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    Il Kanun: Le regole del dolore e della sofferenza

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    In questo contributo cercherò di riassumere i vari racconti di uomini e di donne albanesi che in modo diverso hanno interpreta-to il Kanun e in modo diverso ne hanno sofferto. Questo Codice ha rappresentato e rappresenta ancora oggi lo spirito dell’uomo di montagna, il suo onore e l’ospitalità, la sua mentalità, il dovere e la vendetta, il matrimonio. In modo particolare, il focus del lavoro verterà sul fenomeno delle burrneshë, regolamentato dal Kanun. La donna che sceglie lo stato di burrneshë acquisisce i doveri e parte dei diritti attribuiti nelle società patriarcali soltanto agli uomini. Con-frontando le diverse spiegazioni antropologiche ed etnografiche e le loro analisi, si considera questa trasformazione come una dolo-rosa privazione della femminilità in una donna. Uno struggente o-locausto di se stesse, consumato in una realtà diversa, a metà fra solitudine cupa e magia (Dones, 2007)

    DONNA IMPEGNATA A LIVELLO CIVILE E CULTURALE: DORA D’ISTRIA LA VOCE DI UNA INTELLETTUALE FUORI DAL CORO

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    Elena Ghika, known by the artistic name of Dora d’Istria, educated and erudite woman, is part of the debate on the female civil and cultural emancipation that took place during the nineteenth century. Ready to defend her rights and those of other women, she proposes as a solution the spread of education.The goal of the work is to reconstruct her thoughts on women through her works and her contacts with the intellectuals of the time who appreciated both political and pedagogical thinking in her.Elena Ghika, conosciuta con il nome d’arte di Dora d’Istria, donna istruita ed erudita, si inserisce nel dibattito sulla emancipazione civile e culturale femminile in atto nel corso del xix secolo. Pronta a difendere i suoi diritti e quelli delle altre donne, propone come soluzione la diffusione dell’istruzione. L’obiettivo del lavoro è ricostruire il suo pensiero sulle donne attraverso le sue opere e i suoi contatti con gli intellettuali del tempo che apprezzarono in lei il pensiero sia politico che pedagogico

    Fiaba 2.0. Una ricerca sulle best pratices nella costruzione di nuovi percorsi di scrittura ai tempi del Covid 19

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    Progettare e realizzare un testo digitale durante il periodo della didattica a distanza è stato possibile. Ma in che modo l’apparato ludico dei libri digitali è utile alla comprensione? È vero che i testi digitali possono avvicinare i bambini e le bambine alla lettura? In questo volume gli autori si sono interrogati a lungo sulla possibilità di individuare nuove metodologie e nuove strategie che sapessero coniugare la tradizione all’innovazione, nel campo della lettura e della scrittura. Si è voluto dimostrare che, l’utilizzo dei dispositivi sono necessari per valorizzare, per promuovere la lettura attraverso l’integrazione del libro cartaceo con quello in formato digitale. La ricerca messa in atto vuole essere una possibilità concreta per insegnanti, alunni e genitori per iniziare a riflettere sulla possibilità di avviare un circolo virtuoso tra lettura e stampa digitale. Questo volume nella prima parte affronta alcune questioni della Letteratura per l’infanzia, senza avere la pretesa di essere esaustivo ma, si esplora, attraverso l’analisi di alcuni profili di scrittori internazionali e nazionali, il mondo della fiaba partendo dalla lettura dei classici per chiarire l’origine di questo genere letterario così amato da adulti e bambini. Nella seconda parte del testo, vi sono i risultati della ricerca prodotta e alcuni dei lavori realizzati dalle studentesse e dagli studenti. Loro hanno potuto realizzare favole e fiabe inclusive, dimostrando che il legame tra tecnologia ed educazione, è volto a promuovere una nuova visione del “digitale” come volano del cambiamento sia per la scuola, sia per la società e sia per l’università. Il volume è allora rivolto a docenti, a futuri docenti ed educatori interessati a riflettere sulla reale e concreta possibilità di avviare e rafforzare quel circolo virtuoso che può e deve unire la lettura del cartaceo con quello digitale. Siamo certi, infine, che anche i genitori di alunni ed alunne in età scolare troveranno utili spunti per educare alla lettura i lori figli e le loro figlie

    L’educazione delle donne un traguardo difficile da raggiungere. L’inchiesta del 1810: alcune riflessioni

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    L’istruzione durante il decennio francese venne considerata un prerequisito fondamentale per lo sviluppo del Paese. La ricerca parte dalla inchiesta avviata da Gioacchino Murat con il decreto del 1809, al fine di far luce sullo stato della pubblica Istruzione nel regno di Napoli. L’obiettivo del lavoro è verificare gli esiti dell’inchiesta sullo stato di queste scuole, soffermandosi sulle classi femminili, sulle abilità delle maestre, quindi sulla qualità dell’istruzione offerta alle bambine partendo dalle arti “proprie del loro sesso” che ognuna di loro avrebbe dovuto apprendere per contribuire alla sussistenza della famiglia e alla buona educazione “della prole futura”

    Reinventare gli spazi formativi: Il museo scolastico come risorsa educativa

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    In museums, the stratification of the realities of life and its historical process are preserved and ask to be understood. Every research grows by chasing the traces of the past, becoming a story in which we bring down the lived experience of our young people, giving birth in them the need to preserve and pass on history. We have gone in search, together with school students, of these signs in the surrounding reality, learning to translate them into new educational spaces that document an anthropological and historical experience readable, teaching them how to build a story. It is through museum didactics that the youngest children are brought closer to the experience of matter - paintings, statues, finds - so that it can be translated into a narrative, appealing to their imaginative capacity. The museum itinerary goes beyond the mere knowledge of the works and artifacts, but is a relationship with the territory and with the cultural realities that grow and develop in it, meetings aimed at proposing a different way of learning.Nei musei viene custodita la stratificazione delle realtà della vita e il suo processo storico che chiedono di essere compresi. Ogni ricerca cresce rincorrendo le tracce del passato, diventando racconto nel quale caliamo il vissuto dei nostri giovani, facendo nascere in loro il bisogno di custodire e tramandare la storia. Siamo andati alla ricerca, insieme agli alunni delle scuole, di questi segni nella realtà circostante, imparando a tradurli in nuovi spazi formativi che documentino un vissuto antropologico e storico leggibile, insegnando loro come costruire un racconto. È con la didattica museale che si avvicinano soprattutto i più piccoli all’esperienza con la matericità – quadri, statue, reperti - affinché si traduca in narrazione, facendo appello alla loro capacità immaginifica. L’itinerario museale va oltre la mera conoscenza delle opere e dei manufatti, ma è relazione con il territorio e con le realtà culturali che in esso crescono e si sviluppano incontri volti a proporre un modo diverso di apprendere

    L'istituzione degli asili asili infantili. Il primo anello del sistema d'istruzione e di educazione popolare: l'asilo "Principessa Margherita di Savoia" di Altamura (1886)

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    L’intento degli asili, nati come le sale di custodia per evitare il fenomeno dell’accattonaggio e del vagabondaggio, è quello di “preparare i bambini e le bambine all’istruzione elementare, curandone lo sviluppo fisico, intellettuale e morale”, Organizzati come una ‘scuola’, con i banchi disposti su gradinate per poterne contenere il più possibile nel poco spazio a disposizione, “cercavano di valorizzare il gioco infantile, affiancandolo alle attività artigianali per i maschi e all’economia domestica per le femmine, con una realistica prefigurazione di quello che sarebbe stato il loro destino”

    La mano che muove la culla del bambino è quella che comanda il mondo. I percorsi educativi delle donne in Albania tra XIX e XX secolo.

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    Il focus della ricerca è incentrato sui percorsi educativi delle donne in Albania, mettendo in evidenza il grande impegno culturale delle sorelle Sevasti e Parashqevi Qiriazi nell’istituire una scuola chiamata la “Scuola delle ragazze”.Le due protagoniste aiutate da altri componenti della famiglia, in aggiunta al marito di Sevasti, Kristo Dako, si impegnarono moltissimo per contrastare il governo turco insieme all’idea ricorrente di donna. Con i loro programmi pedagogici, la ristampa dei libri in lingua autoctona, la creazione della rivista “Ylli i Mëngjesit” la collaborazione alla rivista “Unione della Nazione” e tanto altro ancora, sono entrate a far parte a pieno titolo della storia delle donne d’Albania

    Promoting historical memory recovery through the feedback given by educational museums and laboratories

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    In the current educational context, everybody is paying greater attention to cultural heritage. Scholars are committed to continuously preserving this cultural heritage by raising awareness across students and citizens through a pedagogy of heritage oriented towards the recovery of historical memory. This article is a review over the utility of the functions of museums – considered as organizations aimed at the conservation and protection of cultural goods as well as the enhancement and conservation of educational heritage – in order to provide a feedback that can be useful across past and present times. To this end, this research recommends the implementation of educational Museums of School History as an innovative methodological model that can be useful to create knowledge, and therefore to narrate the origins of learning places: namely schools. Understandably, the final aim is the common good deployed to achieve a conscious use

    Sulle ali leggere della fiaba: polimorfismo e continuità di un genere letterario

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    This essay aims at exploring a book recently published, Le metamorfosi della faba. The chapters included in the volume range widely on a literary genre that knows no boundaries of space and time: the classic fairy tale. This kind of storytelling has a polysemic value that allows to put in extreme evidence the formation (or Bildung) of the identity of a subject who, by moving away from known and familiar spaces, fnds himself in the dangerous condition of facing trials and obstacles. At the same time, he can see the growth of his abilities, in order to reach a fnal goal that will place him in a different social status from the initial one, thus allowing him a radical change, fully possible in fantasy, much less verifable in reality
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