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Metilazione del DNA e profilo trascrittomico delle cellule epiteliali intestinali nei bambini con malattia infiammatoria cronica intestinale trattati con infliximab: analisi dei dati preliminari.
Background: Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (IBD), che comprendono la Malattia di Crohn (CD) e la Colite Ulcerosa (UC), sono condizione croniche e recidivanti che portano a danni progressivi dell’intestino e disabilità a lungo termine. Infliximab (IFX), una terapia anti-TNF, è altamente efficace, ma fino al 40% dei pazienti non risponde o perde la risposta nel tempo, e il 10% sperimenta reazioni da infusione. Approcci terapeutici personalizzati, tra cui il monitoraggio terapeutico dei farmaci (TDM), sono in fase di applicazione per cercare di ottimizzare gli outcome delle terapie. Lo studio delle alterazioni epigenetiche e trascrittomiche nelle cellule epiteliali intestinali (IEC) ha mostrato promettenti potenzialità nell’identificare biomarcatori della progressione della malattia e della risposta al trattamento.
Obiettivi: Questo studio mira a valutare i profili di metilazione del DNA e trascrittomici delle IEC da pazienti pediatrici con IBD trattati con infliximab, per identificare marcatori epigenetici predittivi della risposta al trattamento o del fallimento. Sono qui riportati i risultati preliminari.
Metodi: Lo studio ha arruolato 25 pazienti pediatrici (11 con CD, 14 con UC) dallo studio EPIC, uno studio clinico controllato randomizzato multicentrico che indaga il monitoraggio proattivo di infliximab nei pazienti pediatrici con IBD. Sono state raccolte biopsie intestinali dal sigma (UC) e dall'ileo terminale (CD) al basale (T0) e dopo un anno di trattamento (T1). È stata eseguita un'analisi della metilazione del DNA sulle IEC isolate da queste biopsie.
Risultati preliminari: La principal component analysis ha rivelato un clustering distinto delle IEC sigmoidee dei pazienti con CD e UC a T0. Confrontando le IEC del colon dei pazienti con CD con quelle dei pazienti con UC, diversi geni sono risultati differenti per metilazione a T0. Sono stati trovati 30 DMR (regioni di metilazione differenziale) nelle IEC del colon dei pazienti con UC confrontando T0 con T1. Quarantadue DMR sono stati trovati nelle IEC del colon dei pazienti con CD confrontando T0 con T1. Tredicimila trecentodiciannove DMR sono stati trovati nelle IEC ileali dei pazienti con CD confrontando T0 con T1.
Conclusioni: I risultati preliminari suggeriscono che la metilazione del DNA delle IEC potrebbe essere associata all'attività della malattia e alla remissione nei pazienti pediatrici con IBD. Sono necessarie ulteriori indagini per convalidare questi risultati ed esplorare i meccanismi molecolari sottostanti che influenzano la risposta al trattamento e il fallimento terapeutico.Background: Inflammatory Bowel Disease (IBD), comprising Crohn’s Disease (CD) and Ulcerative Colitis (UC), is a chronic, relapsing condition that leads to progressive bowel damage and long-term disability. Infliximab (IFX), an anti-TNF therapy, is highly effective but up to 40% of patients do not respond or lose response over time, and 10% experience infusion reactions. Personalized treatment approaches, including therapeutic drug monitoring (TDM), are being explored to optimize outcomes. Epigenetic and transcriptomic alterations in intestinal epithelial cells (IECs) have shown promise in identifying biomarkers of disease progression and treatment response.
Aims: This study aims to evaluate DNA methylation and transcriptomic profiles of IECs from pediatric IBD patients treated with infliximab to identify epigenetic markers predictive of treatment response or failure. Preliminary results are reported.
Methods: The study enrolled 25 pediatric patients (11 with CD, 14 with UC) from the EPIC trial, a multicenter open-label randomized controlled trial investigating proactive infliximab monitoring in pediatric IBD. Intestinal biopsies were collected from the sigmoid colon (UC) and terminal ileum (CD) at baseline (T0) and after one year of treatment (T1). Genome-wide DNA methylation analysis was performed on IECs isolated from these biopsies.
Preliminary Results: Principal component analysis revealed distinct clustering of sigmoid IECs from CD and UC patients at T0.
Comparing colon IEC from patients with CD with those from patients with UC, several genes resulted differentially methylated at T0. Thirty DMRs were found in colonic IEC of patients with UC comparing T0 with T1. Forty-two DMRs were found in colonic IEC of patients with CD comparing T0 with T1. One-thousand-three-hundreds-nineteen DMRs were found in ileal IEC of patients with CD comparing T0 with T1.
Conclusion: The preliminary results suggest that DNA methylation of IECs may be associated with disease activity and remission in pediatric IBD patients. Further investigation is required to validate these findings and explore the underlying molecular mechanisms driving treatment response and failure
Association between orofacial granulomatosis and Crohn's disease in children: systematic review
To review pediatric cases of orofacial granulomatosis (OFG), report disease characteristics, and explore the association between OFG and Crohn's disease
Artriti e malattia infiammatoria cronica intestinale
BACKGROUND - Fino al 36% dei bambini colpiti da malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) presentano sintomi non intestinali, che nel 7-25% dei casi consistono in un coinvolgimento articolare. OBIETTIVO - Lo scopo del presente studio è descrivere i sintomi del coinvolgimento articolare in bambini con MICI. MATERIALI E METODOLOGIA - Sono stati analizzati i dati clinici di pazienti con MICI seguiti dall'IRCCS “Burlo Garofolo” (Trieste, Italy) tra il 1987 e il 2015. Sono stati esaminati il tipo di MICI, la localizzazione e l'evoluzione del disturbo, in accordo con la classificazione di Parigi, la presenza di coinvolgimento articolare ed i suoi sintomi, in accordo con la classificazione del Gruppo di Studio Europeo per le Spondiloartropatie, ed i trattamenti. Sono stati messi a confronto i casi clinici di bambini con e senza coinvolgimento articolare. RISULTATI - 13 dei 240 pazienti colpiti da MICI (5%) presentavano un coinvolgimento articolare: 11 dei 13 pazienti con sintomi articolari presentavano il morbo di Crohn (MC); 2 avevano una colite ulcerosa e 9 pazienti avevano un'artrite periferica con andamento polifasico legato all'infiammazione intestinale. Il coinvolgimento articolare era contemporaneo all'esordio dell'infiammazione intestinale in 5 casi (38%), precedente in 4 casi (31%) e successivo in 4 casi (31%). Dai controlli fatti risulta che i pazienti con MC e artrite presentavano più spesso complicazioni - nel MC un fenotipo stenosante, fistolizzante e infiammatorio - 2 casi su 11 (18%) a fronte di 3 casi su 111 (3%) - e usavano più spesso farmaci immunosoppressivi e metotressato - 4 casi su 13 (30%) a fronte di 26 controlli su 227 (11%) - e infliximab - 12 casi su 13 (92%) a fronte di 82 controlli su 227 (36%). CONCLUSIONI - Nel presente studio il 5% dei bambini avevano un'artrite relativa alle articolazioni periferiche associata alla MICI, contemporanea alla malattia intestinale e degenerata in una malattia polifasica. L'artrite era molto più frequente in bambini con MC ed in questi casi la malattia intestinale aveva un fenotipo più complesso che richiedeva un uso più frequente di farmaci immunosoppressivi e biologici
Thalidomide for inflammatory bowel disease: Systematic review
BACKGROUND:
Thalidomide is an immunomodulatory drug used in the experimental treatment of refractory Crohn disease and ulcerative colitis. We aimed to review the existing evidence on the efficacy and safety of thalidomide in the treatment of inflammatory bowel diseases.
METHODS:
CENTRAL, MEDLINE, LILACS, POPLINE, CINHAL, and Web of Science were searched in March 2016. Manual search included conference and reference lists. All types of studies, except single case reports, were included. Outcomes evaluated were: induction of remission; maintenance of remission; steroid reduction; effect on penetrating Crohn disease; endoscopic remission; adverse events.
RESULTS:
The research strategies retrieved 722 papers. Two randomized controlled trials and 29 uncontrolled studies for a total of 489 patients matched the inclusion criteria. Thalidomide induced a clinical response in 296/427 (69.3%) patients. Clinical remission was achieved in 220/427 (51.5%) cases. Maintenance of remission was reported in 128/160 (80.0%) patients at 6 months and in 96/133 (72.2%) at 12 months. Reduction in steroid dosage was reported in 109/152 (71.7%) patients. Fistulas improved in 49/81 (60.5%) cases and closed in 28/81 (34.6%). Endoscopic improvement was observed in 46/66 (69.7%) and complete mucosal healing in 35/66 (53.0%) patients. Cumulative incidence of total adverse events and of those leading to drug suspension was 75.6 and 19.7/1000 patient-months, respectively. Neurological disturbances accounted for 341/530 (64.3%) adverse events and were the most frequent cause of drug withdrawal.
CONCLUSION:
Existing evidence suggests that thalidomide may be a valid treatment option for patients with inflammatory bowel diseases refractory to other first- and second-line treatments
Pediatria dal vivo. Trucchi del mestiere, diagnosi a colpo d'occhio, gli errori più comuni
La buona professione ha le sue basi nella conoscenza della materia e nell’impegno (e nella fatica) di tenerla aggiornata. Ma, nella pratica quotidiana, molto contano anche altri tesori, accumulati, giorno dopo giorno, attraverso il continuo embricarsi del sapere con l’esperienza personale. È questa personalissima, individuale, ricchezza che costituisce in concreto la nostra identità professionale. E che ci aiuta a utilizzare il sapere stesso nel modo più efficace (trucchi del mestiere), a svolgere la professione in maniera pronta (colpo d’occhio) e ancor più a farlo con sicurezza: sapendo evitare (o riducendo al massimo del possibile) gli errori che più comunemente vengono commessi. Questo testo si propone di condividere un po’ dell’esperienza macinata dagli autori, tradotta in messaggi e promemoria pratici, direttamente fruibili. Può essere letto a piccole dosi, un trucco o una diagnosi a colpo d’occhio o un errore alla volta. E forse conviene farlo proprio così. Ogni argomento è presentato, già dal titolo, quasi come uno slogan. Ma viene anche approfondito con la discussione di un caso reale o qualche nota ed esperienza della letteratura. Conciso e completo nello stesso tempo
Trapianto di polmone in fibrosi cistica: L'esperienza del Centro regionale del Friuli Venezia Giulia
PREMESSA: La fibrosi cistica è una rara malattia genetica che interessa progressivamente le funzioni pancreatiche e respiratorie: quando il problema respiratorio s’intensifica, a tutt’oggi l’unica soluzione terapeutica valida è il trapianto di polmone. OBIETTIVO: lo scopo dell’articolo è descrivere l’efficacia e la sicurezza del trapianto di polmone bilaterale in pazienti affetti da fibrosi cistica. METODI E MATERIALI: sono state prese in esame le cartelle cliniche dei pazienti seguiti da Centro Regionale di diagnosi e cura della Fibrosi Cistica di Trieste che hanno subito trapianti di polmone tra il 1970 e giugno 2015. Sono stati analizzati la sopravvivenza, i parametri metabolici e respiratori, la qualità della vita e le complicazioni post-trapianto. RISULTATI: 10 degli 83 pazienti (12%) hanno subito un trapianto di polmone bilaterale (età media 28,3 ± 9,5 anni, M:F=5:5) %); 2 di questi erano in età pediatrica (11 e 18 anni). La sopravvivenza di 5 anni riguardava l’80% di loro: un paziente (10%) è morto a causa di una Primary Graft Dysfunction (PGD) cinque giorni dopo l’intervento, l’altro (10%) a seguito di una sepsi da Burkholderia cepacia. La causa di trapianto di polmone è l’insufficienza respiratoria cronica nell’80% dei pazienti e l’insufficienza acuta nel 20%. Il tempo medio di attesa in lista trapianto è risultato pari a 18,8 ± 13,2 mesi e la sopravvivenza media post-trapianto di 4.5 ± 4 anni. Dopo il trapianto il FEV1% , la FVC% ed il FEF25-75% nonché la saturazione di ossigeno sono aumentati in modo significativo e nessun paziente ha avuto bisogno di NIV o di ossigeno supplementare. La saturazione di ossigeno media è aumentata da 91% ± 3 nell’anno del trapianto a 99% ± 1 nell’anno di massimo follow-up (p < 0,05). Il peso e BMI sono a loro volta aumentati (p = 0,3). La complicazione più frequente post-trapianto erano le infezioni CMV, l’ipertensione arteriosa, rigetto acuto, neutropenia, la subocclusione intestinale, la dislipidemia e le disfunzioni renali. I risultati del Questionario sulla qualità della vita nei malati di fibrosi cistica hanno evidenziato un incremento dei punteggi in tutti i 12 ambiti esplorati. CONCLUSIONI: il trapianto di polmone è l’unica soluzione salvavita disponibile per pazienti con fibrosi cistica che presentano insufficienza respiratoria grave. Questo intervento può migliorare le funzioni respiratorie, il profilo metabolico e nutrizionale e la qualità della vita, anche se è necessario un monitoraggio delle complicazioni post-operatorie
sj-docx-1-bbi-10.1177_11779322211055285 – Supplemental material for Genetic Variants Assessing Crohn’s Disease Pattern in Pediatric Inflammatory Bowel Disease Patients by a Clinical Exome Survey
Supplemental material, sj-docx-1-bbi-10.1177_11779322211055285 for Genetic Variants Assessing Crohn’s Disease Pattern in Pediatric Inflammatory Bowel Disease Patients by a Clinical Exome Survey by Dago Dougba Noel, Pinelli Marinella, Giacomelli Mauro, Serena Ilaria Tripodi, Alessia Pin, Arrigo Serena, Bramuzzo Matteo, Fuoti Maurizio Giuseppe, Alvisi Patrizia, Calza Stefano, Alberto Tommasini and Badolato Raffaele in Bioinformatics and Biology Insights</p
Torticollis as the Presenting Sign of Cervical Spondylodiscitis
Acquired torticollis is a common clinical finding in children evaluated in the pediatric emergency department. It may be the presentation symptom of different illnesses, such as trauma, muscle contraction, infections, or malignancies, and an accurate differential diagnosis is required to correctly identify the cause and choose the right treatment. Spondylodiscitis is a low-grade bacterial infection that involves intervertebral disks and the adjacent vertebral bodies. Spondylodiscitis of the cervical spine is unusual and may be a rare cause of torticollis. We report the case of a 4-year-old male patient admitted to the emergency department for a 5-day history of painful torticollis. Blood tests showed an elevated erythrocyte sedimentation rate. The radiograph of the cervical spine showed a thin fifth cervical soma. The magnetic resonance imaging of cervical spine showed the alteration of cervical vertebral bodies and intervertebral disks, suggesting the diagnosis of cervical spondylodiscitis. The patient recovered after endovenous antibiotic treatment. We suggest that cervical spondylodiscitis should be suspected and investigated by means of an magnetic resonance imaging in every case of unexplained torticollis with persisting symptoms
Eritema nodoso: Uno, nessuno, centomila
Erythema nodosum is a relatively common form of panniculitis in children. The diagnosis is clinical, based upon the presence of painful erithematous nodules or plaques. Tuberculosis should be always suspected (“one”) but other infective or immunological conditions are now more frequently diagnosed (“one hundred thousand”). In most cases the cause of erythema nodosum will remain unidentified (“no one”). Therapy is that of the underlying disease, while NSAIDs and steroids can be used as symptomatic drugs for more severe cases. Erythema nodosum usually resolves in 2-6 weeks without sequelae, but relapses are possible. This short review discusses the diagnostic and therapeutic approach to erythema nodosum starting with the description of four recent cases
The Great Pretender: Pediatric Wandering Spleen: Two Case Reports and Review of the Literature
Wandering spleen is a rare condition, typically not only due to embryological defects of the splenic ligaments, but also secondary to trauma and splenomegaly. The most common presentation is acute abdomen with a mobile abdominal mass or recurrent abdominal pain. However, the spleen may be temporary in its normal position, and patients could be asymptomatic. A familiarity, if present, strengthens the diagnostic suspect.Abdominal ultrasonography and computed tomography are the examination of choice, and the management is surgical
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