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Jean Bottero et André Finet. — Répertoire analytique des tomes I à V
Dussaud René. Jean Bottero et André Finet. — Répertoire analytique des tomes I à V. In: Syria. Tome 31 fascicule 3-4, 1954. pp. 307-308
USA 1966. Luisa Castiglioni, Hans Deichmann, Enzo Muzii, Umberto Riva
Nella primavera del 1966 gli architetti Umberto Riva e Luisa Castiglioni, il flâneur Enzo Muzii e il mecenate Hans Deichmann noleggiano un’automobile a San Francisco per girare gli Stati Uniti e fotografare le architetture di Ludwig Mies van der Rohe, Louis Kahn, Frank Lloyd Wright e molti altri. Visitano la California, il Sud (Phoenix, Dallas, New Orleans, Atlanta), risalgono verso Chicago e Philadelphia e arrivano, dopo un mese di viaggio, a New York. Un Grand Tour di città, architetture, deserti e incontri. Un viaggio di formazione, ma anche una scoperta dell’America nel momento del suo massimo fulgore, immortalata in un magnifico bianco e nero da parte di un gruppo di viaggiatori colti europei. Quel viaggio diviene il numero 17 di Zodiac, la rivista internazionale di architettura fondata da Adriano Olivetti, mentre le buste dei provini che contengono le fotografie dei quattro viaggiatori sono riemerse solo oggi. Il volume ripercorre quel viaggio e ne approfondisce il contesto attraverso i contributi critici di Gabriele Neri, Maddalena Scarzella e Maria Bottero, allora redattrice di Zodiac
Il Μέγα Βαπτιστήριον della Badia Greca di Grottaferrata: alcune considerazioni di carattere iconografico
Il Μέγα Βαπτιστήριον di Grottaferrata pre- senta un’iconografia certamente singolare e complessa. Le figure che vi sono rappresentate mostrano un’indubbia difficoltà di interpretazione, dovuta ad una somma di fattori, primo tra i quali la provenienza di una simile imagerie, da modelli che, seppur rimaneggiati, provengono da un passato ormai antico, prima dimenticato e poi riportato alla luce. La problematicità nasce dalla modalità della riscoperta e dalla consapevolezza del suo utilizzo. L'articolo, alla luce di un'attento spoglio della bibliografia più recente, affronta i problemi legati alla presenza, o meno, di significati allegorici, al contenuto della composizione e infine alcuni di carattere metodologico relativamente allo studio iconografico del manufatt
Poetica e maledettismo in Prigionie
Prigionie è il titolo della prima raccolta poetica di Alba de Céspedes, edita nel 1936. Permeata da un’espressività formale e contenutistica dai forti tratti maledettistici, si inserisce in un canone della letteratura italiana che annovera dei predecessori come Emilio Praga o Giovanni Camerana, dei contemporanei della levatura di Dino Campana e Carlo Michelstaedter. La spiritualità inquieta, rivolta all’affermazione ossessiva della propria tristezza e della propria solitudine, emerge come un elemento portante di Prigionie: i significati delle singole composizioni, in relazione a questo, ritraggono complessivamente l’impossibilità ontologica di accedere a una condizione differente, di raggiungere uno status di quiete o di completezza emotiva. La considerazione del rapporto con la seconda – e ultima – opera poetica, pubblicata a Parigi nel 1968 con il titolo di Chansons de filles de mai, permette la messa in risalto di un cambiamento sostanziale nella poetica della scrittrice romana, orientata verso la fine degli anni sessanta alla descrizione dei propri sentimenti e della propria interiorità in relazione ai turbamenti dell’ordine storico e sociale. Questo mutamento condiziona anche gli aspetti formali delle composizioni del 1968, caratterizzati maggiormente da procedimenti di frammentazione del verso. L’analisi formale di Prigionie, condotta in riferimento ai versi di Campana e Michelstaedter, rivela una sostanziale coincidenza che si stabilisce tra le poetiche di questi e quella di Alba de Céspedes; questa è inoltre da contestualizzarsi in un orizzonte storico di profondi mutamenti nei canoni di espressione poetica, descritto a partire dalle riflessioni critiche di Niva Lorenzini e Marcel Raymond
Histoire mondiale de la Femme, publiée par Grimal (Pierre). I, Préhistoire et Antiquité par Nougier (L. R.), Vercoutter (J.), Bottero (J.), Danmanville (J.), Flacelière (R.), Grimal (P.)
Préaux Claire. Histoire mondiale de la Femme, publiée par Grimal (Pierre). I, Préhistoire et Antiquité par Nougier (L. R.), Vercoutter (J.), Bottero (J.), Danmanville (J.), Flacelière (R.), Grimal (P.). In: Revue belge de philologie et d'histoire, tome 45, fasc. 3, 1967. Langues et littératures modernes — Moderne taal- en letterkunde. pp. 898-902
G. Posener, J. Bottero, Kathleen M. Kenyon, Syria and Palestine c. 2160-1780 B. C. Extrait de The Cambridge Ancient History, vol. I, The University Press, 1965.
Parrot André. G. Posener, J. Bottero, Kathleen M. Kenyon, Syria and Palestine c. 2160-1780 B. C. Extrait de The Cambridge Ancient History, vol. I, The University Press, 1965.. In: Syria. Tome 44 fascicule 3-4, 1967. pp. 421-423
L'analisi del collegamento ferroviario tra Torino e Lione attraverso il modello di valutazione a network (ANP)
L’attimo che non sarà mai verso. Problematiche di struttura e genere in Congiungimenti di Domenico Brancale ed Hervé Bordas
Congiungimenti, raccolta di versi di Domenico Brancale e opere visuali di Hervé Bordas, costituisce un esempio nella riflessione sull’inadeguatezza delle distinzioni canoniche di genere in materia di poesia contemporanea. Il raccordo di versi e immagini, di prosa e poesia, di frammenti e citazioni diaristiche, così come la declinazione eclettica delle forme compositive e lo stabilirsi programmatico di un appuntamento d’incontro delle due sensibilità creatrici per la compilazione del volume, rendono la raccolta un documento estremamente prezioso ai fini della riflessione teorica sui fenomeni di contaminazione letteraria. Il mio intervento focalizza la sua attenzione sull’approfondimento delle dinamiche interne all’opera, che trascendono i canoni storicizzati dell’espressione letteraria problematizzando la stessa concezione dell’oggetto-raccolta. Densa di un’autocoscienza declinata filosoficamente, infatti, la poesia di Congiungimenti stabilisce un precedente critico di notevole interesse: spinge a chiedersi dove termini una res definibile criticamente come poesia/raccolta poetica, e dove invece inizi la concezione di un corpo nuovo, inedito alle catalogazioni del Novecento che persistono come argini nell’ordinamento dei generi letterari
[Modulation of the expression of histocompatibility antigens class I (HLA-A,B,C) in the human pancreas].
In this study the expression of HLA class I molecules was analysed on caudal portions of ten pancreata from cadaver donors by means of indirect immunoperoxidase and immunophosphatase techniques. In 7 out of ten pancreata the results showed that islets tissue was almost negative for the expression of HLA Class I antigens as opposed to exocrine tissue that appeared positive. Within exocrine tissue and large sized islets strongly positive interstitial cells were also detected. Double stainings showed that the strongly positive interstitial cells expressed also Leu M1 antigens. Preliminary studies on the remaining three pancreata demonstrate an increase of hematic interstitial cells together with a parallel increase of HLA class I antigens by endocrine parenchyma. The above data suggest that an increase of interstitial cells within pancreas may influence islets antigenicity
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