102,428 research outputs found

    Iacopo Filippo Foresti tra istanze religiose e tensioni culturali: qualche cenno

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    Brevi note biografiche su Iacopo Filippo Foresti, poligrafo e uomo di Chiesa, autore di numerose opere di carattere enciclopedico, tra le quali il 'De claris mulieribus' di impostazione boccacciana

    L'inquadramento costituzionale del fascicolo sanitario elettronico

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    L'autore ripercorre l'inquadramento costituzionale del fascicolo sanitario elettronico

    Produrre salute: politiche e innovazioni

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    Gli autori affrontano, nel primo paragrafo, la disciplina della formazione nelle scienze motorie, e nel secondo paragrafo il tema della promozione della salute nelle recenti politiche amministrative, approfondendo la promozione dell’attività sportiva nel PNRR e lo sviluppo di nuove professioni per la salute (il chinesiologo) e nuove infrastrutture per la salute nello sport (sport city e urban health). Il contributo è il risultato di riflessioni comuni. Tuttavia, Carlo Bottari ha curato specificamente il paragrafo 1 e Federico Laus ha curato principalmente il paragrafo 2

    Introduzione

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    Gli autori introducono il tema della ristrutturazione del servizio sanitario nazionale sotto il profilo digitale

    L'evoluzione della sanità pubblica dall'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale ad oggi

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    Il contributo esamina l'evoluzione della sanità pubblica dall'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale ad oggi, ed in particolare analizza il progressivo affermarsi del tema della tutela della salute nella normativa e nella giurisprudenza nazionali a partire dalla l. n. 833/78, focalizzandosi anche sul principio di sussidiarietà e sulla vexata quaestio dell'utilità dell'intervento privato in ambito sanitario e di come esso debba porsi rispetto al governo del sistema che, imprescendibilmente, dovrà restare in mano pubblica

    Comportamento dell’arginina come legante

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    L’arginina, aminoacido precursore dell’urea è coinvolto nella produzione di NO che è un vasodilatatore. Gravi malattie cardiovascolari possono essere causate dalla la dimetilarginina asimmetrica (ADMA), che può inibire la sintesi di NO impedendo la dilatazione delle arterie [1-4]. L- arginina, nella forma deprotonata (L = C6H13N4O2-) ha un gruppo carbossilico, un gruppo amminico e un gruppo guanidinico. In Questo studio, misure di forza elettromotrice (f.e.m.) sono condotte in mezzo ionico costante [4] a 25°C e in mezzo ionico NaClO4 1.00moldm-3.In tal modo variando ampiamente la concentrazione dei reagenti, è minimizzata la variazione dei coefficienti di attività. Le concentrazioni sostituiscono le attività. In letteratura, non sono riscontrabili studi sul comportamento dell’arginina come legante di cationi molto tossici come piombo (II) e cadmio (II). Dal valore delle costanti si può dedurre che i complessi formati con il piombo (II) sono più stabili rispetto a quelli formati con il cadmio (II). [1] A. Pettersson, L. Uggla, V. Backman, J. Chrom. B, 692, 257 (1997). [2] C. Zoccali, A. Mandalari, in 10th European Meeting on Cardionephrology, Ed. Bios, pp. 19 - 23 (2004). [3] C. Zoccali, S. Bode-Borger, F. Mallamaci et al., Lancet, 358, 2113 (2001). [4] Albourim, M. Petit. G. Thomas – David, Can., J. Chem., 67, 959 (1989) [5] M. Antonilli, E. Bottari, M.R. Festa, L. Gentile, Ann. Chim. (Roma), 97, 1257 (2007). [6] V. P. Poddymov, A. A. Ustinova, Zhur. Neorg. Khim., 26, 1307 (1981). [7] E. R. Clarke, A. E. Martell, J. Inorg. Chem., 32, 911 (1969). [8] M. Antonilli, E. Bottari, M.R. Festa, L. Gentile, Chem. Spec. and Bioav., 21(1), 33 (2009). [9] G. Biedermann, L.G. Sillèn, Ark. Kemi, 5, 425 (1953). [10] L.G. Sillèn, Acta Chem. Scand., 10, 186 (1956). [11] C. De Stefano, P. Mineo, C. Rigano, S. Sammartano, Ann. Chim.(Roma), 83, 243 (199

    Tribuit cui Francia nomen. A proposito dell'epigramma Catulli

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    L'attenzione del contributo si focalizza su una testimonianza ancora enigmatica circa la diffusione di Catullo nella cultura veronese del sec. XIV: l'autore tenta di decrittare un misterioso epigramma con il conforto di alcuni commentatori danteschi

    Comportamento di alcuni Sali di Calcio di acidi Biliari in presenza di EDTA

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    I sali di calcio degli acidi biliari sono poco solubili. Essi potrebbero essere responsabili, almeno parzialmente, della formazione di calcoli biliari, costituendo i primi nuclei di precipitazione intorno ai quali si potrebbero formare strati di precipitazione di colesterolo, bilirubina, ecc... Al contrario, nuclei costituiti da colesterolo o bilirubina poco solubili, potrebbero agevolare la precipitazione dei sali di calcio di acidi biliari ivi presenti. Questo lavoro si prefigge l’obiettivo di verificare la possibilità di solubilizzare con l’EDTA alcuni di questi sali di calcio degli acidi biliari. La scelta del chelante nasce dalla conoscenza della costante di formazione del chelato calcio (II) – EDTA [1] che è pari a log = 10,7. Per effettuare questo studio sono stati scelti il colato di calcio (II), sale dell’acido colico (3,7,12-triidrossicolanico), avente -log ks (prodotto di solubilità) = 6,50±0,10 in NaCl 0,150 mol dm-3 [2] ed il desossicolato di calcio (II), sale dell’acido desossicolico (3,12-diidrossicolanico), avente -log ks = 9,40±0,10 in NaCl 0,150 mol dm-3 [2]. I valori dei prodotti di solubilità dei sali di calcio (II) [2], della solubilità degli acidi biliari considerati e le costanti acide degli acidi colico e desossicolico erano stati determinati in mezzo ionico costante costituito da 0,150 mol dm-3 di NaCl [3]. Sono pertanto valori termodinamici, secondo quanto dimostrato da Biedermann e Sillèn [4]. Tuttavia, per operare in condizioni analoghe a quelle relative alla formazione dei calcoli biliari, è stato necessario lavorare a valori controllati di concentrazione idrogenionica. Operativamente, quantità pesate dei sali di calcio presi in considerazione sono state messe a dibattere in un recipiente chiuso, con un volume noto di mezzo ionico costante (0,150 mol dm-3) contenente sale disodico di EDTA a concentrazione nota e regolando il pH al valore di 7,4. Quantità calcolate di TRIS erano aggiunte per tamponare la concentrazione idrogenionica. In parallelo erano preparate analoghe “soluzioni di riferimento” di sali di calcio messe a dibattere solo con il mezzo ionico regolando il pH a 7,4 per verificare i valori di solubilità ottenuti nel lavoro precedente [2]. Successivamente entrambe le soluzioni erano filtrate e sul filtrato era determinata la concentrazione di ione calcio (II) o di EDTA, a secondo della preparazione iniziale della soluzione. In particolare le soluzioni di riferimento (prive di EDTA), sono state analizzate mediante titolazione chelometrica per spostamento con soluzione standard del sale disodico dell’EDTA, in presenza di Mg – EDTA. Le soluzioni preparate con EDTA sono state analizzate invece mediante titolazione chelometrica con soluzioni standard di Mg(NO3)2. In particolare per il colato di calcio (II), senza aggiunta di EDTA, si ottiene una soluzione torbida, mentre la presenza di EDTA solubilizza parte del precipitato in proporzione alla quantità di chelante introdotta. L’incremento delle aggiunte del chelante porta ad una maggiore solubilizzazione del sale di calcio (II). Il valore del prodotto di solubilità [2] indica che il desossicolato di calcio (II) è meno solubile. Nel corso delle misure sperimentali condotte sulle soluzioni di desossicolato di calcio (II), è stata osservata spesso, ad equilibrio raggiunto, la formazione di una sospensione, leggermente gelatinosa, che presentava difficoltà nella filtrazione e/o nella centrifugazione. Per spiegare questo fenomeno può essere ipotizzata la formazione di aggregati micellari dovuta all’aumento della solubilità del desossicolato ed al superamento della c.c.m (concentrazione critica micellare) per la contemporanea presenza del mezzo ionico e dello ione calcio (II) [5, 6 ]. Lo studio, condotto in vitro, rappresenta un approccio preliminare per verificare la competizione fra la chelazione dell’EDTA ed il prodotto di solubilità di sali di calcio degli acidi biliari. Prospettive future di questa indagine riguardano la sua eventuale estensione ad altri sali di calcio (II), e ad altri complessoni come DPTA o il CDTA. Per l’eventuale sfruttamento della solubilizzazione in “vivo”, portando cioè il chelante a contatto con il calcolo presente nella bile, dovranno essere ipotizzati procedimenti opportuni e la loro applicazione dovrà successivamente essere verificata. [1] Schwarzenbach G., Flaschka H., Die komplexometrische Titration, pp. 144–146, Ed. F. E. Verlag, Stuttgart (1965). [2] Bottari E, Festa MR, Gentile L. J. Chem. Eng. Data 2011, 56 (12), 4751-4758. [3] Bottari E, Festa MR, Gentile L. J. Chem. Eng. Data 2010, 55 (9), 3373-3378. [4] Biedermann G, Sillèn LG. Arkiv Kemi 1953, 5, 425-440. [5] Bottari , Festa M.R, Jasionowska R. J. Incl. Phenomena 1989, 7, 443-454. [6] Antonilli M, Bottari E, Festa MR, Gentile L. Chem. Spec. and Bioav. 2010, 22 (2), 115-126
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