311,873 research outputs found

    Ri-Scritture. Sedimi, accumuli e altri contatti con l'esistente / Re-Writings. Footprints, Accumulations and other Encounters with what already exists

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    I progetti realizzati sono organizzati in tre capitoli: opere di misericordia (interna), opere di carità (architettonica), opere di virtù (urbana). Boschi compie in tal modo una rilettura del proprio lavoro contestualizzando le opere con riferimenti culturali che ampliano gli orizzonti strettamente disciplinari. I tredici lavori presentati e svolti in vent’anni di attività si offrono, infine, come una continua opera di ri-scrittura, guidata da una lettura meditata di strutture, spazi e luoghi attraverso un lavoro di confronto con la realtà degli edifici. Accumulando tracce, segni e sovrapposizioni Boschi dà vita ad un recupero stratigrafico del costruito. Nel volume ogni progetto è presentato da un saggio che fornisce una chiave di lettura attraverso il racconto, le citazioni, il confronto con architetture simili; suggestioni letterarie, pittoriche e cinematografiche permettono così un’assimilazione fra tessiture murarie e fonti narrative, fra testo lapideo e testo letterario. Nel lavoro di Boschi ricorrono alcuni temi chiave, come la ricerca di una complessità dello spazio o il pieno equilibrio tra disegno e materiali, sia nuovi che antichi. Nei progetti più recenti è ben percepibile la sicurezza di “ri-scrittura” raggiunta dall’architetto e la sua capacità di incorporare nel sedime dell’esistente la meditata lezione di antichi e nuovi maestri. I contributi introduttivi di Marco Mulazzani e Beppe Finessi guidano alla comprensione del linguaggio progettuale dell’architetto.The projects, are organized into three chapters: works of mercy (internal), works of charity (architectural), works of virtue (urban). In this way Boschi reinterprets his achievement by contextualizing his works with cultural references that extend their strictly professional horizons. The thirteen projects built in twenty years’ work are presented, finally, as a continuous work of re-writing, guided by a thoughtful interpretation of structures, spaces and places through the exploration of the reality of the buildings. By accumulating traces, signs and superimpositions, Boschi recovers the stratigraphy of the buildings. The book presents each project in an essay that provides a key to its interpretation through narrative, quotations and comparisons with similar architectures. In this way literary, pictorial and cinematic evocations permit an assimilation between walls textures and narrative sources, between stone text and literary text. Some key themes are recurrent Boschi’s work, such as the complexity of space or the careful balance struck between design and materials, both old and new. Clearly perceptible in his most recent projects is the architect’s confident “re-writing” and his ability to incorporate into the existing stratifications the meditated lessons of the old and new masters. The introductory articles by Marco Mulazzani and Beppe Finessi provide a guide to the understanding of the architect's vocabulary in his projects

    Boschi e foreste e ruolo della Corte costituzionale

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    Il lavoro analizza il contributo della Corte costituzionale nella difficile identificazione giuridica di concetti come "boschi e foreste" e, soprattutto, si concentra sulla difficile trasposizione della "multifunzionalità", insita nei boschi e nelle foreste, in una Costituzione quale quella italiana che, dopo la modifica del Titolo V, fa della settorializzazione la caratteristica principale dell'art. 117 Cost

    Cantare l’incanto. Comparazione educativa e Intercultura

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    Il popolo indigeno Guaranì, per rivolgersi agli dei, usano quelle che loro chiamano ‘Belle Parole’, parole che scorrono nella linfa degli alberi, nel fruscio del vento che agita le foglie, nei pensieri del Bene. Il libro rappresenta il secondo risultato di una ricerca di Pedagogia etnografica svolta dal gruppo EURESIS (Università di Ferrara) iniziata nell’aprile 2022 presso le comunità̀ indigene Guaranì dell’Isola di Cotinga (Paranà, Brasile). L’approccio epistemologico della ricerca si dipana all’interno di una dimensione comparativa che tiene conto dei processi storici che hanno coinvolto le comunità prese in esame, ed ha lo scopo di proporre una riflessione pedagogica di carattere inter e transculturale. A questo fine, abbiamo cercato di porre a confronto sistemi di razionalità differenti: il nostro e quello di questo Popolo dal sentire poetico. Siamo infatti convinti che porsi sul ‘crinale della differenza’, comparando elementi culturali radicalmente lontani, rappresenti l’occasione di incontro di altre forme di pensiero, quindi altri modi di organizzazione la conoscenza e l’apprendimento. Il discorso Guaranì sul mondo si struttura a partire dal mito, inteso come congegno cognitivo che definisce le categorie attorno alle quali queste comunità rappresentano la realtà e il loro orizzonte di senso. Per tale ragione, entrare in contatto con questa cultura significa dar voce all’antico canto dei loro miti, alla parola dei loro ancestri, ai saperi antichi che ancora oggi vengono “raccontati” di generazione in generazione. Alla ricerca di quell’incanto, che forse, abbiamo perduto

    Risultati dell’indagine preliminare per l’individuazione dei boschi vetusti in Sicilia

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    La gran parte degli ecosistemi forestali del Mediterraneo è stata modificata ed utilizzata dall’uomo da millenni. I sistemi forestali più vicini alle condizioni di naturalità sono quelli non più gestiti e/o sottoposti ad un efficace regime di protezione e che tendono a recuperare caratteri strutturali e di funzionamento ecosistemico simili a quelli delle formazioni primarie originali. In Sicilia le conoscenze sulla presenza e diffusione dei boschi vetusti sono ad uno stadio preliminare. Nel più recente inventario forestale regionale è stata effettuata una prima selezione di 18 soprassuoli forestali considerati potenzialmente vetusti, che ricoprono 472 ettari di superficie. Sulla base dell’ampia ricerca bibliografica condotta per identificare i migliori parametri correlati con il grado di vetustà delle formazioni forestali, soprattutto nell’ambito del bioclima mediterraneo, sono stati presi in considerazione quattro indica tori principali: presenza e abbondanza di individui arborei senescenti e/o di grossa dimensione; complessità strutturale e diversità specifica delle specie legnose; presenza e abbondanza di necromassa legnosa sia a terra sia in piedi; tipologia, grado ed intensità del disturbo antropico. Il lavoro, oltre ad una revisione critica dei 18 soprassuoli forestali considerati nell’Inventario regionale, vengono proposti altri popolamenti forestali che presentano caratteri di vetustà o di prossimità a condizioni vetuste. Sulla base della rispondenza a tutti o una parte dei quattro parametri di riferimento, è stata proposta una classificazione del grado di vetustà di tutti i soprassuoli considerati in tre livelli: alto (boschi prossimi alla vetustà), medio (boschi potenzialmente vetusti) e basso (boschi attualmente lontani dalla vetustà ma che potranno evolvere caratteri di vetusta nel medio-lungo termine). Alcuni soprassuoli sono stati invece scartati perché non rispondono a nessuno dei quattro requisiti fondamentali. Per ogni soprassuolo, ed in funzione del grado di vetustà, sono state fornite precise indicazioni gestionali con lo scopo di favorire l’evoluzione dei soprassuoli forestali siciliani verso ecosistemi più complessi, biologicamente ricchi e resilienti

    Itaipu, le pietre che cantano. Formazione e resilienza nel popolo Guaranì

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    Foz do Iguaçu, che compare nell’immagine di copertina, si situa nel punto in cui Brasile, Argentina e Paraguay si incontrano. Qui ora domina l’ingombrate presenza di una centrale idroelettrica. In questo luogo magico c’è quello che i Guaranì chiamano Itaipù, un posto carico di sacralità dove, si dice, le pietre cantano. Oggi, purtroppo, le pietre non cantano più. Lo scopo di questo libro è quello di presentare il primo frutto di una ricerca di Pedagogia etnografica svolta dal gruppo EURESIS (Università di Ferrara) iniziata nell’aprile 2022 presso le comunità indigene guaranì dell’Isola di Cotinga (Paranà, Brasile), rivolta alla comprensione dei processi di costruzione della conoscenza lungo il crinale della differenza culturale. Siamo infatti convinti che tentare di interpretare e comprendere come culture collocate ai margini della società cosiddetta civile costruiscano la conoscenza a partire dall’esplorazione della loro cosmovisione, rappresenta per noi l’occasione di riflettere sulle conseguenze educative dell’etnocentrismo, avendo la possibilità e al contempo la fortuna di apprendere. All’interno di questa cornice epistemologica, proponiamo pratiche educative inter e transculturali che possano mantenere viva la speranza di tornare ad ascoltare l’antico canto delle pietre. Il saggio si volge a studenti, ricercatori, educatori, infine, a quanti pensano che un mondo migliore sia possibile

    Infanzia e scuola presso le comunità Guaranì

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    Con l'espressione 'Entiendo pero non hablo', (Comprendo ma non parlo), Carolina Gandulfo mette in luce come i bambini della scuola rurale, dove ha fatto esperienza pratica di ricerca antropologica ed etnografica, parlano in guaranì sottovoce tra loro, solo se la maestra non li osserva. Di fatto hanno ereditato in famiglia, e nella comunità, la convinzione che vi sia una vera e propria sanzione sociale nei confronti di chi è così arretrato da esprimersi ancora in una lingua da selvaggi. La maestra Marta Rodríguez, essendone capace, sceglierà però di parlare guaranì con loro sfruttando a pieno i caratteri di un idioma che nella tradizione era soltanto parlato. In questo contributo si rifletterà sul ruolo che la scuola svolge nei processi di coscientizzazione

    Introduzione. Comparazione e trasformazione: in dialogo con le comunità indigene Guaranì

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    Il volume presentato raccoglie il lavoro di ricerca promosso dal gruppo EURESIS iniziato nell’aprile del 2023 presso le comunità indigene Guaranì situate presso l’Isola di Cotinga nella regione del Paranà brasiliana. L’approccio epistemologico applicato ai risultati ottenuti durante la ricerca etnografica, sarà fondamentale per raggiungere lo scopo della ricerca: esplorare altre forme di razionalità, dare voce al margine, rivelare gli impliciti che guidano la formulazione dei nostri giudizi sul mondo. La cornice pedagogica che guida l’indagine, propone una comparazione educativa che parte dall’interpretazione dei simboli che compongono l’immaginario Guaranì, fondamentali dal punto di vista non solo interculturale, bensì transculturale. Interpretare e comprendere i processi di costruzione del pensiero, significa avviare percorsi di coscientizzazione cognitiva che mettono in discussione il sistema di riferimento, allargano i confini del possibile e dell’impossibile, stimolano l’affermazione di una postura conoscitiva permeabile al cambiamento, adatta a mettersi in dialogo con l’Alterità. Se intendiamo la pedagogia come un processo multidimensionale, multifattoriale e multidirezionale che accompagna l’individuo nel suo continuo evolversi, porsi sul ‘crinale della differenza’ comparando sistemi educativi ed idee di formazione radicalmente diverse, significa anche accogliere la trasformazione, contrastando la fissità e l’asfissiante ugualità. Incontrare i Guaranì rappresenta il tentativo di allargare lo spazio del nostro immaginario, di ampliare la Grammatica con la quale produciamo i nostri discorsi sul mondo

    Storia e identità del popolo Guaranì Il nostro “modo di essere”

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    n questo capitolo cercheremo di tracciare una mappa storica del popolo indigeno Guaranì, sottolineando gli aspetti sociali e culturali di queste comunità. È bene tenere presente che, in questa sede, non abbiamo la presunzione di descrivere in maniera compiuta la complessa e ricca storia di questo popolo. L’obiettivo è infatti quello di restituire il dibattito testimoniato dalle diverse fonti che ci permettono di delineare una cornice utile a comprendere l’orizzonte culturale a cui queste comunità si riferiscono. In modo particolare, si cercherà di individuare alcune categorie che definiscono i principi sui quali si fonda la ‘visione del mondo Guaranì’, allo scopo di rivelarne gli impliciti educativi e quindi i risvolti pedagogici

    Study of ancient cities and landscapes in the middle Adriatic area

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    Direttore con F. Boschi e S. Kay del Progetto 'Study of ancient cities and landscapes in the middle Adriatic area' in accordo tra British School al Rome, Centro Studi per l'Archeologia dell'Adriatico di Ravenna e Università di Bologn

    Yuymonae’ y, la terra dove abita il divino. Ideali e prassi educative nei Tekohas Guaranì dell’isola di Cotinga

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    Questo resoconto si riferisce ai Mbyá dell’Isola di Cotinga, presso i quali abbiamo svolto una ricerca di campo che è iniziata nell’aprile del 2023 e che ad oggi, settembre 2023, ha concluso la sua prima fase. Abbiamo scelto di iniziare l’indagine presso l’isola di Cotinga perché i Guaranì ritengono che sia il primo luogo abitato da Dio e sia intriso, per questo, di una forte spiritualità. È nella natura, espressa nell’isola in tutta la sua bellezza e potenza, che vive l’anima del popolo in oggetto. Durante questi mesi, con l’aiuto del collega Rafael Camargo dell’Università Pontificia di Curitiba, abbiamo svolto una serie di interviste delle quali diamo conto in questo capitolo. Lo scopo dello studio consiste nel mettere a fuoco i processi formativi che pure confermando l’identità ancestrale di questa tribù, ne favoriscono la resilienza, a fronte dell’irrompere nel loro universo cosmogonico della postmodernità. A questo fine abbiamo cercato di indagare il ruolo che la scuola svolge nel villaggio, gli ideali educativi, la spiritualità, le prassi formative, le rivendicazioni politiche e territoriali. L’impianto teorico è stato largamente influenzato dalla rilettura della Pedagogia della Speranza di Paulo Freire la cui opera in Brasile continua ad esercitare la sua potente ermeneutica in tali questioni
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