132,137 research outputs found

    Intorno a Lucciola: una rivista manoscritta nell'età della stampa

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    Il saggio illustra la storia della rivista femminile manoscritta Lucciola (1908-1926), con particolare riguardo alla sua genesi e agli elementi paratestual

    Raffaele Fasanari, nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia

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    L'introduzione illustra la ristampa anastatica del volume di Raffaele Fasanari, edito nel 1958 e rimasto nel tempo l'opera più significativa sul Risorgimento a Veron

    Baseline sensitivity of Stemphylium vesicarium, the causal agent of pear brown spot, to boscalid

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    INTRODUCTION The control of Stemphylium vesicarium (Wallr.) Simm., the causal agent of pear brown spot, is a true concern for pear growers in Italy because many fungicide treatments are required from petal fall to fruit ripening (Ponti et al.,1996; Brunelli et al., 2004). The occurrence of resistance to dicarboximides in the early 1990’s (Brunelli et al., 1997) and to strobilurins in 2006 (Collina et al., 2007) complicated the control of this pathogen even more. The introduction in the field of new fungi-cides with different mechanisms of action is thus fundamental in order to enlarge the range of effective fungicides against pear brown spot and to reduce the risk of further resistances. At the end of the 2006 season boscalid was registered in Italy for pear. It belongs to the carboxamide-fungicide group and inhibits the respiratory chain acting on the enzyme succinate dehydrogenase in complex II (Stammler et al., 2007). This mode of action is different from that of both dicarboximide and strobilurin fungicides and it could be used in cases of field resistance to these compounds. Nevertheless, boscalid is considered by the FRAC to have a medium risk of resistance for its spe-cific target (www.frac.info). In order to evaluate the sensitivity of S. vesicarium to this fungicide, an in vitro assay was developed comparing different methods (on mycelial growth with differ-ent media and on conidial germination). Baseline sensitivity was then determined for isolates which have never been exposed to boscalid

    "Un bel posto dove andare a Verona": la biblioteca accademica per gli studiosi e la cittadinanza

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    Il saggio descrive lo sviluppo del Sistema Bibliotecario dell'Università di Verona ed evidenzia la necessità di programmare a breve la nuova sede della biblioteca del polo delle discipline umanistich

    Real space and Q space analysis of local disorder induced by Al doping in the SmBa2Cu3O6+d superconductor

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    The cation substitutions for copper in RBa2Cu3O6+d (R = Y, Ln; 0 < d < 1) high Tc superconductors are widely studied in order to understand their physical properties [1]. In particular Al seems to be a suitable dopant because: i) it is a non-magnetic ion; ii) it substitutes for copper only on Cu1 (0,0,0) site, far from the superconducting planes; iii) its valence state is fixed, making simple the calculation of the total hole concentration; iiii) it is possible to vary the medium range structure of the superconductor throughout an aluminium-clustering process [2]. However, Aluminium doping introduces local disorder in the structure because of its different valence (+3 instead of +1/+2) and local environment (tetrahedric instead of square planar) in respect to copper. In order to fully understand the effect of Al doping on the physical properties of RBa2Cu3O6+d superconductors the nature of this disorder has to be defined. To do so we have investigated some SmBa2Cu3-xAlxO6+d samples with different Al concentration (x=0, 0.15, 0.33), annealed either in oxidising or in reducing conditions. The long and short range structure of the samples have been determined through the parallel real pace (PDF) and Q space (Rietveld) analysis of XRPD patterns obtained at the ID31 beamline of ESRF facility. References [1] See, for instance, M.S. Skakle, Mater. Sci. Eng., R23, 1 (1998) and references therein [2] M. Scavini, M. Daldosso, S. Cappelli, C. Oliva, M. Brunelli, C. Ferrero, A. Lascialfari, Europhys. Lett., 76(3), (2006) 443-44

    Riflessioni sulla colpa con previsione

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    Il saggio passa in rassegna le descrizioni che la dottrina e la giurisprudenza offrono circa l’elemento della previsione dell’evento nel delitto colposo, rilevando come non si rinvengano ostacoli logici o sistematici nell’ipotizzare che tale fattore possa anche coincidere, in taluni casi, con quello che contrassegna il delitto doloso. Si accerta che la previsione che “accompagna” la colpa indirizza i contenuti della cautela doverosa e del comportamento alternativo lecito, ma costituisce un elemento “neutro” quanto alla gravità del fatto commesso e alla rimproverabilità dell’agente. Diversa è la previsione dell’evento che, secondo il codice penale italiano, “aggrava” la colpa, integrando gli estremi della fattispecie di cui all’art. 61, n. 3, c.p., rispetto alla quale l’A. propone una interpretazione restrittiva, in difformità dalla corrente applicazione giurisprudenziale

    Divagazioni sulle ‘dimensioni parallele’ della responsabilità penale, tra ansie di giustizia, spinte moralistiche e colpevolezza normativa

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    Il contributo prende spunto dalla discussione sorta attorno alla requisitoria in Cassazione del processo Eternit, per riflettere sulla inclinazione del diritto penale – pur regno della legalità e delle garanzie – a impiegare parametri morali di giudizio e su come tale inclinazione sia stata nel tempo assecondata, se non incoraggiata, dalla concezione normativa della colpevolezza. Vengono indicati alcuni temi dibattuti, nell’ambito dei quali l’affermazione della responsabilità corre lungo i binari di una sorta di “dimensione parallela” rispetto a quella strettamente riferibile al tipo di legame psichico tra autore e fatto commesso, in cui la ricerca comunque di un rimprovero del reo assottiglia la distinzione tra dolo e colpa. La conclusione non chiude ai nuovi orizzonti di un diritto penale affrancato dalla mitologia dei principi, ma richiama alla moralità stessa insita nel rispetto delle garanzie e dell’eguaglianza dei consociati, nota identitaria della materia

    Appunti sul dolo diseguale, tra ‘dubbio conoscitivo’ e ‘dubbio predittivo’

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    L’A. si interroga sulla distinzione tra dubbio sulle conseguenze della condotta (futuro), attinente alla previsione, e dubbio sugli elementi della situazione tipica (passato, presente), attinente alla conoscenza, che la dottrina ha sempre ignorato e che invece sembra potersi riflettere sulla configurabilità del dolo eventuale. La conclusione della ricerca è che il dubbio conoscitivo risulta compatibile con la volontà solo se non è in grado di determinare un ostacolo ad agire, perché vinto da una forte determinazione dell’agente; mentre, il dub¬bio predittivo non esprime mai alcuna capacità di inibizione, incidendo semmai sulle valutazioni di convenienza e di utilità della condotta in funzione del risultato. Pertanto, si può ritenere che il dolo eventuale nel primo caso si potrà affermare solo con l’attenta ricerca di un atteggiamento volontaristico, precipuamente “soggettivo”, dell’agente, incentrata sulla sua determinazione ad agire a tutti i costi, mentre, nel campo del dubbio predittivo la partita rimane perfettamente aperta, con piena operatività di tutti gli indici sintomatici individuati da dottrina e giurisprudenza
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