivitalizzando alcuni pensatori della tradizione che hanno educato per vie informali senza in altro modo seguire schematismi e rigide teorizzazioni, concentrandoli sulla'"io" con responsabilità e mettendone in luce con rispetto le sue ricchezze segrete. Studiosi che in questo lavoro comune hanno voluto segnare il primo tassello di un più ampio mosaico tematico che mira in maniera ambiziosa ad abbracciare le sfere di quel'"educativo" che si incarna nelle attuali comunità, problematiche e variegate, al fine di assicurare sviluppo e piena espressione della personalità di tutti, bambine e bambini, donne e uomini del pianeta. Dalle questioni nuove scaturite dai presenti bisogni formativi agli ambiti di socializzazione, dalle attuali configurazioni dei rapporti umani alla rimodulazione della trama delle esperienze umane basilari come l'amicizia, l'amore, lo sport, fino al riconoscimento di una educazione per tutta la vita come investimento di benessere e di sviluppo sostenibile e solidale, i saggi del volume costituiscono un primo banco di confronto e dialogo sui temi che interrogano il tempo presente e che riguardano in modo speciale la pedagogia
Paideia. Classicisti al Sud.
Nel testo la classicità, i classici e i classicisti diventano protagonisti della riflessione pedagogica tesa a dare voce agli uomini, professori di ginnasio nel lontano Sud d'Italia che, come Placido Cerri e Filippo Morgante, hanno rappresentato in maniera emblematica la scuola e la cultura classica e hanno testimoniato con passione il ruolo vitale della saggezza degli antichi come lascito formativo, prezioso oggi più che mai, per oltrepassare le derive del tempo presente. Il confronto diretto con le pagine degli Auctores, l'attestazione di una cronaca realmente accaduta nella scuola, l'autenticità delle fonti sono i pilastri su cui si sviluppano i saggi che mirano a riflettere sulle questioni attuali della formazione e della scuola italiana
Paideia. Classicisti al Sud.
Nel testo la classicità, i classici e i classicisti diventano protagonisti della riflessione pedagogica tesa a dare voce agli uomini, professori di ginnasio nel lontano Sud d'Italia che, come Placido Cerri e Filippo Morgante, hanno rappresentato in maniera emblematica la scuola e la cultura classica e hanno testimoniato con passione il ruolo vitale della saggezza degli antichi come lascito formativo, prezioso oggi più che mai, per oltrepassare le derive del tempo presente. Il confronto diretto con le pagine degli Auctores, l'attestazione di una cronaca realmente accaduta nella scuola, l'autenticità delle fonti sono i pilastri su cui si sviluppano i saggi che mirano a riflettere sulle questioni attuali della formazione e della scuola italiana
L'idea di educazione come bene supremo
Il saggio, muovendo dall'impostazione razionale del modello educativo occidentale, si articola intorno al tema del carattere originariamente multiculturale della paideia come educazione e come cultura. L'educazione liberale, socraticamente intesa, è stata centrale nelle argomentazioni culturali ed ha avuto un senso politico proprio perché assicurava la realizzazione di una vita comunitaria migliore, nel senso di una idea di cittadinanza solidale in cui la vocazione di ciascuno non risultava legata allo scontro di interessi personali ma all'autocritica e alla messa in discussione delle proprie abitudini, una critica quale presupposto principale di apertura all'altro e a chiunque. Strategica per questo tipo di progetto culturale e interculturale era l'educazione, veicolo preferenziale per dare origine alla consapevolezza delle differenze culturali e, di conseguenza, alla creazione di una società i cui diritti fossero riconosciuti a tutti indistintamente dalle origini e dalla provenienza. Il passaggio dall'imperativo dell'assimilazione acritica dei valori tradizionali all'esercizio libero dell'esame e dell'autoesame costituisce un momento fondamentale per la definizione del pensiero educativo. Questo passaggio rappresenta la trasformazione del concetto di identità, ancorato da una parte a quello di formazione umana e da un'altra parte a quello di cittadinanza
Formazione ed Europa della conoscenza
La radicale riforma dell'impianto formativo in Italia nell'ultimo decennio viene analizzata nella prospettiva di fare luce sullo spirito riformistico imperante sul finire del secolo scorso, quando gli evidenti ritardi e gli svantaggi apparivano indicatori dell'incapacità delle istituzioni formative di trovare il contatto giusto con il tempo storico e prendevano consistenza nell'improduttività e nell'insuccesso formativo. Il tema viene affrontato secondo la prospettiva di una pedagogia che ripensa la formazione e il bisogno di formazione degli uomini reali tra ancoraggi alla tradizione e necessità di cambiamento
Dalla classicità alla cittadinanza.
Il saggio vuol essere una riflessione sulla prospettiva pedagogica di pensare la formazione in contesti la cui cifra è la mobilità transnazionale degli uomini. Tale constatazione incide sulla riarticolazione del discorso circa i processi di conoscenza dei nuovi cittadini del mondo. Proprio lo scenario odierno globale associa il tema della cittadinanza all'impegno pedagogico quando conferma il compito prioritario di ripensare il fitto universo della formazione identitaria delle persone nella realtà politica e culturale come quella odierna che vive i problemi del rapporto con l'Altro, dei diritti di cittadinanza e dello jus sanguinis, degli atteggiamenti pregiudiziali e stereotipati, delle possibili opzioni di accoglienza e di rapporti di convivenza. Per la pedagogia si tratta di assumere un ruolo di privilegiato interlocutore nella gestione della sfida culturale tesa a compiere quel necessario intervento di critica e di ripensamento della stessa teorizzazione pedagogica di stampo moderno e per articolare una visione antropologico-educativa più realistica, più veritiera e meno idealizzata, più rispettosa dell'Uomo, considerato nella complessità delle sue componenti logiche e delle sue dimensioni "altre", inconsce, emotive ed affettive
Totus politicus...Totus paedagogicus. L'eredità di Jean-Jacques Rousseau.
This work discusses the idea of pedagogical and cultural reflection of Jean-Jacques Rousseau, the problem of the “best education” of man. The pedagogical utopia provides terrain for an investigation, which highlights the richness and complexity of Rousseau's system, underlining the original nature of educational project and the way to theorize the question of man in his “zero degree”. Three pedagogies of Rousseau and the importance of his contribution for the whole of twentieth-century thought are traced through reference to his works, considering the apparent incoherence and the dialogue between pedagogical and political dimensions. With and after Rousseau, pedagogy changed its face, taking on the contours of a more rigorous and careful reflection, more restless and more critical, more centered on the child and the role of educator
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