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Lo Stato delle Autonomie: un bilancio fra luci ed ombre
L’articolo traccia un bilancio dello Stato delle Autonomie spagnolo, in occasione del suo quarantesimo anniversario, sottolineando i principali risultati conseguiti ma anche, e soprattutto, i nodi critici che hanno impedito la risoluzione della storica questione territoriale, un insuccesso chiaramente evidenziato dalla grave crisi catalana. Tale fallimento deriva dalle modalità di sviluppo del processo di autonomia che hanno in buona misura tradito le aspettative e i contenuti del patto costituzionale del 1978. Alla visione duale e asimmetrica originaria, presente nei lavori dell’Assemblea costituente, che riconosceva la specialità delle Comunità storiche, si è sostituita una visione uniforme che ha negato tale specialità e alimentato tensioni con le periferie nazionaliste, rendendone difficile l’integrazione nello Stato. Lo strappo catalano prodotto dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza e la profonda crisi istituzionale che ne è derivata sollevano oggi la necessità di una riforma costituzionale per la quale il federalismo potrebbe rappresentare la via maestra
La Strategia Nazionale delle Aree Interne: innovazione, policy transfer e ricostruzione post-sismica
This article analyzes the Italian National Strategy for Inner Areas (SNAI) as a new policy for local development only partially linked to the European cohesion policy. It focuses on its innovative contents (vision, governance and methodology), and mainly on the transfer of innovation to lower levels of government and between local administra-tions. As an empirical study of policy transfer and policy innovation in a system of multilevel governance it shows an unexpected transfer of the SNAI methodology to an-other policy field: that of post-earthquake reconstruction in Central Italy. The article concludes by applying the typology of policy transfer developed in its first part to the analysis of the case-study as a whole
Autonomismo o federalismo? Modelli di sviluppo per il regionalismo italiano
L’articolo riflette sul concetto di autonomismo, nella sua dimensione politica e in quella
istituzionale, distinguendolo sia dal regionalismo, di cui rappresenta comunque una variante,
che dal federalismo, con il quale presenta alcune comunanze, arrivando a costruire un originale
quadro interpretativo per analizzare le evoluzioni del regionalismo italiano. L’avvio del regionalismo
differenziato segna l’abbandono del federalismo come percorso di sviluppo istituzionale
per abbracciare la via dell’autonomismo che, diversamente dal federalismo, muove
dal riconoscimento di una specificità territoriale e si caratterizza per una distribuzione
aperta e asimmetrica del potere, nonché per relazioni e negoziazioni bilaterali fra le singole
Regioni e lo Stato
Asimmetria e differenziazione regionale delle politiche: approfondimenti per un’agenda di ricerca
L’articolo offre un originale approfondimento dei concetti di “asimmetria” e “differenziazione regionale delle politiche pubbliche” attraverso una rassegna ragionata della letteratura a cavallo fra scienze giuridiche e scienza politica. Si tratta di concetti importanti per lo studio degli sviluppi recenti del regionalismo italiano, alle prese con il c.d. “regionalismo differenziato”, ma pure per l’analisi della gestione dell’emergenza COVID-19 che in Italia, come in altri paesi europei, ha prodotto impatti asimmetrici fra le regioni e portato al varo di politiche di contenimento della pandemia differenziate su base regionale. L’articolo sottolinea come le asimmetrie de facto, fra le quali vanno ricomprese anche le diverse capacità politico-amministrative delle regioni, siano una chiave esplicativa cruciale della differenziazione regionale delle politiche e giunge a proporre un innovativo schema analitico, utile ad orientare la ricerca futura su questi temi
Exploring Autonomism: Asymmetry and New Developments in Italian Regionalism
This article proposes a theoretical framework for the study of the political and, above all, institutional dimensions of autonomism. In doing so, it points out the differences between autonomism and regionalism, the former being a variety of the latter, and between autonomism and federalism, with which autonomism shares some features. With this in view, the article offers a closer analysis of the forms and logics of the de jure asymmetry that characterises autonomism as an institutional arrangement. Autonomism is then used to interpret the historical evolution and recent development of Italian regionalism. The launch of differentiated regionalism in Italy constitutes an autonomist turning point, following the abandonment of federalism as a path towards institutional reform. Autonomism, unlike federalism, starts with the recognition of regional diversity, and is characterised by an open and very asymmetric distribution of power, as well as bilateral relations between individual regions and the State. The article concludes by reflecting on the innovative potential and critical aspects of an autonomist renewal of Italian regionalism
Le fatiche della collaborazione. Il rapporto stato-regioni in Italia ai tempi del COVID-19
The Effort of Cooperation. State-Regions Relations in Italy at the Time of COVID-19
Due to its boundary-spanning nature, the COVID-19 pandemic is a powerful stresstest
for all multi-level systems of government. This holds particularly true for countries
like Italy where key regulatory competencies for pandemic management are
shared between State and regions, but in a context of unfulfilled federal reforms and
increasing autonomist drives which hamper intergovernmental loyal cooperation.
Based upon this premise, the article critically examines the development of Italian
law-making and State-regions financial relations in the first six months of the
COVID-19 pandemic crisis. The aim is twofold: on one hand, using the pandemic as a
litmus test to assess the current profile of Italian regionalism; on the other, to engage
in a lesson-drawing exercise to reflect on what corrections could be considered for
future reforms
Le regioni nel sistema politico: venti splendide cinquantenni?
A poco pi di cinquant’anni dalla prima elezione dei consigli regionali,
le regioni italiane sembrano ancora in cerca di una propria identità.
Nello stop and go del loro processo di sviluppo, tra progetti d’ispirazione
federale, elezione diretta dei presidenti, riforme respinte o inattuate,
dinamiche di ricentralizzazione e pulsioni verso l’autonomia differenziata,
il loro rapporto con lo Stato appare a tutt’oggi indeterminato e costellato
di numerose frizioni dovute a un complicato quadro di competenze
intrecciate, al crescente protagonismo dei cosiddetti governatori
e alla mancanza di sedi stabili di confronto e mediazione.
Le vicende legate alla gestione della pandemia Covid-19 hanno del
resto riacceso i riflettori sull’assetto confuso, e a tratti conflittuale, dei
rapporti tra Stato e regioni in Italia, mettendo in luce l’esigenza di un riordino
sia sul piano della distribuzione dei poteri che dal punto di vista
dei meccanismi di coordinamento nell’azione di policy making.
Partendo da queste premesse, il capitolo si propone di fare il punto
sullo stato del regionalismo italiano. Dopo un excursus diacronico finalizzato
a ripercorrere l’evoluzione del rapporto tra Stato e regioni dal
Secondo dopoguerra ad oggi, con riferimento tanto alle numerose riforme
quanto ai cleavages territoriali, l’attenzione è rivolta al grado di
autonomia di cui godono oggi i governi regionali e al loro rendimento
istituzionale, concludendo con alcune ipotesi sulle traiettorie di riforma
che potrebbero essere intraprese nel prossimo futuro
Integrità elettorale e voto regionale
Questo editoriale introduce la rilevanza e l’attualità del tema dell’integrità elettorale, che viene poi sviluppato nel fascicolo monografico della rivista, associandolo alle consultazioni elettorali in Italia con un particolare focus sul voto regionale
PNRR e Città Metropolitane. La sfida dei Piani Urbani Integrati
E’ passato quasi un decennio dall’entrata in vigore della legge 56/2014, che dopo molti tentativi andati a vuoto istituiva le Città Metropolitane: enti intermedi, di secondo livello, che ereditavano i confini e le strutture delle vecchie province, ma che avrebbero dovuto svolgere nuovi ruoli. Attraverso la legislazione regionale e la propria autonomia statutaria e organizzativa, i nuovi enti sono andati sviluppandosi in direzioni diverse, a tratti ambigue, a cavallo fra government e governance, con maggior o minore capacità di istituzionalizzarsi come interlocutori e mediatori stabili e autonomi nei processi di policy territoriali. Su questo percorso fragile e incerto di istituzionalizzazione si innesta il PNRR, con un intervento che investe direttamente e massicciamente le Città metropolitane: i Piani Urbani Integrati (PUI). Questi mettono a disposizione quasi tre miliardi di euro, ripartiti in maniera non competitiva fra gli enti metropolitani, per il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale, economico e ambientale, e per la riduzione delle situazioni di emarginazione e degrado. Il volume analizza il processo di elaborazione e i contenuti dei PUI, attraverso uno studio documentale di tutti i quattordici casi a livello nazionale e tre studi di caso approfonditi nelle Città Metropolitane di Bologna, Milano e Reggio Calabria. La ricostruzione dei contesti politici e istituzionali, la comparazione con le precedenti esperienze di programmazione e pianificazione territoriale, e lo studio dei processi decisionali e dei loro esiti permettono di indagare a che punto sia arrivata l’istituzionalizzazione di questi enti e come il PNRR possa essere fattore di consolidamento oppure di rottura del loro fragile equilibrio politico-amministrativo
Decentralization in Italy and the troubles of federalization
Since the mid-1990s, Italy has made significant steps towards federalism,
decentralizing political, fiscal and administrative powers, also by means of a major
constitutional reform. Yet, 20 years after the beginning of this process, the country is
experiencing problems in finalizing these reforms towards a stable federal architecture. This
article examines Italy as a case of failed federalization. Adopting a long-term focus inspired
by the ‘gradual institutional change’ approach, we argue that federalization has been trapped
between a rather anomalous (and pathological) alliance between a persistent centralism,
which prevailed when Italy was born as a state in 1861, and an ever-present strong tradition
of localism. This approach allows us to show the very incremental nature of institutional
change and to map changes and continuities along the 150 years of the Italian state,
identifying both political and cultural factors that help to explain this unfulfilled journey
towards federalism
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