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    Paola Dessì, Brunello Lotti (a cura di), Eredità cartesiane nella cultura britannica, Le Lettere, Torino 2011.

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    A quasi quarant'anni dal pionieristico studio di Arrigo Pacchi – Cartesio in Inghilterra. Da More a Boyle (1973) – un volume recentemente curato da Paola Dessì e Brunello Lotti ripropone il tema della ricezione e diffusione del pensiero cartesiano nelle isole britanniche. I saggi, presentati nel corso di un convegno tenutosi presso l'Università di Udine nel settembre 2010, ripercorrono la contaminazione delle idee cartesiane in Gran Bretagna dalla fine del Seicento fino all'Ottocento e descrivono la complessa evoluzione del cartesianesimo nella cultura di lingua inglese

    Cosmologie moderne. Riflessioni su un libro

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    Nel 1922 è uscito presso l'editore Springer un libro importante di due studiosi italiani, Paolo Bussotti e Brunello Lotti, ambizioso già nel titolo "Cosmology in the Early Modern Age: A Web of Ideas". Il libro nasce dalla collaborazione tra uno storico della scienza e della matematica e uno storico della filosofia, una collaborazione - si può aggiungere - indispensabile per affrontare il tema della cosmologia, ricco di contenuti e di ispirazioni e che attraversa il pensiero moderno tra Copernico e Leibniz. Il rapporto tra storia della filosofia e storia della scienza è un argomento, oltretutto, ben presente nella tradizione della "Rivista di Filosofia", che ha chiesto di discutere il libro a Vincenzo Crupi, Antonella Del Prete e Flavia Marcacci, per lasciare poi spazio a una replica di Paolo Bussotti e Brunello Lotti

    Presenti a se stessi. La centralità della coscienza in Locke

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    La monografia su Locke di Chiara Giuntini è un imponente lavoro della studiosa prematuramente scomparsa nel 2013, pubblicato postumo a cura di Brunello Lotti e Lia Mannarino. I curatori hanno proceduto a una revisione accurata di tutto lo scritto che era stato ultimato, ma non rivisto dall'autrice. In particolare si è proceduto al controllo e alla correzione delle citazioni, oltreché alla costruzione integrale di un apparato di note che corrisponde alle sommarie indicazioni lasciate dall'Autrice (si veda Avvertenza dei Curatori, pp. 9-12). Il testo è corredato da una ricca bibliografia (pp. 485-526) e dall'Indice dei Nomi

    Studi Lockiani. Ricerche sull'età moderna. Locke and the Enlightenment

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    "Locke and the Enlightenment"raccoglie una serie di contributi internazionali sulla ricezione del pensiero lockiano negli illuminismi europei, da quello francese, a quello britannico, tedesco, italiano e polacco

    Filosofia naturale e teologia nello Scholium Generale di Newton

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    Scopo del saggio è contestare le tesi della storiografia newtoniana di orientamento teologizzante (J.E. Force e J.E. McGuire) che, oltre a esplorare utilmente le relazioni tra filosofia naturale e posizioni teologiche e religiose di Newton, si è spinta fino a ritenere che la prospettiva teologica sorreggesse la struttura stessa dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica. Tenendo al centro dell’analisi lo Scholium Generale, ma senza limitarmi a questo celebre testo, ho cercato di mostrare come la storiografia newtoniana teologizzante abbia taciuto sulla questione essenziale del rapporto tra filosofia naturale e teologia nell’opera newtoniana e cioè sul fatto che le considerazioni teologiche non abbiano avuto parte alcuna nell’aspetto che costituisce la novità e la potenza del metodo di Newton, vale a dire l’applicazione della matematica alla fisica. La mia valutazione è che indubbiamente Newton intese collocare la propria indagine entro uno sfondo teologico e si propose di orientare la propria filosofia naturale verso un ‘coronamento’ teologico; tuttavia questa intenzione non condizionò l’esercizio effettivo dell’indagine scientifica, perché non era legata a questa da un nesso logico cogente, ma vi si intrecciò e sovrappose come riflessione interpretativa. Il rapporto tra filosofia naturale e teologia in Newton è mosso da una preoccupazione costante di armonizzazione, che non può essere però confusa con una effettiva dipendenza fondativa della indagine fisica rispetto alla cornice teologica

    Eredità cartesiane nella cultura britannica

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    Il volume indaga la presenza di Descartes e del cartesianesimo nella cultura filosofica e scientifica britannica, documentandola da differenti prospettive attraverso un ampio arco temporale che va dal Seicento all'Ottocento. Oltre alle riflessioni complessive di G.A.J. Rogers e di Carlo Borghero, il volume raccoglie contributi sui dibattiti intorno al metodo cartesiano e al progetto di riforma pansofico di Comenio (M. Savini), su Henry More e la dottrina dell'estensione spirituale (I. Agostini), su Henry More e le 'Passioni dell'Anima' (A. Taraborrelli), sulla polemica tra Le Grand e Sergeant (J.R. Armogathe), sulla critica di Sergeant al cogito (B. Lotti), su Locke e la critica a Malebranche (C. Giuntini), su Malebranche e Hume (A. Pyle), sui temi della mente e della coscienza da Descartes a Reid (E. Levi Mortera), su Newton lettore di Descartes (F. Giudice), sul ritorno della fisica cartesiana nella scienza dell'Ottocento (P. Dessì). Completa il volume una Bibliografia delle opere di Descartes pubblicate in Inghilterra nei secoli XVII e XVIII (L. Nicolì)
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