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Recensione di Olivier Delsaux, Manuscrits et pratiques autographes chez les écrivains français de la fin du moyen âge. L’exemple de Christine de Pizan, Gèneve, Droz, 2013 [Publications romanes et françaises, CCLVIII] ISBN 978-2-600-01702-2, pp. 615
Recensione (molto critica) di un imponente volume (615 pagine) dedicato ai manoscritti autografi della scrittrice medievale Cristine de Pizan, volume pubblicato da una importante casa editrice internazionale (Brepols)Review (very critical) of an impressive volume (615 pages) dedicated to the autograph manuscripts of the medieval writer Cristine de Pizan, a volume published by an important international publishing house (Brepols
Recensione di Les manuscrits autographes en français au Moyen Âge, éd. Olivier Delsaux et Tania Van Hemelryck, Turnhout, Brepols, 2014 (Texte, Codex & Contexte 15)
Recensione (critica e parzialmente negativa) di un importante strumento di lavoro pubblicato da una casa editrice internazionale (Brepols)Review (critical and partially negative) of an important work tool published by an international publishing house (Brepols
«Con Amiclate» (Par. XI, 68). Dante, Lucano e un accento difficile
Nel saggio si studia l’episodio di san Francesco del canto xi
del Paradiso di Dante, in particolare l’esempio del marinaio Amiclate, prototipo
della povert sicura di fronte al potere di Cesare, tratto dalla Farsalia
di Lucano (V, 515 e sgg.). La forma dantesca eccentrica per l’accento impiegato
rispetto all’uso latino del nome. Si spiega l’origine della particolarit
attraverso la probabile lettura di altre fonti, accanto a quella lucanea,
segnatamente il romanzo francese dei Faits des Romains. Si segue poi l’uso
trecentesco della parola nei commenti alla Commedia e si spiega il significato
dell’exemplum nel canto del ParadisoWith Amyclas (Par. XI, 68). Dante, Lucan, and a Complex Accent
The essay studies the episode of Saint Francis in Canto XI of Dante’s Paradiso,
with a special focus on the example of the fisherman Amyclas, prototype
of poverty confident in front of Caesar’s power, taken from Lucan’s
Pharsalia (v, 515 ff.). Dante’s form is unusual with respect to the Latin position
of the accent. The origin of the linguistic peculiarity is explained
through the probable reading of other sources besides Lucan, namely the
French romance Faits des Romains. Finally, the fourteenth-century use of
the word in the commentaries on the Commedia is explored and the meaning
of the exemplum in the Paradiso is explained
“Filologicamente. Studi e testi romanzi”. IX
Saggi diversi su testi romanzi medievali: su lapidario francese antico, sul romanzo, sul Livre de secrez de nature, Prophecies de Merli
Poeti, trovatori, cantastorie. Il Medioevo ri-suona a Bologna per Dante
Il volume finanziato dal Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e dal Comune di Bologna comprende le poesie medievali di trovatori e trovieri, conosciute da Dante e citate nel De vulgari eloquentia, che vengono proposte a partire dalle musiche (consustanziali al testo verbale) trasmesse dai manoscritti antichi e arrangiate modernamente. Nel libro si includono i testi nelle lingue originali (latino, oc, oil, sì,) si corredano di traduzione e bibliografia, trascrizioni delle musiche dai manoscritti e introduzione scientifica. I testi sono stati poi eseguiti in uno spettacolo tenuto all'antica sede dell'Università ossia la corte dell'arArchiginnasio dal maestro Romeo e dall’Ensemble Coblas esparsas (Clara Cocco, flauto; Miriam Fantacone, soprano; Elisabeth Reolid Felipe, viola; Carlo Piva, chitarra classica) alla presenza di Francesco Guccini che ha dato un'intervista agli studenti dell'università sul rapporto fra quelle poesie e la scrittura dei cantautori. Il concerto ha incluso anche musiche successive di qualche decennio (è il caso del testo eseguito di Federico II di Svevia) o ‘vestito’ con musiche originali altri testi: quelli goliardici dei Carmina Burana (che pure ebbero musica originaria e furono poi riletti nella celebre versione di C. Orff) o le liriche di Guinizzelli e Dante che, non concepite come quelle dei trovatori in sinolo con la musica – essendosi il cosiddetto ‘divorzio’ fra musica e poesia del tutto consumato –, sappiamo tuttavia che potevano assumere intonazione e peculiare musicabilità . Il termine tecnico del ‘vestire’ ricorre peraltro in Boccaccio ove se non si nomina l’amicizia con Casella – che notoriamente nella Commedia intona per Dante, dolcemente, la sua Amor che nella mente mi ragiona (Purg. II, 106-114)e : «Sommamente si dilettò in suoni e in canti nella sua giovanezza, e a ciascuno che a que’ tempi era ottimo cantatore o sonatore fu amico e ebbe sua usanza; e assai cose, da questo diletto tirato, compose, le quali di piacevole e maestrevole nota a questi cotali facea rivestire»
Recensione a Danielle Buschinger, Tristan allemand, Paris, Champion [Essais sur le Moyen Âge, 58], 2013, pp. 357, ISBN 978-2-7453-2701-7 in «Francofonia», 67 (2014), pp. 180-185.
Recensione al Libro di D.Buschinger sul Romanzo di Tristano in Germani
Passeggiate con Dante a Bologna
Se Firenze ‘madre di poco amore’ conserva nel suo perimetro urbano originario il punto in cui sorgevano le case degli Alighieri e se Ravenna ne protegge ancora l’ultima dimora terrena non vi è forse altra città se non Bologna ove è ancora possibile rintracciare nel tessuto cittadino tanti vasti ricordi di nomi e avvenimenti ‘danteschi’: la prima e più antica poesia sopravvissuta dell’Alighieri parla infatti della più celebre delle sue antiche torri, la Garisenda, mentre uno degli ultimi testi scritti da Dante, in latino, rispondeva proprio all’invito a tornare a Bologna. Bologna è stata costantemente presente nella fantasia e nell’opera di Dante e a Bologna è possibile ancora riconoscere, camminando per le strade del centro, alcune forme del paesaggio che Dante stesso dovette vedere sin da giovane: le mura antiche che si possono scorgere in città oltre alla già citata torre, paragonata per altezza e forma vertiginosa all’aspetto del gigante Anteo.
Attraverso lo studio che riconosce filologicamente nel testo poetico di Dante (e lo spiega: ogni tappa comprende i versi e la bibliografia essenziale) alcuni luoghi e strade della città moderna, si è costruito nel cuore di Bologna un percorso di nove tappe – una via più breve di sette permetterà di tener conto delle diverse esigenze e di compiere una più agile camminata – che, partendo appunto dalla Torre Garisenda e dalla giovinezza del poeta vi ritorna dopo aver compiuto un affascinante percorso che comprende le principali tappe biografiche e letterarie di Dante: i luoghi del ‘padre’ della poesia, Guinizzelli (n. 4); il maestro Brunetto Latini (n. 3); i siti propri di alcuni fra i personaggi della Commedia, posti all’Inferno: il ruffiano Venedico (n. 5) o il legista Francesco d’Accursio (n. 8) o nel Paradiso: San Domenico (n. 6)
Dante romanzo. Testi, temi e forme romanze nell’opera di Dante
Il volume raccoglie i primi frutti di un progetto più ampio che è stato presentato anche al Convegno triennale della Società italiana di Filologia romanza e intende studiare e raccogliere tutte le fonti, citazioni certe, questioni e problemi riguardanti le riprese e gli esiti di forme e temi romanzi nell’opera di DanteThe volume comprises the first fruits of a larger project that was also presented at the triennial conference of the Italian Society of Romance Philology and aims to study and collect all the sources, certain quotations, questions and problems concerning the revival and outcome of Romance forms and themes in Dante's wor
Lucano, i libri di Dante e un ritrovato sonetto di Petrarca (RVF 102)
Nel saggio si studia la lettura della Pharsalia di Lucano nel Medioevo, in particolare in Dante e Petrarca e si annuncia la scoperta di un testimone antico di un sonetto del canzoniere di Petrarc
Proposta (accolta) per il giudice. Gli autografi di Guido delle Colonne
Nel saggio si indaga la figuraa del poeta Guido delle Colonne, fra i primi poeti della letteratura italiana (XIII sec.), appartenente alla Scuola siciliana di Federico II. In particolare si dà conto della scoperta di alcuni documenti inediti e si studiano tutti gli autografi ritrovati. Le scoperte, segnalate anche dalla stampa nazionale, permettono di identificare plausibilmente il poeta con il narratore in latino della 'Historia destructionis Troie', il racconto sulla guerra di Troia che ebbe una larghissima fortuna fino al XVI secolo e fu tradotto in moltissime lingue (francese, spagnolo, ungherese, danese etc.)The essay investigates the figure of the poet Guido delle Colonne, one of the first poets of Italian literature (XIII century), belonging to the Sicilian School of Federico II. In particular, the discovery of some unpublished documents is accounted for and all the autographs found are studied. The discoveries, also reported by the national press, allow the poet to be identified plausibly with the Latin narrator of the 'Historia destructionis Troie', the story about the Trojan war which had a very large fortune until the sixteenth century and was translated into many languages (French , Spanish, Hungarian, Danish etc.
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