29,995 research outputs found

    Note del curatore. Un'idea per discutere

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    Oggi come oggi l'innovazione è un tema imprescindibile. Ma di chi è l'innovazione? Si tratta di tecnica o di scienza? Il breve contributo cerca di rispondere a questi quesiti spiegando quale sia la struttura del volume ed i contenuti che si sono voluti articolare

    Nuovi modelli per lo sviluppo sostenibile in montagna

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    Il contributo affronta il tema dello sviluppo sostenibile in montagna individuando tre punti di partenza: la caducità della bellezza, la precarietà dei beni della nostra civiltà, il lutto e la sofferenza legati alla perdita. Il primo di essi si riferisce all’esigenza di coniugare il vincolo per la protezione dell’ambiente con l’esigenza di fornire non solo sussistenza, ma anche benessere alle popolazioni locali. Purtroppo gli strumenti di pianificazione, pur supportati da un ampio apparato di valutazioni, hanno sì delineato obiettivi e norme per la conservazione dell’integrità, ma spesso questi sono rimasti carenti nella definizione di criteri progettuali per la riqualificazione e la creazione di nuovi paesaggi esteticamente attraenti, ecologicamente stabili e funzionali. La caducità poi è un concetto di cui la è pervasa forse più di ogni altro territorio proprio la montagna. La precarietà è legata sia alle condizioni naturali caratteristiche dei luoghi, ma anche al dissesto idrogeologico, alla delicatezza dei monumenti geologici, all’uso del suolo e alla percezione dei luoghi. Ed ancora all’economia: abitare in montagna significa saper coniugare le conoscenze discendenti proprio dalla forte dimensione culturale delle popolazioni autoctone con la necessaria innovazione, la quale necessita di essere governata per non diventare un ulteriore strumento di dipendenza della montagna dalla pianura. Infine la sofferenza legata alla perdita della bellezza e dei beni. In questo buona parte della responsabilità è ravvisabile proprio nei processi di innovazione economica, sociale e territoriale che, molto spesso, hanno fatto sì che le risorse locali non venissero sfruttate sul luogo e per il luogo. Bellezza, precarietà e perdita sono dunque tre condizioni che sembra abbiano regolato l’abitare in montagna rispetto al tema della gestione del territorio, generando al contempo sia il dolore che lo spunto di una speranza futura

    Il riuso del patrimonio storico-industriale: strumenti, best practices e casebook

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    Il contributo offre una carrellata di best practices e casi studio relativi ai sistemi insediativi dedicati alla produzione ed al lavoro ed i paesaggi che li rappresentano al fine di individuare delle possibili soluzioni per questi particolari insediamenti che costituiscono un patrimonio imprescindibile nel paesaggio veneto. I casi analizzati sono riferiti ad azioni appropriate per la salvaguardia attiva, recupero e rigenerazione di tali sistemi. Azioni che non si esauriscono in una mera salvaguardia ma propongono linee guida per un ripristino ove possibile e comunque tali da conservarne e tramandarne la memoria

    Rigenerare per competere

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    L’intervento cerca di focalizzare il tema della rigenerazione attraverso la messa a fuoco di innovate esigenze che hanno quale riferimento non tanto lo spazio urbano dimenticato e/o dismesso, ma tutto quell’insieme di inadeguatezze dovrebbero stare alla base del processo di rilancio socio-economico. Esso si inserisce perciò nel campo delle relazioni tra norme e piano, tra strategie e progetto che hanno come riferimento le politiche urbane europee e sono la chiave per orientare le possibili scelte di governo dello trasformazioni. Esso quindi è testimonianza di situazioni specifiche, ma, allo stesso tempo potrebbe diventare elemento di dibattito tecnico per progettisti pubbliche amministrazioni

    La pianificazione attuativa

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    Il testo, dopo un excursus storico sugli strumenti urbanistici attuativi introdotti nel nostro paese, dalla Legge 1150/1942 alle più recenti normative nazionali e regionali (prima parte del saggio, di Michelangelo Savino), presenta, descrive e commenta criticamente gli strumenti esecutivi utilizzati oggi dalle Amministrazioni comunali per l’intervento sul territorio. In particolare il contributo a più mani si sofferma (seconda parte del saggio, di Alessandro Bove) sulle modifiche e innovazioni introdotte nella progettazione attuativa dalla recente legge urbanistica regionale del Veneto che ha cercato di rendere più flessibili questi strumenti all’azione territoriale. Il saggio sottolinea alcune contraddizioni presenti nella normativa, ma soprattutto i limiti che questi strumenti mostrano nel controllo della qualità della progettazione urbana, nonostante i vari interventi legislativi abbiano cercato di adeguarli alle esigenze di governo delle trasformazioni urbane e soprattutto ai cambiamenti della realtà urbana. Avendo il volume nel suo complesso anche intenti didattici, il saggio infine (terza parte del saggio, di Pasqualino Boschetto) introduce una metodologia di redazione del progetto esecutivo (un piano di lottizzazione), ricca di informazioni e suggerimenti utili per una buona progettazione del territorio

    Un progetto, molti benefici: un’esperienza di rigenerazione urbana resiliente a Padova

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    La questione della trasformazione della città alla luce dei grandi shock esogeni come il cambiamento climatico e la recente pandemia da Covid-19 ha riportato alla luce molti elementi di criticità legati al nostro livello di sviluppo. Per questo motivo il paper ripercorre alcuni ragionamenti e suggestioni che, introducendo ed analizzando gli aspetti della rigenerazione sostenibile della città e della resilienza dello spazio urbano, propongono le Nature Based Solution quale chiave per il raggiungimento di spazi di qualità capaci di offrire un elevato valore aggiunto alla popolazione residente. Lo strumento individuato per affrontare queste sfide è non è tanto il piano, molto spesso troppo attento alla sua dimensione strategica piuttosto che a quella pratica, ma il progetto. A questo framework fa riferimento il caso studio presentato, dove un piccolo progetto di rigenerazione urbana attraverso un approccio resiliente ha esemplificato un modo di agire all’interno della progettazione per giungere ad un miglioramento dell’assetto urbano coerente, tra gli altri, con le analisi ed ipotesi proposte nella parte analitica dell’elaborato. Ma, la discussione dei risultati, lascia comunque aperte ancore molte strade per riuscire a far sì che il verde diventi un reale strumento di resilienza all’interno della città

    Stefano Genetti, Una marginalità esemplare. Sulle novelle di Emmanuel Bove

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    Questo accurato studio di Stefano Genetti prende in esame una figura appartata, ma di singolare rilievo della narrativa francese della prima metà del Novecento, Emmanuel Bobovnikoff (1898-1945) – il cui cognome fu poi accorciato in Bove –, ebreo di padre ucraino e madre lussemburghese. Si tratta di uno scrittore che ebbe una certa notorietà a metà degli anni Trenta, che fu dimenticato nel dopoguerra, per essere poi rivalutato a metà degli anni Settanta da Raymond Cousse e da altri; di qui var..
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